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domenica 30 giugno 2013

Nuove Pesantissime Tasse per Non Aumentare l’Iva. Qui la verità Leggi.

Nuove Pesantissime Tasse per Non Aumentare l’Iva. Qui la verità Leggi.

 

Non mi pare giusto prendersela col solo Letta , visto che Angelino Alfano ci tiene a fare il fenomeno e a parlare di Goal del governo vorrei informarvi che il prode esponente del PDL “che tutte le tasse si porta via” (salvo averle sempre aumentate direttamente o per procura votando la fiducia a Monti) ha esultato per questi provedimenti:

A copertura per le misure sul lavoro per i giovani e gli ultra cinquantenni (quelli che stanno in mezzo se disoccuppati possono pure suicidarsi) l’ineffabile governo Letta-Alfano ha introdotto le seguenti misure:

  •  introduzione di una NUOVA TASSA che graverà sui dispositivi contenenti nicotina o altre sostanze sostitutive del consumo di tabacchi lavorati, nonché sulle sue parti di ricambio e sui dispositivi meccanici ed elettronici. Questi prodotti saranno assoggettati all’imposta di consumo nell’ordine del 58,5% del loro prezzo di vendita al pubblico.

Con grande esultanza delle multinazionali del tabacco e delle società farmaceutiche che producono farmaci chemioterapici.

  • Il nuovo decreto occupazione toccherà anche l’acconto Irpef che, per rendere possibile lo slittamento dell’aumento dell’Iva salirà al 100% e toccherà tutti i contribuenti. Il decreto prevede la decorrenza dell’aumento a partire dal periodo d’imposta in corso fino al 31 dicembre 2013.

Dal 90% a 100% l’acconto IRpef per tutti i lavoratori autonomi.

  • La manovra non si ferma qui e nuovi aumenti arrivano anche per ciò che concerne l’acconto Irap e l’acconto Ires 2013. Per entrambi si assiste all’aumento al 110% per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013.

E vai grazie anche al fenomeno esultante Angelino Alfano, le aziende dovranno pagare gli acconti Irap e Ires per il 2015!!!!!!!

Che ridicola banda di Cialtroni, Da Letta al Goleador Alfano.

da Teleborsa

…..Soddisfazione è stata espressa dal vice-premier, Angelino Alfano, sui provvedimenti adottati dal Governo.

Nella conferenza stampa al termine del CdM, Alfano ha spiegato che aver adottato il rinvio dell’aumento dell’IVA, “anche in zona Cesarini ha consentito di dare un segnale forte a tutte le categorie interessate, ai commercianti ai cittadini. E’ un goal sulla materia fiscale”. Altro obiettivo centrato per Alfano è quello sul lavoro “si tratta di cifre importanti con un occhio di riguardo al Sud con particolare attenzione al tasso di disoccupazione (che in alcuni regioni del meridione) è diventato intollerabile”.

dal Sole 24 ore:

Le sigarette elettroniche 
Per la copertura necessaria a questo primo slittamento – grosso modo un miliardo, nel dettaglio: 864,6 milioni per il 2013; 117 milioni per il 2014; 112 milioni per il 2015; 51 milioni per il 2016 e un milione di euro a decorrere dal 2017 – nella bozza di entrata del decreto il governo ha dunque previsto due tipi di intervento. Il primo sulle cosiddette e-cig, le sigarette elettroniche: «I prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati – si legge nella bozza in possesso del Sole 24 Ore – nonché i dispostivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo, sono assoggettati ad imposta di consumo nella misura pari al 58,5 per cento del prezzo di vendita al pubblico». 

Gli acconti fiscali 
Quanto agli interventi sull’Irpef, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell’acconto dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, è fissata al 100 per cento (ora è al 99%). Per il 2013, si precisa nella bozza, questa previsione produce effetti esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto Irpef, «effettuando il versamento in misura corrispondente alla differenza fra l’acconto complessivamente dovuto e l’importo dell’eventuale prima rata di acconto». Per chi si avvale dell’assistenza fiscale, saranno i sostituti d’imposta a trattenere la seconda o unica rata di acconto tenendo conto dell’aumento.
Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, inoltre, la misura dell’acconto dell’Ires, imposta sul reddito delle società, è aumentata dal 100 al 101 per cento. In questo caso, la norma disposizione produce effetti esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto, effettuando il versamento in misura corrispondente alla differenza fra l’acconto complessivamente dovuto e l’importo dell’eventuale prima rata di acconto.
Infine, per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013 e per quello successivo, il versamento di acconto dovuto dagli istituti di credito sulle ritenute è fissato nella misura del 110 per cento (qui, per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, la disposizione produce effetti solo sulla seconda scadenza di acconto, effettuando il versamento in misura corrispondente alla differenza fra l’acconto complessivamente dovuto e l’importo versato alla prima scadenza).


