giovedì 31 agosto 2017

GIUDICATE LE DIFFERENZE VI PREGO " POI SARETE VOI STESSI A DARE UN GIUDIZIO GRAZIE "




VI PREGO GIUDICATE VOI " LASCIO A VOI IL PENSIERO DI ESPRIMERE " 

SE VOLETE POTETE COMMENTARE SUL POST CHE STO PER PUBBLICARE ADESSO!!




Video Succede a Omnibus la7 Emma Bonino svela la Verità su Migranti, Sicurezza e Razzismo



 Video Succede a Omnibus la7 Emma Bonino svela la Verità su Migranti, Sicurezza e Razzismo

 

Fonte Video

 

 

NOTIZIE DALLA #RAIPIDDINA " TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE "



ESTRATTO DI NOTIZIA PUBBLICATO DA DAGOSPIA.COM  RIPORTIAMO SOTTO PAROLA PER PAROLA!!





1. MA QUANTE CAZZATE RIESCE A SPARARE MARIO ORFEO INTERVISTATO DA "REPUBBLICA"? 'LA GABANELLI SI OCCUPERÀ DELLE FAKE NEWS, SUL SITO DI RAI-NEWS.IT, DIRETTO DA ANTONIO DI BELLA, E PRATICAMENTE PRIVO DI PERSONALE. ECCO, QUESTA È LA PRIMA FAKE NEWS!

2. MAGARI ORFEO POTEVA RACCONTARE CHE SONO BEN DUE MESI CHE HA PROPOSTO ALLA GABANELLI, RICEVENDO UN SECCO RIFIUTO, DI ANDARE A FARE IL SUO LAVORO A RAI-NEWS.IT,
ORFEO SA BENISSIMO CHE MILENA È PRONTA A MOLLARE VIALE MAZZINI PER ALTRI LIDI E HA PROVATO IN TUTTI MODI DI CONVINCERE LOTTI. LA RISPOSTA DEL SOTTOPANCIA DI RENZI  IN SOSTANZA È STATA QUESTA: CON UN PORTALE IN MANO ALLA GABANELLI CI RITROVEREMO UN “REPORT” MOLTIPLICATO DIECI OGNI GIORNO FINO ALLE POLITICHE DEL 2018. NON SI PUÒ FARE




CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO INTEGRALE IN QUESTIONE SU LA GABANELLI


 

News: Nella giornata di ieri l'avvocato Sergio Anania dello Studio Withers di Milano, lo studio legale internazionale incaricato da Maurizio Zamparini per la cessione della Società, ha incontrato Frank Cascio.

 

 

Fonte articolo Gds.it

 

La trattativa tra Maurizio Zamparini e Frank Cascio prosegue e viaggia a ritmi importanti. La conferma arriva tramite una nota diramata questa mattina dal sito ufficiale del club rosanero: “Nella giornata di ieri l'avvocato Sergio Anania dello Studio Withers di Milano, lo studio legale internazionale incaricato da Maurizio Zamparini per la cessione della Società, ha incontrato Frank Cascio. A margine dell'incontro, presente anche lo stesso Maurizio Zamparini per salutare il manager italo-americano. La trattativa, pertanto, prosegue in maniera positiva e nella massima riservatezza”.

Ulteriori passi avanti, anche se dopo la trattativa con Paul Baccaglini, lo stesso Zamparini cerca di mantenere un certo equilibrio, così come i tifosi che sono già rimasti “scottati” dalla trattativa tra l’attuale presidente rosanero e Paul Baccaglini. Bocche cucite sull'esito della riunione.

La presenza di Frank Cascio in Italia, però, dimostra che la trattativa ha avuto un'accelerata. Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo incontro per iniziare ad entrare nel clou dell’affare. Parallelamente a questa trattativa c’è anche quella che tiene banco ancora con Paul Baccaglini, l’ex iena non ha mollato il sogno di prendersi il Palermo e continua a lavorare sotto traccia.

Nel Silenzio #Mediatico Succede questo a Porto Torres primo Comune #m5s si avvia il Reddito Energetico








La rivoluzione è iniziata. È stato pubblicato ieri nell'albo pretorio del Comune di Porto Torres il bando del Reddito Energetico. Il nostro è il primo comune che applicherà questo bando innovativo, nato da un'idea del portavoce Riccardo Fraccaro, e che unisce la la diffusione delle energie rinnovabili al risparmio sulla bolletta energetica per centinaia di famiglie.


Il progetto ha preso forma grazie alla convenzione stipulata dall'Amministrazione M5S con il Gestore del Servizio Elettrico e prevede la concessione in comodato d'uso gratuito di impianti fotovoltaici a cittadini che in base a requisiti fissati dal bando ne abbiano diritto.


Acquisteremo impianti fotovoltaici che verranno installati nelle abitazioni degli utenti selezionati attraverso una graduatoria pubblica. Nei giorni scorsi abbiamo voluto incontrare anche gli amministratori di condominio per spiegare le linee del progetto, mentre per tutto il mese di agosto il nostro Ufficio Tecnico ha svolto un'attività informativa, che proseguirà naturalmente fino alla chiusura del bando.
L’energia prodotta potrà essere auto-consumata dai cittadini per le proprie necessità, mentre l’energia non utilizzata verrà immessa in rete e il contributo ottenuto in questo modo dal Comune servirà ad auto-alimentare il fondo stesso. Secondo le stime il fondo camminerà con le proprie gambe e contribuirà a diffondere energie rinnovabili in città!

News: Jobs Act: L'Istat Certifica in Italia, sale il tasso di disoccupazione a luglio leggi qui i Dati




Notizia Pubblicata da: http://www.teleborsa.it/




(Teleborsa) - Torna a salire la disoccupazione nel mese di luglio. Dopo il calo di giugno, la stima delle persone in cerca di occupazione cresce del 2,1% (+61 mila), con il tasso di coloro che ricercano un impiego che sale all’11,3% (+0,2 punti percentuali), ed il corrispondente tasso giovanile che si attesta al 35,5% (+0,3 punti).

A dirlo l'Istat, che denota come l’aumento della disoccupazione è attribuibile esclusivamente alla componente femminile e interessa tutte le classi di età, mentre si registra una stabilità tra gli uomini. Allo stesso tempo, la stima degli occupati cresce dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale. Negli ultimi due mesi il numero di occupati ha superato il livello di 23 milioni di unità, soglia oltrepassata solo nel 2008, prima dell’inizio della lunga crisi. Il tasso di occupazione sale così al 58% (+0,1 punti percentuali).

La crescita congiunturale dell’occupazione interessa tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49 enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l’incremento del mese precedente, si registra un calo. Aumentano sia i lavoratori dipendenti sia gli indipendenti.

Nel periodo maggio-luglio si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,3%, +65 mila), determinata dall’aumento dei dipendenti, sia permanenti sia, in misura prevalente, a termine. L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e si concentra esclusivamente tra gli over 50.

La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a luglio è in forte calo (-0,9%,-115 mila), confermando la tendenza in atto da metà 2013. La diminuzione nell’ultimo mese interessa principalmente gli uomini e in misura minore le donne, distribuendosi tra tutte le classi di età. Il tasso di inattività si attesta al 34,4%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto a giugno.

Nel trimestre maggio-luglio, rispetto ai tre mesi precedenti, alla crescita degli occupati si accompagna il calo sia dei disoccupati (-1,2%, -35 mila) sia degli inattivi (-0,3%, -35 mila).

