mercoledì 31 luglio 2013

L'indagometro all'Ars sale a quota 15

L'indagometro all'Ars sale a quota 15

Tutti i parlamentari regionali indagati, imputati o condannati fra gli scranni del Parlamento siciliano.

http://livesicilia.it/wp-content/uploads/2013/07/INDAGOMETRO_aggiornato-31-luglio-2013.jpgPALERMO - L'accusa è di truffa nell'ambito di un'inchiesta su falsi invalidi a Trapani. L'indagine della procura di Marsala che coinvolge il parlamentare del Partito dei siciliani, Giovanni Lo Sciuto, fa salire a quindici il numero di deputati all'Ars sotto inchiesta nella nuova legislatura. Nei primi giorni di luglio era toccato a un altro esponente del gruppo del Pds, Toti Lombardo, l'ingresso nell'indagometro di Livesicilia. L'accusa per il figlio dell'ex governatore siciliano Raffaele Lombardo, è voto di scambio nell'ambito di un'inchiesta condotta dai pm della Procura di Catania.

Pochi giorni prima, l'indagine a carico del parlamentare regionale del Pd, Franco Rinaldi, indagato per associazione per delinquere, peculato e truffa, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Messina sulla Formazione professionale aveva fatto toccare all'indagometro quota tredici. Dall'inizio dell'ultima legislatura LiveSicilia ha ricominciato a contare i deputati sotto inchiesta nel Parlamento siciliano: l'indagometro all'Ars della scorsa legislatura era arrivato a quota 29.

Fino a qualche settimana fa della lista faceva parte anche Salvino Caputo, condannato in via definitiva a un anno e cinque mesi per tentato abuso d'ufficio. Il deputato monrealese, però, è stato dichiarato decaduto dallo scranno di Sala d'Ercole e al suo posto si è insediato il suo successore a Palazzo dei Normanni, Pietro Alongi.

IL RESTO DELLA NOTIZIA QUI:  http://goo.gl/QNoG3g

INCREDIBILE CIÒ CHE SUCCEDE NEL PD SONO ALLO SBANDO?? #RT


Ordine del Giorno M5S presentato: RIZZETTO, BALDASSARRE, ROSTELLATO, BECHIS, CIPRINI, TRIPIEDI, COMINARDI.

M5S LOTTA: contro questa ratifica che viola l'art 1 dell'accordo quadro 2001


Il PD vota contro l'Articolo 18 Guarda il VIDEO


Vuoi seguire il processo di Berlusconi? puoi farlo qui La diretta sms sempre aggiornata.

AnsaRiprende in Cassazione l'udienza del processo sui diritti tv Mediaset che vede Silvio Berlusconi tra gli imputati con l'accusa di frode fiscale.

Ore 9,42. In aula gran caldo, chiesti due ventilatori
L'udienza del processo sui diritti Mediaset al Palazzaccio, sede romana della Cassazione, non ancora iniziata. Nell'aula il caldo insopportabile. Il presidente Antonio Esposito ha chiesto due ventilatori a piantana, quelli con il bastone.

Ore 9,45. Molti giornalisti e poliziotti in aula
Poco pubblico questa mattina. Almeno per ora. Molti i giornalisti e i poliziotti in aula e sulle tribune.

Ore 9,50. Coppi e Ghedini con la toga ma senza giacca
Anche gli avvocati difensori di Silvio Berlusconi, Coppi e Ghedini, avvertono il gran caldo: indossano la toga ma non la giacca, che rimangono sulla spalliera delle sedie di legno.

Ore 9,55. Spenti cellulari e tablet, spazio ai taccuini
Poliziotti e carabinieri verificano che nessuno in aula usi tablet, pc o cellulari. Tutti i dispositivi vanno spenti. Si torna al caro, vecchio taccuino.

Ore 10,15. Nessun faldone rosso sul banco del pg
Il pg Antonello Mura non ha più davanti il faldone rosso fuoco con il fascicolo che aveva ieri. Legge tranquillo un appunto.

         
          Qui Troverete il Resto sempre aggiornato basta seguire   http://goo.gl/Od73St

Pd e Pdl: qual è la differenza?

Pd e Pdl: qual è la differenza?

 

Siamo in attesa della decisione della Corte di Cassazione sul caso Berlusconi. Si può facilmente immaginare quante e quali pressioni abbia subito e stia subendo tuttora tale Corte al riguardo. Bisogna certamente augurarsi una decisione effettivamente indipendente e non si vede davvero perché mai la Corte dovrebbe in qualche modo attenuare le inevitabili conseguenze, a carico di Berlusconi, dei gravi reati fiscali che gli sono imputati in questo caso.

Se ciò, contro ogni logica, dovesse invece avvenire, si dovrebbe riscontrare un risultato positivo delle manovre e pressioni attuate, che configura già in certa misura la “riforma” costituzionale che le forze attualmente al governo vogliono attuare e che vede come uno dei propri capisaldi proprio l’indebolimento dell’azione della magistratura, che come tutti sanno è uno dei capisaldi dello Stato di diritto.

A tal fine si fa uso ed abuso dei “moniti” reali o presunti del presidente della Repubblica. Ho visto il quotidiano storico della destra romana “Il Tempo” titolare in questo senso, con riferimento ad un’anodina frase di Napolitano: “Ogni decisione ha i suoi effetti”.

Come si è capito da lungo tempo, a lorsignori non sta affatto bene che esista un potere giudiziario indipendente in grado di indagare su tutti gli episodi di illegalità che costituiscono elementi indispensabili del modo di funzionare del potere in questo Paese.  La limitazione dell’autonomia della magistratura costituisce del resto solo un aspetto, anche se a mio avviso per nulla secondario, del disegno di liquidazione delle garanzie costituzionali intrapreso dal governo Letta.

Si ha motivo di ritenere che una delle ispirazioni fondamentali di tale disegno venga proprio dal mondo dei poteri finanziari. Si veda ad esempio il documento della J. P. Morgan, che si riferisce alle Costituzioni europee biasimando fra l’altro, il fatto che queste riconoscano i diritti dei lavoratori e più in generale quello a protestare. L’accettazione di questo pensiero unico accomuna senza dubbio Pd e Pdl, che infatti convergono nel disegno “riformatore” di cui hanno fatto il principale obiettivo della corrente legislatura.

Si stenta più in generale a cogliere differenze di rilievo tra i due. Bisogna anzi ritenere che l’attuale esperienza del governo Letta stia producendo un’ulteriore salto nell’omologazione politica, determinando, com’è logico, ancora più profonda disaffezione da parte dell’elettorato, dimostrata anche dalla scarsissima e calante affluenza alle urne.

