giovedì 31 maggio 2018

il piano di Salvini è riuscito perfettamente - " Patto Lega-Meloni, una lista sovranista per Palazzo Chigi "





Fonte Repubblica.it


L’obiettivo, già in caso di elezioni a breve, è diventare il primo partito, superando i 5S e relegando ai margini Berlusconi


Il listone sovranista è un patto che sta prendendo corpo giorno dopo giorno. È una trattativa coperta che Matteo Salvini sta conducendo con Giorgia Meloni, parallela a quella con Luigi Di Maio per il governo M5S-Lega. La differenza è che questa con Fratelli d'Italia sembra già andata in porto, anche se non è il momento per ufficializzare quel che sarà la futura "Lega d'Italia", o "Lega Italia". La piena adesione ribadita ...




Vilipendio: Insulti a #Mattarella sui social, ci sono i primi tre indagati. Presto altri Nomi in Arrivo


Notizia Pubblicata da: Gds.it




Sono tre al momento gli indagati nell'inchiesta aperta dalla Procura di Palermo sulle minacce e le offese al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
La Procura ha deciso di aprire un fascicolo dopo la pubblicazione su alcuni social network di offese con giudizi pesanti e riferimenti alla morte del fratello di Sergio Mattarella, Piersanti, l'ex presidente della Regione ucciso da Cosa nostra il 6 gennaio 1980.
L'inchiesta è affidata dalla sezione antiterrorismo della procura coordinata dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto Gery Ferrara che stanno cercando di individuare altri autori (sempre palermitani) di post con insulti e minacce. Sarebbero al vaglio degli inquirenti un centinaio di post.
Sulla vicenda infatti indaga la Digos con il contributo della polizia postale che sta scandagliando Facebook alla ricerca di altre frasi sospette. In esame al momento ci sono gli scritti di Manlio Cassarà, palermitano, che ha scritto "hanno ucciso il fratello sbagliato", riferendosi all'omicidio di Piersanti Mattarella; Michele Calabrese, autore di un post analogo, e Eloisa Zanrosso che ha scritto: "ti hanno ammazzato il fratello, non ti basta?".
I pm ipotizzano per gli indagati - a vario titolo - il reato di attentato alla libertà del presidente della Repubblica, offesa all'onore a e al prestigio del presidente della Repubblica, puniti fino a 15 anni di reclusione. Non si esclude l'ipotesi di istigazione a delinquere.

Arriva ok Lega e M5S ci ripensano: sì a Conte, con Savona in altro ruolo. Video Di Maio: 'Siamo pronti' Video Salvini: 'Porta mai chiusa'

News: La misteriosa telefonata di Salvini: «Se va bene a Di Maio va bene anche a me» " Video "







Fonte Corriere.it




Non è chiaro con chi parlasse e a cosa si riferisse il leader della Lega - Agenzia Vista -Courtesy Giuseppe Sciortino /CorriereTv


La misteriosa telefonata di Salvini: «Se va bene a Di Maio va bene anche a me». La conversazione mentre il segretario della Lega era a Sestri Levante per un incontro elettorale. Non è chiaro con chi parlasse e a cosa si riferisse








News: Luigi Di Maio, visto attraverso gli occhi della sua mamma.





Notizia Pubblicata da: ilfattoquotidiano.it







Luigi Di Maio, visto attraverso gli occhi della sua mamma. “Era un bambino curioso e tranquillo, si divertiva a giocare con le macchine. Era pazzo delle Ferrari, gli piaceva andare in giro anche a Carnevale. Giravamo per ore nella villa comunale di Marigliano (cittadina in provincia di Napoli, ndr). Era un paese tranquillo dove ha goduto dell’affetto dei suoi nonni con cui è cresciuto fino all’età di otto anni”. Parole di Paola Esposito, la madre del capo politico del Movimento 5 Stelle, che a Oggi racconta di un Di Maio “grande comunicatore, un ragazzo con l’innata capacità di trasferire agli altri l’idea dei diritti e dei doveri”.