Su base annua si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+1,3%, +294 mila). La crescita interessa uomini e donne riguarda i lavoratori dipendenti (+378 mila, di cui +286 mila a termine e +92 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-84 mila). A crescere sono gli occupati ultracinquantenni (+371 mila) e i 15-24 enni (+47 mila), a fronte di un calo nelle classi di età centrali (-124mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-0,6%, -17 mila) sia, soprattutto, gli inattivi (-2,4%, -322 mila).

Al netto dell’effetto della componente demografica, su base annua cresce l’incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età.

News: Al Nazareno scoppia la grana Rosario Crocetta. Il governatore uscente della Sicilia non ci sta a essere “fatto fuori” dalla partita del 5 novembre e si è tolto qualche sassolino dalle scarpe




 Notizia Pubblicata da: http://www.lanotiziagiornale.it

 




 Articolo di @GiorgioVelardi


Impugna lo statuto del Partito democratico definendosi il “candidato legittimo” per la corsa a Palazzo d’Orléans, chiedendo a gran voce le primarie (alle quali “non c’è alternativa”) per sfidare Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo che 48 ore fa ha ufficializzato la propria discesa in campo col sostegno del duo Matteo RenziAngelino Alfano. Una scelta, questa, nientemeno che “autocratica” e “non soggetta a confronto”. Al Nazareno scoppia la grana Rosario Crocetta. Il governatore uscente della Sicilia non ci sta a essere “fatto fuori” dalla partita del 5 novembre e oggi, durante una conferenza stampa convocata all’hotel delle Palme di Palermo, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. “Sulla base dell’articolo 18 comma 5 dello Statuto del Pd io sono il candidato legittimo che il Pd avrebbe dovuto proporre gli alleati – ha attaccato l’ex sindaco di Gela –. Non c’è alternativa alle primarie: il tempo c’è facciamo ancora in tempo a indirle”.


Clicca qui per leggere l'articolo integrale

ROSICATE #PIDDINI " M5S FA I FATTI NON LE CHIACCHIERE " CARTA CANTA


NOTIZIA PUBBLICATA DA: AFFARITALIANI.IT





Atac, la tratta delle Metro A Termini-Arco di Travertino riapre in anticipo. La linea era stata parzialmente bloccata in agosto per consentire i lavori sulla Metro C.


Torna pienamente in funzione la linea A della metropolitana romana. Ad annunciarlo è il sindaco Virginia Raggi, che sottolinea come i lavori siano terminati con quattro giorni di anticipo rispetto a quanto segnalato ai cittadini a fine luglio.

“L’Amministrazione ha premuto l’acceleratore affinché questi interventi fossero ultimati il prima possibile, proprio per evitare disagi nel periodo di maggior affluenza - ha scritto Raggi in una nota -  Ancora una volta abbiamo dimostrato che i lavori, se fatti bene, possono essere completati perfino in anticipo, senza i cantieri infiniti ai quali eravamo abituati in passato. Il nostro obiettivo rimane il potenziamento del servizio per un trasporto pubblico sempre più efficiente”.

Anche l'assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale, Linda Meleo ha commentato il successo targato M5S: “Con la chiusura della Metro A abbiamo chiesto ai cittadini un grande sacrificio nel mese di agosto e li ringrazio per la pazienza e la disponibilità che ci hanno dimostrato. Le operazioni erano necessarie per potere aprire nel più breve tempo possibile la stazione di San Giovanni”.

Per la Metro C, invece, servirà ancora un po' di pazienza: "L’interruzione della Linea C nel fine settimana è resa necessaria per l’avvio di test e prove sul campo, fra cui la circolazione dei treni su tutta la linea Pantano-San Giovanni. La ripresa del regolare esercizio è prevista per lunedì mattina, 11 settembre. Intanto proseguono spediti i lavori del cantiere della stazione a San Giovanni, interventi necessari

Notizia Passata in Sordina " A Grottammare salta la Festa dell’Unità. Tensione con il Pd sambenedettese "

 

Notizia Pubblicata da: https://www.lanuovariviera.it/

 

 

 

GROTTAMMARE – Pd contro Pd. Ma stavolta a sfidarsi ci sono le sezioni di San Benedetto e Grottammare. Tutta colpa di una Festa dell’Unità indetta, programmata e rinviata all’ultimo a causa dell’assenza di gran parte degli invitati.

Domenica scorsa, presso piazza Fazzini a Grottammare, il segretario locale Umberto Pulcini avrebbe dovuto parlare del futuro della città (la prossima primavera si tornerà al voto) con l’onorevole Luciano Agostini e il segretario provinciale Antimo Di Francesco. Tuttavia, i due nomi di punta – affiancati da diversi esponenti della giunta Piergallini – non si sono presentati o hanno fatto ampio ritardo, costringendo l’organizzazione ad alzare bandiera bianca e a mandare a casa i circa trenta militanti intervenuti.

Ad irritare però Pulcini sarebbe stata l’ironia del day-after da parte di qualche esponente della vicina San Benedetto. “Noi, anche se le iniziative pubbliche si rivelano un flop, poi le elezioni le vinciamo”, avrebbe risposto piccato il segretario.

Chiamato in causa, Pulcini ha confermato l’incidente diplomatico, aggiungendo: “A San Benedetto ci sono troppi personalismi, il partito è in costante guerra. E’ un metodo che non ci appartiene”.

Video: Parla la Sindaca Virginia Raggi: Dobbiamo dare assolutamente priorità alle persone che sono in graduatoria in attesa di una casa da decenni e a tutte le fragilità, ossia gli anziani, i disabili e i bambini con le loro mamme. Nessuna corsia preferenziale per chi occupa abusivamente.





Dobbiamo dare assolutamente priorità alle persone che sono in graduatoria in attesa di una casa da decenni e a tutte le fragilità, ossia gli anziani, i disabili e i bambini con le loro mamme. Nessuna corsia preferenziale per chi occupa abusivamente.

L'aiuto ai più fragili è stato ripetutamente proposto e continuerà ad essere avanzato a tutte le persone che ne hanno diritto. Ai nostri operatori sociali è stato impedito di entrare negli immobili occupati per fare un censimento e verificare quali fossero le persone con fragilità. Le inchieste della magistratura faranno chiarezza anche su quanto accadeva in questi immobili a danno dei più deboli.

Tutte le Istituzioni sono concordi nel sostenere che non dobbiamo scatenare guerre tra poveri.
Per quanto riguarda l’emergenza abitativa proseguiremo nel solco della legalità: andremo avanti, perché questa è la direzione da prendere.

 

 

mercoledì 30 agosto 2017

CARI #SICILIANI PARLIAMOCI CHIARO SE IN SICILIA M5S NON PRENDE IL 51% DEI VOTI NON POTRÀ CAMBIARE NULLA




CARI LETTORI DEL BLOG INFO5STELLE

QUESTO MESSAGGIO LO RIVOLGO AL POPOLO SICILIANO, FORSE NON SAPETE UNA COSA CON L'ULTIMA MODIFICA ALLA LEGGE ELETTORALE FATTA IN SICILIA, SE UN PARTITO NON PRENDE IL 51% DEI VOTI NON PUÒ FARE ASSOLUTAMENTE NULLA ECCO PERCHÉ VI INVITO CALDAMENTE HA VOTARE IL MOVIMENTO 5 STELLE " ORMAI SONO L'ULTIMA SPERANZA PER I SICILIANI GUARDATE QUESTO VIDEO COSI CAPIRETE " QUINDI CARI PAESANI IL 5 NOVEMBRE VOTATE #M5S 

 

 

 

Questo Video non lo vedrete mai nei TG Nazionali: Mattarella tra gli sfollati a Ischia «Siamo qui per aiutarvi» la rabbia dei Cittadini

CARTA CANTA " NON È UN UN REDDITO DI CITTADINANZA, PERÒ... "


Notizia Pubblicata da: http://www.huffingtonpost.it

 

 

Articolo scritto da:

Claudio Paudice




 

Poche risorse, mancanza di un'idea di fondo per un nuovo welfare, diverse criticità tecniche. In sintesi, palliativo ma per nulla risolutivo. È questo il parere rilasciato all'HuffPost da diversi economisti sul Reddito di Inclusione (Rei), la misura unica per il contrasto alla povertà e all'esclusione sociale appena varata dal Governo Gentiloni e che entrerà in vigore il 1°gennaio 2018. Prima i numeri: il Rei, che sostituisce il Sia (Sostegno all'inclusione attiva), si rivolge a una platea di 400mila famiglie, pari a circa 1,8 milioni di persone in condizioni di povertà assoluta. L'importo dell'aiuto va da un minimo di 190 euro per i singoli fino a un massimo di 485 euro al mese per i nuclei familiari composti da 5 o più componenti. Ad averne diritto le famigliecon un valore dell'Isee non superiore a seimila euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore ai ventimila.