Basta del resto scorrere i giornali per rendersi conto di quanto Pd e Pdl si assomiglino sempre più: se il “sinistro” Fassina fa proprie le lamentazioni antifiscali di parte del mondo imprenditoriale, al Comune di Bologna una maggioranza trasversale che riproduce quella di governo, con in più quel che resta della Lega, decide di fregarsene del referendum contro i finanziamenti alla scuola privata ed esponenti autenticamente ambientalisti come Della Seta vengono allontanati dalle liste perché non accettano l’ennesimo inciucio a favore dell’Italsider. Fassino è da sempre in prima fila nell’appoggio alle politiche antisindacali di Marchionne mentre nel Pd dettano legge gli ultras dell’alta velocità come Esposito. 

Un quadro politico quindi sempre più piattamente omologato e deprimente, che ha partorito un disegno pericolosissimo di annientamento della Costituzione repubblicana che va respinto in nome della democrazia. Per questo occorre appoggiare l’iniziativa dei costituzionalisti e altre personalità contro il disegno di legge 813 che vuole stravolgere la Costituzione repubblicana a partire dallo snaturamento dello stesso meccanismo di revisione costituzionale. In questo quadro Berlusconi potrebbe sembrare, tutt’al più, un incidente di percorso. Ma forse anche il sassolino in grado di far deragliare o quanto meno rallentare il treno dei distruttori della Costituzione. Anche per questo la partita che si sta svolgendo attorno alla Cassazione va seguita con cura e attenzione.

Nell’auspicio che prevalgano le ragioni dello Stato di diritto, della legalità  e dell’eguaglianza, sia formale che sostanziale, fra i cittadini.

         Fonte Della Notizia Il Fatto Quotidiano:  http://urlin.it/4347d

Conclusa l'inchiesta sullo scandalo Mps "LEGGETE NE VALE LA PENA"

  Conclusa l'inchiesta sullo scandalo Mps "LEGGETE NE VALE LA PENA"

fffEntro oggi  partiranno le notifiche di conclusione delle indagini per lo scandalo della vecchia gestione di Mps. I magistrati annunceranno a Borsa chiusa le conclusioni dell’inchiesta in cui sarebbe affiorata, oltre alle accuse di false comunicazioni e manipolazione del mercato, l’ipotesi di insider trading per alcuni degli ex top manager della banca. Ipotesi che sarebbe legata all'acquisto di Antonveneta 

MANTOVA. Una lunga riunione con il procuratore Tito Salerno ha contrassegnato la giornata di ieri, martedì,  dei magistrati titolari dell'inchiesta sulla vecchia gestione del Monte dei Paschi (Antonino Nastasi, Giuseppe Grosso e Aldo Natalini). In serata hanno firmato   le ultime carte e questa mattina, mercoledì,  faranno partire le notifiche di conclusione indagini sull'acquisizione di Antonveneta. Nel pomeriggio, a Borsa chiusa, i pm annunceranno ufficialmente la conclusione del loro lavoro, iniziato nell' ottobre 2011 e al quale hanno collaborato gli uomini del nucleo valutario della gdf guidati dal generale Giuseppe Bottillo, che ha prodotto 40 faldoni e oltre 20.000 pagine.

Nel registro degli indagati erano state iscritte 8 persone: l'ex presidente Giuseppe Mussari (concorso per falso in prospetto e concorso in manipolazione del mercato), l'ex dg Antonio Vigni (concorso in falso prospetto e ostacolo all' autorità di vigilanza), il mantovano Daniele Pirondini, ex direttore dell'area finanza del gruppo bancario senese (concorso in falso in prospetto e in manipolazione di mercato), Raffaele Giovanni Rizzi (concorso in falso in prospetto), Marco Morelli (concorso in ostacolo alla vigilanza), Tommaso Di Tanno, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti (gli ultimi tre ex componenti del collegio sindacale, tutti indagati in concorso per ostacolo all'autorità di vigilanza).

Risultava indagata anche Banca Mps in base alla legge 231 sulla responsabilità delle imprese. È possibile che domani possano essere contestate altre accuse, si parla di insider traiding, ma non è chiaro né a chi né per quali episodi. Tra gli indagati il nome che fece più scalpore fu quello di Mussari, per 11 anni l'uomo più potente di Siena, quello alla cui porta bussavano tutti: prima 5 anni alla presidenza della Fondazione Mps, quando l'ente aveva davvero la maggioranza assoluta del Monte, poi sei anni alla guida di quello che sotto la sua presidenza è diventato il terzo gruppo bancario italiano e infine presidente dell'Abi.

Nato a Catanzaro, il 20 luglio 1962, Mussari arrivò a Siena dalla Calabria per studiare giurisprudenza avvicinandosi alla politica con il Pci e il Pds, poi i Ds e infine il Pd. Nel 1993 diventò presidente della Camera penale senese. Il salto nella finanza lo fece nel 2001, quando fu nominato presidente della Fondazione, bruciando sul filo di lana l'ex sindaco e compagno di partito Pierluigi Piccini. Da quel momento la sua porta, sempre aperta, diventò meta di politici locali ma soprattutto nazionali, imprenditori e semplici cittadini. Rapporti anche trasversali: non solo con la sinistra, da sempre punto di riferimento di Mps, ma pure con personaggi come l'ex ministro Giulio Tremonti.

Negli anni del suo potere Siena conquistò un ruolo di primo piano nel mondo della finanza. Le sue scelte, come quando disse no all'alleanza con la Bnl e poi a quella con Unipol, facevano anche discutere, ma nessuno poteva immaginare che pochi anni dopo, quando ormai l'inchiesta aveva travolto la città, contro di lui, al palazzo di giustizia per essere sentito dai pm, qualcuno potesse arrivare al lancio di monetine di craxiana memoria.

Da gennaio scorso, quando venne costretto a dimettersi anche dalla presidenza dell'Abi, è chiuso nella sua abitazione sulle colline di Siena. In pochi anni da «potente», Mussari è diventato il colpevole di tutto. È stato rinviato a giudizio, insieme ad altre 8 persone, nel processo per l'ampliamento di Ampugnano (l'udienza è fissata per il 24 ottobre) e, prima ancora, dovrà comparire davanti ai giudici, insieme a Vigni (altro importante protagonista delle inchieste senesi) e all'ex capo area finanza di Mps Gianluca Baldassarri.

Per loro i magistrati hanno chiesto e ottenuto il giudizio immediato (il 26 settembre prossimo) per ostacolo alle Autorità di vigilanza (sono accusati di aver nascosto il mandate agreement stipulato con i giapponesi di Nomura che avrebbe casuato centinaia di milioni di perdite al Monte). Intanto sul fronte finanziario, dopo la lettera del vice presidente della commissione Ue Almunia che ha chiesto miglioramenti al Piano di ristrutturazione, da Bruxelles trapela che una decisione verrà presa dalla Commissione solo dopo la pausa estiva. A Rocca Salimbeni hanno quindi qualche giorno in più per trovare la «ricetta» giusta per il via libera ai Monti bond.

