lunedì 12 giugno 2017

Cinque Stelle La Sconfitta alle Amministrative 2017 - Tutta Colpa delle Lotte interne "

 

 

 

Estratto di Notizia Pubblicato da:  http://www.ilsole24ore.com

 

 

 

 

La doccia gelata ricorda quella del 2013, quando i Cinque Stelle crollarono nelle città dopo aver incassato il 27% alle politiche. Ma la sconfitta di ieri - con il Movimento fuori dai ballottaggi in tutti i principali comuni e con i big in silenzio fino a stamattina - è più cocente e già si leggeva sul volto cupo di Beppe Grillo al seggio nella sua Genova. Perché quattro anni fa si poteva incolpare la stampa, la giovane età del M5S, l'imparagonabile investimento economico degli altri partiti nei territori. Oggi no. La responsabilità va cercata in casa, in quella ragnatela di giravolte e divisioni nella quale i grillini sono rimasti impigliati. Finendo per annacquare la propria presunta (e sbandierata) diversità. E per trasformare l'elettore mobile in un figliol prodigo tornato ai lidi originari, soprattutto a destra.

Il prezzo amaro delle lotte intestine
Lo schiacciamento del terzo polo, a Genova come a Palermo, si spiega con ragioni tutte interne: le lotte intestine che hanno avvelenato la campagna elettorale e che i diarchi Grillo e Davide Casaleggio non sono riusciti a governare, oscillando tra l'aspirazione alla democrazia diretta e il verticismo sotto traccia. Faide che sono state la causa, più che l'effetto, sia dell'inchiesta sulle firme false nel capoluogo siciliano sia della diaspora del gruppo storico dei grillini genovesi e del caso Cassimatis. Per non parlare della lezione di Parma, con il candidato pentastellato mandato a sfidare Federico Pizzarotti e quasi non pervenuto. L'impressione generale è che l'onda lunga del voto di protesta si sia esaurita. E che il M5S abbia pagato da un lato tutti gli errori, le epurazioni e le scomuniche; dall'altro il passaggio troppo repentino dai “vaffa” al doppiopetto.

M5S schiacciato, vittima della sua liquidità
Un monito sinistro per i vertici M5S e anche per la pattuglia di parlamentari capitanata da Luigi Di Maio che è appena inciampata nel pasticcio della legge elettorale. Perché stavolta, a differenza del 2013, le elezioni politiche non sono alle spalle, ma alle porte. Il rinvigorimento del centrosinistra e del centrodestra, seppur legato alle coalizioni, restituisce l'immagine speculare di un Movimento in crisi d'identità, precoce quanto precoce ne era stata l'ascesa. Vittima di se stesso e della sua liquidità. Con enormi difficoltà a esprimere a livello locale una classe dirigente realmente competitiva dal punto di vista della proposta politica. 

 

 

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