Le risorse messe sul piatto - su questo anche il Governo non ha fatto mistero - sono insufficienti per la platea che l'Istat conteggia in condizione di povertà assoluta

 


Clicca qui per leggere l'articolo integrale sul Reddito di inclusione

DAL PRIMO LUGLIO 2019 ARRIVA LA FREGATURA SU " ELETTRICITÀ E GAS " VI CONSIGLIO DI LEGGERE QUESTO 'ARTICOLO




 

NOTIZIA PUBBLICATA DA: ILFATTOQUOTIDIANO.IT 

 



Il Ddl Concorrenza, dopo un percorso lungo e accidentato, è giunto alla meta diventando legge dello Stato. Al suo interno ci sono norme importanti che riguardano il gas e l’elettricità di cui si è molto parlato. Soffermiamoci sull’elettricità.

La nuova legge ha definito la fatidica data di cessazione del servizio di maggior tutela: dall’1 luglio 2019 rimarrà solo il mercato libero e il servizio di salvaguardia. Dopo la liberalizzazione del sistema elettrico l’utente finale, sia domestico che aziendale, poteva liberamente scegliere il proprio fornitore, passando al mercato libero o restare dov’era, cioè nel cosiddetto “servizio di tutela” dove l’Autorità per il servizio elettrico, il gas e i servizi idrici (Aeegsi), ogni tre mesi stabilisce i prezzi delle bollette, calcolando il costo della parte energia in base ai costi sostenuti da una società pubblica (l’Acquirente Unico) creata appositamente per rifornire i clienti in questo servizio.

Cosa cambierà dal 1 luglio 2019?

Cesserà questo servizio e a chi non sarà passato nel frattempo al mercato libero rimarrà solo il servizio di salvaguardia che – si badi bene – è ben diverso dalla tutela anche se spesso vorrebbero che l’utente facesse confusione fra i due termini.

Sinora questo servizio era disponibile solo per le aziende (clienti con Partita IVA) che non avevano optato per un fornitore del libero mercato ed era stato istituito al fine di evitare che un cliente aziendale del mercato libero, rimasto senza contratto di fornitura, restasse senza elettricità (da qui la denominazione di “salvaguardia”).

Tale tutela però presenta un prezzo che, in alcuni casi, determina il raddoppio dei costi energetici ed è gestita da operatori territoriali di riferimento che regolano e definiscono le condizioni economiche e che sono a loro volta sottoposti al controllo dell’Aeegsi. Quindi nel mercato di salvaguardia il prezzo praticato è costituito da una componente energia, rappresentato dai prezzi di acquisto della “Borsa Elettrica” (PUN medio mensile) e dal parametro omega (Ω), che è una maggiorazione che rappresenta una sorta di penale per essere rimasti senza contratto (tecnicamente si tratta di un fattore di rischio).

Questo deve chiarire il significato dell’articolo 62 della nuova legge che di primo acchito può risultare poco chiara e che era già stata spiegata su questo blog. Quello che l’articolo dice è che non ci sarà alcun obbligo di passare al mercato libero (abolite quindi le aste di cui si parlava da un paio d’anni). Tuttavia, siccome non ci sarà più quello di tutela, chi non ci passerà finirà in quello di salvaguardia che sarà perciò aperto anche ai clienti domestici, ma che, così come già accade oggi per le imprese, sarà coperto con procedure per aree territoriali (quindi non nazionali: cioè una fornitura a Milano non sarà uguale rispetto a una a Firenze) e a condizioni che saranno peggiorative rispetto al mercato libero. Morale: se non passi al mercato libero pagherai di più.

Cosa accadrà da qui al luglio 2019

La legge stabilisce una serie di attività a carico dell’Autorità per cercare di traghettare tutti coloro che sono ancora nel servizio di tutela. In particolare allo scopo di rendere più facile la comparazione delle offerte del mercato libero, è prevista la realizzazione entro cinque mesi dall’entrata in vigore della legge, di un apposito portale informatico per la pubblicazione delle offerte vigenti sul mercato di vendita al dettaglio di energia elettrica e anche del gas. Inoltre, decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, gli operatori della vendita di energia elettrica o gas sul mercato italiano dovranno fornire almeno una proposta di offerta di fornitura di energia elettrica o gas a prezzo variabile e almeno una a prezzo fisso.

In verità l’Autorità ha già iniziato a lavorarci e dal prossimo anno le famiglie potranno scegliere dei nuovi contratti chiamati “Placet”. Le offerte Placet saranno offerte di mercato libero, dovrebbero essere offerte standard facilmente confrontabili fra diversi fornitori secondo una struttura stabilita dall’Autorità e non potrebbero includere la fornitura di servizi o di prodotti aggiuntivi, tipo sconti o omaggi; questo proprio per favorire la confrontabilità delle offerte economiche.

Il contratto avrà durata indeterminata, fatta salva la facoltà di recesso, con condizioni economiche rinnovate ogni 12 mesi e un prezzo comunque liberamente definito tra le parti. Con adeguato anticipo rispetto alla scadenza, il venditore dovrà informare il cliente, con apposita comunicazione, delle condizioni economiche applicate trascorsi 12 mesi e il cliente deciderà se aderire, anche in forma tacita. Accadrà quindi che alla scadenza del contratto di tutela simile, in assenza di una diversa scelta da parte del cliente, questo contratto proseguirà per un altro anno alle medesime condizioni contrattuali ed economiche (ma senza lo sconto una tantum iniziale non ripetibile) e successivamente, sempre in assenza di diversa scelta del cliente, sarà previsto il passaggio al mercato libero attraverso una offerta da parte delle aziende territorialmente competenti. Insomma, detto in soldoni e al di là delle spiegazioni tecnico-giuridiche di difficile comprensione e che noi abbiamo però cercato di esplicitare, l’ennesima fregatura del cliente – oggi ancora tutelato – a favore del libero mercato che rimane in trepida attesa.

di Mario Agostinelli e Roberto Meregalli

SICILIANI: IL SOLITO GIRO DI POLTRONE " IL 5 NOVEMBRE VOTATE #M5S SE VOLETE CAMBIARE LE COSE "



 NOTIZIA PUBBLICATA DA ILFATTOQUOTIDIANO.IT

 

 


La poltrona da vicepresidente della Sicilia per un suo uomo. Nel day after dell’ufficializzazione della candidatura di Fabrizio Micari a governatore, filtrano i particolari dell’accordo che Angelino Alfano è pronto a stringere per allearsi col Pd. Dopo che ieri sera la segreteria regionale del Pd ha benedetto la candidatura del rettore di Palermo, infatti, si attende che anche Alternativa Popolare ufficializzi il suo appoggio. Fonti parlamentari di area di centro – citate dall’Adnkronos – fanno sapere che gli alfaniani vogliono soltanto la garanzia di un loro nome per la poltrona da vice di Micari. Concessione che i democratici sono pronti a fare.