 Fonte Della Notizia gazzettadimantova: http://goo.gl/Fiah2M

Sicilia, la “favola” dell’abolizione delle province

Sicilia, la “favola” dell’abolizione delle province

 

Nel marzo scorso Crocetta annunciò l’abolizione delle province. Ma è ancora tutto in alto mare «L’abolizione delle Province è la prima tappa di una rivoluzione importante che deve riguardare la Sicilia. Quello di questa sera è un banco di prova fondamentale, perché se si riesce a compattare la maggioranza sulla cosa che sembrava più difficile, io credo che adesso il percorso del governo sarà un percorso molto più tranquillo e finalmente inizieranno le grandi riforme». Era il 19 marzo, e un «rivoluzionario» Rosario Crocetta registrava un risultato «storico». Perché per la prima volta nella storia della Repubblica italiana la regione «più sprecona d’Italia» dettava i tempi al resto del Belpaese. «Una riforma che ci consentirà di risparmiare fino a 130 milioni di euro l’anno».


Arabia Saudita, direttore sito web condannato a sette anni e 600 frustate

Arabia Saudita, direttore sito web condannato a sette anni e 600 frustate

 Arabia Saudita, direttore sito web condannato a sette anni e 600 frustate 

Raif Badawi, secondo l'accusa, avrebbe “violato i valori dell’Islam e diffuso il pensiero progressista”. È detenuto da giugno 2012. L'autorità giudiziaria ha ordinato la chiusura del portale online

Condannato a sette anni e a 600 frustate per avere “violato i valori dell’Islam e diffuso il pensiero progressista”. È questa la pena a cui è stato condannato Raif Badawi (nella foto), il direttore del sito web saudita Free Saudi liberals, detenuto dal giugno 2012 dopo essere stato accusato di cyber-crimini e disobbedienza nei confronti del padre che in Arabia Saudita è considerata un crimine. Si tratta di un forum pensato per discutere del ruolo della religione nel regno. Secondo il quotidiano al-Watan, il processo a Badawi si è concluso anche con l’ordine di chiusura del sito Internet

Fonte della notizia il Fatto quotidiano:  http://goo.gl/DJH8qv

Decreto Lavoro del M5S: niente Irap per chi assume 5 disoccupati. No di Pd e Pdl

Decreto Lavoro del M5S: niente Irap per chi assume 5 disoccupati. No di Pd e Pdl

Decreto Lavoro, M5S: niente Irap per chi assume 5 disoccupati. No di Pd e Pdl 

Il senatore grillino Sergio Puglia ha presentato un emendamento al dl Giovannini per favorire l'ingresso in azienda di giovani tra i 18 e i 29 anni da sei messi senza occupazione. Le altre forze politiche hanno bocciato il testo. Stessa sorte per la proposta di far tornare l'art.18 alle garanzie preriforma Fornero e il tentativo di estendere le agevolazioni per l'occupazione anche ai neolaureati

Un emendamento per favorire l’assunzione dei giovani senza lavoro, bocciato da Partito democratico, Popolo della libertà e Scelta civica. Il Movimento 5 Stelle in Senato ha proposto una modifica al decreto sul lavoro per favorire l’entrata nelle aziende dei disoccupati tra i 18 e i 29 anni che non ha trovato però l’appoggio delle altre parti politiche. La modifica numero 1219 del gruppo grillino a Palazzo Madama prevedeva: l’esenzione dal pagamento dell’Irap “per i datori di lavoro che assumano, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, cinque lavoratori che rientrino in una delle seguenti condizioni: siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi; siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; vivano soli con una o più persone a carico. Il datore di lavoro è esentato dall’Irap per ciascuno degli anni di imposta in cui gli incrementi occupazionali raggiunti con la quinta assunzione vengono mantenuti”. L’incentivo sarebbe durato per cinque anni e non avrebbe potuto superare i 650 euro per lavoratore assunto. Per coprire l’emendamento, i 5 Stelle proponevano un aumento dal 26% al 27% della tassazione sulle rendite da capitale per i grandi patrimoni.

La bocciatura dell’emendamento ha scatenato molte polemiche. Così Sergio Puglia, senatore della Campania e primo firmatario dell’emendamento ha commentato: “Il Pdl si riempie la bocca tutti i giorni di tutela delle nostre imprese e defiscalizzazione per chi assume giovani senza lavoro. Li abbiamo messi alla prova. Bene, anzi malissimo: a parte 2-3 dissidenti dal gruppo Pdl, tutto il partito berlusconiano, PD e montiani hanno bocciato il nostro emendamento”. Un rifiuto che, secondo il senatore a 5 Stelle, sarebbe un segno di disinteresse verso il miglioramento delle condizioni di lavoro per gli altri partiti: “Il risultato delle votazioni parla chiaro a favore dell’emendamento del M5S hanno votato solo 64 senatori, 200 i contrari”. 

Non è il solo emendamento bocciato. A modifica del decreto sul lavoro, il Movimento 5 Stelle in Senato ha infatti proposto altre modifiche. Innanzitutto il “ripristino delle garanzie previste dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori precedente alla legge Fornero“. Sara Paglini, segretario della Commissione lavoro ha commentato: “La demagogia del Partito Democratico tradisce di nuovo i lavoratori italiani”.  A favore dell’emendamento del Movimento 5 Stelle ha votato solo Sel. Si sono schierati contro le senatrici ed i senatori di PD, Pdl, Scelta Civica e Lega. “Questa è la coerenza del PD”, ha continuato Paglini, “Per mesi hanno parlato di articolo 18, raccolto firme ed oggi in aula non hanno avuto il coraggio di sostenere l’emendamento. In democrazia contano i fatti, non le parole e le promesse”.

Altro punto contestato riguardava l’estensione delle agevolazioni per le assunzioni previste dal decreto lavoro anche ai “laureati disoccupati da più di tre mesi“. L’emendamento è stato bocciato ancora una volta dalle altre parti politiche. “Il testo del Governo” – ha commentato Elisa Bulgarelli, senatrice M5S – “favorisce in maniera incomprensibile solo quelle persone in cerca di occupazione che siano prive di un titolo di studio superiore. Che senso ha? Che discriminazione è mai questa? I contributi non sono molto alti, ma non c’è alcuna ragione per supporre che non possano essere molto comodi anche per assumere un laureato. Adesso voglio vedere i nostri governanti venirci a parlare di ‘aiuto all’occupazione’”.

