sabato 30 settembre 2017

Video: Succede nella Trasmissione Otto e mezzo, scintille tra Travaglio e Brunetta

Carta Canta " Botta e risposta a distanza tra il candidato alla presidenza della Regione, Nello Musumeci, e l'ex governatore Totò Cuffaro."

 

 

notizia pubblicata da:  http://www.cataniatoday.it

 

 

 

Botta e risposta a distanza tra il candidato alla presidenza della Regione, Nello Musumeci, e l'ex governatore Totò Cuffaro. Ad "aprire le ostilità" è stato il candidato del cetrodestra che, parlando della sfida elettorale, ha detto che "Le responsabilità della malapolitica sono di tutti. Lo posso ben dire perchè non ho mai messo piede alla Regione, non ho mai governato. Non ho mai fatto alleanze con Cuffaro e Lombardo, sono un uomo assolutamente libero. Provate a chiedere agli altri se possono dire la stessa cosa".   A stretto giro la replica di Cuffaro. "Non ho molta voglia - si legge in un nota - di rispondere a Musumeci  che è il candidato presidente del 'destracentro', coalizione a dizione invertita che mi ha, per due volte eletto presidente della Regione e con molte migliaia di voti in più di quelli con cui sarà eletto Musumeci - e questa è una mia previsione - ma ho pensato che il silenzio possa essere frainteso. Ebbene, non capisco come possa, Musumeci, dichiarare le cose che ha detto senza rendersi conto che nelle sue liste e intorno a lui ci sono tutti quelli che stavano con me e con Lombardo e non in posti secondari e, tra l'altro, non capisco come tutti questi -  e sono tantissimi - non sentano il bisogno di non farsi insultare da lui".   "Onorevole Musumeci stai sereno, sono io che mi tengo lontano dal tuo modo di stare in politica e dal tuo retaggio ideologico. 

 

 

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Cuffaro risponde a Musumeci:"Mai stati alleati? Ma se è circondato dai miei"



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CARI SICILIANI " CARTA CANTA " NESSUN PRECARIO STABILIZZATO DAL GOVERNO CROCETTA SOLO SPOT ELETTORALI "

 

PUBBLICHIAMO UN ESTRATTO DI NOTIZIA PRESO DALL'ARTICOLO PUBBLICATO DA LIVESICILIA.IT

 

 

Cgil, Cisl e Uil: "Non applicate le norme. Mercoledì sciopero dei lavoratori".   PALERMO 29 settembre 2017 - “Nessun precario è stato stabilizzato in Sicilia. Da Crocetta e dal suo governo solo spot elettorali”. È la denuncia delle funzioni pubbliche di CGIL CISL e UIL, che hanno riunito i direttivi aziendali dei lavoratori precari in servizio negli Enti Locali e negli uffici della Regione per decidere le iniziative da intraprendere contro l’immobilismo del governatore Crocetta.  “Nessun precario – ribadiscono le sigle - è stato stabilizzato in Sicilia, nonostante l’approvazione di due normative: una regionale (la legge 27/2016) e una nazionale (la cosiddetta legge Madia), tutto è rimasto fermo. Le nostre richieste di incontro, inoltrate al Presidente Crocetta e all’Assessore Lantieri - tuonano i sindacalisti – sono rimaste lettera morta.

 

 

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La Notizia del Giorno!!




Di Matteo Bernardini il Giornale di Vicenza 

 

 

GENTILE LETTORE GRAZIE ALLA NORMA AMMAZZA BLOG. NON POSSO FARE NOMI CITATI IN QUESTO ARTICOLO, COSI FACENDO MI EVITO QUALUNQUE TIPO DI QUERELA!! MA  SE VUOI APPROFONDIRE QUESTA NOTIZIA TI INVITO A CLICCARE SUL LINK IN BASSO " TI AUGURO UNA BUONA LETTURA "

 

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Carta Canta " Il debito cala una balla colossale "








Pubblichiamo un breve Estratto di Notizia Preso dall'articolo Pubblicato da " Quotidiano di Sicilia "



 

La lettura delle centinaia di pagine della nota di aggiornamento del Def 2017 fa capire come stanno effettivamente le cose al di là dei comunicati trionfalistici che abbiamo letto in questi giorni.
Partiamo dal debito dello Stato verso chi ha sottoscritto i buoni nelle loro diverse forme. Al 31 dicembre 2007 il debito era 1.605,126 miliardi. Al 31 dicembre 2016, cioè 10 anni dopo, secondo il Def, è arrivato a 2.217,909 miliardi, cioè è aumentato di ben 612 miliardi pari al 38 per cento. Ma non si ferma qua il continuo aumento del debito, perchè al 31 luglio di quest’anno è salito a 2.300 miliardi di euro, più 83 miliardi.


Le cifre nude e crude smentiscono la spudorata menzogna secondo cui il debito cala. Esso continuerà a crescere in maniera vertiginosa perché non si fanno le riforme strutturali di contenimento della spesa corrente, non si riforma in modo profondo la pubblica amministrazione che spreca risorse continuamente, non si utilizza quella parte del patrimonio immobiliare stimato in oltre 500 miliardi, non si mettono sul mercato le quote di importanti partecipate per alcune centinaia di miliardi; insomma, non si fanno quelle operazioni che il padre di famiglia farebbe per fare quadrare i propri conti. 


 


VIDEO " ERA SOLO FANGO MEDIATICO " PARLA IL SINDACO DI BAGHERIA PATRIZIO CINQUE




NOTIZIA PUBBLICATA DA: GDS.IT




PALERMO. "Io a Bagheria ho tolto la gestione dei rifiuti alla mafia, però sono indagato: c'è qualcosa che non va: mandatemi in galera, al 41 bis, ma indagate chi ha mangiato con la mafia". Sono le parole del sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, in conferenza stampa nell’aula consiliare del municipio, assieme ai suoi legali dopo la revoca dell’obbligo di firma decisa dal gip.

"Non sono Kafka - ha detto Cinque - ma mi sembra che questo processo non si debba nemmeno celebrare, ancora non ho capito perché sono seduto qui. Al di là del rispetto che ho per i magistrati, devo fare emergere i vuoti in questa storia. C'è sempre stato un silenzio assordante su Bagheria quando i rifiuti erano in mano alla mafia, pure io sono in grado di individuare le persone facendomi un giro".

"Per dare risalto all'indagine della Procura di Termini Imerese, l'unico modo era quello di adottare misure cautelari, e così è stato. Tutto è stato servito su un piatto d'argento" continua Cinque.

 

 

venerdì 29 settembre 2017

VIDEO: #ROSATELLUMBIS - PARLA LUIGI DI MAIO IL PREMIER 5 STELLE " ATTENTATO ALLA VOLONTÀ POPOLARE "