Anche perché l’ha rifiutata Rosario Crocetta, il governatore uscente che oggi è volato a Roma per vedere il segretario democratico Matteo Renzi. Un faccia a faccia per rivendicare una volta di più le primarie, alle quali il presidente uscente da statuto sarebbe candidato autonomamente. Crocetta ha sempre chiesto di essere messo alla prova degli elettori della coalizione. In ogni caso per conoscere l’esito dell’incontro tra Renzi e Crocetta bisognerà probabilmente aspettare la conferenza stampa annunciata dal governatore per mercoledì, anche perché è già in campagna elettorale, con il Megafono.

In ogni caso anche per Micari si sprecano incontri e telefonate, formali e non, per cercare di uscire dall’impasse. Il nome più accreditato per fare da vice a Micari, è allo stato quello dell’europarlamentare Giovanni La Via, esponente di spicco di Ap nell’isola e fedelissimo di Alfano. Si tratta di un uomo di assoluta fiducia di Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura e proconsole di Alfano nella sua Sicilia, attualmente a processo per turbativa d’asta e corruzione elettorale

Il nodo del vicepresidente è solo l’ultimo “tassello locale” per completare un’intesa politica che a livello nazionale è già chiusa. Nel frattempo, però, sul candidato di Ap e Pd piovono le polemiche dell’opposizione forzista. Il motivo? La sua decisione di non dimettersi da rettore dell’Ateneo palermitano durante la campagna elettorale. “Il rettore di un’Università non è l’amministratore delegato di una società privata. Se non si dimettesse oggi perderebbe totalmente la sua credibilità, una credibilità che in questo momento ha anche da parte mia, ma la mia stima per lui se non si dimettesse diventerebbe zero“, attacca Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia sull’isola.

News: " La Lega Nord è nei guai, la procura non vuole attendere la Cassazione per il verdetto finale: “confiscate subito i 48 milioni di Euro”




Notizia Pubblicata da: http://www.lineapress.it/

 

 

La Lega Nord Padania è nei guai, la procura non vuole attendere la Cassazione per il verdetto finale: “confiscate subito i 48 milioni”

Secondo la ricostruzione del pm Paola Calleri, i soldi che dal 2008 al 2012 Camera e Senato avevano destinato alla Lega Nord Padania, in realtà finivano nelle tasche della famiglia Bossi. A investire tali soldi, ci pensava il tesoriere Francesco Belsito che decideva poi di spenderli in diamanti e ville lussuose.

La truffa messa in atto dai soggetti in questione in tutti questi anni, ammonta ad una cifra a dir poco spaventosa: ben 48 milioni di euro, tutti sottratti allo Stato e che in un modo o nell’altro, dovranno ritornare al mittente.

La procura ha sollecitato più volte l’esecuzione della sentenza di Luglio, senza attendere la Cassazione. Se il provvedimento venisse accolto, la Lega Nord Padania si ritroverebbe in guai seri: non solo l’enorme calo di reputazione del partito, ma soprattutto il calo economico dovuto alla restituzione dei soldi. Se questo avvenisse, la Lega si ritroverebbe a dover sostenere il partito senza avere i soldi necessari per farlo.

A quanto pare, il Matteo Salvini e il suo partito rischiano di colare a breve a picco!

La Verità sul Reddito di Inclusione: Per il pentastellato Danilo Toninelli il provvedimento è stato approvato in ottica elettorale. Renato Brunetta in un tweet parla invece di "pannicello caldo, strumento parziale e tardivo". Associazioni e sindacati criticano le risorse troppo esigue e pongono l'accento sulla mancanza di lavoro



Notizia Pubblicata da: ilFattoquotidiano.it

 

Se per il governo con il reddito d’inclusione “per la prima volta il nostro Paese ha uno strumento permanente di contrasto alla povertà fondato sul sostegno al reddito e sull’inclusione sociale” – questo il commento del ministro del lavoro Giuliano Poletti – il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei ministri scatena la polemica delle opposizioni. Una lotta all’ultimo social tra esponenti di governo che si intestano un “un’altra risposta concreta”, come ha cinguettato il ministro della giustizia Andrea Orlando e le forze politiche contrarie per le quali, come scritto da Danilo Toninelli del movimento 5 stelle – è una “mancetta utile solo al #Pd per recuperare consensi“.

Maria Elena Boschi affida a Facebook il commento sulla “misura concreta per aiutare le famiglie più in difficoltà” sottolineando che a metterla “in campo” è stato “il governo dei #millegiorni“. Certo, ammette, “non può rappresentare la soluzione definitiva al problema della povertà ma è un passo avanti fondamentale. Alla demagogia e alle parole rispondiamo con azioni e misure concrete. Il miglioramento della vita di tutti i cittadini è la nostra priorità. Andiamo #avanti, ogni giorno, per far ripartire l’Italia”, conclude. Anche il coordinatore del Partito Democratico, Lorenzo Guerini saluta il provvedimento per garantire che “le persone siano aiutate non solo a sopravvivere ma a vivere. Proprio per questo motivo, in questi anni, con il governo di Matteo Renzi e ora con quello di Paolo Gentiloni abbiamo operato con grande determinazione per rilanciare la crescita, condizione irrinunciabile per sostenere chi è in difficoltà”.



Di tutt’altra natura i commenti degli esponenti del Movimento 5 stelle, che da anni si battono per il reddito di cittadinanza. “La vera soluzione è #PiùLavoro col #RedditoDiCittadinanza!” è il tweet del deputato M5S Danilo Toninelli. Uno strumento “sterile, fallimentare e frammentario”, lo definisce Nunzia Catalfo, prima firmataria proprio del Ddl sul reddito di cittadinanza. Che continua: “Per capirlo basta fare un semplice confronto tra il numero di famiglie che potranno beneficiare dell’aiuto, circa 400mila, e il numero di famiglie che si trovano in povertà nel nostro Paese, circa 3 milioni”. Dello stesso avviso la deputata del M5S Laura Castelli: “Incredibile, sono oltre 4 anni che parliamo di #RedditodiCittadinanza. Parliamo di come si affronta la povertà. Se in un certo momento della vita, ti trovi a vivere senza niente, sotto la soglia di povertà, lo Stato ti deve dare una mano”. Ma puntualizza che “te la deve dare inserendoti di nuovo in un contesto sociale, lavorativo, non solo per farti riprendere a consumare beni”.

 

Critica, ma meno apocalittica la versione di Forza Italia. “Strumento parziale e tardivo”, twitta Renato Brunetta. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati il provvedimento “solo un pannicello caldo contro dramma #povertà”. Sulla stessa linea Daniele Capezzone, deputato di Direzione Italia che lo interpreta come l’inizio “della gara pre-elettorale a bruciare soldi pubblici. Chi paga? I contribuenti. Occorre procedere in direzione diversa: tagli di tasse per famiglie, imprese, lavoratori, proprietà immobiliare”.  Mentre per il leghista Roberto Maroni il  “Governo copia la Regione” in riferimento al reddito di autonomia che la “Lombardia ha da almeno due anni”.






I commenti arrivano anche dal mondo dei sindacati e quello delle associazioni, che già in passato avevano chiesto di rendere universale il provvedimento, sottolineando come sia una misura insufficiente a rompere il circolo che alimenta la povertà. “Il Reddito di inclusione è indubbiamente un provvedimento importante – twitta la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan – ma servono maggiori risorse e servizi sociali moderni per sostenere le famiglie e i più deboli”.

