Politica

venerdì 31 agosto 2018

Svelato il Piano di Salvini " future alleanze con i 5 stelle " Non ci pensa Proprio. Voglio creare un un partito unico del centrodestra "








Matteo Salvini ha un piano: il partito unico del centrodestra. La data che il leader della Lega avrebbe segnato con un cerchiolino rosso è quella del 5 settembre. E' il giorno in cui il Tribunale del Riesame deciderà sul sequestro dei conti del Carroccio dopo la condanna per truffa ai danni dello Stato per la vicenda Belsito. Una sentenza che potrebbe avere una portata clamorosa, portando di fatto alla fine della Lega per come l'abbiamo conosciuta finora. 
A quel punto Salvini potrebbe davvero decidere di compiere il grande passo e formare il famoso partito unico del centrodestra di cui si vocifera sin dallo scorso 5 marzo, cioè il giorno dopo in cui il vicepremier stracciò Forza Italia alle elezioni. E, spiega il Corriere della Sera, il nuovo soggetto potrebbe anche avere nome e simbolo completamente diverso se, come temono alcuni esponenti leghisti, i giudici dovessero mettere un'ipoteca su qualsiasi partito con il nome "Lega" al suo interno.
A quel punto Salvini si prenderebbe ciò che resta di Forza Italia per diventare leader indiscusso del centrodestra, marcando anche un netto contrasto con gli alleati di governo del M5s e a quel punto la coabitazione potrebbe diventare più complicata, anche se per ora non ci sono segnali di rottura nel governo del cambiamento. Ma Salvini potrebbe davvero mettere nel mirino Palazzo Chigi.

il 5 Settembre 2018 la Lega rischia di Sparire? " Quel giorno il Tribunale del riesame di Genova affronterà, su rinvio della Cassazione, il tema del sequestro dei conti leghisti dopo la condanna per truffa ai danni dello Stato di Umberto Bossi e Francesco Belsito.





Estratto di Notizia Pubblicato da: Corriere.it






La data che farà da spartiacque è il 5 settembre. Quel giorno il Tribunale del riesame di Genova affronterà, su rinvio della Cassazione, il tema del sequestro dei conti leghisti dopo la condanna per truffa ai danni dello Stato di Umberto Bossi e Francesco Belsito. In Lega l’umore diffuso è il pessimismo: «Il sequestro potrebbe essere confermato e magari allargato anche ai conti correnti delle segreterie regionali. In sostanza, sarebbe sequestrata la Lega. Che rimarrebbe materialmente senza più un singolo euro». Lo sfogo è di un autorevole esponente di governo, il quale però non è affatto preoccupato per le sorti del partito: «Semplicemente, Salvini dovrà nascerne un altro». Insomma, anche se gli effetti si dispiegheranno nelle settimane e i mesi a venire, il 5 settembre, almeno dal punto di vista simbolico, potrebbe finire la Lega così come è stata fino ad oggi. E nascere il nuovo partito (più o meno) unico del centrodestra.



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Azzerare non serve annulla il PD ormai per gli italiani e " Game Over "









La crisi del Partito democratico assomiglia sempre di più a un'agonia. E nel momento peggiore per i dem, arrivano gli attacchi ferocissimi dall'interno, come quello della vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elisabetta Gualmini. Ospite a In Onda con David Parenzo e Luca Telese, la dirigente piddina si è sfogata: "Ci vuole l'azzeramento di tutti i vertici del Pd e un cambiamento completo. C'è un'ipocrisia collettiva, perché tutti chiedono il congresso ma nessuno lo vuole fare". 

La Gualmini punta il dito sul nervo scoperto dei dem, che da mesi litigano e si rinfacciano di tutto, ma senza mai trovare un accordo, almeno sul giorno in cui si potranno azzuffare: "La verità - ha detto la Gualmini - è che si punta a galleggiare". E anche male. 

