Si avvicina l’ora X. Chiuse le fasi Zero ed A, che hanno già coperto i posti liberi delle scuole d’Italia, da domani scatta l’esodo 1.0 della fase B, che assegna le cattedre residue agli aspiranti docenti siciliani alla conquista di un contratto a tempo indeterminato. Un grande cervellone informatico deciderà il destino di ogni prof, incrociando punteggi, preferenze, classifiche di concorso e richieste dei singoli. La destinazione sarà comunicata a stretto giro e gli insegnanti avranno dieci giorni per accettare o rinunciare.

Un modello virtuoso di riforma o uno specchietto per le 160mila allodole del Paese, a costo zero? Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, con La Buona Scuola targata Renzi-Giannini, ha annunciato per la Sicilia “10 -12 mila nuove assunzioni” in due anni. Dimenticando di spiegare però che i posti disponibili della fase Zero, a cui non si applicano le regole de La Buona Scuola, sono confluiti nelle due fasi successive, A e B. Dunque fin qui,  nessuna nuova cattedra è stata creata.

Per rassicurare poi i direttori scolastici provinciali, Faraone, ha dichiarato che “la percentuale dei trasferimenti sarà minima”. Dimenticando, anche questa volta, di spiegarne il motivo. Forse perché l’esodo modesto è legato, non alla Buona Scuola, ma al trasferimento dei soli sfortunati insegnanti non rientrati nella “categorie” Zero ed A; al numero considerevole di precari che, per ragioni economiche o familiari, non hanno presentato la domanda di assunzione; e ai moltissimi rinunciatari che daranno probabilmente forfait al contratto a tempo indeterminato per gli stessi  buoni motivi di chi non ha compilato l’istanza entro il 14 agosto scorso.

Inoltre, tutte le sedi che andranno ad occupare i siciliani e gli altri docenti del Sud saranno comunque provvisorie. Perché, quando partirà il Piano di mobilità straordinaria nazionale 2016-2017,  i docenti delle fasi A e B, nella maggior parte dei casi, correranno il rischio di doversi spostare da un’altra parte per cedere il posto a coloro che negli anni passati sono stati assunti e che vogliono tornare nella loro terra di origine.

Sta nei fatti che, dalla fase Zero alla fase B, passando per la A, loperazione” de La Buona Scuola è a costo zero. I neoassunti, infatti, non andranno ad occupare cattedre nuove create per limitare precariato e disoccupazione, ma partiranno in “soccorso” al Nord per garantire gli organici insufficienti di regioni come la Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. Assunzioni che il Governo avrebbe potuto fare a prescindere dalla Buona scuola senza innescare una migrazione di massa.

Cosa diversa sarebbe stata se il Governo avesse messo a disposizione incentivi, a titolo di rimborso, per i precari “in trasferta”. Il governatore Michele Emiliano, per sostenere gli insegnanti pugliesi, ha lanciato una proposta di affitti ridotti dichiarandosi “pronto a partecipare economicamente”.  Suggerendo anche alle altre regioni di negoziare con il Governo un sistema di aiuti per le famiglie dei docenti: “Penso ad affitti agevolati nei luoghi dove i professori andranno a lavorare, penso a convenzioni con treni e aerei per raggiungere casa”.

Ma nulla è stato ancora fatto. La fase B, che partirà da domani, sarà la fase di una scelta drammatica per le famiglie, già sottoposte ad un grave disagio economico. Per salvarsi dal trasferimento si apriranno due strade: rinunciare all’assegnazione o accaparrarsi una supplenza “vicino casa” prima del rifiuto. Nel primo caso, chi rifiuterà la sede assegnata sarà cancellato per sempre da tutte le graduatorie. Se vorrà ancora insegnare, avendo perduto tutti i requisiti conquistati negli anni, compresa l’abilitazione, dovrà fare un nuovo concorso e ricominciare daccapo. La seconda strada porterà dritto alla “salvezza”, ma solo per un anno: chi riuscirà a conquistare una supplenza, quindi un contratto a tempo determinato, avrà diritto al cosiddetto anno di prova e non sarà costretto a rinunciare alla sede assegnata, di cui rimarrà titolare per l’anno scolastico in corso. Sapendo bene però, che nel 2016-2017, con ogni probabilità dovrà rifare le valigie. Solo gli assunti beneficiari della legge 104 o che hanno un figlio da zero a tre anni potranno ambire a restare nella cattedra della propria provincia o regione.

Ma il periodo più caldo e sofferto sarà senz’altro l’autunno, quando scatterà la fase C, che vedrà un esodo 2.0 biblico verso il Nord di docenti “senza fissa dimora”: i supplenti dell’Organico funzionale, assunti ma senza sede assegnata. Un bacino di precari iscritti in albi territoriali da cui attingeranno, in assoluta autonomia e discrezionalità per potenziare i propri organici, i presidi di tutto lo Stivale, dopo avere predisposto il Piano formativo triennale insieme al collegio dei docenti. Ma i prof sanno bene che, allo  scoccare del triennio, cambiando i bisogni delle scuole, anche la loro sede potrebbe cambiare. Un turnover che beneficerà gli amici degli amici.