Anche il presidente di Libera e del Gruppo Abele, don Luigi Ciotti, ha salutato il via libera definitivo al Reddito d’inclusione come una “buona notizia” che però non deve far dimenticare “la dimensione e la diffusione della povertà assoluta del nostro Paese. Questa misura si rivolge infatti a 660mila famiglie, là dove il numero complessivo è di 1,8 milioni (4,6 milioni di cittadini)”. Un primo passo a cui devono “seguire altri e con la stessa urgenza di quelli fatti quando si è trattato di mettere capo alle ‘sofferenze economiche’ prodotte da una finanza irresponsabile” perché “democrazia non può sussistere” quando esistono “le disuguaglianze”.

 

 

martedì 29 agosto 2017

QUELLO CHE I MEDIA E TV DOVREBBERO DIRVI MA CHE NON FANNO! #OPERAZIONEPECUNIA


 Notizia Pubblicata da: Dagospia.com

 

1. INTERFAX PER DAGOSPIA: L'UNICA TRATTATIVA È SULLA PECUNIA

 

 

Lo abbiamo scritto più volte nelle scorse settimane, in tutte le salse, con molti particolari, con tutte le spiegazioni tecniche, finanziarie, politiche, industriali, biologiche (rileggetevi bene le precedenti puntate su Dagospia del 18, 20 e 21 Agosto). Cerchiamo oggi solo di riepilogare la questione.

 

Lo sanno tutti, i contendenti in campo, i governi italiani e francesi, gli esperti di diritto amministrativo e di trattati internazionali (oltre a Zoppini, li' per caso..), Bollore', Gentiloni, Berlusconi, eccetera eccetera, ma nessuno lo dice e nessun giornalista nemmeno lo scrive, cioè che:

 

1) i francesi di Vivendi vogliono monetizzare il loro investimento in Telecom Italia, vogliono guadagnare e uscire. Stop! 

2) Berlusconi vuole accordarsi con Bollore' per disegnare la successione industriale di Mediaset (i figli sono uno più inadeguato dell'altro e la biologia è contro la sua età) a un prezzo più che soddisfacente e in un modo "esteticamente" gradito sia al sistema politico che al grande pubblico (leggesi Forza Italia in avvicinamento alle elezioni politiche);

 

 

3) Bollorè vuole comprare Mediaset (insieme alla sua mega-torta monopolista pubblicitaria) che era e rimane la sua vera principale preda sul mercato italiano (Telecom Italia invece se l'è trovata a seguito dell'accordo con Telefonica); 

 

4) Bollore' e Berlusconi vogliono la tregua/pace/patto col Governo (presente e futuro, qualunque esso sia) per siglare il loro affare (noi lo abbiamo definito "Patto Doppio" e/o "Doppio Piatto");

 

5) il Governo deve salvare la faccia: troppe mancanze (nell'era Renzi e anche prima) sul fronte della difesa della "italianità", troppi cedimenti al mondo francese ( siamo la colonia sud-europea nelle mani del neo-colonialismo francese). Quindi, spada sguainata della "Golden Power" e tricolore al vento per la difesa pubblica della rete (o reti) di proprietà Telecom Italia, per farla comprare allo Stato (vedi Cassa Dep e Prestiti).

 

6) Il Governo Gentiloni vuole l'accordo politico con Berlusconi sia per la sua durata naturale che in preparazione del prossimo Governo PD-Berlusconi post elezioni politiche del 2018.

 

Ecco, tutto questo lo sanno tutti, giornalisti compresi ma evitano di scriverlo girandoci attorno.

 

 

Ma oggi l'avvocato difensore dei francesi di Vivendi, il fine giurista Sabino Cassese finalmente lo dice bene se pur dietro le affermazioni giuridiche e soprattutto con le parole "non dette" nella sua intervista sul Corriere della Sera.

 

Cassese afferma cioè che tutti sappiamo quale è la situazione sostanziale e giuridica della questione in oggetto. Esistono trattati internazionali sul libero scambio e sul libero mercato che tutelano gli investimenti esteri come quelli dei francesi in Telecom Italia; recitiamo pure tutte le nostre parti in commedia ma alla fine dobbiamo chiuderla qui e in fretta; troviamo l'accordo perché altre strade non esistono, quindi cacciate la pecunia e tutti saranno felici e contenti! A parte quei poveri azionisti di Telecom Italia. Ciaoooone a tutti!




Il Video di #Repubblica e la fake news sull'abusivismo a Pomezia Parla il Sindaco Fabio Fucci,



 

 

 E' falso quello che scrive oggi #Repubblica. Falso che a #Pomezia avremmo sanato abusi edilizi.
Tutt'altro. Abbiamo sistemato i danni lasciati dal Partito Democratico che dieci anni fa ha consentito la costruzione di uno stabile con due piani in più del previsto.

Che avremmo dovuto fare, segare due piani di un palazzo completamente costruito ed abitato?
A dimostrare che abbiamo agito correttamente ci sono sia una sentenza del TAR del Lazio che le relazioni dei tecnici della Regione Lazio.

Ecco cosa dico a Repubblica: noi i due piani in più non li abbiamo potuti segare ma ci sarebbe un gran bisogno di tagliare, anzi eliminare, i soldi dei cittadini che prendete per scrivere falsità.

 

 

LA SUPERCAZZOLA



NOTIZIA PUBBLICATA DA: AFFARITALIANI.IT




Silvio 'taglia' i parlamentari. L'80% non sarà ricandidato

 

Cambiare, rinnovare il partito; in questi termini si è espresso Silvio Berlusconi con chi ha avuto modo di ascoltarlo in questi giorni a Villa San Martino. L'ex premier, fa sul serio, è la convinzione di chi ci ha parlato: la 'rivoluzione azzurra' tante volte annunciata, sarà finalmente realizzata, scrive La Verità. Il leader vuole a tutti i costi energie fresche, volti giovani e della società civile; è questo il credo che si sente ripetere in questi giorni ad Arcore.

Secondo quanto si mormora nel partito azzurro, Silvio Berlusconi è pronto per la campagna delle politiche, ma ha capito che, per vincere, deve proporre dei nuovi volti (sia a livello maschile che femminile) altrimenti l'immagine di Forza Italia già impolverata rischia definitivamente di non attrarre l'elettorato italiano, soprattutto nella fascia 18-30 anni. E' un problema reale di marketing politico e per risolverlo, come sanno bene gli esperti di marketing politico che a Berlusconi non fanno certo difetto, c'è solo una modalità: svecchiare il gruppo dei potenziali candidati di camera e Senato.

Da qui l'idea sussurrata solo ai più intimi di mandare a casa l'80% dell'attuale gruppo dirigente.

La nuova Forza Italia, continua La Verità, dovrà essere giovane ed effervescente come il Movimento di Beppe Grillo. Berlusconi stima il comico non sotto il profilo politico, ma sul piano del marketing e delle strategie digitali.

 

"Il vero obiettivo è intercettare il voto di protesta, sino ad ora impersonato dai grillini e recuperare l'elettorato moderato rimasto deluso dal centrodestra degli ultimi anni", raccontano dal partito. Da qui, suggeriscono gli spin doctor berlusconiani, il bisogno di puntare su forze di stampo movimentista e vicine alla gente come le liste civiche.

 

Per intercettare meglio il consenso, a cominciare da quello del 'popolo degli indignati'.

Sarà un autunno caldo per molti prossimi ex parlamentari, costretti a tornare alle professioni da cui erano partiti. Ma è l'unica chance per rinvigorire il brand Forza Italia.

