giovedì 27 aprile 2017

News: #Mattarella ci riprova: “Subito la legge elettorale”. I partiti entusiasti: “Bravo”. E infatti il #PD si prendono un altro mese di riflessione

 

Estratto di Notizia Pubblicato da:  http://www.ilfattoquotidiano.it

 

 

 

 


Ha osservato, ascoltato, confidato e poi aspettato, aspettato, aspettato, aspettato. Ma dopo quasi 5 mesi la fiducia del presidente della Repubblica si è trasformata nella consapevolezza di non essere ascoltato dal Parlamento. Sono passati 136 giorni da quando il capo dello Stato, dopo aver dato il mandato al nuovo presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ha sottolineato la necessità di un nuovo sistema elettorale. Ne sono passati anche di più dalla serata del referendum costituzionale, nel corso della quale tutti i partiti giuravano che serviva una nuova legge fingendo di voler andare alle elezioni politiche il prima possibile. Mentre la discussione su un sistema elettorale degno di questo nome galleggia come un sughero in commissione Affari Costituzionali, alla Camera, Mattarella è costretto a chiamare i presidenti delle Camere perché dicano ai partiti che è l’ora di muoversi perché finora il risultato è zero assoluto. Per dirla con il comunicato del Quirinale, più esattamente, “il capo dello Stato ha sottolineato l’esigenza che il Parlamento provveda sollecitamente al compimento di due importanti adempimenti istituzionali”. Oltra alla legge elettorale, anche l’elezione di un giudice della Corte Costituzionale. Piero Grasso e Laura Boldrini, quindi, dovranno “rappresentare ai rispettivi gruppi parlamentari l’urgenza che rivestono entrambe le questioni per il funzionamento del nostro sistema istituzionale“.

I partiti, come da copione, reagiscono come quando l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano diceva nel suo discorso di reinsediamento (nel 2013) che il Parlamento non aveva fatto niente in materia di riforma costituzionale e elettorale e tutti applaudivano non capendo che il Parlamento erano loro. La risposta della Camera, nell’euforia generale, è che approveranno la legge entro “fine mese”, nel senso di maggio, cioè il mese prossimo (dopo averlo promesso almeno due volte). E comunque, di sicuro, la colpa resta di nessuno. “Ha ragione il presidente della Repubblica sulle due priorità, non so per la politica ma certo per il Pd – dice il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato – Sin da oggi ci preoccuperemo in conferenza di capigruppo di calendarizzare entrambe le questioni, sulle quali peraltro la presidente Boldrini è sempre stata sensibile e attiva”. Condivide le parole di Mattarella anche il deputato M5s Roberto Fico: “Siamo stati i primi a dirlo già dal 4 dicembre, avendo presentato una proposta organica che fondamentalmente riprende la legge elettorale uscita dalla Corte Costituzionale. Si prenda quella, la si estenda al Senato e si vada a votare”. Per il collega di Forza Italia Renato Brunetta invece “più che al Parlamento, il capo dello Stato si rivolga al Partito democratico e al suo segretario in pectore, Matteo Renzi, che da mesi bloccano i lavori della commissione Affari costituzionali di Montecitorio in attesa che vengano celebrati prima il congresso e poi le primarie“. Brunetta ricorda tra l’altro che il suo partito ha presentato una sola proposta di legge, mentre il Pd ne ha presentate 9. Si è perso ormai il conto delle ipotesi di riforma depositate dai partiti in commissione, ma si è sfondata da tempo quota 30.

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