Fonte Della Notizia  http://urlin.it/3d687

Marche da bollo, pausa caffè e gadget ecco dove si nascondono le micro tasse di LETTA

Marche da bollo, pausa caffè e gadget
ecco dove si nascondono le micro tasse

Trovati così 550 milioni per poter rinviare Imu e Iva. Il fisco peserà per il 58% sulle sigarette elettroniche. I produttori: settore distrutto

Marche da bollo, pausa caffè e gadget  ecco dove si nascondono le micro tasseROMA - Dalla pausa caffè alle merendine, dalla borsa termica al telo per il mare allegato alle riviste specializzate, dal pieno di benzina all'imposta di bollo, dallo "svapatore" incallito e ora punito, al rincaro della Robin tax sull'energia anche per le piccole aziende. Le "poor tax", come le ha definite il Wall Street Journal in un articolo dedicato alle imposte più popolari come il tabacco, segnano i primi due mesi del governo guidato dalla coppia Letta-Alfano. In tutto 550 milioni che sono stati utilizzati per coprire nuovi interventi, dal rinvio dell'Iva alla proroga degli ecobonus sulle ristrutturazioni, alla riedizione della vecchia legge Sabatini per favorire gli investimenti in macchinari. "Ossessione dell'Imu e dell'Iva", ha osservato il deputato Pd Marco Causi. E per questa ossessione, unita alla necessità di non "sfasciare" i conti pubblici come dice giustamente il presidente del Consiglio, si aumentano le tasse, spesso su generi di consumo popolari e modesti.

In questa cornice il Pdl, che attizza quotidianamente il fuoco su Imu e Iva, fa la vittima: "Dobbiamo mettere una app sulle nuove tasse, ogni volta deve squillare l'allarme rosso", si è lamentato il vicepremier Alfano. Ma al tempo stesso in uno dei recenti provvedimenti varati dal governo è stata cancellata la tassa sul possesso yacht: fino a 14 metri si pagavano 800 euro, ora non si paga più nulla. Anche per la Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie che non tocca certamente le fasce più basse di reddito, si è ottenuto un rinvio: l'aliquota dello 0,2 sul trasferimento di proprietà delle azioni o di altri strumenti finanziari non si pagherà più il 16 luglio, ma il 16 ottobre. Ulteriore contributo all'ingorgo fiscale, a tutto vantaggio dei più abbienti.

Ma le pocket-tax, ovvero quelle tasse che pesano sulla vita quotidiana e che emergono solo quando facciamo i conti a fine mese, aumentano. E' il caso delle sigarette elettroniche: appena usciti dalla schiavitù del tabacco, circa 2 milioni di italiani si troveranno a dover pagare il 58,5% di imposta, con relativo rialzo dei prezzi, sulle e-cig (ieri la protesta dei produttori: settore distrutto). Anche la pausa caffè sarà più cara: proprio per finanziare gli ecobonus è stata aumenta l'Iva sulle macchinette che distribuiscono le merendine e i cappuccini negli uffici e nelle scuole. E' salita dal 4 al 10%. Con relativi aumenti e un gettito di 104 milioni all'anno. Altri 125 milioni vengono invece da un settore in crisi come l'editoria: i gadget allegati ai giornali dovranno sottostare all'aliquota ordinaria del 21% e non più a quella del 4%.

L'aumento più doloroso tuttavia rischia di essere quello strisciante dei bolli. Per chi non se ne fosse accorto, dal 25 giugno la marca da bollo da 1,81 euro è passata a 2 euro, mentre quella da 14,62 è passata 16. In tutto un incasso di 197,2 milioni all'anno che serviranno per la giusta causa del terremoto in Abruzzo. Sicuri perché questa pocket-tax colpisce tutti e in molti momenti della normale attività quotidiana: fatture, atti dal notaio, passaggi di proprietà, iscrizioni all'università, richieste di documenti e passaporti.

Infine l'altra inesorabile tassa invisibile, contenuta nel decreto "del fare": la mini accisa sui carburanti il cui importo sarà quantificato successivamente con un provvedimento dell'agenzia delle dogane: aumenteranno benzina e gasolio. Il tutto per 75 milioni di euro.

