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giovedì 8 giugno 2017

NEWS: ROMA -- LA PAPPATOIA È FINITA --



FONTE NOTIZIA: PAGINA FACEBOOK DI VIRGINIA RAGGI



Il pudore per Matteo Salvini è ormai un optional. Il leader della Lega dimentica il recente passato del suo partito e si lancia in una polemica sterile e pretestuosa per alimentare la paura della gente, cercando di raccattare qualche voto. Ma le bugie hanno le gambe cortissime. Nel maggio 2008 la Lega era appena salita al Governo con Berlusconi. Il leghista Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, lavorava in piena sintonia con il sindaco di Roma Gianni Alemanno sul tema dei campi rom. Vagonate di denaro pubblico foraggiavano la cosiddetta emergenza "nomadi”: circa 30 milioni l’anno per i campi di Roma Capitale.

 

 

Gli interventi varati da Alemanno ricevevano il puntuale e robusto sostegno di Maroni. Il piano nomadi del 2008 era infatti basato sullo stato di emergenza dichiarato ad arte per drenare dalle casse pubbliche lauti finanziamenti. Per fortuna nel 2011 una sentenza del Consiglio di Stato dichiarò illegittima la logica emergenziale. Ma il meccanismo era ormai avviato e il business milionario dei campi ha ingrassato per anni Mafia Capitale.

Il piano varato da questa amministrazione procede nella direzione opposta. Chiuderemo questi autentici ghetti in cui l’illegalità la fa da padrona. Eliminiamo l’intermediazione che ha generato enormi sprechi di risorse pubbliche e chiediamo alle famiglie di sottoscrivere un Patto di Responsabilità. Affermiamo un principio base: stessi diritti e stessi doveri per tutti. Nessuna forma di illegalità sarà più tollerata. Garantiremo sostegno soltanto alle famiglie che dimostreranno di rispettare precisi impegni.

Grazie a un buon utilizzo dei fondi europei tutti ne trarranno vantaggio. Perché è bene ricordarlo: per il piano saranno utilizzati soltanto soldi dell’Unione Europea non destinabili ad altri scopi. Matteo Salvini, che si proclama paladino della legalità, preferisce forse che il sistema dei campi resti in vita?

 

 

 

 

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