   FONTE DELLA NOTIZIA IL FATTO QUOTIDIANO: http://tinyurl.com/l56lkvx

 

Lega, Buonanno: “Sel rappresenta la lobby dei sodomiti”. Bagarre in Aula

Lega, Buonanno: “Sel rappresenta la lobby dei sodomiti”. Bagarre in Aula

 




Stampa greca: “Missile turco contro nave italiana che lavorava per conto di Cipro”

Stampa greca: “Missile turco contro nave italiana che lavorava per conto di Cipro”

Stampa greca: “Missile turco contro nave italiana che lavorava per conto di Cipro” 

L'imbarcazione stava piazzando cavi sottomarini. La notizia, se confermata, sarebbe l'attuazione della minaccia turca fatta lo scorso novembre contro quegli stati che avessero avuto intenzione di prestare la propria collaborazione a Nicosia nelle operazioni di sfruttamento dei giacimenti di gas Un missile di superficie lanciato da una nave militare turca per impedire ad una nave italiana (la Odin Finder), gestita per conto della Cyprus Telecommunications Authority, di piazzare cavi sottomarini nella ZEE. Il natante è stato poi costretto a tornare nel porto cipriota di Paphos. La notizia è apparsa sulla stampa ellenica e, se confermata, sarebbe l’attuazione della minaccia turca fatta lo scorso novembre contro quegli stati che avessero avuto intenzione di prestare la propria collaborazione a Nicosia nelle operazioni di sfruttamento dei giacimenti di gas. La Turchia in quell’occasione arrivò anche a minacciare l’Ue. Secondo il quotidiano greco To Vima la nave italiana era impegnata al largo delle acque cipriote, e in piena zona ZEE, a posizionare dei cavi sottomarini che dovrebbero servire per avviare i rilievi circa la presenza di idrocarburi nell’Egeo. Circostanza sulla quale Nicosia ha già raggiunto un’intesa di massima dall’ottobre scorso con Israele per uno sfruttamento congiunto delle eventuali risorse. Ma alla Turchia l’accordo non è andato giù, e già in quell’occasione minacciò apertamente ritorsioni verso chiunque avesse collaborato con la Repubblica di Cipro. Eppure Istanbul non può pretendere pretendere alcunché, in quanto la zona nord dell’isola, occupata abusivamente da 50mila militari turchi sin dal 1974, si è autoproclamata Repubblica turco cipriota del nord, ma non è riconosciuta né dall’Onu né dall’Ue. Mentre Nicosia di fatto appartiene all’Unione e all’Eurozona.

          IL RESTO DELLA NOTIZIA SUL FATTO QUOTIDIANO:        http://goo.gl/bZhMLS

 

Roma, la piccola casta dei vigili urbani: 3mila euro in più per sorvegliare i Palazzi

Roma, la piccola casta dei vigili urbani: 3mila euro in più per sorvegliare i Palazzi

 Vigili Urbani 

Sono 33, vengono scelti senza concorso e il loro compito è quello di 'controllare' i dintorni di Montecitorio, Palazzo Madama e Quirinale. E oltre al normale stipendio da agenti di polizia locale, percepiscono un'indennità di circa 250 euro al mese, direttamente pagata dalle Istituzioni La piccola casta dei 33 vigili urbani. Prestano servizio nelle vie che costeggiano le sedi della Camera dei deputati, Senato e Quirinale. E, oltre al normale stipendio da agenti di polizia locale, ciascuno di loro percepisce un’indennità annua di 3 mila euro che, moltiplicata per i 33 uomini, sfiora un totale di 100 mila euro l’anno. Il loro merito: orbitare intorno ai palazzi della politica e vigilare per le strade percorse dai nostri politici. Infatti, quale sia il criterio di selezione del gruppo dei vigili rimborsati dalla politica e cosa li differenzi dai colleghi collocati un isolato più in là, resta un mistero.

          FONTE DELLA NOTIZIA IL FATTO QUOTIDIANO:  http://goo.gl/ynu8S8

martedì 30 luglio 2013

Fiat: Marchionne LANCIA SILURO: fare industria in Italia così è impossibile.

Fiat: Marchionne LANCIA SILURO: fare industria in Italia così è impossibile.

TMNews 

L'amministratore delegato del Lingotto: "Ci sono tante alternative, siamo una compagnia globale" 

 Sergio Marchionne, ad della Fiat, è tornato a pronunciare parole dure sul sistema industriale italiano: "Se le condizioni industriali in questo Paese rimangono così", la situazione "è impossibile". Serve "chiarezza" nelle regole altrimenti potrebbero esserci delle "implicazioni", ha detto Marchionne durante la conference call, tornando sul pronunciamento della Consulta dopo il ricorso Fiom.

"Ci sono tante alternative, siamo una compagnia globale", ha risposto sull'ipotesi di mettere a punto il rilancio del marchio Alfa Romeo fuori dall'Italia. "Rimango open minded, non ho pregiudizi", ha precisato Marchionne, tornando ad auspicare che il governo italiano "introduca una legge" sulla rappresentanza per uscire da questo momento di incertezza.

Marchionne non si è voluto sbilanciare sui tempi di una sua decisione in merito. "C'e sempre una deadline" ha tagliato corto.

Marchionne, poi, non si aspetta un miglioramento del mercato europeo di qui al prossimo anno. Lo ha detto parlando con gli analisti finanziari nel corso della conference call di Fiat. "Mi aspetto condizioni di mercato simili. Fino al 2015 non ci saranno cambiamenti" ha detto riferendosi all'attuale situazione del mercato dell'auto europeo, illustrata nelle slide della conference, in cui si parla di una persistente debolezza del mercato europeo, esacerbata da un alto livello della competizione tra costruttori d'auto nel vecchio Continente, e da un livello basso della domanda in Italia. Tuttavia Fiat ha confermato la propria "guidance" per il 2013.

          Fonte Della Notizia  tmnews.it : http://goo.gl/TsdAOb

Consigliere M5S di Monza minacciato: "Ti spacchiamo le gambe"

 Stai molto attento a quello che fai e dici sull’Autodromo di Monza. Attento a come ti muovi, sappiamo dove abiti e possiamo spaccarti le gambe quando vogliamo". Queste sono le parole scritte in una lettera anonima recapitata in comune al consigliere M5S Gianmarco Novi. Nella lettera l’autore si è definito "un praticante delle sport automobilistico e grosso imprenditore brianzolo". "Inizialmente sono rimasto molto scosso visti i toni utilizzati - ha spiegato Gianmarco Novi - Riflettendoci con più calma penso che questa lettera e il suo contenuto facciano riferimento ad un paio di mie pubblicazioni apparse sul blog del M5S proprio sull’Autodromo. Gli autori della lettera, però, credo non abbiano capito il senso dei miei interventi nè il mio ruolo: io sono solo un portavoce e l’ultima parola spetta ai cittadini".

