lunedì 19 giugno 2017

VOLTAGABBANA " CERCASI POLTRONE DISPERATAMENTE "



NOTIZIA PUBBLICATA DA LANOTIZIAAGIORNALE.IT

 

 

 




Personaggi in cerca d’autore, li definirebbe Pirandello. Ma qui, più che altro, la caccia è allo scranno. Soprattutto in un periodo nel quale, complici le prossime elezioni, i riposizionamenti sono all’ordine del giorno. Così espulsi e fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle bramano un “passaggio” per tornare in Parlamento. Qualcuno se lo è già assicurato da tempo, qualcun altro sta trattando, qualcun altro ancora è fresco di ingresso in un nuovo gruppo parlamentare. È questo il caso, per esempio, di Vincenza Labriola (nella foto), deputata tarantina eletta nel 2013 coi pentastellati e traslocata 48 ore fa in Forza Italia dopo aver stazionato nel Misto. “Ho aderito al Gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati per dare ulteriore impulso alle battaglie di civiltà che dall’inizio della legislatura conduco per la mia Taranto”, ha chiarito la Labriola su Facebook, beccandosi più insulti che complimenti. Ma c’è anche chi è riuscita a fare di “meglio”, passando non solo da Beppe Grillo a Silvio Berlusconi, ma addirittura da Grillo a Denis Verdini.

Vi ricordate di Adele Gambaro? L’11 giugno 2013, dopo il flop del M5S alle Amministrative (corsi e ricorsi…), la senatrice genovese si presentò ai microfoni di Sky Tg24 e sparò ad alzo zero contro il fondatore. “Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Grillo, i suoi post minacciosi, soprattutto quelli contro il Parlamento”, disse la Gambaro prima di essere espulsa dal M5S: “Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Il problema del Movimento è Grillo”. Anche lei, dopo tre anni nel Misto, è salita su un altro cavallo e il 20 gennaio 2016 ha aderito ad Ala.

Fronte sinistro La lista è ancora lunga. Del primo parlamentare grillino ad essere stato espulso, Marino Mastrangeli, per dire, si sono perse le tracce, tanto da risultare 314esimo per indice di produttività di Openpolis. Altri invece si sono dati parecchio da fare per assicurarsi un posto al sole. Adriano Zaccagnini, che il 24 giugno 2013 ha lasciato i pentastellati di sua sponte perché contrario alla “visione fantascientifica della realtà” del defunto Gianroberto Casaleggio, ha cambiato 4 gruppi, tanto che ad un certo punto stargli appresso è diventato difficile. Nell’ordine, Zaccagnini è passato dal M5S al Misto, prima di iscriversi a Sinistra italiana, tornare nel Misto e accasarsi con Mdp (dove sono entrati i senatori Francesco Campanella e Lorenzo Battista). Un percorso, quello del continuo andirivieni, condiviso pure da Paola Pinna. Dopo circa 4 mesi di stazionamento nel Misto la deputata sarda, cacciata dal Movimento il 27 novembre 2014, è passata prima con Scelta civica e, dulcis in fundo, con il Pd a trazione renziana. Partito nel quale sono finiti anche altre 4 vecchie conoscenze del M5S: Tommaso Currò, Gessica Rostellato, Alessio Tacconi e Sebastiano Barbanti.

Svolta a destra Ma oltre che al Centrosinistra, gli ex grillini guardano attentamente anche a Destra. Dal 22 marzo 2016, come noto, Walter Rizzetto è passato con Fratelli d’Italia. “Ho abbandonato un partito al 25% per entrare in uno schieramento al 5-6%. Vi pare una scelta opportunistica?”, disse il deputato friulano a La Notizia quando andò in FdI: “Da tempo collaboravo con Giorgia Meloni. La mia non è una decisione basata sulle poltrone o sui denari”. In Alternativa popolare (gli alfaniani) ha invece traslocato Fabiola Anitori, mentre Serenella Fucksia ha recentemente aderito al neonato gruppo di Centrodestra Federazione della Libertà, del quale è addirittura diventata vicepresidente. Al Centro, invece, con Civici e Innovatori sono passati Ivan Catalano e Mara Mucci. E gli altri? Sia a Montecitorio sia a Palazzo Madama parecchi sono tutt’oggi nel Misto, come i deputati di Alternativa Libera (Massimo Artini, Tancredi Turco, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis e Samuele Segoni) o i senatori Maria Mussini e Giuseppe Vacciano. Che, purtroppo per lui, non riesce a dimettersi.

Twitter: @GiorgioVelardi

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