Virginia raggi

martedì 31 luglio 2018

La furbata di Silvio Berlusconi dice a Matteo Salvini scarica l'alleato m5s cosi Forza Italia subentra nell'esecutivo senza passare dalle elezioni.






Matteo Salvini scarica l'alleato m5s e Silvio Berlusconi subentra con Forza Italia nell'esecutivo senza passare dalle elezioni.
Questo è il "piano" del Cavaliere per tornare a Palazzo Chigi da protagonista senza presentarsi al voto. Lo illustra in una intervista al Giorno, lanciando un appello al suo alleato di coalizione, attuale Ministro dell'Interno del Governo giallo-verde presieduto da Giuseppe Conte.
Berlusconi è sicurissimo che il governo cadrà sottolineando di questo assunto... "L'evidenza: non c'è un solo tema nel quale la politica statalista, anti industriale, profondamente illiberale dei 5 Stelle non caratterizzi l'azione del governo: penso al decreto Dignità, al paventato blocco dell'Alta Velocità Ferroviaria, agli ostacoli alla Tap - il gasdotto adriatico fondamentale per la sicurezza energetica del Paese - alla minacciata chiusura dell'Ilva, alla ri-nazionalizzazione di Alitalia, per non parlare della politica fiscale e di quella giudiziaria".
E ancora: "Non credo che il consenso degli elettori moderati possa rimanere a lungo a chi permette di realizzare politiche della peggiore sinistra. Quindi o la Lega abbandonerà questo governo o gli elettori abbandoneranno la Lega", profetizza Berlusconi".
Dopodiché aggiunge: "Le elezioni anticipate non sono l'unica soluzione possibile [...] Solo pochi mesi fa, il 4 marzo, una maggioranza significativa di elettori aveva chiesto un governo di centro-destra". 
Il Cavaliere tuttavia, non sembra preoccupato per eventuali elezioni (malgrado i sondaggi diano Forza Italia in caduta libera in un pozzo senza fondo), e chiosa: "Forza Italia profondamente rinnovata, con il suo leader in campo, e capace di denunciare con forza le follie degli ultimi mesi, offrendo alternative serie, concrete, credibili può ottenere risultati ben diversi non soltanto da quelli di qualche sondaggio ma anche da quelli delle ultime elezioni politiche ... Noi di Forza Italia non solo esistiamo, ma non ci siamo mossi di un millimetro dalla linea di centrodestra che ha ottenuto alle elezioni il consenso della maggioranza relativa degli italiani".
Se lo dice lui... 

Scrive Barbara Lezzi su Facebook sul Tap





Bene. Sono soddisfatta dell'impegno assunto dal presidente Conte perché le comunità che si appresta ad incontrare hanno tutte le informazioni che gli faranno cambiare idea.
Washington, 30 lug. (askanews) – “C’è piena consapevolezza da parte del mio governo che il Tap è un’opera strategica: siamo consapevoli che può dare un rinnovamento energetico. Ma ho presentato al presidente Trump il fatto che ci sono inquietudini della comunità locale sul luogo in cui approderà il gasdotto”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa con il presidente Usa Donald Trump dopo il loro incontro alla Casa Bianca.
“Appena tornerò in Italia andrò a incontrare sindaci e comunità locali”, ha aggiunto Conte che già domani sarà nuovamente in Italia.






Poco fa sono stato intervistato a "Radio Anch'io" sul decreto dignita in onda su Rai Radio1. Ecco cosa ho detto!











Poco fa sono stato intervistato a "Radio Anch'io"  sul decreto dignita in onda su Rai Radio1. Ecco cosa ho detto!








News: Rai, distruggere Foa: Una manina Misteriosa che sul web. Modifica il suo profilo di Wikipedia





Notizia Pubblicata da: 






E' un outsider. Non risponde ad alcun poter occulto. E' solo un giornalista che ha fatto della libertà di informazione la propria coerenza. Per questo non è controllabile e va distrutto. E' un liberale, non usa neanche il “ditino moralista”, quello alzato contro il nemico di turno, come la metà dei giornalisti italiani di sinistra. Sacrilegio!
Da quando il nuovo governo giallo-verde ha indicato Marcello Foa presidente Rai è partita una feroce campagna mediatica contro l'ex corrispondente de Il Giornale. 
L'elezione si realizza con il voto positivo della maggioranza dei due terzi dei componenti la commissione parlamentare di Vigilanza. Servono 26 voti, sui 40 della commissione, e Lega e M5S ne hanno solo 21
Foa è un giornalista di 54 anni, laureato in Scienze politiche, che si occupa di manipolazione e qualità dell'informazione. Ha lavorato anni a Il Giornale di Indro Montanelli, scrivendo di politica estera e rimanendo alla testata anche dopo l'uscita del padre del giornalismo italiano, diventandone direttore del sito nel 2010. Poi è passato al Corriere del Ticino, dove è diventato Ad del gruppo editoriale. 
Ma chi non lo conosce digita il suo nome su google e da oggi trova modificata la pagina Wikipedia a lui dedicata. Wikipedia è nel caso di Foa il primo risultato assoluto di chi fa una ricerca con il suo nome. 


