Tensione e proteste durante la seduta del consiglio regionale lombardo hanno provocato l’intervento della Digos su richiesta del presidente del consiglio Raffaele Cattaneo. Tutto è nato dalla decisione della giunta di Roberto Maroni di ripresentare un emendamento – già bocciato una volta – alla legge di assestamento di Bilancio per finanziare con mezzo milione di euro gli Open di golf di Monza. Una decisione duramente contestata dal Movimento Cinque Stelle che ha esposto cartelli con la scritta “Maroni Game Over” e anche dal Pd.

Durante le proteste dei pentastellati, che hanno provocato la sospensione della seduta, il presidente del consiglio Raffaele Cattaneo, ha chiesto l’intervento della Digos dopo l’espulsione, da lui decisa, della consigliera del M5S, Silvana Carcano, che aveva rifiutato di uscire dall’aula del Pirellone. “La situazione – ha detto Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia – è gravissima. Per Cattaneo il regolamento è carta straccia, lo interpreta costantemente a uso e consumo della maggioranza. Gli ricordiamo che l’aula è sovrana e ha votato no per quel finanziamento. Il Consiglio regionale è diventato lo zerbino della giunta grazie a Cattaneo”.

L’attività dell’aula è rimasta sospesa per circa due ore, dopo la protesta delle opposizioni per la ripresentazione dell’emendamento da parte dell’assessore Massimo Garavaglia. L’emendamento ricalcava, salvo una voce di spesa su quattro, il precedente. I nove consiglieri del M5S hanno contestato l’ammissibilità del nuovo emendamento e di conseguenza l’interpretazione del presidente Cattaneo per l’ammissibilità. Cattaneo, al culmine delle proteste, ha quindi deciso per l’espulsione della consigliera Carcano, che si è però rifiutata di uscire dall’aula, quando le hanno rivolto l’invito i commessi. Dopo due ore, è intervenuta la polizia per invitare, durante la sospensione dei lavori, la consigliera a lasciare i banchi. La Carcano è uscita tranquillamente, “per non creare problemi agli agenti”, ha risposto una volta fuori.

“Da nessuna parte – ha aggiunto l’esponente pentastellato – il regolamento dice che un emendamento già presentato e bocciato possa essere ripresentato. Maroni è andato sotto e dall’aula è arrivato un segnale molto preciso di game over per la sua maggioranza”. “Questo è un precedente gravissimo per la tenuta democratica dell’istituzione che ormai approva qualsiasi porcata di Maroni. Se l’aula decide una cosa è quella, non si può rivotare all’infinito una misura già bocciata -conclude Fiasconaro – Continueremo le proteste in aula per difendere la democrazia e il principio di sovranità che appartiene al popolo”.