Virginia raggi

domenica 21 ottobre 2018

Bruxelles ha già pronta la bocciatura del Def Italiano. Ma il Governo Conte non intende cambiarla assolutamente


Estratto di Notizia: LaNotiziagiornale.it


“L’ho detto. Non c’è motivo di cambiare. Iniziamo, ci sediamo attorno a un tavolo con la Commissione – ha ripetuto il presidente del Consiglio -. Quella lettera, che qualcuno ha definito una bocciatura, è in realtà un inizio di un percorso. Noi risponderemo lunedì, loro delibereranno successivamente. Ci confronteremo”. Insomma, la posizione del Governo non cambia. Mentre continua a recitare, a giorni alterni, la parte del poliziotto buono e di quello cattivo, l’allegra brigata di Bruxelles. Così, se il vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, bullizza la “Manovra del popolo”, evocando il “rischio di contagio in Europa”, tocca proprio al collega Moscovici (lo sbirro buono) allentare la pressione, assicurando, invece, che “non ci sono” rischi contagio nella zona euro dopo l’innalzamento dello spread in Italia. Che, d’altra parte, con il loro incessante bombardamento di dichiarazioni, i falchi di Bruxelles hanno a più riprese contribuito a far impennare.
Ma non è tutto. “Rispetto la legittimità del Governo italiano, che è libero di scegliere di creare un reddito di cittadinanza, eliminare la povertà. La Commissione su questo non interferisce”, è arrivato a dire, ieri, ancora Moscovici. Come se, chiedere all’Italia di mantenere il rapporto deficit-Pil all’1,6% non equivalesse a dire che il reddito di cittadinanza non si può fare. E non finisce qui. “Tutti i miei interlocutori ritengono che l’Italia debba rimanere al centro dell’Europa e che i disaccordi sul bilancio siano discussi in ambito europeo”, ha aggiunto il commissario francese. Un ambito europeo – cioè Bruxelles – dove però, da Juncker in giù, tutti i pezzi da novanta della stessa commissione Ue, quel bilancio lo hanno già stroncato da settimane. Insomma, un gioco delle parti dalla forma istituzionale che non cancella la sostanza politica: la Manovra italiana, che per la prima volta risarcisce i ceti medio-bassi dei sacrifici fatti per pagare il prezzo della crisi, deve cambiare perché nulla cambi. Come nella riedizione in chiave contemporanea del Gattopardo, di Tomasi di Lampedusa.
Di certo, le oltranziste pretese di Bruxelles hanno avuto addirittura un merito. Contribuire a ricompattare l’asse M5S-Lega ad appena ventiquattr'ore dalla più grave crisi attraversata dalla maggioranza dall'inizio dell’avventura gialloverde


Solo fango Mediatico: Nave Diciotti, Salvini gode: accuse verso l'archiviazione. Non sono emersi reati



Estratto di Notizia: http://www.affaritaliani.it






Nei primi giorni di intervento della nave Diciotti al largo di Lampedusa, per il salvataggio dei 190 migranti che si trovavano a bordo di un barcone proveniente dalla Libia, non sono emersi reati. Fu anzi difeso meritoriamente dalla Guardia costiera l’interesse nazionale, scrive l'Agi. E’ il risultato dell’ analisi che il Tribunale dei ministri di Palermo ha consegnato nei giorni scorsi alla Procura dello stesso capoluogo siciliano, perche’ trasmettesse - cosa gia’ avvenuta - gli atti alla corrispondente Procura di Catania. Nel documento relativo all’indagine per sequestro di persona nei confronti del ministro dell’Interno, il collegio palermitano, presieduto da Fabio Pilato, a latere Filippo Serio e Giuseppe Sidoti,divide in due il periodo in cui la Diciotti ebbe a bordo I migranti, che non poterono sbarcare per una decina di giorni. Dal 15 al 20 agosto scorsi vi fu infatti solo una attivita’ di pressione diplomatica nei confronti di Malta, perche’ adempisse i doveri previsti dalle convenzioni internazionali che regolano il salvataggio e l’accoglienza dei flussi migratori. 