News: Air Force Renzi, sul contratto ora indaga la Corte dei conti del Lazio: delega a Gdf La “difesa” di su Facebook: “Mai usato”


Notizia  Pubblicata da: ilFattoquotidiano.it


di  | 31 luglio 2018





Non c’è solo il governo ad aver puntato il famoso “Air Force Renzi”. Anche la magistratura contabile vuole vederci chiaro sul gigantesco Airbus che l’ex premier volle a tutti i costi nonostante gli aerei già in dotazione per i voli di Stato. Lo scorso nove luglio – risulta al Fatto – la Procura contabile del […]





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Video: Virginia Raggi: «Sbloccati da Tria 125 milioni, saranno utilizzati per infrastrutture, strade e metro» Stabilizzate le maestre precarie









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Virginia Raggi annuncia lo sblocca cantierì a Roma: 125 milioni di investimenti, inseriti in un emendamento all'assestamento di bilancio, che serviranno per completare opere in città, rifare strade, dare il via ad una manutenzione straordinaria delle metropolitane e del verde, realizzare nuove corsie preferenziali.



«I 125 milioni sono tutti nostri, il nuovo ministro (dell'economia Giovanni Tria, ndr) finalmente ci ha concesso la possibilità di usare l'avanzo per gli investimenti», chiarisce nel corso di un punto stampa convocato in Campidoglio mentre prosegue la maratona d'Aula per approvare la manovra



E non finisce qui: nel maxi-emendamento sono presenti anche 151 milioni di euro di maggiori entrate vincolate. Si tratta di fondi statali dedicati quasi interamente, 144 milioni, alla realizzazione del Ponte dei Congressi. Il Ponte, di cui si parla da tempo, è rientrato nel progetto Stadio della Roma a Tor di Valle ed è considerato tra le opere di mobilità fondamentali. A co-finanziarlo il Campidoglio con 28 milioni di avanzi di amministrazione, per realizzare la viabilità accessoria e le banchine del Tevere nell'area del Ponte dei Congressi e l'adeguamento del Ponte della Magliana.






Certificato Il centrodestra si rompe sulla Rai - Il no di Berlusconi a Foa, con Salvini pronto a dichiarare la fine dell'alleanza


Notizia Pubblicata da: www.huffingtonpost.it



È, semplicemente, la fine dell'ipocrisia. Quella di un centrodestra che non c'è più da tempo. E che lo certifica sulla Rai, diventata, per usare la metafora di Giovanni Toti, un perfetto "incidente di Sarajevo", con Marcello Foa nei panni dell'arciduca Francesco Ferdinando. Il casus belli, in fondo cercato da entrambe le parti in causa, Salvini e Berlusconi. Che, a meno di clamorosi colpi di scena di qui al voto di mercoledì della commissione di Vigilanza, preannuncia la fine del centrodestra come esperienza politica.
I fatti: il Cavaliere, escluso dalla trattativa sul dossier che gli sta più a cuore (quello televisivo), ha deciso, fortemente supportato da pressoché tutto il suo gruppo dirigente, Gianni Letta in primis, di votare contro il presidente indicato dal governo e comunicato dopo la scelta perché "siamo di fronte a un atto arrogante" e "accettare questa imposizione significa condannarsi all'irrilevanza e alla subalternità"; e Salvini, consapevole degli spifferi bellici che trapelano da Arcore, ha scelto di non alzare la cornetta del telefono, pur consapevole che il colloquio in sé produrrebbe l'effetto di un mezzo disgelo, perché darebbe il segno che Berlusconi è ancora un "interlocutore" politico e non una zavorra di cui liberarsi. Almeno per ora.
Assicurano i suoi che il leader della Lega non ha alcuna intenzione di aprire un negoziato sul nome ed è pronto, in caso di voto contrario di Forza Italia, a "rompere", scaricando le responsabilità su Forza Italia. Il che, evidentemente, non significa mettere in discussione, con atti masochistici, le giunte del Nord, ma, certamente porre fine alla "pacchia", perché è vero che Berlusconi, al momento, è innocuo col governo per tutelare le aziende, ma è anche vero che, finora, il governo è stato innocuo con Berlusconi e con Mediaset. Così come, per una sorta di quieto vivere tra alleati, finora non sono state aperte le porte ai tanti che, dai territori al Parlamento, hanno chiesto ospitalità alla Lega per lasciare Forza Italia, col suo 8 per cento nei sondaggi, i suoi slogan polverosi, i suoi "casting" di volti tv tra i nuovi cortigiani.