News: Il Fatto Quotidiano lancia una tv in streaming il 31 agosto non mancate

 

 

 Notizia Pubblicata da: http://www.affaritaliani.it/

 

 

 

 

Fissato per giovedì 31 agosto 2017 la presentazione della tv in streaming della società editoriale Il Fatto Quotidiano, nel corso della festa in programma nel parco della Versiliana a Marina di Pietrasanta. Sarà attivà dal prossimo 3 ottobre e verrà ospitata su una apposita app che si chiamerà I Loft, mentre con lo stesso nome nascerà anche un sito internet e una pagina Facebook.

La tv del Fatto si occuperà di temi di attualità, politica, intrattenimento ed è già previsto un programma con Marco Travaglio intitolato Balle spaziali.

News: Corea del Nord lancia missile che sorvola il Giappone. La Risposta di #Tokyo: minaccia senza precedenti


Notizia Pubblicata da: GDS.IT 

 

 

Le provocazioni del regime di Kim Jong-un vanno avanti e si fanno più aggressive. L'ultimo missile lanciato martedì mattina alle 6.29 locali (nella notte tra lunedì e martedì in Europa) da Pyonyang ha sorvolato il territorio giapponese all'altezza dell'isola di Hokkaido per finire poi nel mar del Giappone frantumandosi in tre pezzi a 1.180 km dalla città di Cape Erimo.

 

"Il missile ha attraversato il nostro spazio aereo" ha dichiarato il premier di Tokyo Shinzo Abe prima di presiedere una riunione di emergenza rassicurando che "sarà fatto ogni sforzo possibile per proteggere la popolazione giapponese". Il capo di gabinetto del governo giapponese Yoshihide Suga ha condannato il lancio del vettore definendo l'evento "una grave minaccia senza precedenti alla sicurezza del Giappone" aggiungendo che il governo di Tokyo continuerà a cooperare con gli Stati Uniti e la Corea del Sud sulla sicurezza militare.

 

 

Suga ha quindi riferito che non sono stati segnalati danni e che non si ha notizia di oggetti caduti sul territorio nipponico, nè risultano incidenti occorsi a navi o alle rotte aeree. Fonti militari sudcoreane hanno confermato che quello lanciato dai nordcoreani è un missile balistico che ha percorso 2,700 km e raggiunto un'altezza massima di 550 km. Le stesse fonti hanno aggiunto che gli Usa stanno analizzando il lancio insieme alla Corea del Sud. Entrambi, hanno detto i militari sudcoreani, stanno monitorando la situazione e si stanno preparando a un'eventuale altra azione di Pyongyang.

 

 

Gli ultimi lanci-provocazione del regime di Kim Jong-un risalgono alla notte tra venerdì e sabato scorsi in Europa (sabato mattina in Corea del Nord): tre missili balistici a corto raggio sono stati lanciati nell'arco di 30 minuti: uno è esploso subito mentre gli altri due hanno percorso circa 250 chilometri prima di cadere nel Mar del Giappone. Nonostante i vettori nordcoreani non avessero minacciato la sicurezza nazionale, il premier Abe aveva chiesto alle forze di autodifesa di rimanere in stato di allerta. Il Giappone è stato in grado di monitorare i movimenti tramite il proprio sistema satellitare J-Alert.

Video #Washington: ladro Sputtanato prova a rubare l’auto, ma alla fine è lui a rimanere in mutande in tutti i sensi- il Video diventa Virale sul Web.


 

 

Il ladro tenta il furto, ma alla fine a rimanere letteralmente in mutande, o meglio, mezzo nudo, è proprio lui. Il video, girato da una testimone e poi pubblicato su Twitter, mostra un uomo trascinato da un’auto lungo una strada di Kent, una città dello stato di Washington.

 

 

TRA POCO IL RUBINETTO DEL QUANTITATIVE EASING SI STA PER CHIUDERE " PER L'ITALIA SARANNO GROSSI GUAI "



Notizia Pubblicata da: https://www.loccidentale.it/

 

 






“Il Quantitative easing? Un successo”. Parola di Mario Draghi. Il presidente della Bce continua a difendere a spada tratta la “sua” politica di stimolo monetario e dei tassi di interesse bassi. Lo ha fatto anche ieri al Nobel Laureate Meeting di Lindau, in Germania, sostenendo che “ampie ricerche empiriche hanno affermato il successo di queste politiche nel supportare l'economia e l'inflazione, sia nell'Eurozona, sia negli Usa". Messaggio chiarissimo soprattutto ai padroni di casa, i tedeschi, che di quantitative easing proprio non ne vogliono sentir parlare. E non vedono l’ora di sbarazzarsene.

Non a caso il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, è tornato ad alzare la voce sul tema: "Secondo le nostre previsioni di giugno, non c'è l'esigenza reale di prolungare per il prossimo anno il programma di acquisto", ha detto alla rivista Boersen-Zeitung, anticipando su cosa cercherà di indirizzare la decisione collegiale. "È necessaria piuttosto una uscita ordinata". Tradotto: non occorre più andare avanti con la politica dei tassi di interesse bassi. Il pressing tedesco non è fine a se stesso ovviamente. Anche perché in questi ultimi mesi, anche per via di questi tassi di interesse, l’inflazione in Germania è continuata a salire. In più, in ballo c’è la tutela della redditività delle banche tedesche.

Ma il buon Mario, per ora, sembra fare orecchie da mercante. E anche a Lindau non ha fatto alcun accenno a tempi e modi attraverso i quali il suo istituto possa ridurre e concludere la politica di stimolo monetario in corso. “Dovremmo continuare a prepararci per nuove sfide”. Questa è stata l’unica sibillina apertura del presidente della Bce. Cosa significano queste “nuove sfide” per ora non è dato a sapersi.

Una cosa però è certa: se le pressioni tedesche dovessero avere la meglio portando a smantellare il quantitative easing, per l’Italia le cose non si metterebbero bene. “I conti pubblici del nostro Paese non sono ancora al sicuro e il mercato secondario dei titoli di Stato è congelato. Di fatto l’Italia è impreparata” ha dichiarato in merito il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. Anche perché il nostro Paese, a quanto pare, non ha portato a compimento quelle “riforme strutturali” in campo economico auspicate dallo stesso Draghi, in modo tale da sostenere la crescita e, soprattutto, ridurre il debito pubblico. E infatti, come abbiamo detto più volte, il debito pubblico negli ultimi anni non solo non si è ridotto ma è aumentato (135 miliardi con il governo Renzi) e, stando ad alcune analisi, continuerà salire nei prossimi tre anni. Il che significa che con tassi più alti, con ogni probabilità, risulterebbe necessario un aumento delle tasse, andando dunque a gravare ulteriormente su un’Italia che ancora stenta ad uscire dalla crisi.

Video: su Roma solo Fango Mediatico contro #m5s " Noi facciamo i fatti non le Chiacchiere "








Video: su Roma solo Fango Mediatico contro #m5s " Noi facciamo i fatti non le Chiacchiere " 

 

 

 

News: Ultima tappa del tour! Termine Imerese condividete il Video








Ultima tappa del tour! Termine Imerese condividete il Video

 





ELEZIONI REGIONALE #M5S IN SICILIA STRADA SPIANATA " LA VITTORIA È SICURA "



Notizia Pubblicata da: http://livesicilia.it/



Nel centrodestra giochi quasi fatti ma manca l'ufficialità. Centrosinistra a pezzi.