La Lega perde il pelo ma non il Vizio



Non solo Genova. Non solo quel maledetto ponte, con il carico di interessi e cattivi pensieri attorno alla sua ricostruzione. A incrinare il rapporto tra Lega e Cinque Stelle, dilatando la distanza su un punto già critico come quello delle infrastrutture, ecco il tratto veneto della Pedemontana: cento chilometri di autostrada che per il Carroccio […]









Matteo Salvini indagato, la procura di Agrigento contesta due nuovi reati al ministro - il Ministro rischia 30 anni di carcere. Questi sono i reati contestati


Notizia Pubblicata da: ilFattoquotidiano.it



Sequestro di persona a scopo di coazione e omissione di atti di ufficio. Si aggravano le posizioni del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e del suo capo di gabinetto, Matteo PiantedosiSono entrambi coinvolti nell’inchiesta sulla nave Diciotti, bloccata per cinque giorni nel porto di Catania con 177 migranti a bordo per volere del leader della Lega. Per questo motivo nei giorni scorsi il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, aveva iscritto nel registro degli indagati sia Salvini che Piantedosi accusandoli di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Adesso, invece, il capo dell’ufficio inquirente siciliano contesta ai due indagati anche le ipotesi di sequestro di persona a scopo di coazione e omissione di atti di ufficio.
La prima fattispecie – come spiega Repubblica – è stata contestata perché Salvini avrebbe impedito lo sbarco delle persone a bordo del pattugliatore della Guardia Costiera per fare pressione sull’Unione europea sul fronte della ridistribuzione dei migranti. Si tratta del il reato disciplinato dall’articolo 289 ter del codice penale che punisce con la reclusione che va dai 25 ai 30 anni chi sequestra “una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata per costringere un terzo, sia questi uno Stato, un’organizzazione a compiere un atto”. Una pena molto più alta rispetto ai dieci anni previsti per il sequestro semplice. L’omissione d’atti d’ ufficio, invece, è prevista dall’articolo 328, ed è legata al fatto che il titolare del Viminale non ha mai indicato un porto di sbarco alla Diciotti dopo l’operazione di salvataggio. Catania, infatti, era uno scalo tecnico: le persone a bordo sarebbero sbarcate solo dopo cinque giorni. È punito con una pena che va dai sei mesi ai due anni. Sommati alle pene previste per le tre originarie ipotesi di reato (arresto illegale fino a tre anni e abuso d’ufficio da uno a quattro anni), dunque, l’attuale ministro dell’Interno rischia fino 39 anni di carcere, anche se nel nostro ordinamento il massimo è 30 anni. 


giovedì 30 agosto 2018

"Salvini non vale niente". Laura Boldrini martedì si abbandona al bagno di folla rossa a Milano, ma tra i suoi sostenitori c'è un coraggioso che la avvicina, e dopo averla sentita pronunciare quelle parole, le confessa in faccia: "Grazie, mi ha convinto a votare Salvini". La Boldrini sgrana gli occhi, il sorriso è tirato, e la sua risposta è avvilente: "Votate Salvini? E allora è la fine...".





"Salvini non vale niente". Laura Boldrini martedì si abbandona al bagno di folla rossa a Milano, ma tra i suoi sostenitori c'è un coraggioso che la avvicina, e dopo averla sentita pronunciare quelle parole, le confessa in faccia: "Grazie, mi ha convinto a votare Salvini". La Boldrini sgrana gli occhi, il sorriso è tirato, e la sua risposta è avvilente: "Votate Salvini? E allora è la fine...". Il video è tratto dalla pagina Facebook Pastorizia Reloaded.









