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domenica 18 dicembre 2016

News: I guai dei 5 Stelle salvano il Pd dai dolori di Milano. E ora i dem vanno all’attacco dimenticando anche Mafia Capitale



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Di buon mattino, quando la notizia dell’arresto di Raffaele Marra, braccio destro della sindaca di Roma Virginia Raggi, comincia a circolare, è Matteo Orfini uno dei primi a commentare l’accaduto. “Prima le tardive dimissioni della Muraro, poi le perquisizioni in Campidoglio, oggi l’arresto di Marra: quando dissi che stavano riciclando il peggio, quando raccontai i legami pericolosi di questa gente, Grillo, Di Battista e Di Maio mi insultarono – scrive su Facebook il presidente del Pd –. Oggi non chiederanno scusa. Perché sono politicamente corresponsabili”. Eccolo qui il partito che di colpo, dopo essere stato toccato da Mafia Capitale, è tornato a sbandierare il mito dell’onestà, a dire il vero tanto cara ai grillini, dimenticandosi peraltro di aver deposto poco più di un anno fa un sindaco espressione del loro partito (per decisione di un singolo).

Sì, proprio quell’Ignazio Marino che ieri in piazza del Campidoglio alcuni manifestanti rimpiangevano. È chiaro: l’arresto di Marra è indubbiamente un assist ai democratici, scossi appena poche ore prima dall’indagine a carico del sindaco di Milano Giuseppe Sala (nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e turbativa d’asta sull’appalto per la Piastra di Expo), autosospesosi dal suo ruolo. Quel Sala fedelissimo dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che l’ha voluto a tutti i costi come candidato sindaco del capoluogo lombardo. Commenti del segretario del Pd sulla vicenda del primo cittadino milanese? Zero. In compenso, come detto, ieri è stato un profluvio di dichiarazioni arrivate dal Nazareno e dirette verso il Campidoglio.

 

 

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