Sono una mamma fortunata e, forse grazie all’educazione della famiglia, ha avuto la capacità di interpretare i bisogni degli ultimi. Per me è il migliore dei figli possibili”, continua la Esposito, che sostiene che la politica non abbia cambiato suo figlio: “È rimasto lo stesso. L’ho trovato invece maturato nel suo percorso. Non sa dire bugie“.




Senatori e Deputati M5S, accusano Luigi di Maio: «Hai sbagliato». Lui: « La Lega di Salvini Ci ha fregato?»











ROMA - «Luigi ha sbagliato tutto». Una senatrice accende la piccola folla di colleghi, in un’assemblea improvvisata a Palazzo Madama. Gli autoconvocati dei 5 Stelle, per la prima volta da quando è cominciata la legislatura, tra lacrime e urla criticano Luigi Di Maio. Un raduno carbonaro agitatissimo, che precede la svolta, l’ennesima, del capo politico. Il quale prova a uscire dall’angolo e a buttare la palla e le colpe dall’altra parte del campo, direzione Lega. Un tentativo disperato di smarcarsi dalle critiche di subalternità e di incoerenza.

Il Movimento è stremato, sull’orlo di una crisi di nervi. I sondaggi, per la prima volta, cambiano verso. Beppe Grillo è critico, inquieto. Così Di Maio decide di passare alla contraerea e di colpire Salvini: «Basta, ci sta prendendo in giro». In un colloquio con Carlo Cottarelli sarebbe arrivato a dire: «Non avevamo capito che Savona era così pericoloso». Altra scoperta: «Ci hanno anche detto ora che è iscritto alla massoneria americana, non ne sapevamo nulla». E allora ecco l’offensiva. Laura Castelli si dice «stupita» dal mancato «passo indietro» dell’economista. Lorenzo Fioramonti, già «ministro» dello Sviluppo economico, attacca: «Difendere Savona e le sue opinioni è giusto, ma impuntarsi su una persona col rischio di far affondare il Paese è da irresponsabili. Era il piano di Salvini dall’inizio? Mi rifiuto di crederci».



Eppure ci credono in molti. Così come in molti sono rimasti esterrefatti dalle piroette di Di Maio sul Quirinale, prima accusato di tradimento, poi tornato buon interlocutore. Che le truppe siano stanche e scontente, lo si vede martedì sera. Un gruppo di senatori si riunisce informalmente, evitando di avvertire il dimaiano capogruppo Danilo Toninelli. Nonostante i rimproveri della veterana Laura Bottici («Non possiamo riunirci senza dirlo a Luigi»), l’adunata non si scioglie. Secondo l’AdnKronos, Gregorio De Falco definisce «clamorosamente sbagliata» la linea di Di Maio. Il comandante, però, rientra subito nei ranghi: «Nessuna critica. La linea politica è stabilita dal capo. Lo staff è in funzioni di supporto». L’impeachment? «Di Maio ha chiarito, era giusto mantenere la calma». Qualcuno la sta perdendo, però. Come una senatrice che scoppia in lacrime: «Arrivando a Roma pensavo che il Movimento fosse condivisione. E invece nessuno ci dice niente. È un incubo». All’assemblea serale, Di Maio va subito in difesa e si giustifica: «Ci hanno fregato tutti? Preferisco passare per brava persona che per furbo». E ancora: «Ci trattano come i Calimero della politica. Ci trattano come gli scemi».

mercoledì 30 maggio 2018

News: Carlo Cottarelli potrebbe rinunciare all'incarico: probabile voto anticipato il 29 luglio