4 Gatti in sala: la Leopolda renziana un Flop #4Gatti



Estratto di Notizia: LaNotiziaGiornale.it





Esattamente come previsto. Se non fosse per lo stesso Matteo Renzi che su twitter pubblica la foto di uno skate che riporta alla mente Ritorno al futuro (cui l’edizione 9 si ispira) nessuno ne parlerebbe. Eppure la Leopolda vive e lotta in mezzo a noi. Insieme al Pd. Anzi, affianco. Anzi, contro. Quel che non si capisce, infatti, è il legame tra il partito e la convention renziana.
Lo stesso ex premier, d’altronde, ha sottolineato: “Il congresso non è la cosa più importante”. Quasi a voler sconfessare l’evento clou del partito con l’elezione del nuovo segretario. D’altronde, oltre alla visibilità, a scarseggiare sono anche gli ospiti di rilievo. Tanto ieri quanto oggi ci sono pochi big della politica seduti ai canonici 50 tavoli di discussione. Ivan Scalfarotto, coordinatore della Leopolda di quest’anno, parla di scelta sapiente. Ma i detrattori pensano piuttosto a un alibi.

Il Partito democratico alle comiche finali. Le contromanovre sono due. Renzi presenta tutto quello che non ha fatto. Martina vara una sua finanziaria #allaCannadelGas


Estratto di Notizia: LaNotiziaGiornale.it


I commenti più dissacranti e al tempo stesso sensati sono arrivati da Carlo Calenda e Andrea Orlando. Non proprio due oppositori del Pd, il che è indicativo. “Sono furibondo, ma vi sembra normale che Renzi presenta stasera (ieri sera, ndr) una contromanovra? Ma non l’ha presentata Martina? Quella di Renzi è diversa da quella che ha presentato Martina con Nannicini?”, ha detto il primo. “Siamo sicuri che due contromanovre siano meglio che una?”, ha ribattuto ironico il secondo.



Eppure, come nelle peggiori saghe, non c’è mai fine al grottesco che, purtroppo, sta ormai rovinosamente scivolando nel comico. Ricapitoliamo: dopo cinque anni durante i quali il Pd, al Governo, non è riuscito a concepire una Manovra che, dati alla mano, permettesse all’Italia una vera ripresa economica, quello stesso partito ha lanciato la strampalata idea di una Contromanovra per sbugiardare la Manovra ufficiale del Governo Conte. Ma, come nelle più belle favole del trash, invece che farne solo una in nome di un partito che dovrebbe rinnovarsi puntando innanzitutto sull’unità, ne ha presentate due: una ufficiale e l’altra ufficiosa.
Ma non è finita: trattenete ancora le risate.

sabato 20 ottobre 2018

La Manina Misteriosa?




Estratto di Notizia: Affaritaliani.it







Probabilmente la lite sul Decreto Fiscale rientrerà e il governo andrà avanti, visto che una crisi non conviene né a Salvini né a Di Maio (soprattutto con la manovra da approvare e la guerra continua con l'Unione europea). Ma quello che appare evidente dalla diretta Facebook del vicepremier 5 Stelle è che sul banco degli imputati i grillini non mettono tanto il ministro dell'Interno quanto il numero due della Lega, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.


"Se non si è fatto il pre-Consiglio dei ministri sul decreto fiscale (che avrebbe potuto evitare la 'frittata') non è colpa del Movimento 5 Stelle che lo aveva chiesto e non è colpa del presidente Conte perché è un'altra persona che deve convocare il pre-Consiglio e mi fermo qui", ha sentenziato Di Maio. E a convocare il pre-Consiglio è proprio Giorgetti che il leader pentastellato non nomina direttamente anche se appare evidente l'accusa neanche troppo velata di essere stato lui a creare le condizioni per il pasticcio che da due giorni divide governo e maggioranza.


D'altronde il rapporto tra il M5S e il Richelieu del Carroccio è sempre stato complicato. Come quando Giorgetti ha criticato l'esultanza grillina dal balcone di Palazzo Chigi dopo l'ok al Def o quando ha frenato sulla nazionalizzazione delle autostrade. Poi l'intervista di questa mattina a Repubblica del sottosegratario di Conte ("Così non andiamo lontano, ma a schiantarsi saranno i 5S") ha mandato su tutte le furie i pentastellati. Tanto che il senatore Cinque Stelle Gianluigi Paragone ha attaccato a testa bassa: Giorgetti "uomo del sistema, se si fida Salvini...".




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Video: Luigi di Maio - Eccomi! Ho alcune cose molto importanti da raccontarvi! Collegatevi e condividete il più possibile!








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venerdì 19 ottobre 2018

Video: "Il governo rappresenta i realisti, mentre #Juncker e #Moscovici rappresentano la finanza, quelli che hanno prodotto la povertà"






 Video: "Il governo rappresenta i realisti, mentre #Juncker e #Moscovici rappresentano la finanza, quelli che hanno prodotto la povertà"