venerdì 30 ottobre 2015

Il Pd raggiunge la "quota 25" firme leggi chi sono, rifiutando quelle del #M5S



Fonte ilGiornale
















   Read the news in English













In 27 dal notaio per depositare le dimissioni. I 19 consiglieri Pd non bastano a far cadere il sindaco. E arrivano i centristi in soccorso. Marino: "Perché rifiutano il confronto in Aula?"


Ora il Pd ha i numeri per cacciare Ignazio Marino. È stata infatti raggiunta la "quota 25", ovvero il numero di consiglieri dimissionari necessario a far cadere Consiglio e Giunta in Campidoglio.


Dopo aver raccolto le firme nella sede dei gruppi consiliari capitolini, le dimissioni di massa pioveranno addosso al sindaco di Roma che ieri ha deciso di rimanere in sella per lanciare l'ultima, sfrontata sfida a Matteo Renzi e al Pd che gli hanno voltato le spalle. "Mi chiedo perché se un sindaco chiede confronto in un luogo democratico come l’aula - commenta Marino - le forze politiche usano qualunque strumento, anche le dimissioni di massa, per impedire questo confronto".
Si stringe il cerchio attorno a Marino. I primi a scaricarlo sono stati il capogruppo dem Fabrizio Panecaldo, Cecilia Fannunza e Michela Di Biase. Si sono fiondati in via del Tritone a firmare davanti al notaio. E così, uno dopo l'altro, tutti i 19 consiglieri espressi dal Nazareno. Gli alleati di Sel, invece, non gli sono andati dietro. "Questa situazione è incomprensibile - ha tuonato il capogruppo Gianluca Peciola - il Partito democratico non è riuscito a mandare a casa Alemanno e invece riesce a mandare a casa Marino. Questo dovranno spiegarlo ai romani e a tutto il Paese". Così il Pd ha cercato alleati per far cadere una volta per tutti il sindaco. Alle annunciate dimissioni dei 19 consiglieri dem si sono così aggiunte quelle di consiglieri di altri gruppi. Sono così spuntati Roberto Cantiani e Daniele Parrucci di Centro democratico e Roberto Cantiani di Ncd. E persino Alessandro Onorato, consigliere della Lista Marchini. Anche i fittiani Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato stanno valutando se aderirealla richiesta del Pd di dimetteesi contestualmente per provocare losciogliemento dell’Assemblea capitolina.


Nessun commento:

Posta un commento