 di Luigi Di Maio


Abbiamo il dovere di raccontarvi quello che sta succedendo qui dentro perché in questi giorni qui si sta decidendo il futuro del Paese e anche del MoVimento 5 stelle.
Negli ultimi giorni sono successe due cose.
La prima: i partiti hanno deciso di portare in Aula il prossimo 10 ottobre la nuova legge elettorale, quella che hanno chiamato Rosatellum bis. Guardate bene: per la legge che interessa ai loro comodi, hanno subito trovato lo spazio nel calendario. Per la legge che abolisce i vitalizi invece lo spazio non lo hanno trovato, per ben due volte al Senato si sono rifiutati di calendarizzarla in Aula perchè vogliono lasciarla morire in Commissione. Questa nuova legge elettorale impedirà per sempre al Movimento 5 Stelle di andare al Governo.
È una legge che favorisce le grandi ammucchiate con un meccanismo perverso per cui una forza politica come il Movimento, anche se dovesse prendere il 30% dei voti non otterrà neanche il 15% dei seggi. E soprattutto permetterà ai partiti che perdono le elezioni di andare al Governo.
Il Rosatellum bis è una legge che non garantisce né governabilità né rappresentatività. L’unica cosa che garantisce è togliere di mezzo il M5S. Non a caso sono tutti d’accordo, forza Italia, PD, Alfano e Salvini. Salvini sta votando una legge che porterà di nuovo al governo Alfano, Renzi e Berlusconi. Ma tanto basta che gli assicurino la poltrona e se ne sta zitto.
La seconda cosa che è successa: sempre gli stessi partiti - PD, Forza Italia, i centristi - hanno letteralmente blindato la Commissione d’inchiesta sulle banche, spartendosi i ruoli chiavi per guidarne e condizionarne il lavoro. La Presidenza l’hanno data a Pier Ferdinando Casini, che ha un conflitto d’interessi gigantesco, visto che è socio della Fondazione Carisbo. Le due vicepresidenze sono andate una a Renato Brunetta di Forza Italia e l’altra a Mauro Maria Marino del PD. Ma oltre ai conflitti di interesse, escludendoci dai ruoli di vertice, ci impediranno di incidere sul l’ordine del giorno della commissione di inchiesta sulle banche. Insomma non potremo chiamare la Boschi e chiederle sotto giuramento se chiese ad UniCredit in qualità di Ministro di salvare la banca del padre, non potremo convocare i manager delle banche in crac e chiedergli a quali politici rispondevano quando prestavano i soldi degli italiani allo scoperto. Non potremo convocare Mps per indagare sulla morte di David Rossi.
Entrambe le cose sono una dichiarazione di guerra dei partiti contro il MoVimento 5 Stelle. Un tacito accordo per tagliarci fuori. L’accordo lo hanno trovato su questo: tutti insieme - Pd, Forza Italia, Alfano e Lega - vogliono mettere all’angolo l’unica forza politica che rischia di avere il consenso per andare al governo.
E non vale solo per il livello nazionale. Giù in Sicilia si stanno coalizzando tutti contro di noi. Musumeci, insieme a Genovese, Cuffaro, Lombardo. I candidati di Alfano nelle liste con il Pd che sostengono quelli di Forza Italia. Tutti insieme contro Giancarlo Cancelleri.
Il sistema ha paura, sta reagendo e anche noi dobbiamo reagire. Queste persone non stanno tramando solo contro il M5S. Queste persone stanno tramando contro gli italiani. Stanno mettendo le basi per avere mani libere e distorcere la loro volontà.
Perchè alle prossime elezioni con questa legge elettorale, anche se dalle urne il M5S dovesse risultare la prima forza politica del Paese, non potrebbe ottenere la maggioranza dei seggi e ambire a governare. Il voto espresso dagli italiani sarebbe irrimediabilmente compromesso. E per evitare di farsi mandare a casa, hanno blindato la commissione di inchiesta sulle banche, impedendoci di aprire il vaso di Pandora che li spazzerebbe via tutti. Si stanno coprendo a vicenda. Quale verità e quali responsabilità potrà accertare una Commissione composta da gente che si è sempre schierata dalla parte dei banchieri, non lo so. ,
Questo si chiama ATTENTATO ALLA VOLONTA’ POPOLARE.
E allora è evidente ciò che sta succedendo sotto i nostri occhi: i partiti, PD e Forza Italia per primi, si sono uniti compatti per provare a mettere fuori gioco il M5S. Ma a questi signori dico che le istituzioni non sono ‘Cosa vostra’. Bisogna reagire. Noi non resteremo in silenzio dinanzi a ciò che sta succedendo. Se avessimo una stampa libera tutto ciò non mi preoccuperebbe, anzi questi signori neanche potrebbero comportarsi così. Ma in questi giorni i media stanno dando il peggio di se, facendoci apparire come il male dell’Italia.
Aiutateci a far sapere quello che sta succedendo. Diffondete le informazioni che divulgheremo nei prossimi mesi. Quello che vi diranno Cecconi e Toninelli sulla legge elettorale, Pesco e Villarosa sulle banche. Siamo tanti in Italia, facciamo viaggiare le informazioni importanti il più possibile.
E ce la faremo. Forza! 


SUCCEDE IN SICILIA: ANGELO CAMBIANO FA PARTE DELLA SQUADRA 5 STELLE " BENVENUTO TRA NOI



NOTIZIA PUBBLICATA DA: GDS.IT




AGRIGENTO. Angelo Cambiano è uno degli assessori designati dal candidato del Movimento Cinque Stelle alla Regione, Giancarlo Cancelleri. Lo ha annunciato l'ex sindaco di Licata in un post sui social network, dopo le indiscrezioni che già ieri erano circolate.

"Non posso che ringraziare Giancarlo Cancelleri per la grande opportunità offerta che rappresenta per me, il mio gruppo e l'intera città un'occasione di riscatto - scrive Cambiano -. Sfiduciati dai partiti politici e dalla vecchia politica del clientelismo, dopo un lungo confronto con i giovani che mi sostengono, non potevamo non accettare di scendere in campo con chi questa Sicilia la vuole cambiare davvero".

L'ex sindaco di Licata era stato sfiduciato il mese scorso dalla giunta comunale, soprattutto per il caso dell'abusivismo, al centro di polemiche fin dalla sua elezioni.

CI SIAMO ECCOLE QUI " PUBBLICHIAMO LE LISTE DI TUTTI I PARTECIPANTI ALLE ELEZIONI REGIONALI SICILIANE 2017 "

 

 

 Notizia pubblicata da: Livesicilia.it

 

 

TUTTI I NOMI. Il centrodestra, i candidati di Fava e del Megafono, il centrosinistra, gli outsider Cinque stelle. 

 

 

 

  PALERMO - Big del recente passato e outsider, imprenditori antiracket, attrici, “mogli di” e “fratelli di”. Ormai ci siamo. A una settimana appena dai termini per la presentazione delle liste, si va componendo il puzzle delle candidature, mentre tiene banco il tema delle "liste pulite". Intanto, ecco i primi nomi del Megafono di Crocetta, quelli a sostegno di Claudio Fava, e le “sfide” nei collegi dove spuntano nomi già noti della politica siciliana.

 

 

 I Nomi del centrodestra

Le liste a sostegno di Musumeci sono per lo più definite. L'ultima novità è l'ufficializzazione della candidatura di Riccardo Gallo capolista ad Agrigento di Forza Italia. Lo ha reso noto la segreteria provinciale del partito, che indica tra gli altri candidati il consigliere comunale di Licata Giuseppe Federico, il sindaco di Ravanusa Carmelo D'Angelo, la dirigente scolastica Patrizia Marino, moglie dell’ex presidente della Provincia Eugenio D’Orsi. Torna sempre nella lista azzurra, in prima persona (per giorni si era parlato della possibile candidatura della figlia), l’ex manager dell’Asp di Palermo e già eurodeputato Salvatore Iacolino. A Catania, #DiventeràBellissima punterà sull’ex deputato regionale Giuseppe Arena, su Angelo Sicali, su Adele Palazzo e sull’attrice Valeria Contadino.

Intanto la coalizione incassa anche il sostegno di Scelta civica. Sono state ufficializzate infatti a Trapani le candidature di Mariella Grimaudo già segretaria provinciale trapanese del partito, e a Catania di Rosa Maria Baiamonte già vice segretario regionale .“Sono certo che l’esperienza e la capacità di Baiamonte e Grimaudo – ha detto il segretario nazionale Enrico Zanetti - rappresenteranno al meglio il progetto politico liberale di Scelta Civica e daranno un importante contributo alla vittoria della coalizione di centrodestra in Sicilia”.

Liste pulite


A tenere banco è il tema delle candidature che destano imbarazzi. E che attirano su Musumeci, predicatore di rigore, gli strali degli avversari. E non c'è solo il figlio di Francantonio Genovese, Luigi, a far discutere. Un nome della discordia è quello di Riccardo Pellegrino, in lista con Forza Italia a Catania, consigliere uscente con parentele scomode, il cui nome era già finito all'attenzione della Commissione Antimafia presieduta proprio da Musumeci. Un altro nome che può fare discutere è quello dell'uscente Giambattista Coltraro. Il notaio siracusano in questi anni in maggioranza con Crocetta, ora a processo per falso in atto pubblico, è dato dai boatos in rotta d'avvicinamento all'Udc, che si conferma approdo prediletto per i cambia-partito della zona Cesarini. Mentre nel centrosinistra ci sarebbe un caso, scrive ieri Repubblica, relativo alla ricandidatura di Giovanni Di Giacinto, per via di una vicenda giudiziaria risalente al tempo in cui questi era sindaco di Casteldaccia. Un non problema, secondo Sicilia Futura, trattandosi "solo" di un presunto abuso d'ufficio.

