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mercoledì 12 luglio 2017

Interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma anche dall'esercizio delle professioni e dagli uffici direttivi. Pene esemplari quelle previste da un emendamento al decreto per il salvataggio delle banche venete nei confronti dei manager responsabili dei crac degli istituti di credito, nel cui perimetro d'applicazione sarebbe potuta rientrare anche Banca Etruria. Ma alla fine la proposta di modifica non vedrà mai la luce.




NOTIZIA PUBBLICATA DA: huffingtonpost.it/


Interdizione perpetua dai pubblici uffici, ma anche dall'esercizio delle professioni e dagli uffici direttivi. Pene esemplari quelle previste da un emendamento al decreto per il salvataggio delle banche venete nei confronti dei manager responsabili dei crac degli istituti di credito, nel cui perimetro d'applicazione sarebbe potuta rientrare anche Banca Etruria. Ma alla fine la proposta di modifica non vedrà mai la luce.





L'emendamento, a firma del relatore al provvedimento Giovanni Sanga (Pd), prevedeva che nel caso in cui i commissari liquidatori avessero deciso di esercitare l'azione di responsabilità nei confronti dei manager, il giudice, in caso di parere positivo, avrebbe dovuto prevedere "sempre" la condanna dell'interdizione perpetua.

 

 

 

La proposta non è mai stata votata in commissione Bilancio, che venerdì scorso ha licenziato il testo e su cui il Governo ha posto oggi la questione di fiducia nell'emiciclo di Montecitorio. Secondo quanto apprende l'Huffpost da fonti parlamentari, il Governo aveva promesso un mini rinvio in commissione per sottoporre al voto l'emendamento, ma alla fine si è deciso di tirare dritto, ponendo appunto la questione di fiducia su un testo che non contiene la proposta di modifica.

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