Video: Dl dignità, Parla Luigi di Maio: “In questo decreto nessun interesse di partito, né favori a banchieri, lobby o parenti”









Video: Dl dignità, Parla Luigi di Maio: “In questo decreto nessun interesse di partito, né favori a banchieri, lobby o parenti”






lunedì 30 luglio 2018

Il tavolo su #Ilva si è appena concluso. Parla Luigi di Maio Collegatevi che vi racconto come è andata.









Il tavolo su Ilva si è appena concluso. Parla Luigi di Maio Collegatevi che vi racconto come è andata.









News: La rottura tra il Cav e Salvini. Sara sulla Rai è la goccia che fa traboccare il vaso. se non passa Marcello Foa




Notizia Pubblicata da: Dagospia.com







Cosa c'è dietro la possibile rottura tra il Cav e Salvini? La Rai è la goccia che fa traboccare il vaso. C'è chi dice che Salvini sia fuori di sé perché pensa che ci sia Berlusconi dietro la protesta degli industriali veneti contro il decreto Dignità. Giovedì quando si sono incrociati casualmente alla Camera avrebbe liquidato il Cav dicendo "Ora non ho tempo per te". Il giorno dopo, dopo vari tentativi telefonici, Salvini, tronfio di potere e di sondaggi, ha risposto al Banana e il “vaffa” è stato definitivo.



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Notizia Confermata sulla Tav, Parla Luigi di Maio raccoglie la sfida di Sergio Chiamparino: “Siamo pronti al referendum saranno i Cittadini a decidere ”

Nuovo botta e risposta sulla Tav, tra i principali nodi dentro e fuori il Governo.Nei giorni scorsi Sergio Chiamparino ha evocato l’ipotesi di un referendum per dimostrare che il consenso all’opera è maggioritario. Questa mattina (lunedì 30 luglio), parlando alla trasmissione Omnibus, il vicepremier Luigi Di Maio ha raccolto la sfida.  
  

«Chiamparino vuole fare un referendum, noi non ci sottrarremo - ha dichiarato Di Maio -. Gli stanziamenti sono una cosa ma il tema è che il cantiere non va avanti». E ancora: «Non autorizzerò mai un’opera che si faccia con poliziotti in assetto antisommossa e fili spinati.  


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Video: Ilva, Bentivogli (Cisl): “Tavolo con Di Maio? Solo 2 ore, è happening pre feriale”. Parla Emiliano: “Assenza sindaco di Taranto? Lo sostituiamo”









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Video: Parla Luigi di Maio. Tutto quello che c'è da sapere sul Decreto Dignità che oggi arriva in Aula alla Camera










Video: Parla Luigi di Maio. Tutto quello che c'è da sapere sul Decreto Dignità che oggi arriva in Aula alla Camera







News: Ilva. Parla Luigi di Maio " 62 Sigle? Ascoltiamo tutto Poi parla del Referendum Tav, non ci sottrarremo"



Notizia Pubblicata da: Affaritaliani.it






"Troppe sigle oggi al tavolo sull'Ilva?", ebbene "ci sono i portatori di interesse" e questo a riprova che il metodo del M5S "è ascoltare tutti". A rimarcarlo è stato il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, parlando a Omnibus, su La7 della convocazione oggi al Mise del tavolo sull'Ilva che vedrà a confronto 62 sigle tra associazioni, enti locali. "Il tema è sempre lo stesso: per anni ci sono state tante parti del Paese che non sono state ascoltate" ha ricordato il titolare del Mise spiegando che "l'Ancelor Mittal ha chiesto di voler spiegare il piano" a tutti gli stakeholder e che si sta solo applicando il metodo di ascolto che il M5S ha sempre voluto assicurare.