Le liste di Claudio Fava

Ieri ha sciolto la riserva Pino Apprendi. L'uscente del Pd correrà per Sala d’Ercole con la lista di Claudio Fava: una scelta che comporterebbe quindi la sua uscita dal partito. La lista di Fava a Palermo vedrà correre anche l'uscente Mariella Maggio, Ottavio Navarra, Sonia Spallitta (di Rifondazione comunista), Luigi Carollo (per Sinistra Comune), Totò Alamia, Giovanni Troia (già consigliere comunale a Capaci), l’ex assessore a Termini Imerese Caterina Mastrosimone. A Catania, con Fava correrà l’avvocato delle Acli Vittorio Bertone, oltre all’ex presidente del consiglio comunale di Palagonia Salvo Grasso. A Messina in corsa l’ex assessore comunale di Barcellona Pozzo di Gotto Raffaella Campo e Maurizio Rella, consigliere comunale di Messina in rappresentanza del movimento del sindaco Renato Accorinti, Ketty Bertuccelli portavoce di ‘Cambiamo Messina dal basso’. A Trapani in lista l’ambientalista di Castelvetrano Lucia Titone, mentre sta per sciogliere la riserva Massimo Fundarò. A Caltanissetta l’avvocato e già consigliere comunale e assessore nel Comune di Gela, Paolo Cafà.  Ad Agrigento Rosario Gallo, ex sindaco di Palma di Montechiaro. A Ragusa ci sarà Resi Iurato e l'ex senatore dei Ds ed ex sindaco di Vittoria Ciccio Aiello.

I movimenti nel centrosinistra

E a proposito di ex sindaci, passando alla coalizione di Fabrizio Micari, ha scelto la lista dei Territori-Micari presidente Giuseppe Ferrarello, già primo cittadino di Gangi, corteggiatissimo anche da altre liste di centrosinistra. Sicilia Futura dopo avere accolto a Caltanissetta l'ex assessore regionale Gianluca Miccichè, contende ai Centristi un altro nome, quello di Pippo Sorbello a Siracusa.

La lista di Alternativa popolare, pagato dazio per la scelta politica dell'alleanza con i riformisti, sta colmando gli spazi lasciati vuoti dai deputati transitati a destra con diversi nomi nuovi. A Palermo non ci sarà l'uscente Di Maggio, ma saranno in lista l'assessore regionale Carmencita Mangano (che potrebbe essere indicata anche nel listino del presidente), Francesco Scarpinato, Michele Nasca, Paolo Caracausi (consigliere comunale del Mov 139 e segretario provinciale Idv) e il professore Adelfio Mario Latteri, il cui fratello fu deputato, mentre ad Agrigento ci sarà l'ex deputato Giancarlo Granata e a Messina il segretario provinciale di Idv (movimento che quindi in questa occasione confluisce nelle liste di Ap) Salvatore Mammola.

Nel Pd, ad Agrigento nelle prossime ore dovrebbe sciogliere la riserva il coordinatore cittadino di Sciacca e renziano Michele Catanzaro che se la vedrà anche con l’uscente Giovanni Panepinto, mentre nello stesso collegio correranno Totò Cascio per Sicilia Futura e Mariella Lo Bello (che andrà quasi certamente nel listino) per il Megafono. A Palermo quasi chiusa la lista dem, con i big Giuseppe Lupo e Antonello Cracolici e una schiera di candidati pronti a contendersi la terza piazza, come Fabrizio Ferrara e Salvo Lo Biundo, ex sindaco di Partinico.

I candidati di Crocetta

A proposito di Megafono, il governatore Crocetta sta lavorando alla chiusura delle liste, dalle quali, nelle prossime ore potrebbe venir fuori qualche grossa sorpresa. Intanto, a Palermo oltre al capolista Crocetta (lo sarà anche a Catania e Messina) ecco l’imprenditrice antiracket Valeria Grasso, il candidato alle ultime elezioni comunali di Bagheria Daniele Vella, il direttore di Madonie News Vincenzo Lapunzina e il medico e sindaco di Motta d’Affermo, Sebastiano Adamo. A Catania, invece, correrà con le liste di Crocetta il deputato uscente del Pd Gianfranco Vullo che fino a poco tempo fa si autodefiniva un “vero renziano”. Sempre nel collegio etneo, come annunciato pochi giorni fa, con Crocetta correrà Carmelo Leanza (fratello di Lino, ex assessore regionale scomparso prematuramente pochi anni fa), il coordinatore del movimento Giuseppe Caudo e il consigliere comunale Lanfranco Zappalà. A Messina, invece, nelle prossime ore quasi certamente scioglierà la propria riserva il neo assessore ai Beni culturali Aurora Notarianni, con lei in lista anche Giuseppe Cannistrà, sindaco di Monforte San Giorgio. A Trapani poi verrà candidato il geologo mazarese Roberto Gallo, a Ragusa Concetta Fiore, a Caltanissetta il gelese Ennio Di Pietro.

I Cinquestelle: conferme e outsider

Il Movimento Cinque stelle ha invece risolto da un po’ il tema delle liste, attraverso le Regionarie, nonostante queste siano state sospese dal tribunale civile di Palermo. Confermati tutti i deputati uscenti: molti di loro troveranno posto anche nel listino. A concorrere per Sala d’Ercole però anche alcuni outsider. A Palermo Luigi Sunseri, collaboratore dell'eurodeputato grillino Ignazio Corrao, Giovanni Callea, l'esperto di marketing e comunicazione e che è stato tra gli organizzatori del 'Kals'Art'  e Alì Listì Maman che abbandonò polemicamente le “Comunarie”. A Catania proverà a scalzare i big un nome storico del movimento come Lidia Adorno, che nel 2013 sfidò Enzo Bianco per la carica di sindaco. A Messina, ecco Alberto Laspada, ad Agrigento Giovanni Di Caro. Ormai ci siamo: è l'ultima settimana utile per chiudere le liste. Poi partirà ufficialmente la corsa per Palazzo d'Orleans e per Sala d'Ercole.



Leggi anche:

Il centrosinistra punta sulle liste;

Liste, il risiko del centrodestra;

I "figli di" in lista.




Notizia del Giorno " L'inchiesta sul Pd In 16 a giudizio "

 

 

 

 Notizia Pubblicata da: http://livesicilia.it/

 

 

Tutti i reati contestati.   

 

 

ROMA- Tutti a giudizio i 16 ex consiglieri regionali Pd del Lazio, tra cui l'ex capogruppo e attuale sindaco di Fiumicino Esterino Montino, coinvolti nell'inchiesta sulla gestione dei fondi destinati ai gruppo consiliari. I reati contestati, a seconda delle posizioni, sono peculato, abuso d'ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e truffa.

News: #Bagheria, il gip: revocato l'obbligo di firma per il sindaco Patrizio Cinque #Rosicatepiddini

 

 

Notizia Pubblicata da: Gds.it 

 

 

 

PALERMO. Il gip di Termini Imerese ha revocato la misura dell'obbligo di firma imposta al sindaco di Bagheria, Patrizio Cinque, che si era autosospeso dal M5S. La revoca era stata chiesta al termine dell'interrogatorio di garanzia dai legali di Cinque indagato per falso ideologico, violazione del segreto d'ufficio e abuso d'ufficio.

 

Cinque, che dopo la notifica dell'obbligo di firma si è autosospeso dal M5S, è indagato nell'ambito di una inchiesta che coinvolge 23 persone tra funzionari comunali, un vigile urbano, due imprenditori e l'ex commissario della città metropolitana. I filoni di indagine vanno da presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti, alle procedure amministrative per la gestione del palazzetto dello sport di Bagheria alla vicenda relativa alla casa abusiva del cognato del sindaco.

