CANALE YOUTUBE

mercoledì 28 giugno 2017

ECCO CHI DEVE PAGARE!!



ESTRATTO DI NOTIZIA SCRITTA E PUBBLICATA DA: ILFATTOQUOTIDIANO.IT



Ora che la frittata è fatta e che i contribuenti sono chiamati a pagare il conto plurimiliardario del crac delle due banche venete, sull’intera vicenda si cercherà di stendere una coltre di silenzio per coprire le vergognose responsabilità di chi l’ha gestita. Il Tesoro prova addirittura a spiegarci che abbiamo fatto un ottimo affare a caricarci sulle spalle il peso dei crediti inesigibili, delle perdite, dei contenziosi e degli esuberi in capo a Popolare Vicenza e Veneto Banca e a regalare a Intesa Sanpaolo la parte buona: alla fine, tra un po’ di anni, ci guadagneremo addirittura 700 milioni. Detto dal ministro Pier Carlo Padoan, uno che non sa neanche quanto costa un litro di latte, c’è davvero da crederci. Il punto centrale di questa storia, però, è che la soluzione trovata – oltre a essere quella che massimizza i costi a carico della collettività a beneficio di un privato, il gruppo Intesa Sanpaolo – rende ancora meno credibile l’intero sistema e favorisce il cosiddetto “azzardo morale” da parte di banchieri privi di scrupoli.

Posto che le responsabilità principali dell’accaduto sono in capo a Gianni Zonin, Vincenzo Consoli e ai loro allegri compagni di merende, corre l’obbligo di ribadire che non avrebbero certo potuto stare al timone delle due banche venete per quasi un ventennio, facendole crescere anche a colpi di acquisizioni, senza la complicità diretta e indiretta di autorità di controllo – Bankitalia in testa – che si sono distinte unicamente per aver girato la testa dall’altra parte e chiuso ben più di un occhio. I comportamenti adottati sono sotto gli occhi di tutti: nessuna contestazione su come venivano gestiti gli istituti di credito e su come e a chi venivano piazzati strumenti finanziari rischiosi e illiquidi come le azioni non quotate delle due banche popolari e le obbligazioni subordinate. Mai nessun rilievo pubblico su come veniva determinato il valore (sempre in crescita) delle azioni delle due banche in assenza peraltro di valutazioni di terzi indipendenti, mai nessun serio controllo anche perché – nel caso della Popolare di Vicenza – un certo numero di uomini-chiave della Banca d’Italia, tra cui lo stesso capo della Segreteria particolare dell’allora governatore Mario Draghi, sono stati assunti in posizioni di assoluto rilievo dallo stesso Zonin. Si tratta solo di alcuni elementi, ma sufficienti per far capire come non possa essere considerato credibile un sistema nel quale l’Autorità di controllo arriva a prestare il fianco a simili critiche e, anziché trovarsi sotto inchiesta per le sue responsabilità e gli omessi controlli, viene ritenuta parte offesa, tanto che Zonin, Consoli e gli altri dovranno rispondere del reato di “ostacolo all’attività di vigilanza”. Peccato che le autorità di controllo sapessero tutto.




Nessun commento:

Posta un commento