 

PALERMO – E così alla fine, settanta giorni prima del voto, sembra che centrosinistra e centrodestra abbiano definito candidato e confini della coalizione per le Regionali. Il “sembra” è d'obbligo, dopo lo spettacolo da cavalleria rusticana offerto in queste settimane e mesi dalle due coalizioni che in Sicilia sfideranno il Movimento 5 Stelle.  Manca solo l'ufficialità ma i due nomi in campo sarebbero quelli del “civico” Fabrizio Micari, rettore dell'Università di Palermo (per lui i giochi sono praticamente fatti), e del politico Nello Musumeci (a un passo dall'ufficialità), già deputato, sottosegretario e presidente della Provincia di Catania.

 

A cui potrebbero aggiungersi Claudio Fava e Rosario Crocetta, oltre ai candidati già in campo come i sicilianisti Roberto La Rosa e Franco Busalacchi.   Il centrodestra ci ha perso cinque o sei mesi ma alla fine sembra che la convergenza unitaria su Nello Musumeci (alla sua terza candidatura a Palazzo d'Orleans) arriverà dopo tanta sofferenza. Attorno al leader di #DiventeràBellissima ha fatto quadrato in queste settimane il blocco post-missino che dentro e fuori da Forza Italia ha sempre guardato con favore alla sua corsa.

 

Ma agli eredi della fiamma si sono aggiunti tanti altri sostenitori, anche dal fronte moderato, coagulati dal carisma del politico catanese. E così alla fine i rumours degli ultimi giorni raccontano di un Silvio Berlusconi, già folgorato dalla candidatura di Gaetano Armao, disposto a lasciare strada a Musumeci, riconoscendo nei fatti una golden share del centrodestra siciliano ai sovranisti di Meloni e Salvini, per non rompere l'unità della coalizione. Magari puntando sul famoso ticket, con Armao vice (se l'avvocato palermitano ci starà), per cercare di offrire garanzie a quei centristi e autonomisti che digeriscono con qualche fatica il nome di Musumeci, che ha sempre ribadito in questi difficili giorni di voler lavorare per un'alleanza larga e inclusiva.

 

"Siamo vicini, manca davvero poco alla conclusione", ribadisce oggi ottimista Gianfranco Miccichè, che domani avrà un altro giro di consultazioni.  Le prossime ore saranno quelle degli annunci ufficiali ma se come ormai sembra la spaccatura sarà scongiurata, il centrodestra potrà puntare a rimettere le mani su Palazzo d'Orleans, come ai tempi d'oro. Per la prima volta con un politico che non proviene dalla Democrazia Cristiana, anzi, con uno storico avversario politico dello Scudo crociato. 

 

Chi non è riuscito a evitare la spaccatura, tanto per cambiare, è la sinistra. Con una querelle su cui sono pesati enormemente i piani di guerra romani, i partiti a sinistra del Pd si sono sfilati e sono vicini a lanciare la candidatura di Claudio Fava, quella che cinque anni fa saltò per il famigerato ritardo nello spostamento della residenza a Isnello del politico catanese. E che oggi, secondo Italia dei Valori e Pd, sarebbe un grosso favore agli avversari.  E così attorno al rettore di Palermo chiamato da Leoluca Orlando e benedetto da Matteo Renzi per il momento rimane solo la coalizione che è stata la maggioranza di Crocetta. Ma senza Crocetta, che potrebbe correre contro il suo partito. 

 

Quanto ai centristi di Alfano e Casini, dopo i sogni di gloria di una propria candidatura, sono confluiti allineati e coperti sul rettore. Che oggi ha comunicato ai giornalisti la sua candidatura, annunciando di voler fare campagna restando per il momento seduto sulla poltrona di Magnifico, parlando per la prima volta da quando il suo nome ha fatto irruzione nel totocandidati (dopo alcuni rifiuti). Il tutto prima che il Pd siciliano riunisca nel pomeriggio la sua segreteria per prendere atto della situazione, non senza qualche mal di pancia. 

 

Questo ovviamente salvo sorprese dell'ultima ora.  Questione di ore, insomma, perché i competitor si presentino ai banchi di partenza con la pettorina dell'ufficialità. Poi partirà la rincorsa ai Cinque Stelle, da due mesi in campagna elettorale con Giancarlo Cancelleri. E con essa, il tentativo dei partiti di convincere i siciliani ad andare a votare, malgrado l'antipasto di caos che destra e sinistra hanno offerto in queste tormentate settimane estive. 

lunedì 28 agosto 2017

News: #Poletti alla Festa dell'Unità di Modena: #flop totale, sala Vuota " Video "




 Lunedì, 28 agosto 2017 - 12:24:00


News: #Poletti alla Festa dell'Unità di Modena: #flop totale, sala Vuota " Video " 

 

 

Poletti alla Festa dell'Unità di Modena: flop totale, sala vuota. IL VIDEO de La Pressa Modenese

 

 

Il ministro Poletti è intervenuto alla Festa provinciale de l’Unità di Modena. Ma come si può vedere dai video (de la Pressa Modenese), erano pochissime le persone ad ascoltare il dibattito politico.

 

 

 

 

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FACCIAMO CHIAREZZA: TI DICO IO TUTTA LA VERITÀ SU ROMA " NEL BENE E NEL MALE "

 


Articolo  Scritto da Maurizio Alesi (politicaprima.com)

Una volta si andava a Roma per vedere il Colosseo, l’Altare della Patria, il colonnato di S. Pietro o Piazza Navona. Oggi della capitale si parla soprattutto per i suoi presunti disastri amministrativi, le strade dissestate e la monnezza che ha preso il posto dei marciapiedi come un’invasione delle cavallette. Io che amo Roma e che da ragazzo non perdevo occasione per andare, non potevo accettare che una città così importante è così unica al mondo potesse essere ridotta come ce la descrivono giornali e televisioni da oltre un anno.


I miei ricordi sono legati ad una città cartolina, piena di luci e di colori. In quegli anni l’unico elemento di degrado di cui si parlava erano le condizioni delle acque del Tevere il suo inquinamento. Spinto da un’irrefrenabile curiosità, oltre che dal piacere di tornarci, ho deciso di concedermi una vacanza nella capitale più raccontata (e denigrata), del nostro Paese.
A scanso di equivoci e a beneficio di chi si attarda ancora a dividere il mondo in grillini e antigrillini, dico subito di non avere nessuna intenzione di trasformare la mia permanenza in uno spot a favore dell’amministrazione pentastellata. Sono andato con spirito laico e distaccato per rendermi conto di persona, pronto a constatare un degrado diffuso ai limiti della decenza. Volevo realizzare un piccolo dossier personale sullo sfascio di Roma da conservare a futura memoria.


Ho iniziato la mia “inchiesta” chiacchierando con l’autista della struttura dove alloggiavo giusto per sentire gli umori della gente comune. Contrariamente alle mie attese, secondo lui, la città sta vivendo un passaggio importante verso la strada della rinascita e della funzionalità degna di una capitale europea. Dunque una città in movimento tutt’altro che rassegnata. Devo dire che lo stesso giudizio l’ho riscontrato anche da parte di albergatori, ristoratori, negozianti, gente incontrata per strada.


Ho registrato sostanzialmente una convinta apertura di credito verso la Raggi, determinata da concreti e palpabili miglioramenti rispetto al devastante passato recente. Ho pensato subito che si trattasse di campanilismo tipico dei romani e che mi sarei fidato solo di ciò che si sarebbe presentato davanti ai miei occhi. Girando in lungo e in largo, a caccia di disastri, dal centro alla periferia devo dire di avere avuto la sensazione di trovarmi in un’altra città.


