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mercoledì 21 giugno 2017

Al Senato democratici e berlusconiani votano insieme la rimozione dell’ad dell’azienda, accusatore di Lotti Maggioranza in crisi. Gotor: “Vicenda da squadra e compasso”. I renziani: “Serve una verifica di governo”




Estratto di Notizia Pubblicato da: ILFATTOQUOTIDIANO.IT






Per la seconda volta in tre mesi il Senato lascia il ministro Luca Lotti al suo posto. Per la seconda lascia il braccio destro del segretario del Pd Matteo Renzi fuori dal caso Consip, come se non lo coinvolgesse. Per la seconda volta, in ogni caso, a estromettere dalle responsabilità politica il ministro indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreti d’ufficio sono le larghe intese. Anzi, di più: ora viene rimosso dal suo incarico – con i voti del Pd insieme a quelli del centrodestra – l’amministratore delegato della società che si occupa di appalti della Pubblica amministrazione, Luigi Marroni, la cui testimonianza ha portato i pm ad indagare Lotti I voti che bocciano la mozione di Mdp e che approvano quella del Pd sono gli stessi. La maggioranza non trova i voti degli ex Pd (per l’ennesima volta dopo la riforma penale e la manovra correttiva), ma viene sostenuta dal centrodestra: Forza Italia quasi in massa, ma anche i verdiniani di Ala e gli ex eletti del Pdl come Gaetano Quagliariello che ora hanno formato l’ennesimo gruppuscolo, Federazione della Libertà. In tutto 39 parlamentari. I berlusconiani negano, dicono che ciò che è importante è che “la maggioranza ha dovuto piegarsi alla volontà dell’opposizione di centrodestra e accettare il dibattito” che il Pd in mattinata voleva rinviare. Quindi dire solo che “una parte dei senatori di centrodestra ha votato la mozione Zanda” per i forzisti “significa dare una versione falsata della realtà”.


Eppure il dato resta. Passa la mozione della maggioranza che chiedeva di rinnovare i vertici della Consip “in tempi celeri e solleciti” che poi sarebbe anche la stessa cosa. Tradotto: quel testo approvato chiede al governo di rimuovere Marroni, le cui parole hanno portato l’indagine Consip a un livello superiore sulle fughe di notizie. Una richiesta che arriva dopo settimane in cui il ministro dell’Economia Piercarlo Padoan ha lasciato Marroni al proprio posto, ignorando – col Pd e con la maggioranza – l’imbarazzo di avere a capo dell’azienda un manager che accusa il ministro e il ministro stesso che nega ciò di cui viene accusato.




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