 

Dopo un lungo interrogatorio di garanzia in cui Cinque ha chiarito la sua posizione, i legali, Vincenza Scardina e Antonio Di Lorenzo, hanno chiesto la revoca della misura a cui il pm si è opposto. Prima della decisione del gip, la Procura di Termini Imerese oggi aveva dato parere negativo alla richiesta dei legali. Revocati anche l'obbligo di firma per l'ex commissario della città metropolitana Manlio Munafò, difeso dall'avvocato Marcello Montalbano, e la misura interdittiva della sospensione dal lavoro per il vigile urbano Domenico Chiappone, assistito dal legale Salvo Priola.

MA STIAMO SCHERZANDO " FAZIO DECIDE SE IL PREMIER 5 STELLE PUÒ PARTECIPARE ALLA TRASMISSIONE "


Notizia Pubblicata da dagospia




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MA STIAMO SCHERZANDO " FAZIO DECIDE SE IL PREMIER 5 STELLE PUÒ PARTECIPARE ALLA TRASMISSIONE QUELLA È LA RAI SERVIZIO PUBBLICO " 

 

Aggiornamento di notizia delle ore  12:05 dagospia smentisce pubblichiamo:   



FLASH! LUIGI DI MAIO HA CHIESTO DI ANDARE OSPITE DOMENICA DA FAZIO. RISPOSTA DI FAZIO: "SOLO SE IL M5S SMETTE DI ATTACCARMI...". LA TRATTATIVA SAREBBE IN CORSO... - FAZIO SMENTISCE: "LA NOTIZIA E' PRIVA DI FONDAMENTO. GLI OSPITI SONO PUBBLICATI DA PIU' DI 24 ORE SUI SOCIAL" - DAGORISPOSTA: NESSUN INTENTO DIFFAMATORIO, LE FONTI ERANO SERIE. E FAZIO AVREBBE TUTTO IL DIRITTO DI NON INVITARE IL LEADER DI UN PARTITO CHE LO INSULTA DALLA MATTINA ALLA SERA
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Lettera di Fabio Fazio a Dagospia

La notizia è priva di qualunque fondamento. Ora basta con il tiro al bersaglio e con la diffamazione. Gli ospiti di domenica prossima di Che tempo che fa sono pubblicati da più di 24 ore sui social del programma.
Fabio Fazio



DAGORISPOSTA
Nessun intento diffamatorio.

Una fonte di viale Mazzini ha raccontato che diversi programmi Rai hanno contattato Luigi Di Maio per averlo ospite, ma che i contatti si sono interrotti perché è spuntata l'ipotesi "Che tempo che fa". E non per iniziativa di Fabio Fazio, ma di Luigi Di Maio, che si è proposto per la visibilità garantita dal suo programma (il che tra l'altro dovrebbe rendere contento Fazio).

La circostanza è stata poi confermata da una fonte "tendenza Di Maio" dentro il M5S, che ha aggiunto che "Luigi da Fazio ci andrebbe pure subito, questa domenica", ma che Fazio si è lamentato dei pesanti attacchi del M5S nei suoi confronti e che "per il futuro" si aspettava una diversa considerazione del suo lavoro.

La sintesi era troppo brutale? Si tratta di una millanteria, di una bufala, di un concetto che nessuno, né Fazio né altri, in questi o altri termini, ha mai espresso neppure sotto forma di battuta provocatoria? Ne prendiamo atto. Ma se Dagospia l'ha scritto è perché qualcuno di autorevole, non uno sprovveduto qualsiasi, è andato dicendolo. Peraltro, l’eventuale resistenza di Fazio non avrebbe nulla di sconveniente: se uno ti attacca dalla mattina alla sera, sei libero di non invitarlo a casa tua.

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Supplemento di Notizia Pubblicata da Liberoquotidiano.it

 

 

Un flash, su Dagospia. Poche parole per dare conto di un succulento retroscena. Secondo quanto si legge su Dago, il candidato premier del M5s, Luigi Di Maio, avrebbe chiesto di essere invitato come ospite domenica da Fabio Fazio, nel nuovo - e discusso - Che tempo che fa su Rai 1. E sempre secondo Dago, la risposta del conduttore sarebbe stata chiara: sì, ma soltanto se il M5s smetterà di attaccarlo per il maxi-compenso. La trattativa sarebbe in corso. Se le condizioni poste da Fazio fossero confermate - ovvero "non parlate male di me e dei miei denari" - le polemiche sarebbero destinate ad ingigantirsi.

Elezioni Regionali 2017, Cancelleri non teme i suoi avversari: “Musumeci si nasconde no al Confronto Pubblico, il M5S è l’unica alternativa credibile”

 

Notizia Pubblicata da:  http://www.canicattiweb.com/

 

 

 Parla Giancarlo Cancelleri:

 

“Via gli sprechi, via i vitalizi e tagli degli stipendi faraonici. Per il resto le nostre priorità sono il lavoro, trasporti, rifiuti e sanità. Particolare occhio di riguardo avrà l’occupazione giovanile e la creazione del Brand Sicilia per fare del turismo la sorgente di benessere della nostra regione”. Sono gli obiettivi che si pone Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione del M5S. Obiettivi che spiega in una lunga intervista rilasciata ad Affaritaliani in cui il grillino fa il punto su presente e futuro del M5S con alcune considerazioni generali sullo scenario politico italiano e siciliano in particolar modo. Alla domanda se la Sicilia sia un test nazionale per la politica italiana, Cancelleri risponde senza esitazione: “Il voto del 5 novembre è l’ultima occasione per restituire questa terra ai suoi cittadini. I siciliani chiedono lavoro, salute, trasporti efficienti, legalità, trasparenza. Solo il MoVimento 5 Stelle ha la credibilità per dar loro quello che i partiti hanno sempre negato. Dopodiché, è spesso capitato nella storia che l’Isola diventasse una sorta di laboratorio politico in cui si anticipavano le tendenze nazionali”. In merito ai suoi avversari, Micari e Musumeci, Cancelleri non le manda a dire: “A Musumeci ho chiesto un confronto pubblico e lui ha preferito nascondersi. Lo capisco. Lui non sta dicendo la verità ai siciliani e in un confronto lo smaschererei. Musumeci è il Crocetta del centrodestra. Come lui è uno specchietto per le allodole: serve solo a nascondere ciò che è dietro di lui. Io ogni settimana sto presentando un assessore. Lui perchè non lo sta facendo? Semplice: perchè gli assessori non li sceglierà lui”. E chi dovrebbe sceglierli allora? La risposta arriva immediata: “Saranno Miccicchè, Cuffaro e Genovese a sceglierli e a piazzare i loro uomini. Le deleghe per la sanità, per l’agricoltura, per il bilancio non saranno nelle sue mani. Una brava persona usata per fini di altri, perchè avrà a disposizione una squadra ma senza la possibilità di scegliersi i giocatori. Un fallimento annunciato. Mi dispiace che si presti a questo gioco. Io ho alle mie spalle una squadra di persone scelte da me per fare gli interessi dei cittadini e realizzare il nostro programma. Musumeci è una brava persona, ma ahimè intellettualmente disonesto in questa circostanza. E anche per le liste sarà un massacro. Farebbe la stessa fine di Crocetta, ostaggio dei partiti che gli portano voti. Cosa ne pensa della vicenda del sindaco di Bagheria? “Siamo in attesa degli sviluppi – dice Cancelleri – e rispettiamo l’operato della magistratura. Patrizio Cinque per ora si è correttamente autosospeso”

News: Raggi: “Fango mediatico su di me”. Cade l'accusa più Grave. M5s in difesa della sindaca: “Fiducia nella magistratura”


Notizia Pubblicata da: ilFattoquptidiano.it



Beppe Grillo “soddisfatto perché si va verso l’archiviazione dei reati più gravi”. Luigi Di Maio se la prende con “la stampa che ci ha infangato per mesi”. Virgina Raggi su Facebook chiede le scuse dei giornalisti. Alla notizia delle richieste dei pm di Roma in merito all’inchiesta nomine per la sindaca M5s, i grillini hanno esultato per la duplice richiesta di archiviazione per abuso d’ufficio e tralasciano il fatto che la prima cittadina rischia il processo per falso in atto pubblico: dichiarò all’Anticorruzione di aver deciso da sola la nomina di Renato Marra al Turismo, ma nelle chat private rimprovera il fratello Raffaele, ex capo del Personale ora a processo per corruzione, di averla messa in “imbarazzo” per la scelta senza consultarla. Nessuno nel Movimento 5 stelle ha oggi commentato quest’ultima parte della storia. L’unica voce leggermente fuori dal coro è di Carlo Sibilia, deputato ed ex membro del direttorio, che, interpellato dall’agenzia Adnkronos ha dichiarato: “Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, ma non stappiamo bottiglie di champagne“.