Diverse le testimonianze di solidarietà espresse dalla Giunta e dai consiglieri presenti. Dimostrazione di affetto anche da parte del consigliere regionale del M5S, Gianmarco Corbetta. Gianmarco Novi sporgerà denuncia contro ignoti." Segnalazione da Mbnews

http://goo.gl/GqSmvx


Bocciato emendamento per ripristino art.18 dello statuto dei lavoratori! La barzelletta del PD che difende lavoratori :-)


Berlusconi a sentenza, il PD blinda Letta l'abbiamo promesso a Napolitano il governo deve andare AVANTI.

Berlusconi a sentenza, il PD blinda Letta  l'abbiamo promesso a Napolitano

 

Nessun rinvio, il verdetto forse già domani. E i democratici hanno deciso: «In ogni caso, il governo deve andare avanti, l'abbiamo promesso a Napolitano». Anche il Pdl smussa i toni, 'estremisti' compresi

 Gli avvocati di Berlusconi, in Cassazione, non hanno presentato alcuna istanza di rinvio. La sentenza su Berlusconi, quindi, è in arrivo. Con quali conseguenze, in caso di condanna? Poche, pare. Perché se Berlusconi dice di non avere intenzione di far cadere il governo, anche nel PD in queste ore ha prevalso l'opzione 'responsabilità' - come la chiamano loro: continueranno a governare con il Pdl anche se il suo leader venisse condannato in via definitiva.

«Se avessimo guardato alla storia politica e giudiziaria del Presidente Berlusconi il cosiddetto governo di "necessità" non sarebbe mai nato», spiega ad esempio Dario Ginefra, parlamentare PD. Anzi: «Chi oggi nella destra e nella sinistra pensa di utilizzare per finalità politiche la pronuncia della Cassazione, viene meno ad un patto assunto con il Presidente della Repubblica e che aveva posto l'interesse del tricolore sopra quello di ogni altra bandierina». Insomma, «la cosa importante è che bisogna garantire al Governo di andare avanti», dice il ministro per gli affari regionali, Graziano Delrio (Pd).

Anche Paolo Gentiloni rassicura Letta, a nome dei renziani: «saremo gli ultimi a chiedere al governo di andare via», ha detto ad 'Agorà estate,' su Raitre, e solo «se i parlamentari del Pdl avranno una reazione eversiva, cioè se abbandonassero il Parlamento, il governo salterebbe».

Perfino Laura Puppato, solitamente dissidente rispetto alla linea del partito, esclude colpi di scena, intervistata dal 'Secolo XIX': «Nessuno di noi metterà in discussione il governo. Semmai è nel Pdl che si interpreta un'eventuale condanna come vulnus istituzionale». Il concetto viene ribadito anche a 'Repubblica': «Se la Cassazione conferma la condanna di Berlusconi, il Pdl non pensi a minacce e ritorsioni, perché per noi democratici non sarebbe possibile procedere di un passo a sostenere un governo con un alleato che si macchi di arroganza istituzionale, molti di noi se ne andrebbero». Insomma, Puppato si dice poi pronta a votare l'ineleggibilità di Berlusconi («ho capito che il conflitto di interessi è evidente», ha detto) e anche a certificare l'eventuale decadenza da parlamentare, ma sempre separando la questione  governo: «Dobbiamo occuparci delle cose che fa l'esecutivo, se risponde alle attese dei cittadini».

Di «iper-reazione» del Pdl parla anche Matteo Orfini. Per il 'giovane turco', con una reazione scomposta del Pdl (in linea insomma con le dichiarazioni del fedelissimi del Cavaliere: «potrebbe essere l'ultimo giorno di democrazia», ha twittato nottetempo, ad esempio, Daniela Santanché), «la maggioranza è finita e Letta va a casa», ma solo in quel caso. Perché altrimenti, «facciamo tanta fatica a sostenere questo governo», ma «continueremo a farla anche dopo la sentenza della Cassazione».

La linea, per ora, è insomma quella sintetizzata dal segretario PD Guglielmo Epifani: «Stavolta, sia chiaro, noi non accetteremo una sospensione dei lavori parlamentari neanche di cinque minuti», ha avvisato l'alleato: «la destra non cerchi altre forzature», perché - è il messaggio - il PD non riuscirebbe a reggere uno scontro troppo accesso, non potrebbe farsi trascinare in una guerra contro la magistratura.

I fan delle larghe intese, però, possono stare tranquilli. Almeno secondo Francesco Boccia, deputato Pd, fedelissimo del presidente Letta. Il suo ragionamento è una sfida al partito: «Se il Pdl non commette falli di reazione e il Cavaliere dice che il governo può andare avanti, voglio vedere come fa il Pd a staccare la spina». Eventuali malumori democratici, insomma, dovranno trovare sfogo altrove: «Per contarci - continua Boccia - sul governo e sulle larghe intese c'è il nostro congresso, lì ci possiamo misurare». Lì, non altrove.

Curiosa l'evoluzione di Nello Formisano, una carriera sulle barricate antiberlusconiane dell'Idv, oggi con il Centro Democratico di Tabacci: «Caricare di eccessiva attesa mediatica un provvedimento della magistratura è un errore», dice, «e se poi dallo stesso si fanno dipendere le sorti del Governo e del Parlamento, è ancora peggio».

 Fonte Della Notizia  http://espresso.repubblica.it: http://goo.gl/N0PlQ5

DEPUTATO D’Uva (M5S) : Nostri colleghi coetanei PD-PDL frustrati perché non hanno la nostra libertà

DEPUTATO D’Uva (M5S) : Nostri colleghi coetanei PD-PDL frustrati perché non hanno la nostra libertà

Pensate che frustrazione entrare in Parlamento da under 30 in un partito che ti considera solo un voto in aula e vedere al contempo i colleghi coetanei del gruppo 5 stelle ricoprire cariche importanti in Aula e nelle Commissioni e avere anche pari potere decisionale all’interno delle assemblee di gruppo.

Una frustrazione così grande per chi vuole fare il politico di professione è intollerabile e va combattuta.

Si può combattere lavorando, presentando atti di sindacato ispettivo e proposte di legge; oppure si possono rilasciare dichiarazioni e giudizi dall’alto della propria esperienza.

La prima via è faticosa, non ti dà notorietà e spesso può causarti anche problemi in base a quali corde vai a toccare. La seconda via ti dà notorietà e certamente non è impegnativa.

E Voi? Cosa scegliereste? La via giusta o la via facile?

UDITE SU FACEBOOK, ARRIVA IL TASTO "NON MI PIACE" COME REAGIRANNO???