La minaccia dell'Unione Europea: "Sanzioni se l'Italia non paga i contributi Ue" La Replica di Luigi di Maio ‘Ipocrita, veto al bilancio resta’

Come riportato dal Fattoquotidiano.it " Pubblichiamo una Breve Sintesi di notizia. L'articolo completo potete leggerlo sotto sul link indicato 







Per la redistribuzione dei migranti, “quando si tratta di accordi bilaterali tra uno Stato membro” dell’Unione Europea e un “Paese terzo“, come l’Albania, è necessario “il consenso delle persone” a faredomanda di asilo in un Paese diverso da quello di arrivo. A fare il punto sull’iter di ricollocamento, è una portavoce della Commissione Ue che così ha commentato il caso Italia-Albania. A meno di 24 ore dalla sistemazione dei primi migranti della nave Diciotti, si profilano criticità per i 20 profughi che – secondo gli accordi presi dal governo italiano con Tirana – dovranno essere accolti dal Paese extra-Ue. Mentre sulla minaccia italiana di bloccare l’approvazione del bilancio di Bruxelles e non pagare quanto spetta dopo il braccio di ferro con l’Ue sul collocamento condiviso dei profughi della Diciotti, il commissario Ue al bilancio, Günther Oettinger in un colloquio con il Die Welt ha ricordato: non versare il contributo “sarebbe una violazione a cui corrisponderebbero delle penalità“.


Non tarda ad arrivare la risposta del ministro dello sviluppo italiano, Luigi Di Maio, impegnato in una visita ufficiale in Egitto. Dal Cairo ribadisce che “la nostra posizione sul veto al bilancio Ue resta“, anche perché il commissario Günther Oettinger “continua ad esternare ogni giorno da quando abbiamo detto che non gli diamo i soldi“. Il vicepremier ha bollato le dichiarazioni di Oettinger come “ancora più ipocrite“, perché a suo parere l’Ue non fa abbastanza sui migranti. “Se poi, nei prossimi giorni, vogliono riscoprire lo spirito di solidarietà, allora ne riparliamo”, ha sottolineato Di Maio.



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Ponte Morandi " Ecco La Verità dei fatti "



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Rosicate: Carta canta con l'amministrazione di Virginia Raggi Roma è tra le 10 città con la migliore reputazione al mondo. Lo dice " City RepTrak"




Notizia Pubblicata da: www.huffingtonpost.it




"Dritta nella top ten. Roma, sotto la guida M5s, entra nella classifica delle dieci città con la migliore reputazione al mondo. Sul gradino più alto del podio c'è Tokyo, sul secondo Sydney, sul terzo Copenaghen. E al settimo posto Roma". Lo annuncia su Facebook il Movimento 5 Stelle di Roma pubblicando l'immagine della tabella 2018 City RepTrak. Nella top ten postata c'è un'altra città italiana, Venezia, al sesto posto. Mentre al decimo c'è Montreal.





"City RepTrak, elaborata dalla Reputation Institute, ogni anno prende in esame la reputazione delle 56 città più rinomate al mondo. E l'immagine della Città Eterna ne esce consolidata, nettamente migliorata rispetto agli anni precedenti. Un risultato che ci inorgoglisce - proseguono - e che ci conferma di avere intrapreso la strada giusta per migliorare la nostra città, anche alla luce dell'ampiezza del campione utilizzato: per stilare la classifica tra marzo e aprile 2018 sono state intervistate più di 12.000 persone in Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e Stati Uniti".
"A contare è l'economia, se è solida e sostenibile, il governo, se è organizzato ed efficiente e l'ambiente, se è sicuro ed esteticamente attraente. E allora andiamo avanti ancora più decisi, per realizzare il programma, per rendere Roma sempre migliore. Sempre più attrattiva. Con una reputazione internazionale sempre più rafforzata, spiega il post dei pentastellati romani".

