venerdì 16 giugno 2017

SERGIO STAINO ATTACCA MATTEO RENZI IN UNA LETTERA APERTA: DA LUI BUGIE SULL’UNITÀ. I PROPRIETARI DELLA PESSINA COSTRUZIONI ADERIRONO AL PROGETTO SOLO DOPO LE SUE PRESSANTI RICHIESTE



DA   www.primaonline.it




“Quel che ha risposto Renzi a Giannini è una sonora bugia o, se vogliamo usare termini più amati dal nostro segretario, una vera e propria fake news”. Lo afferma Sergio Staino in una lunga lettera aperta a Matteo Renzi sulla situazione dell’Unità, riferendosi all’intervista a Repubblica Tv nella quale l’ex premier spiegava, tra l’altro, che il quotidiano appartiene a un privato e che non era stato lui a venderlo.     “E’ vero che non è stato Matteo il primo segretario che ha chiesto l’intervento privato nella società proprietaria de l’Unità ma non è vero che lui non abbia la piena responsabilità della nascita e della formazione dell’attuale società proprietaria Unità srl”, ribadisce Staino. “L’idea di investire su l’Unità non partì certo dai proprietari della Pessina Costruzioni che invece aderirono al progetto solo dopo le pressanti richieste dello stesso Renzi. Lui, e solo lui, Matteo Renzi, si era speso nei giorni del fallimento della NIE nell’estate del 2014, in una solenne promessa di riaprire l’Unità al più presto”.      “So benissimo”, spiega ancora Staino, “che le difficoltà attuali del giornale vengono da lontano e che dipendono in larga misura anche dalla gestione che è stata fatta di questo nostro foglio negli ultimi 20 o 30 anni, ma questa eredità del passato non può servire assolutamente a giustificare la superficialità con cui sono state trattate la riapertura e la gestione attuale del giornale”.  STAINO DIRETTORE UNITA STAINO DIRETTORE UNITA     “Di tutto questo disagio, proprio per il suo ruolo, Matteo Renzi è il primo dei responsabili. Lui ovviamente non vuole ammettere questo e ricorre alla più misera delle opzioni umane: la bugia. Di fronte a questo”, conclude, “ho un tal senso di disgusto che devo stare molto attento a come continuare questa lettera”. “Dirò quindi solo una cosa, dirò che negli Stati Uniti, democrazia che il nostro Renzi ama molto, presidenti eletti a furor di popolo, per una bugia sono stati costretti a dimettersi”.        

 



2. PRIMA UDIENZA PER LA CAUSA MOSSA DAL SINDACATO ALLA PROPRIETÀ DELL’UNITÀ. IL CDR: SIAMO OSTAGGI SENZA STIPENDIO NÉ AMMORTIZZATORI SOCIALI





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