giovedì 27 aprile 2017

CONFRONTO TV, TUTTA UNA FARSA!! ELIMINATE LE DOMANDE SCOMODE



ESTRATTO DI NOTIZIA PUBBLICATA DA: http://www.huffingtonpost.it








Più che il detto, è il non detto la notizia del tanto atteso confronto a Sky tra i candidati alle primarie del Pd. Tutte le domande e le questioni più divisive e interessanti sono state elegantemente espunte o rimosse dalla narrazione dei candidati. Per cui, dopo oltre un'ora, la parola "referendum", la madre di tutte le battaglie diventata una sconfitta epocale, è stata nominata solo come un inciso in un paio di ragionamenti. Assieme ad essa, altre parole meritevoli di qualche domanda. Consip, ad esempio, col suo carico di zone d'ombre politiche e morali, politiche a proposito della quale il guardasigilli ha parlato di pressioni da parte dei renziani e sulla quale Emiliano è stato ascoltato come teste dalla procura, dopo la famosa storia degli sms di Luca Lotti. Innominata anche la manovra di ottobre, attorno alla cui pesantezza ruota ogni ragionamento sulle elezioni anticipare, o la parola "Iva", con le sue coperture al momento incerte che soso state al centro di una tensione tra l'ex premier e Padoan. Espunta anche la questione del rapporto con i fuoriusciti impegnati, assieme ad altri tronconi della sinistra, nell'avvio di un processo costituente di un soggetto di sinistra, con cui prima o poi il Pd dovrà farà i conti. Stesso discorso vale per i 5Stelle, a maggior ragione in una fase in cui va tanto di moda parlare di quell'onda anti-establishment che le elezioni francesi hanno reso ancor più imponente, solo per stare alle questioni che, come si dice in gergo, fanno "titolo" da settimane sui giornali.

Ecco, da questo punto di vista, il confronto sul nulla in tv è stato in perfetta sintona con una competizione noiosa e senza pathos, avvolta al rush finale dalla paura per un flop di affluenza più della passione (e dalla tensione) tra visioni davvero alternative dei candidati. Non a caso sull'affluenza un titolo è uscito, con l'ex premier che ha fissato l'asticella "dal milione in su" e Orlando che maliziosamente ha fatto sua l'asticella posta da Renzi la volta scorsa, nella fase di ascesa del renzismo, ovvero due milioni di voti.

Sguardo altero, postura da consumato frequentatore dei salotti tv, a tratti nervoso. Si vedeva che il "Renzi 2" di queste primarie, consapevole di avere un'indole che mobilita naturalmente il voto contro, era attento a fare il buono, a tenere a freno il "Renzi 1", ma la sua comunicazione non ha avuto particolari picchi. Cravatta rossa su camicia bianca, equilibrato, solido nell'ancoraggio istituzionale, Andrea Orlando si è attestato sulla "discontinuità" possibile: una riflessione sull'articolo 18, un'apertura sulla patrimoniale, molta necessità di ricostruire il partito per recuperare le persone che vivono in condizioni disagiate e che si sono scisse dal Pd da tempo. Composto, meno vulcanico del solito, camicia e cravatta tono su tono Michele Emiliano ha giocato la carta dell'equità sociale (favorevole anche lui alla patrimoniale) e dell'uomo delle istituzioni che cita la storia dell'antimafia, di Falcone e Borsellino, della migliore tradizione repubblicana. Un'immagine, complessivamente, rassicurante, senza perdere la cifra della simpatia: "Assolutamente no" risponde quando Renzi gli chiede se la pianterà di fare il controcanto quotidiano dopo la consacrazione alle primarie. 





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