Convocato alle 16.30 per un colloquio con il Capo dello Stato, il professor Carlo Cottarelli ha lasciato il Quirinale senza rilasciare alcuna dichiarazione. Stando a insistenti indiscrezioni, sembra che il professor Cottarelli – vista la ormai certa mancanza di fiducia in Parlamento – potrebbe rinunciare all'incarico e dunque il presidente Mattarella potrebbe sciogliere le Camere già nei prossimi giorni per rimandare il Paese al voto. Sfumerebbe dunque anche lo scenario del voto a settembre, ritenuto troppo rischioso perché in caso di stallo potrebbe mettere in pericolo l'approvazione della legge di stabilità entro i tempi stabiliti – il che farebbe immediatamente scattare le clausole di salvaguardia e il conseguente aumento dell'Iva – e dunque l'ultima carta a disposizione del capo dello Stato è il voto entro la fine di luglio, per la precisione da fissare per il 29 luglio, scavalcando dunque il vincolo dei 60 giorni per permettere il voto degli italiani all'estero. Le elezioni verrebbero dunque convocate entro i tempi tecnici minimi dei 45 giorni in modo da permettere al futuro governo di cominciare l'iter per l'approvazione della legge di stabilità entro il 15 ottobre.


In alternativa, spiegano fonti del Quirinale, con il voto il 16 settembre si arriverebbe alla scadenza con un governo ancora da formare e dunque, calendario alla mano, la prima seduta del Parlamento potrebbe essere convocata il 5 ottobre, l'elezione dei Presidenti di Camera e Senato intorno all'8, con il capo dello Stato che non avrebbe iniziato neanche le consultazioni e diventerebbe davvero difficile rispettare la tabella di marcia per l'approvazione della legge di stabilità. In questo mod, dunque, l'esercizio provvisorio scatterebbe immediatamente e paralizzerebbe di fatto il Paese. L'alternativa sarebbe quella del 19 agosto, con scioglimento delle Camera entro il 19 luglio, rispettando i tempi previsti per legge, ma questa ipotesi si teme potrebbe portare l'astensionismo alle stelle.

Sergio Mattarella, il retroscena ha ricontattato Lega e M5s per il governo


Notizia Pubblicata da: Liberoquotidiano.it






Nuovi contatti tra il Quirinale, la Lega e il Movimento 5 Stelle. Si riapre tutto, e gli indizi si sommano. Nel giro di poche ore succede di tutto. Nell'ordine: il Pdannuncia astensione sulla fiducia al governo di tregua di Carlo Cottarelli, che numeri alla mano rischierebbe un disastro senza precedenti alle Camere, con 0-voti-0 in Aula. Il premier incaricato sale al Quirinale, sulla carta per consegnare la lista dei ministri al presidente Sergio Mattarella. I giornalisti sono convocati in via ufficiale, ma dopo qualche decina di minuti Cottarelli esce dalla porta sul retro, senza rilasciare dichiarazioni. Scelta, per così dire, irrituale che nasconde un nuovo dramma istituzionale in atto. 





Leggi anche: Conte intercettato da Mentana, la bomba che cambia il quadro


Da più fonti, incrociate, risulta che dal Quirinale siano stati ricontattati Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Cottarelli, uscito dal Colle, si è recato nel suo studio a Montecitorio incontrando Roberto Fico (M5s) e Giancarlo Giorgetti (Lega). Perché? Non certo per convincerli a votare per il suo governo, dopo quanto accaduto domenica. Eppure, da Napoli, in quegli stessi minuti è lo stesso Di Maio ad annunciare una clamorosa retromarcia su Mattarella: niente impeachment e frasi "pompieristiche". 


"Il problema non è neanche il Quirinale. Sbaglia obiettivo chi lo dice. Dobbiamo decidere invece se il governi italiani li devono decidere i cittadini che votano o le agenzie di rating e la Germania", corregge il tiro il leader grillino. E ancora, da sottolineare:  "Spero che si vada al voto il prima possibile ma riconosco che questa è una situazione veramente difficile. Fermo restando la volontà di andare a votare il prima possibile, resta la disponibilità a collaborare con il presidente Mattarella mantenendo una posizione coerente ma collaborativa per riuscire a risolvere quella che è l'attuale crisi che stiamo vivendo".



