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lunedì 26 giugno 2017

News: Elezioni amministrative 2017, al M5s 8 ballottaggi su 10. Di Maio: “Cresciamo, i partiti nascosti dietro le liste civiche”




Notizia scritta e Pubblicata da: ilfattoquotidiano.it

 

 

 

Sembra proprio che anche a questo giro non abbia perso nessuno. Non certo il centrodestra, resuscitato in 16 capoluoghi di provincia su 25, non Matteo Renzi che parla “risultati a macchia di leopardo, e neanche il Movimento 5 Stelle intende interpretare come una sconfitta i dati delle amministrative del 2017. Anzi per Luigi Di Maio “il Movimento 5 Stelle continua con la sua inesorabile crescita“. I pentastellati, infatti, erano approdati al ballottaggio in dieci comuni, tra cui due capoluoghi di provincia: hanno perso ad Asti e a Scordia (Catania), imponendosi  a Carrara, ad Acqui Terme, in Piemonte, a Fabriano, nelle Marche e conquistando cinque comuni tra Lazio e Puglia: GuidoniaArdea in provincia di Roma, e poi le pugliesi Santeramo, Canosa, Mottola.

E anche se su circa 80 comuni con più 15 mila abitanti chiamati al ballottaggio, centrodestra e centrosinistra si sono aggiudicati più di una trentina di sindaci a testa, i pentastellati esultano per le otto nuove città conquistate. E anzi rilanciano sottolineando la debacle del Partito democratico e attaccando il fenomeno delle liste civiche dietro alle quali si sono camuffati spesso i partiti classici.

È per questo motivo che Di Maio da un parte esulta per la conquista di Carrara, dall’altra attacca Matteo Renzi. “Da soli vinciamo quasi ovunque. Quando i partiti non schierano ammucchiate di finte liste civiche, il voto è libero. Dopo 70 anni Carrara cambia colore, diventa 5 stelle mandando a casa il Pd. Complimenti al nostro nuovo sindaco Francesco De Pasquale che compie la stessa impresa di tre anni fa riuscita a Livorno“, ha scritto su facebook il vicepresidente della Camera, subito rilanciato dall’account di Beppe Grillo. “Con 8 ballottaggi vinti su 10 – continua Di Maio – siamo a 45 sindaci 5 Stelle: una crescita del 20%. Il Pd a Trapani non vince neanche quando corre da solo: non si è raggiunto il quorum. Renzi in queste amministrative non ci ha messo la faccia, ma è riuscito a perderla comunque. Noi da domani a lavoro più di prima su abolizione vitalizi, reddito di cittadinanza e blocco dei miliardi di euro degli italiani alle banche”. 

 

 

Anche il deputato Manlio Di Stefano, ospite di Enrico Mentana, guarda il bicchiere mezzo pieno e attacca le liste civiche e l’ex presidente del consiglio. “La vera delusione – dice – è per il Pd e il fallimento è quello di Renzi, che non ha neanche voluto mettere la faccia in queste due settimane di ballottaggio, e prima ancora si è alleato con chiunque pur di vincere e ha preso una bella batosta. Noi invece non ci candidiamo sotto false liste civiche, ci mettiamo la faccia sempre”.  Ancora più drastico l’altro parlamentare Danilo Toninelli: “I mucchi di liste messi insieme per fregare voti, oltre che uno schifo, sono garanzia di ingovernabilità. La bassa affluenza ne è la prova”.

Anche la nota ufficiale del M5s, arrivata arrivata alle 2 e un quarto notte, mette nel mirino il principale partito di governo. “Il Pd esce da questi ballottaggi con le ossa rotte e Renzi prende una clamorosa sberla dagli italiani, la seconda dopo quella del 4 dicembre scorso. Lui parla di risultato a macchia di leopardo, ma la realtà dei numeri dimostra che per il suo Pd è una vera e propria Caporetto. Renzi lo aveva capito e per questo in campagna elettorale nelle ultime due settimane si è dileguato e ora vuole far credere che non sia successo nulla e che tutto possa andare avanti come prima”. Nessun commento invece sulla vittoria dell’ex M5s Federico Pizzarotti, capace di essere riconfermato a Parma con quasi il 58% dei voti. Fresco di vittoria, l’ex pentastellato ha preferito evitare commenti sul Movimento limitandosi a una battuta: “C’è qualcuno che mi ha scritto citando Einstein: 5 minuti di notorietà si sono trasformati in 5 anni di governo”. Il destinatario non citato era Beppe Grillo.

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