mercoledì 14 giugno 2017

Parla Luigi di Maio: riforma del processo penale che stanno per approvare in queste ore, una legge che aiuterà i mafiosi ad uscire di galera e impedirà ai magistrati di intercettare telefonicamente i politici




di Alfonso Bonafede


 

Più la legge è una porcata, più in fretta si mette la fiducia per approvarla e quindi toglierla rapidamente dalle mani del Parlamento.
Questa manfrina è successa già 92 volte, e con oggi sono 93. Siamo ormai avviluppati in un sistema a tal punto demenziale, da esigere novantatre fiducie per riuscire a legiferare. Questo non accade perché il Parlamento sia inetto o abbia poca voglia di lavorare, anzi: c’è una precisa regia che rende il Parlamento impotente davanti a leggi scritte dal governo e approvate da una maggioranza complice, o costretta al sì per non prendersi la responsabilità di far cadere tutto il cucuzzaro.
La fiducia richiesta oggi serve ad apporre il sigillo sulla riforma del processo penale. Una materia ostica: e come siamo ormai abituati, più è ostico l’argomento più i vari governi riescono a infilarci porcate di ogni genere. Tanto, chi vuoi che lo capisca? E quale giornale o TV vuoi che si prenda la briga di spiegarlo ai cittadini? Lo zittificio nazionale se ne guarda bene dal disturbare il manovratore.
E dire invece che le porcate infilate questa riforma sarebbero comprensibili anche a un bambino: il bavaglio alle intercettazioni, che accontenta tanti, dai mazzettari alle ONG; l’allungamento della prescrizione, che fa tanto comodo ai soliti “amici” e ai mille Verdini che campano nel sottobosco dei partiti. Lungi dal migliorare la giustizia, insomma, questa legge rappresenta al contrario un’istigazione a delinquere. D’altronde, le leggi illegittime e anticostituzionali sono praticamente il marchio di fabbrica di una maggioranza che va avanti approvando favori a destra e a sinistra (nel vero senso della parola) e calpestando il Parlamento.
Eppure l’ultima volta che abbiamo guardato l’Italia era ancora una Repubblica Parlamentare: cosa aspetta allora il Presidente della Camera, quella Laura Boldrini che non si esime mai dal messaggiare e monitare la Nazione su ogni ramo dello scibile, ad offrire finalmente il monito più atteso, ovvero che la Camera non può più essere calpestata in questo modo indegno?
Sarebbe un bel gesto istituzionale per portare finalmente un granello di dignità a questa pessima legislatura. I cittadini lo aspettano… con fiducia.

 

 

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