La linea per i grillini è stata fin dall’inizio quella di mettere a tacere le polemiche e ribadire l’appoggio alla prima cittadina. Addirittura, secondo quanto riferito dall’agenzia Ansa, il garante ha detto che è “contento” che la Raggi “sia riuscita a dimostrare la sua innocenza”. Secondo il nuovo codice etico, la sindaca non incorre automaticamente in nessuna sanzione (espulsione o sospensione) fino all’eventuale condanna in primo grado. Il garante e il collegio dei probiviri possono però intervenire in qualsiasi momento e alla luce di valutazioni sul caso, come al tempo stesso la prima cittadina può decidere di autosospendersi. Per il momento non è stata valutata nessuna di queste opzioni.

Se il Movimento 5 stelle sta bene attento a non esporsi e si schiera a protezione della sindaca, intanto la faccenda fa sollevare problemi di “garantismo” e “doppiopesismo” anche dentro i partiti di opposizione. Il Pd sta infatti bene attento a ribadire di essere “garantista anche con gli avversari”, salvo poi mandare avanti i suoi in consiglio comunale per chiedere le dimissioni della prima cittadina M5s. “Noi non siamo come loro: noi siamo per la giustizia, non per il giustizialismo. La Raggi faccia il sindaco, se le riesce“, ha scritto su Twitter Matteo Renzi.

 

 

 n tarda mattina ci sono state alcune tensioni in Aula tra i consiglieri del Pd e il presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito (M5s). La capogruppo del Pd Michela Di Biase, durante i lavori sul piano di razionalizzazione delle partecipate, ha tentato di fare un richiamo al regolamento per interrompere i lavori assembleari. Ma De Vito ha definito “inammissibile il richiamo. Ho ben capito che piega si vuol far prendere a questa discussione – ha detto – e non lo consento”. Di qui le rimostranze di un gruppo di consiglieri dem, con alcune urla che si sono levate in Aula. “Volevamo chiedere, a fronte della richiesta di rinvio a giudizio, di interrompere i lavori d’Aula per un confronto con le forze di maggioranza”, ha spiegato poi, a margine, Di Biase. In Assemblea, successivamente, il consigliere dem Orlando Corsetti è intervenuto esprimendo “fortissima preoccupazione per le notizie che stanno arrivando…”. “No, consigliere, non divaghiamo”, lo ha bloccato nuovamente De Vito. “Lei deve smetterla di fare il professorino – la risposta di Corsetti – la mia preoccupazione, stavo dicendo, era in relazione all’azienda Ama”.

Raggi: “Fango mediatico su di me”. M5s in difesa della sindaca: “Fiducia nella magistratura”
La sindaca di Roma ha scelto Facebook per commentare la notizia. E se sull’accusa di falso ha detto: “Sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull’accusa di falso ideologico”, in merito alle richieste di archiviazione per l’abuso d’ufficio ha chiesto le scuse dei giornalisti: “Apprendo con soddisfazione”, ha scritto in un post, “che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul Movimento 5 stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d’ufficio. Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l’archiviazione per ambedue le ipotesi di reato”. Quindi ancora: “Per la Procura ho seguito tutte le norme. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c’è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio. Un’accusa infamante riportata per mesi dai giornali e cavalcata dall’opposizione nel tentativo di screditare me ed il Movimento 5 Stelle. Così come non ci sarebbe alcun abuso nella nomina di Renato Marra”. Secondo Raggi, ora media e opposizioni le devono delle scuse: “Lo ripeto: ritengo di aver agito secondo la legge. Dopo mesi di indagine, lo attesta la stessa magistratura inquirente. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani”. In difesa della sindaca è intervenuto anche il deputato M5s Alfonso Bonafede, uno dei parlamentari mandati a commissariare il Campidoglio dopo i problemi dovuti tra le altre cose all’inchiesta nomine. “Dopo mesi di fango da parte della stampa su Virginia Raggi sono contento che i pm abbiano richiesto l’archiviazione sia per la questione Romeo sia per l’ipotesi di abuso d’ufficio. Noi siamo il Movimento 5 stelle e come sempre abbiamo fiducia nella magistratura”, ha detto all’Adnkronos. “La stampa dovrebbe riflettere sui chilometri di giornale con cui ha infangato in maniera indecente la sindaca Raggi”.

giovedì 28 settembre 2017

Svelata la Verità. Parla Giancarlo Cancelleri #MusumeciScappa: è il Crocetta del centrodestra





di Giancarlo Cancelleri


Ieri ho presentato l'assessore designato all'ambiente, qualche settimana fa quello all'agricoltura e la settimana prossima ne presenteremo un altro. Il 5 ottobre depositeremo le liste, tutti già conoscono i nomi e nessuno ha trovato una sola persona "sporca". Per il MoVimento 5 Stelle questa è una scelta di serietà: i cittadini devono sapere quali saranno i giocatori della mia squadra e posso garantire che tutti saremo impegnati per fare gli interessi dei siciliani e non dovremo obbedire a nessun altro.
Ieri ho invitato Nello Musumeci a confrontarsi pubblicamente su questi temi e sul programma, ma lui è scappato. Il motivo è semplice: lui non può garantire nulla ai siciliani. Le persone che si porta dietro sono quelle che vogliono mettere mano su tutti gli assessorati: Cuffaro, Micicchè e Genovese. E nelle sue liste ci saranno gli uomini di questi personaggi, che lui vuol nascondere agli occhi dei siciliani. La verità va sempre detta e Musumeci invece è intellettualmente disonesto. La verità, per lui, l'ha detta Cuffaro (il capo occulto di Musumeci): "non capisco come possa, Musumeci, dichiarare le cose che ha detto senza rendersi conto che nelle sue liste e intorno a lui ci sono tutti quelli che stavano con me e con Lombardo e non in posti secondari e, tra l'altro, non capisco come tutti questi - e sono tantissimi- non sentano il bisogno di non farsi insultare da lui".
Musumeci si nasconde dal confronto perchè sa che lo smaschererei davanti a tutti i siciliani: chi si allea con il male, diventa il male. Il 5 ottobre, quando saranno depositate le liste, sarà il giorno della verità. Dite no al passato, scegliete il futuro!

Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio.






Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio.

Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l'archiviazione per ambedue le ipotesi di reato.

Per la Procura ho seguito tutte le norme. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c’è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio.

Un’accusa infamante riportata per mesi dai giornali e cavalcata dall’opposizione nel tentativo di screditare me ed il MoVimento 5 Stelle. Così come non ci sarebbe alcun abuso nella nomina di Renato Marra.

Lo ripeto: ritengo di aver agito secondo la legge. Dopo mesi di indagine, lo attesta la stessa magistratura inquirente.

Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani. E sono convinta che presto sarà fatta chiarezza anche sull'accusa di falso ideologico.

Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne.

