mercoledì 12 luglio 2017

News: Sicilia, il grande #bluff delle province Siciliane abolite: Ma de che, dopo 5 anni tornano Magicamente " Carta Canta "

 

 

Estratto di Notizia Pubblicato da:  di per ilFattoquotidiano.it

 

 

Doveva essere la prima Regione d’Italia ad eliminarle. Doveva essere la prima giunta regionale a decretarne la soppressione. Doveva essere il primo esperimento di cancellazione di un ente intermedio previsto in Costituzione. E invece non è stato niente di tutto ciò. Poco male, però. Perché alla fine la Sicilia prima in una qualche classifica arriva sempre e comunque. A questo giro sarà la prima Regione d’Italia a riportare in vita le province. Sissignore: l’ultimo record collezionato dal governo di Rosario Crocetta sarà proprio la rivitalizzazione degli odiati enti diventati col tempo simbolo della casta.

La commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana ha infatti approvato una legge che definire gattopardesca è banale. Come Gesù Cristo con Lazzaro, i deputati – come si fanno chiamare i semplici consiglieri regionali in Sicilia – hanno imposto le mani sulle province ormai defunte riportandole a nuova vita. Un esperimento che da Roma osservano con curiosità, desiderosi forse di replicarlo su scala nazionale. E dire che la norma doveva essere soltanto una piccola modifica alla legge Delrio sull’abolizione degli enti intermedi, approvata anche in Sicilia dopo un tira e molla lungo quattro anni, e la cancellazione di un ddl simile, presentato dallo stesso governatore.

Nei palazzi bizantini della burocrazia isolana, però, quando vengono annunciate modifiche piccole piccole è lecito aspettarsi i più estremi cambiamenti. E infatti la norma votata in commissione Affari istituzionali non modifica la legge Delrio: la svuota completamente, cancellandola. I deputati del Pd, di Forza Italia, di liste civiche di centro, destra e sinistra (tranne i due del M5s) non solo hanno approvato la reintroduzione dell’elezione diretta del presidente e del consiglio del Libero consorzio (nome affibbiato alle vecchie province in uno dei tanti passaggi parlamentari) e della città metropolitana (cioè le vecchie province di Messina, Palermo e Catania). Hanno anche anche riportato in vita il gettone di presenza – cioè lo stipendio – per gli eletti negli enti intermedi. E pazienza se la legge nazionale preveda esattamente l’opposto: nessun gettone e neanche elezioni dirette per sindaci e consiglieri, in nome della spending review.

 


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