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giovedì 29 giugno 2017

SIAMO INVASI " L'EUROPA NON FA NULLA " L'ITALIA PRONTI A CHIUDERE I PORTI BASTA ACCOGLIENZA "





Notizia scritta e Pubblicata da: intelligonews.it/




L’esodo di proporzioni bibliche dalle coste africane verso l’Italia (solo negli ultimi 4 giorni sono state salvate oltre 10.500 persone nel Mediterraneo, migliaia di altri migranti sono in arrivo) e le conseguenti difficoltà nella gestione dell’emergenza hanno spinto il ministro dell’Interno Marco Minniti 

 

Allarme migranti, Minniti rientra in Italia. Genova tuona: “Basta arrivi”

 

a rientrare precipitosamente in Italia. Il titolare del Viminale era in volo assieme al suo staff verso Washington per una serie di incontri istituzionali: il viaggio per gli Stati Uniti è stato però interrotto quando, durante uno scalo tecnico in Islanda, Minniti ha avuto modo di consultare gli aggiornamenti sugli sbarchi, maturando la convinzione che fosse opportuno tornare  a gestire lo scottante dossier in prima persona. Una delle spine da affrontare è la crescente indisponibilità dei sindaci ad accogliere nuovi migranti sul proprio territorio. Significativo il caso di Genova: il neosindaco Marco Bucci, che con i voti del centrodestra ha scalzato dalla poltrona di primo cittadino l’esponente della sinistra Marco Doria, ha annunciato che sotto la Lanterna non potranno essere ospitati ulteriori richiedenti asilo. La città è allo stremo: nelle strutture di accoglienza ci sono oltre 2.500 immigrati, la quota di ospiti nell’intera regione sfiora il tetto (6.043 immigrati) che era stato indicato dall’Associazione dei Comuni italiani. 

TENSIONE NEL PAESE - Il rischio che la situazione degeneri, non solo a Genova e in Liguria, è elevato: ieri l’autostrada tra Catania e Gela è stata invasa dai migranti del Cara di Mineo. Si prevede che entro la fine dell’anno il numero degli sbarcati si aggirerà attorno a quota 230mila, con un incremento del 26 per cento rispetto al 2016. In particolare, circa 90mila persone, beneficiando di condizioni climatiche e marittime più favorevoli, potrebbero partire dalla Libia nei prossimi tre mesi. Dati che hanno fatto suonare un campanello d’allarme tale da indurre il ministro dell’Interno a invertire la rotta e atterrare a Roma per affrontare la situazione. Sul tavolo del ministro, tra l’altro, l’ipotesi di ricorrere a nuove tendopoli o, in alternativa, all’uso delle caserme. Minniti ne ha parlato con in incontro urgente con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

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