Lo scopo della lega fregare i grillini, Succede in Sicilia La lega imbarca tutti " dagli ex Cuffaro, Lombardo e Crocetta. Ed ecco anche ex M5s. qui i nomi "



Notizia Pubblicata da: Livesicilia.it







PALERMO - "Quando era con me, non aveva mai espresso quegli orientamenti politici". Così l'ex presidente della Regione Rosario Crocetta rivela la propria sorpresa per l'adesione di Gaetano Montalbano, un suo ex fedelissimo, alla corte di Matteo Salvini. "Sorpresa fino a un certo punto - rincara Crocetta - ci sono soggetti che vanno sempre e solo con chi vince. Quando ho vinto io stavano con me, ora stanno con la Lega". Un cambio di casacca piuttosto clamoroso per quello che era stato un "gabinettista" del governatore che teneva alle spalle della sua scrivania un crocifisso ricavato dal legno dell barche dei migranti e che dallo stesso governatore era stato mandato persino a dirigente la delicatissima Seus, azienda da oltre duemila dipendenti che gestisce il 118. "La Lega di Salvini - scrive oggi l'ex fedelissimo di Crocetta - vola sempre più in alto, il Movimento 5 Stelle risale, Fi crolla, il Pd e Fdi calano ancora. Leu sarebbe fuori dal Parlamento. Il razzismo culturale di certa sinistra è stato sgamato. Le politiche del governo, premiate. Più le opposizioni insultano, più perdono. Forza e coraggio". "Ma Montalbano con la Lega sta come i cavoli a merenda", insiste Crocetta "del resto quando hanno distrutto il mio Megafono, ognuno è andato per conto suo. Avrei potuto farlo anche io, ma ho una mia storia e una mia faccia. Chi non ha una storia, può andare dove vuole".




Quella di Montalbano è solo l'ultima adesione alla Lega proveniente da mondi apparentemente assi diversi. Non è l'unico, infatti, ad arrivare da aree di centrosinistra o direttamente dal Movimento cinque stelle. E così, oggi, il rischio di imbarcare nel nuovo progetto uomini e donne che avevano già vissuto all'ombra di partiti e poteri invisi alla Lega è molto alto. La Lega cresce, infatti. E piace sempre di più, anche in Sicilia. E', oggi, il cavallo vincente su cui puntare e il consenso popolare al leader Salvini è ai massimi storici. 

Dopo la conferenza stampa del lancio ufficiale del tesseramento che si è tenuta a Palermo lo scorso 3 agosto alla presenza del senatore lombardo Stefano Candiani, commissario del partito sull'Isola, le adesioni al “nuovo” Carroccio si sono susseguite senza sosta. Mentre a livello nazionale la Sicilia ha eletto già due deputati, Alessandro Pagano e Carmelo Lo Monte, e una senatrice, oggi ministro alla Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, a livello regionale sono in molti in queste settimane, proveniente soprattutto dal centrodestra, ad aver deciso di rappresentare la "nuova" Lega. 


Ovviamente, il concetto di "nuovo" in questo caso è assai relativoPagano, infatti, come gli hanno ricordato oggi "ex amici" di Forza Italia, è stato anche un assessore di Totò Cuffaro proprio in quota "berlusconiani", mentre Lo Monte è stato assessore addirittura nel governo di centrosinistra di Angelo Capodicasa, in quello di centrodestra di Vincenzo Leanza, e annovera anche una parentesi nell'Italia dei valori. Fedelissimo di Lombardo, però, già nel 2006 era candidato nella lista che metteva insieme Mpa e Lega. Non proprio politici di "primo pelo", insomma, come non lo sono del resto l'attuale deputato regionale Tony Rizzotto, anche lui un "lombardiano" che dal governatore di Grammichele fu "piazzato" anche in una società regionale per poi lasciare il posto alla compagna. E non sono dei novelli politici nemmeno Salvino Caputo e Angelo Attaguile. Il primo berlusconiano di provenienza An, il secondo ex democristiano figlio di un senatore e ministro democristiano anche elemento di vertice del Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, prima della svolta “leghista”. 