 

 

Fonte 

News: +++ ‘Ndrangheta Seregno, si dimette il gruppo consiliare della Lega Nord +++

Pubblichiamo l'estratto di Notizia Preso dall'articolo  ilFattoquotidiano.it

 

 

 

La maxi inchiesta sulle infiltrazioni dell’ndrangheta nel mondo della politica e dell’imprenditoria in Brianza comincia a dispiegare i primi effetti. Il vicesindaco di Seregno (Monza) Giacinto Mariani, della Lega Nord, indagato per abuso d’ufficio, ha annunciato le sue dimissioni nel corso di un incontro politico ieri sera ad Albiate (Monza), al quale era presente anche il leader del carroccio Matteo Salvini. Il gruppo consiliare Lega Nord di Seregno, otto consiglieri in tutto, questa mattina firmerà le proprie dimissioni dall’incarico.

 

 

 

 

Clicca qui per leggere l'articolo integrale 

VIDEO: ALFONSO BONAFEDE (M5S): GRAVE PASSO INDIETRO NELLA LOTTA ALLE MAFIE #PD





FONTE VIDEO





VIDEO: ALFONSO BONAFEDE (M5S): GRAVE PASSO INDIETRO NELLA LOTTA ALLE MAFIE





CARTA CANTA " VITTORIA DI PIRRO DELL'ITALIA SU SUI CANTIERI DI SAINT-NAZARE "

 

 

 

 ESTRATTO DI NOTIZIA PUBBLICATO DALL'ARTICOLO DI: LANOTIZIAGIORNALE.IT

 

 

 

CARTA CANTA:

 

 

Neppure Napoleone ha ottenuto in Italia un trionfo tanto grande come quello festeggiato ieri da Macron. Mentre il nostro premier Gentiloni, con la gentilezza che ci annuncia già il suo nome, si beava del successo comune con i francesi sulle sorti dei cantieri navali di Saint-Nazare, il numero uno dell’Eliseo pensava ad Austerliz, il suo equivalente a Palazzo Chigi invece alla vittoria di Pirro. Dopo mesi di schermaglie, l’armistizio assegna il controllo dell’impianto industriale al cinquanta per cento ciascuno tra i due Paesi, con l’Italia che avrà in prestito per dodici anni un simbolico uno per cento. Così siamo di fronte alla morte di ogni regola europea sul libero mercato. Fincantieri aveva conquistato Saint-Nazare secondo le regole che Bruxelles ci ha imposto a nostro danno per anni. La difesa nazionalistica di Parigi frantuma perciò tutti gli accordi, e alla faccia dell’Europa tanto strombazzata a chiacchiere dal presidente Francese crea un precedente che imprigiona il libero scambio nell’Unione. Su questa partita Roma aveva mille e un diritto di far valere le nostre ragioni. Invece abbiamo chinato come sempre la testa, popolo bue guidato da mandriani sempre pronti al baratto per i loro affarucci, con i destini di Telecom e Mediaset che hanno pesato in una vicenda dove non c’erano in ballo solo i cantieri Stx ma il principio della reciprocità e della libertà d’azione sui mercati. Così di deroga in deroga l’Italia ha svenduto di tutto mentre gli altri Paesi comprano. O se vendono, noi paghiamo e loro comandano.


CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO INTEGRALE IN QUESTIONE

L'ITALIA È IL PAESE DEI BALOCCHI: " PER EVASIONE FISCALE LEGGI I DATI "



PUBBLICHIAMO UN BREVE ESTRATTO DI NOTIZIA PRESO DALL'ARTICOLO PUBBLICATO DA: AFFARITALIANI.IT

 

 


L'Italia prima in Europa per evasione dell'Iva

L'Italia e' il Paese europeo con l'evasione dell'Iva piu' elevata. Secondo l'ultimo rapporto della Commissione Ue, il gap tra il gettito Iva prevedibile e quello realmente incassato e' stato di 35 miliardi di euro nel 2015, il piu' alto di tutta la Ue in valore assoluto. 

 

 

Clicca qui per leggere l'articolo integrale su  Evasione Iva, Italia maglia nera d'Europa. Furbetti da record: i numeri

 

 

News: Mani dei Clan su Capocolonna " Parla il Pentito Valerio "



Commenta la Notizia il Senatore Nicola Morrà: Leggete qui cosa scrive su facebook 

Inizia finalmente a squarciarsi il velo d'omertà. Ed adesso tutti coloro che hanno fatto finta di non vedere o hanno visto lucciole per lanterne dovrebbero spiegare.

 

 

Link Pagina Facebook del Senatore Morra #M5S  

 

 

 

Fatti non Chiacchiere: Parla Virginia Raggi Oggi rinasce #Atac - Leggi qui i Dettagli



di Virginia Raggi



Oggi inizia il procedimento di rinascita di Atac, l’azienda pubblica di trasporti di Roma. Il Tribunale ha ammesso la procedura di concordato preventivo in continuità: si tratta del via libera ad un programma che punta a migliorare le linee, gli autobus, la metropolitana; ridurre i tempi d’attesa; dare ai cittadini i servizi che chiedono; tutelare i dipendenti.


È la vittoria dei cittadini. Ora possiamo portare a compimento quella rivoluzione nel trasporto pubblico che i romani attendono da decenni.
In questi mesi abbiamo responsabilmente lavorato ad un progetto che secondo i giudici può essere percorribile. Abbiamo avuto il coraggio di intraprendere una strada per mantenere Atac saldamente in mano pubblica tutelando i lavoratori ed evitando lo spettro della privatizzazione invocato o sostenuto da altre forze politiche.


Continueremo a lavorare insieme al Tribunale per rendere Atac una società sana ed efficiente. Non ci fermeranno le polemiche di chi vuole svendere la principale azienda di trasporto pubblico d’Europa, un patrimonio che appartiene a noi romani. Le polemiche di chi ha accumulato 1 miliardo e trecento milioni di debiti e ha anche la faccia tosta di fare la morale.

News: #Muos di Niscemi, Parla Trizzino (#M5S): "Se vinciamo, lo revochiamo in autotutela "




Notizia Pubblicata da: http://www.ilfattonisseno.it/




Fatti Non Chiacchiere:



CALTANISSETTA – “Parlare di Muos e’ una cosa complicata oggi, e’ stato autorizzato e abbiamo perso il giudizio amministrativo ma lo abbiamo ugualmente inserito nel nostro programma. Se vinceremo le elezioni revocheremo in autotutela l’autorizzazione per l’impianto”. Lo ha detto Giampiero Trizzino, assessore designato all’Ambiente in una eventuale giunta del M5S in caso di vittoria alle regionali siciliane del 5 novembre, a Palazzo dei Normanni, a Palermo, facendo riferimento al sistema di comunicazione satellitare della Marina militare americana realizzato presso la base di contrada Ulmo, a Niscemi, in provincia di Caltanissetta. Quarant’anni il prossimo 14 novembre, palermitano, celibe, Trizzino e’ dottore di ricerca in diritto dell’ambiente, avvocato e consulente ambientale. Ha conseguito la laurea in giurisprudenza all’Universita’ di Palermo, discutendo una tesi in materia di legislazione e tutela del paesaggio. E’ deputato uscente e candidato nella lista del Movimento 5 Stelle alle prosime elezioni per il rinnovo del parlamento regionale. Ha ricoperto la carica di presidente della Commissione legislativa “Ambiente e Territorio” dell’Ars per tre anni. “Abbiamo portato in Aula battaglie importanti come quelle sulle trivellazioni, sul Muos e sul paesaggio – ha sottolineato -. Sul tema ambiente non promettiamo un libro dei sogni perche’ la situazione e’ estremamente complessa e ci sono troppe cose da fare. Bisogna trovare i responsabili e accantonarli. Nella Regione ci sono persone valide che non sono state messe nel ruolo che meritano. Noi vogliamo valorizzarle. Bisogna ricostruire da zero, partiremo dalla riforma dei dipartimenti, dalla lotta agli incendi, da una riorganizzazione dei forestali, dalla bonifica dei siti inquinati”.

News: Parla Musumeci: "Mai alleato di Cuffaro" Parla L'ex presidente Totò Cuffaro: "I miei con te"



Notizia Pubblicata da: Livesicilia.it

 

 

 

Articolo di Salvo Toscano

 

 

 

 

L'ex: "Non capisco come chi è stato con me e Lombardo al governo si faccia insultare così".  