Roba impensabile, fino a poche ore prima. "Volevamo fare un governo del cambiamento anche per rassicurare i mercati - ha aggiunto - non ci è stato permesso e ciò ha creato grossi problemi, perché lo spread sta salendo e le borse non stanno andando bene. Una crisi che non abbiamo generato noi". E ora quegli stessi protagonisti rimbalzati dal Colle potrebbero provare a chiudere, una volta per tutte, riformando un esecutivo dopo le dimissioni di Cottarelli (che potrebbero arrivare mercoledì mattina), anche se ci sarebbe da piegare la resistenza di Salvini che su Paolo Savona all'economia vuole tenere duro. Comunque vada a finire, queste ore segnano la fine della credibilità del presidente della Repubblica, quello uscito con le ossa più rotte da questo teatrino dell'assurdo chiamato politica italiana. 



di Claudio Brigliadori@Piadinamilanese

Video Luigi di Maio: “Niente più impeachment, pronti a collaborare con il Colle”




Clicca sulla Foto di Facebook Per Fare Partire il Video






Centinaia di sostenitori pentastellati sono scesi in piazza a Napoli per chiedere che un governo Cinque Stelle. In molti, soprattutto tra i giovani, sono scettici circa l’operato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Qualcuno arriva addirittura a chiederne le dimissioni. Sul palco Luigi Di Maio è acclamato al grido di «onestà» e «voto, voto». E lui risponde che come ha promesso i Movimento andrà al governo.










Articoli correlati: 


Di Maio: fate partire nostro governo, no a impeachment a Mattarella





Di Maio: «Fateci ripartire». Salvini: «Andiamo al governo». Meloni decisa a rafforzare maggioranza M5S-Lega



martedì 29 maggio 2018

I 5 stelle Fregati da Salvini " No impeachment "



Notizia Pubblicata da: ilFattoquotidiano.it






“Chi insulta e minaccia Sergio Mattarella non fa parte del futuro del mio Paese”. Mentre i 5 stelle sollecitavano una presa di posizione di Matteo Salvini sulla questione della messa in stato d’accusa del capo dello Stato, lui in una diretta Facebook si è dissociato da chi attacca il presidente della Repubblica. “Io sono arrabbiato con Mattarella, ma non parlo di impeachment e non andremo in piazza. Ma ha fatto un errore sostanziale, perché aveva una lista di ministri e una maggioranza pronta, che oggi poteva affrontare la situazione finanziaria”.



Poco prima il capogruppo M5s Danilo Toninelli, intervenendo su Radio1, aveva chiesto che i leghisti sostenessero l’iniziativa lanciata da Di Maio dopo il fallimento del governo gialloverde. “E’ stata strattonata la Costituzione”, ha detto. “E’ giusto che cerchiamo con tutte le nostre forze di mantenere in un circuito democratico quanto abbiamo subito coinvolgendo tutte le persone che ci hanno seguito, che ci conoscono, che sapevano che eravamo e siamo nel giusto”. E ha chiuso: “Se Salvini non ci dovesse venire dietro” sull’impeachment “significa che ha paura è che è un pavido“.

Video: Parlano Luigi di Maio e Alessandro Di Battista: “Ora la #Lega non può tirarsi indietro su #impeachment al Presidente Mattarella”






Clicca Sulla Foto di Facebook Per Fare Partire il Video






“Era una cosa premeditata, far fallire il governo del M5S e della Lega”. Così Luigi Di Maio in comizio a Fiumicino commenta il difficile momento politico del paese, segnato dal rifiuto di Mattarella rispetto al nome di Paolo Savona come ministro dell’Economia







Video: Parla Marco Travaglio: “Prossime elezioni trasformate in un referendum sull’euro e in uno pro o contro Mattarella”







Clicca sulla Foto di Facebook Per Fare Partire il Video










News: Banche estere e titoli derivati, ecco perché siamo sotto ricatto. A gestire le aste Btp e Bot sono 15 grandi gruppi



Articolo Correlato: 