News: #Regeni: Luigi di Maio,entro anno con l'Egitto vogliamo subito la Verità " Video "







News: #Regeni: Luigi di Maio,entro anno con l'Egitto vogliamo subito la Verità  " Video " 






Pensioni d’oro il Governo cade, L'avvertimento di Luigi Di Maio alla Lega di Salvini: “No al ricalcolo, Se qualcuno non vuole attuare il contratto, lo dica subito ” Facciamo cade il Governo

Notizia Pubblicata da: ilFattoquotidiano.it





Un contributo straordinario di solidarietà al posto del ricalcolo delle cosiddette “pensioni d’oro“. La proposta di Alberto Brambilla, economista e consigliere del segretario della Lega Matteo Salvini agita le acque nel governo. Alla proposta avanzata da Itinerari previdenziali in uno studio pubblicato da La Repubblica ha risposto nel pomeriggio il vicepremier del M5s Luigi Di Maio: “Se qualcuno vuol dire che il contratto non si deve attuare lo dica chiaramente, altrimenti si va avanti”.


Secondo Brambilla, autore dello studio, il ricalcolo contributivo delle pensioni superiori ai 4mila euro, 80mila euro lordi annui, contenuto nella proposta di legge depositata alla Camera il 6 agosto dai capogruppo di Lega e 5 Stelle Molinari e D’Uva, non è la strada migliore. Meglio, spiega il consigliere leghista, chiedere agli italiani un contributo straordinario di solidarietà di tre anni per sostenere la non autosufficienza e l’occupazione di giovani, over 50 e donne.


La posizione del documento è fortemente critica nei confronti del taglio, che andrebbe a incidere soprattutto sugli assegni di anzianità di chi ha versato i contributi per 40 anni e oltre: nel testo si sottolinea come il 70% dei tagli cadrebbe nel Nord Italia. “Questo potrebbe causare qualche problema all’elettorato della Lega“, si legge. Bocciata, di conseguenza, l’idea grillina di utilizzare i gettito proveniente dalle decurtazioni per finanziare il la “pensione di cittadinanza” da 780 euro al mese. Non solo: la soluzione prospettata nella proposta di legge anziché “smontare la Fornero” la rafforzerebbe “in peggio aumentandone la rigidità“.

“Non voglio entrare in uno scontro”, ha replicato nel primo pomeriggio Di Maio in conferenza stampa nel corso della sua visita in Egitto, ma nel contratto di governo “abbiamo scritto che vogliamo tagliare le pensioni d’oro: se qualcuno vuol dire che il contratto non si deve attuare lo dica chiaramente, altrimenti si va avanti”. “Sia chiaro – ha aggiunto – che agiamo su persone che prendono dai 4 mila euro netti in su, se non hanno versato i contributi” relativi agli assegni eppure, osserva Di Maio, “si stanno trattando queste persone come disperati che adesso dobbiamo andare a salvare”.


mercoledì 29 agosto 2018

Matteo Salvini vuole Alessandra Mussolini candidata presidente della Regione Campania



Come Riportato da affaritaliani.it " Pubblichiamo una Breve sintesi " 


Matteo Salvini vuole Alessandra Mussolini candidata presidente della Regione Campania alle prossime elezioni del 2020? Sembrerebbe proprio di sì.
La nipote del Duce ha già espresso tutto il suo entusiasmo e la sua ammirazione per il leader del Carroccio, che a detta sua le "ricorda il nonno", e il suo addio a Forza Italia prelude senz'altro a un impegno politico più intenso e incisivo nelle file della Lega.
Quale miglior futuro per Alessandra se non una candidatura importante come quella alla presidenza della sua Regione Campania? La voce al riguardo è sempre più insistente, ed è sostenuta da una questione di fondo che interessa direttamente Matteo Salvini.
Il vicepremier leghista si trova infatti nella difficile posizione di radicare il Carroccio in Campania, senza tuttavia avere un punto d'appoggio forte sul territorio. In Campania regnano per ora sovrani i grillini, e i nomi di Pina Castiello e Gianluca Cantalamessa non sono spendibili per la Lega.