 

 PALERMO - Musumeci si smarca da Cuffaro e parla di “malapolitica” anche nel centrodestra. E Cuffaro gli scrive rammentandogli l'imbarcata di cuffariani e lombardiani nelle sue liste. Il botta e risposta sul tema “malapolitica” si consuma tra l'aspirante governatore e il suo ingombrante predecessore. E fa riapparire in controluce le tensioni che avevano attraversato la coalizione prima dell'intesa sulla candidatura del politico catanese.  "Non assolvo nessuno, le responsabilità della malapolitica sono di tutti.

 

 

Lo posso ben dire perché non ho mai messo piede alla Regione, non ho mai governato. Non ho mai fatto alleanze con Cuffaro e Lombardo, sono un uomo assolutamente libero. Provate a chiedere agli altri se possono dire la stessa cosa". Le parole di Nello Musumeci non potevano passare inosservate nel centrodestra. E la risposta di Totò Cuffaro è arrivata tempestiva. “Non ho molta voglia di rispondere a Musumeci ('non ho mai fatto alleanze con Cuffaro e Lombardo') che è il candidato Presidente del destracentro, coalizione a dizione invertita (centrodestra) che mi ha, per due volte eletto Presidente della Regione e con molte migliaia di voti in più di quelli con cui sarà eletto Musumeci - e questa è una mia previsione - ma ho pensato che il silenzio possa essere frainteso”, scrive Cuffaro.  “Ebbene, non capisco come possa, Musumeci, dichiarare le cose che ha detto senza rendersi conto che nelle sue liste e intorno a lui ci sono tutti quelli che stavano con me e con Lombardo – prosegue l'ex presidente della Regione - e non in posti secondari e, tra l'altro, non capisco come tutti questi - e sono tantissimi- non sentano il bisogno di non farsi insultare da lui”.  Parlando a Radio Italia 60 Musumeci ha detto che “la malapolitica si annida anche nel centrodestra, non siamo mica una terra di santi in questa coalizione... Il problema è se il caposquadra è un uomo libero o un fantoccio nelle mani dei pupari. E tutti sanno che io sono libero".  E ricorda quando "Cuffaro nel 2006, già rinviato a giudizio, si presentò agli elettori ottenendo un milione e mezzo di voti. Questa è una terra che soffre di Alzheimer politico, che dimentica facilmente. 

 

Sono il primo candidato presidente della Regione a chiedere e pretendere liste pulite: non ho nessun'arma, la legge non mi conferisce alcun potere sanzionatorio, ma c'è una sanzione morale e quella la porranno gli elettori. Perché se i partiti non presentano liste pulite, sono cavoli per i partiti... anche se sostengono Nello Musumeci".  Dal canto suo, Cuffaro ribatte: “On. Musumeci stai sereno, sono io che mi tengo lontano dal tuo modo di stare in politica e dal tuo retaggio ideologico.

 

La mia condizione di interdizione al diritto di voto mi risparmia anche dalla sola lontanissima ipotesi di votarti. Sono comunque vicino ai miei amici politici di sempre che ti stanno sostenendo. Per parte mia, resto con orgoglio democristiano, e come tale riesco persino a capire il tuo bisogno politico di provocare ma so che non sarà mai il mio modo di partecipare e di contribuire al bene della comunità. Non è mai stato mio costume cercare il consenso attraverso la demagogia: credo infatti che non sia giusto dire male delle persone o fare qualcosa solo per compiacere la folla. 

 

 

Per quel che mi riguarda, On. Musumeci, so di aver commesso tanti errori e sono però consapevole che si è sempre all’inizio, che è necessario non affliggersi e continuare e che si può essere interrotti sempre, sino alla fine – prosegue l'ex governatore -. Ma credo anche che si può fare dell'interruzione un nuovo cammino, delle cadute un incontro, dei bisogni una possibilità di sperare, e dei valori in cui si crede una scelta di vita”.  

 

Sul tema delle liste pulite oggi Musumeci era stato chiamato in causa da Giancarlo Cancelleri. Il candidato grillino ha chiesto un confronto pubblico a Musumeci attraverso il blog di Beppe Grillo. E sull'uscita di Musumeci si fa sentire l'ex coordinatore regionale forzista Enzo Gibiino. “Ritengo che le parole sulla malapolitica pronunciate stamane dal nostro candidato a Palazzo d’Orleans Nello Musumeci nel corso di un’intervista radiofonica, necessitino di un momento di approfondimento in seno alla coalizione di centrodestra. La Sicilia ha bisogno di un netto cambio di passo, all’insegna del buon governo, della trasparenza, di amministratori onesti e capaci. E’ doveroso pertanto che Musumeci incontri i partners che lo sostengono per un confronto chiarificatore. Un incontro che rassicurando il nostro elettorato ci fornirà tutta l’energia necessaria per l’ultimo mese di campagna  e per vincere in Sicilia”.  Nella polemica si inseriscono anche gli avversari:

 

 “Il candidato del centrodestra Musumeci - dice il centrista Marco Forzese - fa di tutto per affrancarsi dai suoi compagni di viaggio che, da un lato sono i vecchi protagonisti dell’epopea berlusconiana, e dall’altro i visi di Meloni e Salvini quali, apertemente, esponenti del nuovo di quell’area politica ma che in realtà sono i peggiori antieuropeisti e nostalgicidi periodi ripudiati dai siciliani e dagli italiani. Musumeci vuole apparire nuovo ma rappresenta il vecchio ceto politico che lo tiene sotto scacco".

Video Giancarlo Cancelleri sfida Musumeci sulle "liste pulite": "Facciamo un confronto pubblico" #ConfrontoPubblico




di Giancarlo Cancelleri



Mancano meno di due settimane alla presentazione delle liste che deve avvenire il 5 di ottobre. L'unico MoVimento che ha selezionato i propri candidati attraverso la presentazione dei casellari giudiziari e dei carichi pendenti è il MoVimento 5 Stelle, di tutti gli altri non abbiamo notizie. Io però vedo Nello Musumeci che parla sempre delle sue liste pulite. Quali sono le sue liste pulite? Chi sono i suoi candidati.
Nello Musumeci io ti chiedo un confronto sulla qualità e la pulizia di quelle liste che tu tanto vai decantando in giro. E confrontiamoci anche sui programmi visto che un programma fino ad oggi mi pare che tu non lo abbia. Non ho sentito neanche un'idea portata in giro per risolvere i problemi dei siciliani. Sono i cittadini che ci stanno chiedendo un confronto.
Di te in questo momento conosciamo soltanto come avete governato negli ultimi 20 anni. Avete umiliato e spolpato questa regione. Con gli assessori di Lombardo, gli assessori di Cuffaro, che oggi siedono al tuo fianco e che propongono il governo, il tuo governo. E allora io ti chiedo un confronto pubblico e te lo chiedono tutti i cittadini.
Dimmi solo dove e quando, e io apparirò.


VIDEO: IL DURO ATTACCO DI PARAGONE SUL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE " CASINI "



VIDEO: IL DURO ATTACCO DI PARAGONE SUL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE " CASINI "

 

 

la vittoria di pirro. Roma sui cantieri navali francesi Stx - Ecco come stanno realmente le cose leggi qui









La guerra di Roma sui cantieri navali francesi Stx si chiude con una mezza sconfitta. Fincantieri diventerà proprietaria del 50% dell’azienda d’Oltralpe e non del 51% come chiedevano a gran voce i ministri Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda. I francesi avranno l’altra metà delle azioni che saranno spartite fra lo Stato, l’azienda pubblica francese della cantieristica militare Naval Group (ex Dcns) e un gruppo di fornitori della regione di Saint-Nazaire. In compenso Parigi presterà per dodici anni l’1% della sua quota in Stx a Fincantieri, che resterà un sorvegliato speciale del governo francese. E’ questa la soluzione di compromesso arrivata dal vertice di Lione fra il premier Paolo Gentiloni e il presidente francese Emmanuel Macron, che ha imposto all’Italia anche impegni sul fronte dei livelli occupazionali di Stx. “Se le promesse non verranno mantenute, la Francia potrà recuperare il suo prezioso 1% e togliere a Fincantieri il suo ruolo dominante”, chiarisce il quotidiano francese Le Monde nell’edizione del 27 settembre.