UDITE SU FACEBOOK, ARRIVA IL TASTO "NON MI PIACE" COME REAGIRANNO???


Il tasto "Non mi piace" su Facebook potrebbe diventare una realtà. In base ad alcune indiscrezioni raccolte dal network Usa AbcNews, dopo tanto parlarne il "dislike" potrebbe arrivare nel giro di un paio di mesi, soppiantando i plugin che già oggi permettono (con qualche grossolano limite) di installare l'atteso "tastino" sul social network.

Stando a quanto sostiene il sociologo Enrico Finzi, la possibilità di esprimere giudizi negativi su un social potrebbe alimentare ancora più facilmente di quanto già non si faccia scontri. Il rischio è che si possa arrivare a serie e reali manifestazioni d'odio, partendo dal cyberbullismo. Sarebbe questo il motivo per cui si sarebbe atteso tutto questo tempo prima di introdurre il fatidico pulsantino. Non è detta quindi ancora l'ultima parola. 

Fonte Della Notizia  ilmessaggero.it: http://goo.gl/4S7LEk

VIDEO:Piazza Montecitorio Di MAIO. Attivisti 5 stelle ringraziano i Deputati che per 53 ore (in seduta fiume)


IL VIDEO GIRATO IN Piazza Montecitorio. Attivisti 5 stelle ringraziano i Deputati che per 53 ore (in seduta fiume) si sono battuti in difesa della Costituzione.
Nel Video Luigi Di Maio intervistato dal Fatto Quotidiano

 

 

PD e PDL ORMAI SI COLTIVANO IL PROPRIO ORTICELLO?

PD e PDL ORMAI SI COLTIVANO IL PROPRIO ORTICELLO?

  • Ormai si fiuta nell'aria, che dopo la sentenza su berlusconi tutto potrà succedere, ecco qui che spuntano i falchi del PD e PDL che non vogliono perdere le loro poltrone, e sono disposte persino a crearsi un partito tutto loro, esempio l'ex sindaco alemanno che sta riproponendo AN.Ora mi chiedo se berlusconi dovesse essere condannato il Governo Letta esploderebbe?? Le possibilità che ciò accada sono altissime. Ecco perché il governo con un ultimo atto disperato sta tentando di Cambiare la legge elettorale il Porcellum svuotandolo ti tutto ciò che e incostituzionale, Insomma per dirla in breve signori a Settembre si Torna a votare di questo ne sono certo. Voi che ne pensate??? E poi voglio proprio vedere che farà il PDL se veramente come dice porteranno 10 milioni di Italiani. Che dire L'Italia sta affondando e questi qua pensano solo a loro stessi.

La trappola delle privatizzazioni del GOVERNO.

La trappola delle privatizzazioni 

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    Enrico Letta è oggi il migliore dei presidenti del Consiglio possibili e magari potrà esserlo anche in futuro. Ha moltissimi pregi ma, essendo già numerosi i suoi estimatori, non vale qui la pena elencare l'elenco delle apprezzate virtù. Meglio piuttosto segnalare quello può essere considerato un difetto, o un limite: la sua tendenza al politicamente corretto, all'euroretorica degli anni '90 che pure resta ancora in voga. Ieri il presidente del Consiglio, è tornato - da Atene (sic!) - a parlare di un grande e non meglio precisato piano di privatizzazioni. È stata solo una battuta ma, sia detto con franchezza pari alla stima, non è sembrata una uscita felicissima. E non perchè il tema vada affrontato e discusso prima nelle sede istituzionali italiane e solo poi nei contesti internazionali (Ue e G20).

  • La questione attiene alle scelte politiche strategiche di medio e lungo termine e deve fare riferimento alle esperienze, sia positive che negative, maturate dal '92 sin qui. Negli ultimi anni la necessità di portare fuori dal perimetro dello Stato alcune attività economiche pubbliche ha consentito la trasformazione e l'irrobustimento di quello che oggi è uno dei principali pilastri per la crescita italiana: Cassa Depositi e Prestiti. È stata forse l'intuizione migliore dell'ex ministro colbertista Tremonti, fino ad un paio di anni fa acclamato da destra e sinistra. Grazie ad un presidente dalla solida cultura di uno statalismo efficiente ma forte come quello francese, la Cdp è divenuta un soggetto molto diverso ma anche molto più rilevante dell'Iri. Franco Bassanini, con l'ad Gorno Tempini, è oggi alla guida di un polo molto articolato di partecipazioni che rappresenta un pezzo decisivo dell'economia italiana, una sorta di fondo sovrano con la bandiera tricolore. Oggi nelle mani dello Stato, oltre a Poste, Ferrovie e Rai, sono rimasti gli ultimi pezzi pregiati: Eni, Enel e Finmeccanica. Queste tre realtà sono non solo strategiche ma persino essenziali per il nostro sviluppo economico. Autentici gioielli come Ansaldo Sts e, soprattutto, Saipem fanno gola a tanti competitor stranieri. Ha senso cederli ora? La valutazione, com'è giusto, spetta al governo e anche ai manager delle imprese (che hanno pure azionisti privati e sono quotate). Non si può però non rilevare che, al netto delle singole specificità, i campioni nazionali italiani oggi avrebbero necessità di un più forte e convinto sostegno dello Stato, sia in termini finanziari che di prospettiva industriale e alleanza internazionale. Una loro liquidazione - oltre a non facilmente superabili ostacoli rispetto ai principi, fissati dalla legge, di sicurezza nazionale - farebbe entrare nelle casse dell'erario pochi denari rispetto quelli che servirebbero per un robusto taglio del debito pubblico ma pregiudicherebbe non poco il nostro Pil. Certo, c’è una miriade di utilities degli enti locali o piccole/grandi società di ministeri ed enti pubblici. Qui avrebbe senso intervenire senza illudersi però di trarre miracolosi benefici nel breve periodo.

  • Insomma, non ci sono grandi e salvifici piani da proporre ai mercati o ai cittadini (entrambi scettici e poco fiduciosi): c'è invece tanto lavoro da fare. Enrico Letta e la sua squadra (dal sottosegretario Patroni Griffi al ministro Zanonato, da D'Alia alla Bonino, dalla Lorenzin a Calenda) hanno tutte le qualità per riuscire. L'obiettivo non può essere la vendita degli asset ma l'attrazione di investimenti. Il premier ha costituito una task force ("Destinazione Italia") formata da tre giovani di valore. Aspettiamo i loro consigli. Sappiamo di certo che l'Italia deve poter essere molto più business friendly e capace di dare valore alle sue risorse. Si tratta di una strategia che trova peraltro un conforto autorevole nella linea espressa dal ministro dell'Economia Saccomanni.