Sud, Parla la ministra barbara Lezzi: “Sgravi per tre anni a imprese che assumono. La Ue ci dia flessibilità”

Sud, il ministro Lezzi: “Sgravi per tre anni a imprese che assumono. La Ue ci dia flessibilità” per leggere l'articolo completo bisogna abbonarsi al fattoquotidiano.it






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Aggiornamento di Notizia






Chiederà per il Sud il 34 per cento degli investimenti. Promette di sgravare dei contributi per tre anni le imprese che assumono. E come il vicepremier Luigi Di Maio, sostiene che il totem del 3 per cento del rapporto tra debito e Pil non è inviolabile: “Si può discutere con l’Europa”. Nel suo ufficio a Palazzo Chigi, il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ragiona su cifre e progetti. 
Cosa serve al Meridione? 
Il primo punto è non perdere i fondi strutturali dell’Unione europea. Appena arrivata qui, mi sono resa conto che negli ultimi anni hanno lavorato malissimo su questo tema. 
Comincia incolpando subito i predecessori?
Sono i numeri che parlano. L’Unione europea ha stanziato per il Sud 42 miliardi di fondi per il periodo che va dal 2014 al 2020. Entro il 31 dicembre di quest’anno scade il termine per presentare i rendiconti per la prima tranche da 9 miliardi, ma la rendicontazione necessaria è ferma a meno di 2 miliardi. Senza dimenticare che spesso la politica ha utilizzato molti dei fondi per spesa corrente, nascondendosi dietro rendicontazioni per lavoretti, i cosiddetti progetti sponda. 
E lei cosa conta di fare? 
Voglio rimediare all’inerzia o ai veti politici, che fermano l’iter dei progetti, e creare una rete tra Regioni ed enti locali. Sono stata in Sicilia due volte e abbiamo sbloccato il Passante e l’Anello ferroviario di Palermo. Ma soprattutto, l’assenza di risorse e personale non deve essere un alibi o un impedimento. E interverrò anche su questo. 
E come?
Ho scoperto che l’Agenzia per la coesione ha oltre 150 consulenti esterni. Li metterò a disposizione di Regioni e Comuni, in modo che li aiutino a preparare i progetti. 
Verrà accusata di voler controllare gli enti locali con gente sua. Già diffideranno di un ministro grillino. 
Non voglio controllare nessuno, e sto trovando grande disponibilità. Posso pormi anche in modo piuttosto severo, ma il mio fine è solo utilizzare i fondi di coesione. 
Nella conferenza stampa sul gasdotto Tap assieme al governatore pugliese Michele Emiliano si è alzata e se ne è andata. Non si pente di un gesto del genere?

Assolutamente no. Il giorno prima dell’incontro, Emiliano ha scritto tweet richiamando il no di Alessandro Di Battista al Tap, e così tutti i giornalisti ci hanno chiesto di quello. Ma Alessandro, che pure rappresenta una parte fondamentale del Movimento, non fa parte del governo, con cui Emiliano parla regolarmente. Quella del governatore è stata solo una recita. 

Il premier Conte ha detto davanti a Trump che il Tap è un’opera strategica. Ma  proprio Di Battista aveva garantito che lo avreste chiuso in 15 giorni. Lei si è detta certa che Conte cambierà idea, ma alla fine voi 5Stelle non manterrete le promesse fatte in campagna elettorale. 
Ora la questione Tap è nelle mani di Conte, proprio perché è così delicata. Il premier ha già incontrato il sindaco di Melendugno (Lecce, ndr) e presto lo rivedrà per fare una sintesi su una questione che negli anni è diventata sempre più complessa, tra ratifica dell’accordo e avanzamento dell’opera. E non per colpa del Movimento.
 
I comitati locali si sentono traditi. E hanno ragione. 

Io non trovo questo clima tra i cittadini. La gente capisce che il tema è complicato. 