 

“E’ una sorta di ‘privatizzazione ad elastico’”, prosegue il giornale d’Oltralpe precisando che l’operazione consentirà ad entrambi i governi di cantare pubblicamente vittoria. “Gli italiani perché, come desideravano, otterranno il 51% che conferisce il controllo dei cantieri francesi per appena qualche decina di milioni – prosegue Le Monde – I francesi perché, senza dover ricredersi completamente, metteranno fine ad un conflitto imbarazzante con l’Italia e manterranno un occhio vigile su un sito considerato strategico”. La composizione del futuro cda di Stx è sintomatica: 4 membri spetteranno a Fincantieri, 2 allo Stato francese e 1 a testa a Naval group e lavoratori. Un emissario del governo francese ha poi fatto sapere alla presidenza rimarrà Laurent Castaing, attuale direttore generale dei cantieri di Saint Nazaire, e Fincantieri avrà il “potere di rimuoverlo o di separare gli incarichi di presidente e amministratore delegato se lo riterrà necessario”. Ma in serata fonti del governo italiano lo hanno smentito sostenendo che presidente e amministratore delegato saranno nominati da Fincantieri e sarà Parigi ad avere il diritto di veto.

 

 

L’intesa resta comunque fonte di imbarazzo per Padoan e Calenda che avevano escluso la possibilità di un accordo senza il 51% delle azioni in mano a Fincantieri. E, alla fine, sono invece solo riusciti a spuntare la promessa che, allo scadere dei dodici anni di prestito, l’1% francese possa passare a Fincantieri.
Salvo naturalmente un nuovo dietrofront francese che potrà essere motivato da fatti di natura eccezionale. Questo aspetto non è particolarmente confortante per l’azienda guidata da Giuseppe Bono che avrà la maggioranza in consiglio e potrà nominare ad e presidente di Stx. Anche perché Parigi non è nuova ai ripensamenti. Soprattutto quando in ballo ci sono settori strategici come la cantieristica. Non si può trascurare il fatto che il passaggio di mano del 51% di Stx a Fincantieri era stato sostanzialmente già validato dall’ex presidente Francois Hollande. Ma la questione era poi stata nuovamente rimessa in discussione da Macron in nome dell’interesse nazionale.

 

 

 

Non solo. Nell’intesa fra Roma e Parigi sono entrate le attività di cantieristica civile, ma non quelle di tipo militare che è la vera partita che interessa la Francia. Su questo fronte il vertice di Lione segna solo l’inizio delle trattative i due Paesi che dovrebbero portare ad uno scambio azionario fra Fincantieri e Naval group. Ma il tema è decisamente delicato e nulla esclude che possa coinvolgere anche Leonardo (ex Finmeccanica) secondo termini e modalità tutte ancora da definire. Per ora l’unica certezza è la nascita di un gruppo di lavoro per studiare un’alleanza sulla cantieristica che si allarghi al settore militare. Senza contare che, come riferisce Le Monde, i francesi sperano l’intesa su Stx metta “fine allo psicodramma franco-italiano”.

 

 

Soprattutto perché fra i due Paesi ci sono in ballo ben altre questioni da affrontare a stretto giro. Innanzitutto quella che riguarda il futuro di Telecom Italia, controllata dalla Vivendi di Vincent Bolloré, finanziere vicino al presidente Macron. L’argomento non è stato ufficialmente sollevato nel corso del vertice di Lione. Anche perché il comitato tecnico di Palazzo Chigi ha fatto slittare a giovedì il giudizio definitivo sull’applicabilità di poteri speciali pubblici su Telecom. Del resto, come ha spiegato il premier Gentiloni al quotidiano Le Figaro la querelle Telecom-Vivendi è “una partita fra privati”. Anche se di mezzo ci sono non solo le strategiche reti di telecomunicazioni dell’Italia e i cavi sottomarini di Sparkle, ma anche il futuro di Mediaset. Un tema quest’ultimo particolarmente delicato visto che, come ricorda Le Monde, il ritorno sulla scena politica di Silvio Berlusconi, “deciso a proteggere Mediaset dagli appetiti di Vincent Bolloré”, potrebbe complicare la campagna d’Italia di Vivendi.

 

mercoledì 27 settembre 2017

Video: Legge elettorale, Toninelli (M5s): "Una schifezza incostituzionale, ci sarà anche la lista Forza Dudù"


 Video: Legge elettorale, Toninelli (M5s): "Una schifezza incostituzionale, ci sarà anche la lista Forza Dudù" 

 

 

 

CARTA CANTA, ANZI NUMERI ALLA MANO " IL FALLIMENTO PALESE DEL GOVERNO RENZI-GENTILONI "

 

 

 

Notizia pubblicata da: Dagospia.com

 

Valentina Conte per la Repubblica


 L' Italia migliora di un gradino nella classifica dei paesi più competitivi al mondo stilata dal World Economic Forum. E segna il suo punteggio migliore di sempre, passando dal 44esimo al 43esimo posto su 137. Ma certo la collocazione in lista, non proprio brillante, piace poco al ministero dell' Economia. Come già accaduto per indici similari, anche il Global Competitiveness Index viene dunque passato al setaccio. Fino a concludere che sia frutto di opinioni più che di fatti.



Com' è possibile che l' Italia finisca al gradino numero 43, dietro Malesia, Repubblica Ceca, Thailandia, Cile e Indonesia? I fatti - è la tesi - dicono che l' Italia è ottava nel mondo per Pil, nona per export, tredicesima per investimenti fissi lordi. Meglio di tutti i paesi che oggi ci sono davanti. Eppure viene penalizzata. Perché? Problemi metodologici. Il peso dei dati osservati, secondo gli esperti del ministero dell' Economia, è di molto inferiore a quello attribuito ai pareri: 40 a 60. E i sondaggi sono profondamente influenzati, secondo questa spiegazione, anche da aspetti culturali nazionali. Tra cui l' italica tendenza a parlare sempre un po' male del proprio Paese (certificata da CountryRepTrack 2017 del Reputation Institute).

 

 Si fa notare che su mille questionari inviati ogni anno per stilare poi il Global Competitiveness Index la percentuale di risposte oscilla dall' 8 al 10% (calcolo effettuato dal rapporto Ambrosetti): un centinaio di soggetti determina il posizionamento dell' Italia nel mondo, quanto a competitività. Un questionario - per inciso - fatto da 180 domande. Va anche detto che il campionamento delle imprese incluse nel sondaggio è commissionato all' università Bocconi, con criteri che si presuppone solidi.

 

 

Agli intervistati viene chiesto di dare una valutazione su una scala da 1 a 7. Il risultato è l' Italia 32esima per le capacità innovative, 25esima per il carattere sofisticato delle sue imprese, 60esima per il funzionamento del mercato dei beni (7 posti in più del 2016), 95esima per le istituzioni (ma avanti di 8 posizioni). Difficile contestare, come si legge nel Report, che l' Italia abbia una delle legislazioni più farraginose al mondo.

 

Brucia certo, per il governo, constatare la scarsa incidenza, ai fini della classifica, dell' ultima tornata di riforme. Arranchiamo nel mercato del lavoro (116esimo posto) e in quello finanziario (scesi di 4 posti, al 136esimo). In questi due settori l' Italia si trova al di sotto di tutti i maggiori partner commerciali europei. Ma secondo i tecnici dell' Economia, per tre dei quattro pilastri sui quali abbiamo i risultati peggiori l' incidenza dei sondaggi è molto significativa.

 

Sia come sia, sul podio troviamo Svizzera, Usa, Singapore. Seguono: Olanda, Germania, Hong Kong, Svezia, Regno Unito, Giappone, Finlandia. La Francia è 22esima. La Spagna 34esima.