  • In Europa tutti i Paesi gareggiano con i propri "campioni nazionali" includendo anche quelli di capitale privato. Noi non possiamo permetterci il lusso di auto-menomarci nella competizione. Il patriottismo in economia non deve essere considerato come un concetto alternativo all'idea di Unione Europea. Eurorealisti è meglio di euroretorici: mettiamo da parte le privatizzazioni e concentriamoci sulla politica industriale e sugli strumenti finanziari (vedi Cdp ma non solo) che l'Italia ha dimostrato di saper ben utilizzare. I risultati non saranno immediati ma di sicuro saranno a somma positiva. D'altra parte, nonostante gli spasmi del Pd e le preoccupazioni del Pdl per le sorti giudiziarie di Berlusconi, la sfida del governo è tutta sull'economia. Se Enrico Letta saprà scommettere sull'Italia, il Paese potrebbe premiare lui e la sua strana maggioranza. Si accettano scommesse.

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La Cassazione decide su B.. Il pdl minaccia la guerra

Mezzo reato si prescrive il 4 agosto: rinvio improbabile. La sentenza su Berlusconi per le frodi fiscali del caso Mediaset potrebbe arrivare in giornata o domani. L’eventuale condanna spaventa anche il PD. Letta e Boldrini: “Governo al sicuro”


La Cassazione decide su B.. Il pdl minaccia la guerra

VIDEO: Popolo viola in piazza: “La legge è uguale anche per Berlusconi




VIDEO: Bologna: Pd, Pdl e Lega salvano i fondi alla scuola privata. Bagarre in aula dei CITTADINI.




Ora Bankitalia vede i buchi delle banche

Ora Bankitalia vede i buchi delle banche

Bankitalia, ispezioni su 20 grandi banche. Nel mirino il portafoglio crediti 

  • Per otto gruppi bancari approfondimenti estesi a tutto il portafoglio crediti e non solo quelli a rischio. Via Nazionale precisa che gli istituti devono reperire risorse al proprio interno, riducendo quindi anche gli stipendi dei manager. E il Wall Street Journal lancia l'allarme: "Controlli potrebbero portare a vendita asset"

  •  L’odore di bruciato arriva fino a Via Nazionale, portando la Banca d’Italia a mettere il naso nei conti delle banche italiane. L’istituto sta svolgendo ispezioni su 20 principali banche e per otto gruppi ha esteso le verifiche all’intero portafoglio dei crediti, non solo ai prestiti deteriorati. A suonare il campanello d’allarme, citando un documento della Banca centrale, è stato il Wall Street Journal, avvertendo che “le nuove ispezioni potrebbero spingere alcune banche a cedere asset“.

    Il Resto lo Trovi qui Sul Fatto Quotidiano:  http://goo.gl/1VXIdD

Caso Ablyazov, il tribunale accusa la polizia: “Omissioni e fretta insolita

Caso Ablyazov, il tribunale accusa la polizia: “Omissioni e fretta insolita

 Figlia Mukhtar Ablyazov 

  • Il magistrato di Roma, Mario Bresciano, dopo la richiesta di verifiche da parte del ministro della giustizia Annamaria Cancellieri, assolve il giudice di Pace Stefania Lavore e punta il dito contro le forze dell'ordine: "Nel lavoro della collega nessuna irregolarità. Non altrettanto si può dire di chi ha effettuato la procedura di espulsione"

     Il giudice di pace Stefania Lavore “è stato tratto in inganno dalla polizia”. L’accusa arriva dal presidente del tribunale di Roma Mario Bresciano, che in merito al caso Ablyazov e all’espulsione di figlia e moglie del dissidente, assolve le colpe della collega, ma punta il dito contro la polizia. Il magistrato sollecita l’apertura di un’indagine e dopo la richiesta di verifiche da parte del ministro della giustizia Annamaria Cancellieri commenta: “Nel lavoro della dottoressa Stefania Lavore non ho riscontrato alcuna irregolarità, anzi. Non posso negare che al suo posto un togato con maggiore esperienza avrebbe potuto accorgersi delle tante stranezze, ma questo non inficia assolutamente quanto è stato fatto. Il comportamento della giudice è stato ineccepibile. L’ho scritto nella relazione che ho trasmesso al ministro”. Il problema dunque, riguarda il comportamento delle forze dell’ordine: “Non altrettanto si può dire della polizia che certamente ha agito con una fretta insolita e anomala. Ma soprattutto ha tenuto per sé delle informazioni preziose»

    IL Resto lo trovi Qui Sul Fatto quotidiano:  http://urlin.it/433bc

lunedì 29 luglio 2013

VIDEO In Edicola sul Fatto del 30 luglio. “Ecco perché Berlusconi è colpevole”





Basilicata, sospetti su trasporto speciale notturno. M5S: “Forse scorie nucleari”

Basilicata, sospetti su trasporto speciale notturno. M5S: “Forse scorie nucleari”

 Basilicata, sospetti su trasporto speciale notturno. M5S: “Forse scorie nucleari” 

  • I 5 stelle hanno annunciato un'interrogazione urgente per spiegare quanto accaduto all'alba sulla ss 106 Jonica, dove un convoglio scortato da carabinieri, polizia e guardia di finanza (circa 300 unità) ha trasferito un non meglio precisato carico dal centro Itrec, situato nel comprensorio Enea-Trisaia di Rotondella all’aeroporto militare di Gioia del Colle

     Cosa è stato trasportato di preciso e qual era la destinazione finale non è noto. “Lo dovranno però immediatamente spiegare al territorio e ai cittadini i ministri dell’Interno e della Difesa”, dice il senatore M5S Vito Petrocelli, annunciando un’interrogazione urgente. La scorsa notte, attorno alle 3, un carico è stato trasferito dal centro Itrec, situato nel comprensorio Enea-Trisaia di Rotondella, in Basilicata, all’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari). Circa 300 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri hanno scortato il tir con container e presidiato i principali svincoli, lungo il tragitto, durato circa 3 ore. La notizia ha subito generato allarme tra la popolazione, anche perché, secondo quanto dice Petrocelli, “dalle prime indiscrezioni, sembrerebbe un travaso di materiale radioattivo”. “Era troppo evidente che si trattava di un trasporto speciale”, commentano alcuni attivisti No scorie Trisaia che hanno visto transitare sulla SS106 Jonica il convoglio con al seguito blindati delle forze dell’ordine: un tir motrice e due mezzi dei vigili del fuoco “di cui uno particolare”. La Ola, Organizzazione lucana ambientalista, ha chiesto chiarimenti anche al sottosegretario degli Interni, il lucano Filippo Bubbico

    Fonte Della Notizia il Fatto quotidiano: http://goo.gl/Yl769m

Michele Dell'Orco, deputato del Movimento 5 Stelle, replica a Pini del PD: "Cosa ha fatto da quando è alla Camera?"