Lei chiede il 34 per cento degli investimenti per il Sud: tanto. 

Quella percentuale l’aveva stabilita il governo Gentiloni, ma non l’ha mai attuata. Ora siamo a meno del 29 per cento, ma il 34 serve per riequilibrare, anche perché la popolazione del Sud rappresenta il 34 per cento di quella italiana. E la sfida è allargare quegli investimenti ad Anas e Rfi, visto che le Regioni del Sud, di fatto, non sono collegate tra loro. 

Intanto la disoccupazione dilaga. 

Ho già pronto un piano per sgravare di tutti i contributi le imprese che assumono, per tre anni. 

Quanti soldi servono? 

Ho già trovato le coperture, ma preferisco aspettare per ufficializzare le cifre. Presenterò tutto al ministro dell’Economia Tria. 

E come farà a convincerlo? Volete reddito di cittadinanza, flat tax e superamento della Fornero. Ossia volete sforare  il 3 per cento. 

Del parametro del 3 per cento si può assolutamente discutere. Ma in generale bisogna ragionare con la Ue della riqualificazione della spesa, recuperando spazi di flessibilità. 

Il reddito di cittadinanza va fatto subito?

Sì, lo vorrei tutto e subito. Ci sono 5 milioni di poveri. 

Dovete ripagare gli elettori del Sud, che vi hanno votato solo per avere il reddito.  
Non è così. Il reddito non è affatto solo per il Sud, così come la flat tax non è solo per il Nord. E i cittadini che incontro mi chiedono innanzitutto scuole, treni e bonifiche. 
Matteo Salvini ha appena incontrato lo xenofobo Orbán. Imbarazzante, non crede?
L’incontro tra Salvini e Orbán non rappresenta nulla. È un discorso che riguarda Salvini, e solo lui. Per il resto c’è un contratto di governo. E io mi sento distante mille miglia da Orbán. 
Questo incontro squalifica tutto l’esecutivo. 
Il contraente M5S ha precisato che Salvini non rappresentava il governo: non ci possono essere effetti.
Lei è stata tra i primi a rispondere al ministro dell’Interno quando ha attaccato Roberto Fico. E molti 5Stelle l’hanno seguita. È venuto a galla il vostro malessere

La dialettica interna per me è sempre benvenuta, ma io ho voluto solo ricordare che il presidente della Camera ha il diritto di esprimersi. Tutto qui. 

La sindaca di Roma Virginia Raggi, oggi è a lavoro a Palazzo Senatorio dove riunirà la sua giunta per un incontro informale in cui si parlerà anche dell'avvio di un 'piano sblocca cantieri bis' che punta ad utilizzare, ovviamente dopo l'ok del Mef, circa 100 milioni di avanzi di bilancio.




(FONTE ANSA) - ROMA, 27 AGO - Trovare progetti finanziabili su vari fronti da mettere a gara entro dicembre 2018. Questo l'obiettivo principale che anima la ripartenza dell'azione politica in Campidoglio dopo la pausa estiva. La sindaca di Roma Virginia Raggi, oggi è a lavoro a Palazzo Senatorio dove riunirà la sua giunta per un incontro informale in cui si parlerà anche dell'avvio di un 'piano sblocca cantieri bis' che punta ad utilizzare, ovviamente dopo l'ok del Mef, circa 100 milioni di avanzi di bilancio. Quello che la stessa Raggi aveva soprannominato il primo 'sblocca cantieri', da 125 milioni, era stato presentato a fine luglio come maxi emendamento all'assestamento di bilancio. Tra gli altri progetti che dovrebbero entrare nel vivo a breve c'è una novità sul fronte della trasparenza, curata dall'assessore alla Roma Semplice Flavia Marzano: sul sito del Comune verrà pubblicato un report per ogni assessorato con i punti programmatici realizzati e quelli in corso di realizzazione con il cronoprogramma per informare i cittadini.