Quella che ho vista io è una metropoli meravigliosa, curata, pulita, decorosa. Un capitolo a parte merita l’azienda di trasporto Atac che è il vero tallone d’Achille di questa amministrazione. Se da un lato è apprezzabile lo sforzo di aver dotato la città di tanti nuovi autobus moderni e confortevoli, il servizio resta inadeguato per una città con tre milioni di abitanti. I tempi d’attesa per certe linee, arrivano a superare anche un’ora e, inoltre, nessuno paga il biglietto. Un autista al capolinea mi confida che un mezzo su due rientra al deposito a causa di guasti. Questa azienda, cannibalizzata e prosciugata dalle precedenti gestioni andrebbe rifondata.


A parte i bus, durante tutto il mio soggiorno, armato di fotocamera ho cercato disperatamente uno scatto, un video da scoop: sacchetti di immondizia in pieno Vaticano, crateri sul manto stradale dei Fori Imperial, cassonetti stracolmi a Piazza di Spagna: nulla.
Le mie foto costrette ad immortalare una città impeccabile, fioriere ovunque, marciapiedi puliti ovunque ti giravi, di buche nemmeno l’ombra e molte strade avevano addirittura il tappetino rifatto da poco. Nessuno mette in dubbio che ci siano le buche a Roma ma dare la rappresentazione di una città-groviera è un’altra cosa. Così come ci sarà pure qualche strada di periferia più trascurata, come avviene in tutte le città del mondo. Ma far leva su singoli casi per massacrare la capitale è fuorviante. Certo, mi sono detto, qui va tutto bene perché si tratta di strade importanti e frequentate, chissà cosa si troverà dentro quei vicoletti... Macché, una sfortuna nera ha accompagnato per intero la mia vacanza.


Possibile, dicevo, che con tutto lo schifo che ci raccontano su questa città io non riesca a trovare neppure una bottiglia di birra gettata per strada? Ho girato la città da nord a sud, preso una dozzina di linee bus per tutte le direzioni senza trovare una strada al buio, una discarica a cielo aperto, una caditoia otturata. File di cassonetti dell’Ama sempre vuoti e puliti a tutte le ore. Persino in tempi di siccità, col lago di Bracciano “prosciugato” (un altro inganno), le fontanelle continuavano a zampillare un’acqua cristallina. Fu allora che decisi di addentrarmi nelle vie più anonime, quelle dove i turisti non vanno e che neppure i romani conoscono, per trovare finalmente il letamaio di cui parlano in TV. Sono andato di sera per cogliere in flagranza i cassonetti non svuotati e maleodoranti con i sacchetti della monnezza intorno. Niente da fare neppure da quelle parti, dove anzi ho visto in azioni i mezzi dell’Ama che spazzavano e lavavano le strade. Si direbbe che la città è curata in maniera uniforme.


A questo punto ho pensato che non c’era più niente da fare. Dovevo rassegnarmi all’idea che Roma non è come ce la raccontano o come i suoi detrattori vorrebbero che fosse, con il meschino obiettivo di screditare l’attuale amministrazione e buttarla giù per ritornare ai vecchi sistemi. Ma nonostante tutto non mi ero ancora rassegnato al fatto che si potesse costruire scientificamente la rappresentazione di una città in ginocchio, in contrasto con una realtà tutta opposta. Per fortuna i turisti, che conoscono il livello della stampa italiana, non ci credono e invadono Roma da tutti i continenti.


Per completare il mio reportage non volevo tralasciare di fare un salto sul lungotevere. Hai visto mai che tutti i rifiuti della città sono concentrati sulle rive del fiume? Devo dire la verità, sul Tevere mi aspettavo una situazione di degrado da raccontare. Giunto sul posto mi sono trovato davanti uno spettacolo mozzafiato. Lungo le due sponde del fiume decine di punti di ristoro, pub, ristoranti, gazebi bianchi illuminati da mille lampadine colorate, che pullulavano di gente: c’erano anche le piste ciclabili e i battelli sempre stracolmi ad ogni imbarco che fanno il giro della città.


A me non restava che tornarmene a casa senza una foto da spendere per sputtanare la Raggi e questi sprovveduti incapaci che si sono messi in testa di governare le città. È uno schifo: vai a Roma per constatare l’incapacità dei 5stelle e trovi un luogo stupendo, una città civile che sta compiendo il miracolo di far dimenticare decenni di malgoverno, di ruberie e di intrallazzi. Giuro che per par condicio l’anno prossimo vado a Milano. 

 

Fonte

News: Sondaggi elettorali Sicilia del 28/08/2017: Che fanno Tremare la Casta Politica: #M5S primo con il 34%

 

 

Notizia Pubblicata da:  http://www.termometropolitico.it/

 

 

 

Ad ormai poco più di un mese e mezzo dall’appuntamento elettorale in Sicilia, comincia a delinearsi il quadro politico delle alleanze e dei candidati governatori. Secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera, Berlusconi avrebbe deciso di puntare su Nello Musumeci, cedendo quindi alle pressioni di chi voleva un’alleanza sovranista con Lega e Fratelli d’Italia-An.

 

L’ex premier sancirà il patto in un incontro a tre con Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La soluzione alla base dell’accordo prevede un ticket tra l’avvocato palermitano Gaetano Armao che piace a Berlusconi, e il candidato di Fdi, Nello Musumeci.

A sinistra la situazione è ancora complicata da veti e contro veti Art.1-Mdp ha proposto Claudio Fava come candidato governatore in Sicilia per la sinistra. “Per la candidatura a presidente della Regione della coalizione che stiamo componendo insieme a SI – sottolineano Angelo Capodicasa, Mariella Maggio e Pippo Zappulla – in questi giorni le diverse personalità scese in campo le riteniamo egregie e di assoluto prestigio , tra queste quella di Claudio Fava. Oltre al profilo politico e programmatico idoneo per presentare ai siciliani la nostra proposta e il nostro progetto di rottura con il passato, per parlare senza demagogia ai bisogni e ai drammi dei siciliani e con soluzioni coerenti senza pasticci ed alchimie politiche, ci pare abbia un importante e non trascurabile significativo legame con la nostra terra”.

 

Difficile però una convergenza su Fava. Il Pd sta chiudendo l’accordo con Alfano e preferirebbe un profilo più civico. Intanto il Movimento 5 Stelle continua la sua campagna elettorale con il suo candidato Cancelleri che ha chiamato a raccolta gli emigrati siciliani. “Chiamate i vostri parenti in Sicilia, convinceteli a votarci, vogliamo creare le condizioni per farvi tornare nella nostra terra”.

Sondaggi elettorali Sicilia: lo stato dell’arte

Detto della situazione politica è ora il caso di vedere cosa dicono i sondaggi. L’ultimo in ordine di tempo è stato redatto da Index Research per BlogSicilia. Secondo la rilevazione, in un’isola dove l’astensione supera il 50%, è il Movimento 5 Stelle il netto favorito con il 34% delle preferenze. E gli altri? Distanti anni luce. Il Pd è dato al 13% mentre l’unione delle sigle di centrodestra è data al 26%.

 

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Sondaggi elettorali Sicilia: l’analisi

A fare un’analisi più approfondita ci pensa Natascia Turato, Direttore Index Research. “Alcune considerazioni di massima emergono con evidenza: la bocciatura del Presidente uscente appare senza appello, difficile ipotizzare una sua riconferma, mentre Cancelleri risulta essere il favorito, tutti gli indicatori sono positivi rispetto alla sua candidatura che non a caso è l’unica tra quelle importanti già formalizzata. Tra chi si candida a sfidare il candidato di Cinquestelle, c’è sicuramente Nello Musumeci che esce con un profilo marcato ma che ha un problema di coerenza rappresentativa tra chi potrebbe sostenerlo. Difficile fare il pieno dei voti con alleati che non hanno un minimo di coerenza nella propria storia”.

 

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