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Video: Maurizio Martina contestato dai militanti del Pd a Brescia




Notizia Pubblicata da: Affaritaliani.it





Maurizio Martina, il segretario del Pd, contestato a Brescia. Durante la festa dell'Unità nella città del sindaco Del Bono, uno dei pochi a trionfare nell'ultima tornata elettorale - durissima - il segretario Dem è stato interrotto dai militanti più o meno a metà del suo intervento. "Sei il segretario devi dare risposte", fa il pubblico. "Se mi fate parlare..." "No, tu ci devi ascoltare". Martina: "Vabbè, se vuoi parlare tu... Ditemi voi se posso concludere un ragionamento sennò mi sembra che purtroppo mi sembra che questo modo di fare dà la dimensione del problema che abbiamo". QUI IL VIDEO DELLA CONTESTAZIONE


fabio.massa@affaritaliani.it



domenica 29 luglio 2018

News: Marcello Foa non ha i voti per essere eletto per la presidenza di Viale Mazzini . Matteo Salvini avverte Berlusconi: alleanza al capolinea



Notizia Pubblicata da: LaStampa.it








La nomina di Marcello Foa nel cda Rai e la sua indicazione per la presidenza di viale Mazzini sta assumendo la portata di un pesante scontro politico, non solo tra tutta l’opposizione e la maggioranza giallo-verde. A spezzarsi potrebbero essere gli ultimi residui legami tra Lega e Forza Italia. Silvio Berlusconi è furioso con Matteo Salvini per la scelta di un ruolo apicale, che dovrebbe essere di garanzia, senza essere stato consultato: nessuna telefonata diretta, nemmeno una consultazione con gli esponenti azzurri in commissione Vigilanza Rai. Non ci sono stati ambasciatori al lavoro e infine una scelta, quella leghista, di un personaggio così caratterizzato politicamente e culturalmente, lontano da tempo dal mondo berlusconiano.  


Ma anche Salvini è irritato con il Cavaliere per il fuoco incrociato dei suoi ormai ex alleati del centrodestra. Compresi i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Le stesse parole di Berlusconi nell’intervista che pubblichiamo oggi sono un messaggio che non lascia molto spazio alle interpretazioni: molto difficilmente in commissione Vigilanza gli azzurri voteranno Foa per la presidenza.  
La reazione di Salvini che filtra da ambienti della Lega è durissima e attribuisce a Berlusconi un ipotetico e clamoroso cambio di passo politico. Il ministro dell’Interno sostiene di aver scelto le persone migliori, indipendenti e brave. Conferma di non aver fatto questa scelta senza avere sentito Berlusconi. Poi avverte che, se Forza Italia decidesse di votare contro Foa, quindi insieme al Pd, sarebbe chiaro che la prossima alleanza Forza Italia la farà con il Pd


Luigi di Maio non accetta L'invito a Partecipare alla Festa nazionale dell'Unità del PD #NoGrazie

Notizia Pubblicata da: www.huffingtonpost.it








Luigi Di Maio non parteciperà alla Festa nazionale dell'Unità, che quest'anno si terrà a Ravenna. Nelle intenzioni degli organizzatori, il ministro dello Sviluppo economico avrebbe dovuto avere un confronto con il suo predecessore, Carlo Calenda, o con l'ex viceministro al Mise, Teresa Bellanova. L'invito, però, che aveva provocato polemiche tra i dem, non è stato accettato.
Andrea De Maria, organizzatore dei dibattiti politici della Festa, commenta a Repubblica: "Di Maio ha rifiutato il confronto. Ufficialmente per un possibile viaggi. Ne prendiamo atto. Ma abbiamo l'impressione che non sia gradito un confronto con un nostro esponente autorevole che avevamo pensato sui temi del lavoro e del decreto dignità, che lunedì si vota alla Camera".
Per ora ancora aperto è l'invito al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli alla festa dell'Unità di Bologna.

Video: I No Tav, in 10mila in marcia verso i cantieri, manifestanti forzano recinzione di filo spinato









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sabato 28 luglio 2018

Sondaggi testa Lega-5Stelle. Le altre Forze politiche tutte in Calo!










ROMA. Sarà per via della visibilità conquistata con il decreto dignità o con il ritorno di vecchi cavalli di battaglia del Movimento - come l'opposizione alla Tav - ma i 5 Stelle fanno registrare qualche segnale di ripresa, nei sondaggi, rispetto alle scorse settimane quando vari istituti avevano segnalato un sorpasso da parte della Lega. D'altra parte, dopo un inizio di legislatura dominato dalla campagna martellante di Salvini sull'immigrazione, l'intezione dei vertici pentastellati era proprio quella di riuscire a conquistare una centralità nell'agenda di governo, a rischio di scatenare più di una frizione con l'alleato leghista.