Spread Btp-Bund tocca i 260 punti base









Il ricatto c’è. Ed è pure enorme. Provando un attimo a prescindere dalla superficie dell’incredibile scontro istituzionale che sta opponendo pentaleghisti e Quirinale, non si può non mettere a fuoco la vera camicia di forza che imbriglia l’Italia. Parliamo dell’ormai famigerato debito pubblico, che però esercita una fortissima pressione non solo per il suo ammontare, ormai oscillante intorno ai 2.300 miliardi di euro. Non sempre, per dire, si tiene a mente che la gestione del debito sfugge quasi totalmente a un vero potere “sovrano”. Lo scorso 27 aprile il Dipartimento del Tesoro ha aggiornato la lista dei cosiddetti “specialisti in titoli di Stato”. L’aggiornamento, firmato dal nuovo numero uno della Direzione per il debito pubblico, Davide Iacovoni, si è reso necessario per una questione puramente formale, ovvero il cambio di denominazione sociale della banca d’investimento di Royal Bank of Scotland, ora ribattezzata NatWest Markets Plc.
Il focus – Ma l’occasione è preziosa per riflettere ancora una volta sul fatto che l’elenco continua a essere composto da 18 banche di cui 15 estere. Tra queste ci sono le varie Deutsche Bank, Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stanley, Merrill Lynch e via dicendo. A questi “specialisti”, lautamente remunerati, il Tesoro si affida per organizzare le aste dei vari Btp e Bot, a cui gli stessi partecipano garantendo determinate soglie di acquisto. Non solo, perché il coinvolgimento nel meccanismo consente loro anche un accesso privilegiato alla stipula con via XX settembre dei famosi contratti derivati. Si tratta di strumenti con i quali lo Stato cerca di garantirsi dai rischi di cambio dei tassi, ma che spesso si trasformano in un bagno di sangue per i conti pubblici. E’ appena il caso di ricordare che tra le fine del 2011 e l’inizio del 2012 l’americana Morgan Stanley ha ottenuto la chiusura anticipata di un derivato che è costato al Tesoro un esborso di 3 miliardi. Sulla vicenda oggi è in corso un processo alla Corte dei conti, a riprova dell’estrema sensibilità della materia. Ma la domanda a questo punto è spontanea: con un debito pubblico gestito quasi per intero da 15 banche estere, quante di queste potrebbero oggi chiedere chiusure anticipate di contratti derivati? Si tratta di un meccanismo perverso, se così lo si vuole definire, nel quale però l’Italia è inserita da decenni.
I numeri – Ancora, da un recente studio dell’Osservatorio sui conti pubblici dell’Università Cattolica di Milano, guidato dal neo premier incaricato Carlo Cottarelli, viene fuori che a fine 2017 i 2.263 miliardi di debito pubblico erano detenuti per il 32,3% da investitori esteri. In soldoni fanno 731 miliardi di euro. E questo, in un modo o nell’altro, contribuisce ad alimentare il “ricatto” di cui sopra. Per soppesarlo, basti rammentare come un contributo di non poco conto alla crisi dello spread del 2011 venne dato dalla tedesca Deutsche Bank, che nella prima metà di quell’anno riversò sul mercato la bellezza di 7 miliardi di titoli di Stato italiani fin lì detenuti. La stessa Deutsche Bank, nel frattempo finita sotto inchiesta (prima a Trani poi a Milano), figura nella lista dei suddetti “specialisti in titoli di Stato”. Tutto questo per dire che oggi il Belpaese, per aspetti non marginali, si trova nelle mani di moltissimi centri esteri di potere che lo tengono appeso. Condivisibile volersi ribellare a questa “dipendenza”, come invocano i pentaleghisti. Ma forse non è del tutto peregrino immaginare che Sergio Mattarella, magari in contatto con il presidente della Bce, Mario Draghi, sia a conoscenza di alcuni retroscena di questo meccanismo molto rischiosi per il Paese. Per questo nella valutazione della crisi sarebbe bene mettere a fuoco il fatto che l’Italia, da decenni, tutto è fuorché sovrana nella gestione del debito.

News: Berlusconi non Molla la Lega: Centrodestra unito al voto Ma Salvini: alleanza con Fi? Ci penserò












Salvini attacca, Berlusconi rassicura sulla tenuta dell'alleanza. Il leader del Carroccio frena. La giornata del centrodestra vive sul botta e risposta tra leghisti e forzisti. "Se Berlusconi vota il governo Cottarelli, addio alleanza", dice Matteo Salvini al mattino ospite di Circo Massimo su Radio Capital, all'indomani del fallimento di Giuseppe Conte nel dar vita a un esecutivo gialloverde. E non esclude che la Lega possa presentarsi alleata del M5s alle elezioni. "Il lavoro fatto assieme rimane. Vedremo - aggiunge -  valuteremo sui progetti, ma vorrei sapere che fa Berlusconi". 