Michele Dell'Orco, deputato del Movimento 5 Stelle, replica a Pini del PD: "Cosa ha fatto da quando è alla Camera?"


  • MODENA - Dopo le accuse rivolte dalla deputata modenese Giuditta Pini (PD) ai colleghi del Movimento 5 Stelle, di cui ha sottolineato "limiti e ostruzionismo fine a se stesso", la replica dei grillini arriva a tamburo battente. E' il deputato modenese Michele Dell'Orco ad affidare a Facebook una replica al vetriolo: "Leggevo le dichiarazioni di Giuditta Pini. Mi dispiace perché nonostante le divergenze di opinione, fino adesso ho avuto un discreto dialogo e rispetto reciproco con la collega. Dice che durante l'ostruzionismo notturno non eravamo presenti, allora di chi sono i 100 interventi a giornata? Allora perché si sono tanto lamentati dell'ostruzionismo 5 stelle? Stipendi, dice che rinunciano a più soldi? io ho restituito nei primi due mesi e mezzo 10.700 euro, lei? Dice su F-35 che abbiamo una posizione strumentale? Chiedere che venga annullato definitivamente l'acquisto dei caccia bombardieri è strumentale? Infine sull'Imu ho detto forse inesattezze secondo la Pini? Non mi pare. Piuttosto parliamo di cose serie, in questi tre mesi cosa ha fatto Giuditta? Non trovo nulla sul sito Camera come primo firmatario. L'unica cosa che ho trovato è questa dichiarazione: 'Ho chiesto che non si aumenti l'iva delle macchinette negli ospedali nelle scuole e nelle caserme'. Evidentemente ritiene la "questione merendine" una priorità; la prossima battaglia sarà 'più crema nei bomboloni'?".

    Fonte della Notizia  modenaonline:  http://tinyurl.com/nd2jjj9

     

LA FURBATA: Porcellum, ecco il piano del governo: Un disegno di legge confezionato da Palazzo Chigi per ripulire il Porcellum

Porcellum, ecco il piano del governo:
una riforma elettorale di garanzia

 Porcellum, ecco il piano del governo: una riforma elettorale di garanzia 

  • La carta che l'esecutivo giocherà alla ripresa di settembre se i partiti non troveranno un'intesa. Iniziativa messa a punto dal presidente del Consiglio con Quagliariello e Franceschini

    E' la carta jolly che il governo Letta si prepara a giocare alla ripresa di settembre. Destinata a segnale la svolta sull'impervio cammino verso la riforma elettorale che tutti fingono di volere ma che ogni partito di maggioranza schiva dietro i più disparati alibi.

    Un disegno di legge confezionato da Palazzo Chigi per ripulire il Porcellum almeno dei suoi più evidenti vizi di legittimità costituzionale. Rendere la legge elettorale "utilizzabile" nel caso in cui la legislatura finisse anzitempo, comunque prima che le riforme istituzionali vadano a compimento (non prima della fine del 2014).

    L'iniziativa è stata messa a punto nella massima riservatezza in questi ultimi giorni dal presidente del Consiglio Enrico Letta, dal ministro per le Riforme Gaetano Quagliariello e dal ministro per i Rapporti col Parlamento Dario Franceschini. Proprio il responsabile delle Riforme non a caso da giorni rilascia interviste in cui si dice possibilista sull'eventuale modifica della legge elettorale "derubricandola" di fatto dal complesso pacchetto delle riforme, sebbene su questo punto il suo partito più volte si è detto pronto alle barricate. Un peso non indifferente lo ha il Quirinale, che non perde occasione per sollecitare il superamento in tempi celeri del Porcellum. L'iniziativa che l'esecutivo Letta sta per intraprendere non si può dire che sia stata concordata col Colle, ma di certo non risulterà sgradita.

    L'articolo integrale su Repubblica in edicola o su Repubblica+ 

    qui il link  http://goo.gl/LVo1UZ

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VIDEO Vendola Sbranato dalle zanzare: "Violano la mia intimità

"Io vi condono. Nel nome del padrino, dell’abusivismo e del profitto santo"

Io vi condono

 Fatto in Italia, Oliviero Toscani - condono 

Io vi condono. Nel nome del padrino, dell’abusivismo e del profitto santo.

Maria Vergine è Fatto in Italia, Maria de Filippi è Fatto in Italia. Il Duomo di Milano è Fatto in Italia, Lo scheletro del Ponte Lambro è Fatto in Italia. Propaganda Fide è Fatto in Italia, Emilio Fede è Fatto in Italia. Don Milani è Fatto in Italia, Don Verzè è Fatto in Italia. Veluti si Deus daretur è Fatto in Italia, Etsi Deus non daretur è Fatto in Italia. L’abuso è Fatto in Italia, l’assoluzione è Fatto in Italia. A parte il Made in Italy, tutto è Fatto in Italia…

AMEN?

Fonte della Notizia il Fatto quotidiano:  http://goo.gl/CZ67nX

Si scrive Crocetta, ma si legge Lombardo

Si scrive Crocetta, ma si legge Lombardo

  • di ACCURSIO SABELLA E ROBERTO PUGLISI: Rosario Crocetta ha impostato la sua missione di governo soprattutto sulla discontinuità, almeno a parole. Perché poi, andando a guardare le cose concrete, si scopre che... Nel frattempo sui giornali il vento è cambiato?

    PALERMO- Gianni Silvia capo di gabinetto del presidente della Regione. Patrizia Monterosso segretario generale. L'attualità è anche storia. L'istantanea “di cronaca” è anche foto d'archivio. A palazzo d'Orleans sembra non essere cambiato nulla. E invece, qualcosa sarebbe cambiato. C'è un nuovo presidente della Regione. Nuovissimo. Per storia personale e carattere. Gesti e rapporto con i mass media. Nonostante ciò, oggi, trovare differenze tra Rosario Crocetta e il passato che il nuovo presidente vuole definitivamente mettere alle spalle, non è un'impresa così facile.

    Un anno fa Gianni Silvia era il capo di gabinetto di Raffaele Lombardo. Lo divenne dopo la “promozione” proprio di Patrizia Monterosso al ruolo di burocrate (esterno, per di più), più alto in grado. Nel 2013, la situazione è identica. Nonostante la “discontinuità col passato” sbandierata, urlata dal governatore. Ma dov'è la discontinuità?

    IL RESTO Della Notizia lo Trovi qui  http://livesicilia.it : http://goo.gl/ZloKi9

VIDEO: Disordini e rivolta sociale, il rischio c’è? Guarda il vox e rispondi al sondaggio





NEL SILENZIO DEI TG: VIDEO Grecia, dramma migranti a Samos: porto trasformato in centro di accoglienza