Ecco quindi che nell'ultimo sondaggio  - pubblicato il 26 luglio da Demopolis - M5Storna primo partito con il 31 per cento delle intenzioni di voto contro il 29 per cento della Lega (ma è ancora sotto rispetto al 32,7 per cento delle politiche alla Camera). Un dato - quello del controsorpasso - che non è però così solido. Il sondaggio Swg, pubblicato il giorno precedente, dava i 5Stelle al 29,3 per cento contro il 30,7 della Lega. Dunque, una sorta di testa a testa permanente con un'unica conferma, per tutti gli istituti demoscopici: la luna di miele tra elettorato e governo gialloverde non si è ancora esaurita e l'area di governo si attesta più o meno stabilmente intorno al 60 per cento.


Per quanto riguarda il Pd, si conferma il calo rispetto al risultato del 4 marzo (18,7 per cento): per Demopolis è al 17,8 per cento, per Swg al 18,1 comunque in timida ripresa rispetto a qualche rilevazione dei giorni precedenti. Nettamente sotto il 10 per cento, invece, Forza Italia: al 9,5 per Demopolis, addirittura al 7,9 per Swg a conferma che il partito di Berlusconi - che alle politiche aveva ottenuto il 14 per cento - è cannibalizzato dallo "strano" alleato, Matteo Salvini. Per quanto riguarda Fratelli d'Italia è sempre sotto il dato del 4 marzo ma in leggero recupero rispetto ai minimi delle ultime settimane: 4,1 per cento per Swg, 3,5 secondo Demopolis. Liberi e Uguali rimane stabilmente sotto la soglia del 3 per cento - 2,6 per cento - mentre Potere al Popolo per Swg tocca quota 2 per cento. Sotto il 2, all'1,9 per cento, +Europa di Emma Bonino. nteressante sarà, nei prossimi giorni, capire l'eventuale impatto - sulle intenzioni di voto - dell'ondata di nomine varata dal governo Lega-M5S.


News: "Senza di noi il Pd muore". Parla Matteo Renzi ne è convinto, lo dice ai 120 parlamentari invitati a una cena in piedi dal costo di 50 euro a testa


Pubblichiamo una Breve Sintesi di Notizia Riportata dall'articolo originale pubblicato da: https://www.huffingtonpost.it




"Senza di noi il Pd muore". Matteo Renzi ne è convinto, lo dice ai 120 parlamentari della sua area riuniti ieri sera per i saluti in vista delle vacanze estive ai quali dà appuntamento in autunno: "Ripartiamo".
L'appuntamento è per una cena in piedi dal costo di 50 euro a testa, presso la Residenza Lavernale, una villa immersa in un lussureggiante parco sull'Aventino. Quel colle di Roma storicamente evoca scissioni ma nel saluto agli 80 deputati e 40 senatori presenti l'ex segretario lascia intendere che per ora la battaglia si fa dentro il partito. "Dobbiamo lavorare per rilanciarlo mettendo fine alle liti interne". La convinzione del senatore di Scandicci è che anche la base, la maggior parte dei militanti, stia con lui. Né con Nicola Zingaretti, unico finora candidato ufficiale alle primarie del Pd. Né con il neo segretario Maurizio Martina, convinto fautore, con altre anime dem, di un dialogo sui temi con M5s.
"Un accordo con i 5 stelle avrebbe distrutto il Pd", ribadisce Renzi

Video Parla il Deputato Trizzino M5S: " Musumeci non conosce le sue Responsabilità sui Rifiuti "

News: i Poteri forti che cercano di disturbare il Governo lega 5 Stelle



Pubblichiamo una Breve Sintesi di Notizia Presa dall'articolo Originale Pubblicato da: laNotiziagiornale.it










I soliti “poteri” forti internazionali, con qualche bell’aggancio in Italia, vanno in pressing sul Governo gialloverde, in particolare con un’azione di disturbo nei confronti del ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona. L’altro ieri Eurasia Group, centro di anaisi geopolitiche con base a New York, ha sfornato un agilissimo rapportino in cui di fatto si mette in guardia da una sorta di “rischio Savona”. L’ostracismo nei confronti del ministro è già ben rappresentato dal titolo: “L’influenza di Savona sulle politiche economiche ed europee resta un rischio”. Un messaggio tutt’altro che accomodante, se solo si considera che i dossier elaborati dal centro sono molto diffusi tra investitori e istituzioni pubbliche e private di mezzo mondo (Italia compresa).




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