A rincarare la dose  è Lorenzo Fontana, vicepresidente della Camera per il Carroccio: "Su Fi dipende molto da quello che faranno nei prossimi giorni. Ci sono degli esponenti che si sono già messi in fuorigioco. I voti della Lega non possono sostenere persone che ci danno degli irresponsabili o che ci insultano". I berlusconiani provano subito a rassicurare la Lega. Prima interviene il portavoce dei gruppi parlamentari, Giorgiò Mulè, che annuncia un no al governo Cottarelli: " Forza Italia e tutto il centrodestra non daranno i voti a un governo tecnico e nemmeno i Cinque Stelle, quindi è un governo che nasce già minoritario. Ma la coalizione deve rimanere unita". Anche se ribadisce la contrarietà alla richiesta di impeachment: "È un'iniziativa avventata, figlia di una reazione scomposta verso un comportamento che è nei poteri del Presidente della Repubblica".

La parola definitiva sul rapporto con la Lega arriva però da Silvio Berlusconi: "Per quanto riguarda la fiducia al governo tecnico, la nostra posizione non può che essere negativa. A chi mi chiede quale sarà il futuro del centrodestra rispondo che alle prossime elezioni non immagino altra soluzione che quella di una coalizione di centrodestra unita con Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, destinata sicuramente a prevalere anche per la possibilità di una mia candidatura". Subito dopo a parlare è però di nuovo Salvini che, a proposito dell'alleanza, dice: "Ci penserò".


Di fatto Salvini continua l'asse politico con i 5Stelle: "In Parlamento c’è una maggioranza parlamentare. Quello che non riusciamo a fare tramite un governo, proveremo a farlo in Parlamento. E porteremo assieme al M5s una riforma della legge elettorale, grazie alla quale chi prende un voto in più va al governo". Mentre continua l'attacco a testa bassa contro il presidente della Repubblica: "Mattarella, come don Abbondio, ha detto questo governo non s'ha da fare" (ndr, ma sbaglia la citazione). In casa 5Stelle intanto crescono le voci a favore di una alleanza con la Lega alle prosime elezioni, basata sul contatto di governo da poco siglato. Ma la scelta di Di Maio sull'impeachment non convince tutti.

Video: Carlo Cottarelli contestato alla Camera: “Vogliamo un esecutivo votato dagli italiani”





Clicca sulla Foto di Facebook per Fare Partire il Video









Dopo aver accettato con riserva l’incarico di presidente del Consiglio,Carlo Cottarelli si è recato alla Camera per parlare con il presidente Roberto Fico. All’entrata di Montecitorio, l’ex commissario alla spending review è stato contestato da un piccolo gruppo di cittadini: “Vogliamo un governo votato dagli italiani” ha urlato un uomo.




Video: Parla Luigi di Maio: “Scusa dei mercati è una bufala. Con Cottarelli vergognoso unicum nella storia della Repubblica” Chiamo i cittadini alla mobilitazione



Clicca sulla Foto di Facebook per Fare Partire il Video


“Quella di ieri sera è stata la notte più buia della democrazia italiana”, con “il Presidente che ha deciso di scavalcare le sue prerogative costituzionali e di non fare andare al governo una forza politica che ha preso 11 milioni di voti. Un governo che avrebbe avuto la maggioranza assoluta grazie al contratto siglato con la Lega”. Lo ha detto Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 stelle, in un video postato su Facebook. “Chiamo i cittadini alla mobilitazione, fatevi sentire, è importante che lo facciate sin da ora. Organizzeremo delle manifestazioni pacifiche, simboliche” ha aggiunto, spiegando di aver appeso il Tricolore alle finestre degli uffici dei gruppi pentastellati e invitando a fare altrettanto ai militanti.