Fonte della Notizia http://urlin.it/3d686

 

Grillo Lancia Siluro a: “Letta è immobile. C’è bisogno di un’economia di guerra”

Grillo: “Letta è immobile. C’è bisogno di un’economia di guerra”

Il leader del Movimento 5 Stelle dal suo blog se la prende con il primo ministro Enrico Letta. "Annuncia, annuncia, annuncia", scrive, senza lavorare per risultati concreti. E propone alcuni interventi per migliorare la condizione del Paese

Un Paese fermo come un paracarro e il primo ministro che sembra Mariolina Cannuli, la storica annunciatrice Tv della Rai. L’allarme, scusandosi con la presentatrice per l’irriverente confronto, viene dal blog di Beppe Grillo in una domenica pomeriggio d’estate. “L’Italia è di fronte a un baratro”, scrive il leader del Movimento 5 Stelle, “ma il governo è fermo. Letta, dedito al gioco del Subbuteo, annuncia, annuncia, annuncia. Capitan Findus sembra la versione aggiornata e minimalista della presentatrice televisiva Cannuli (che prego di scusarmi per l’irriverente, per lei, confronto)”. 

Un silenzio e una tranquillità che non possono che peggiorare la situazione del Paese, ribadisce l’ex comico. “C’è una calma piatta come in mare quando non vedi un gabbiano, non c’è un’onda, un refolo di vento prima della tempesta. Che aspettiamo? Siamo falliti e lo neghiamo e affossiamo le imprese con carichi insostenibili come l’aumento dell’anticipo dell’Irap, dell’Ires e dell’Irpef definiti dal ministro dell’Economia Saccomanni ‘Un prestito dei contribuenti che a livello individuale ha un peso molto soft’. Un peso di 2,3 miliardi di euro, soft- soft, una piuma”.

E propone una serie di interventi concreti per smuovere la situazione. “E’ necessario attuare subito, entro l’autunno -prosegue il leader M5S – un’economia di guerra”, a partire dal taglio delle province, di “ogni grande opera inutile come la Tav in Val di Susa e l’Expo di Milano”, degli F35, fino al taglio delle pensioni d’oro. Tutte risorse da destinare “alla defiscalizzazione parziale delle piccole e medie imprese, all’introduzione del reddito di cittadinanza e all’abbattimento del debito pubblico”.

“Qualcuno obietterà che si vanno ‘a toccare’ diritti acquisiti, come nel caso delle pensioni d’oro – conclude Grillo – I diritti acquisiti non sono contemplati più da un pezzo per gli esodati, per i precari, per chi non prenderà mai la pensione. In un’economia di guerra i diritti acquisiti non esistono più”. 

La prima risposta all’uscita del leader M5S arriva su Twitter da Giorgia Meloni, che scrive: “Sul tetto alle pensioni d’oro Fratelli d’Italia ha già depositato la proposta di legge. Devi solo dire ai tuoi di sottoscriverla”. 

Fonte della Notizia  http://goo.gl/7PoGk

 

GAME OVER: Sicilia: la Regione rischia il default, operazioni finanziarie bocciate dalla Corte dei Conti

Sicilia: la Regione rischia il default, operazioni finanziarie bocciate dalla Corte dei Conti

Sicilia: la Regione rischia il default, operazioni finanziarie bocciate dalla Corte dei Conti


Siracusa Notizie: ora il rischio di default è reale. La certificazione arriva direttamente dall’esame della Corte dei Conti ed alla Regione scatta l’allarme. I conti sono in rosso così come ha spiegato nel suo rendiconto generale la Corte dei conti che nei giorni scorsi ha tenuto a Palermo un’udienza che è servita per entrare nel merito del debito della Regione che si aggira per l’esercizio finanziario 2012, in 5 miliardi e 385 milioni di euro.

La Corte ha bocciato le operazioni finanziarie in derivati su cui aveva investito l’assessore regionale Bianchi e ha parlato di previsioni negative anche in prospettiva. La Regione nell’ambito del processo di riduzione e razionalizzazione della spesa, sulla scia delle leggi statali relative alla “spending review“, ha individuato alcuni settori strategici, come i contratti pubblici di beni e servizi, la riorganizzazione funzionale della Regione siciliana e il personale, al fine di introdurre misure per il contenimento della spesa.

In ordine alla gestione della massa dei residui attivi, al fine di assicurare il rispetto sostanziale del principio di equilibrio di bilancio, è stato rilevato che occorrerà, innanzitutto, procedere a ricostituire il fondo accantonamento avanzo, già obbligatorio per gli enti locali a decorrere dal 2012 attraverso il fondo svalutazione crediti.

Fonte della Notizia  http://urlin.it/3d67e

STAVOLTA SCRIVIAMO LA PAROLA FINE SUL MOUS: Rischi per la salute, la Sapienza di Roma boccia il Muos

STAVOLTA SCRIVIAMO LA PAROLA FINE SUL MOUS: Rischi per la salute, la Sapienza di Roma boccia il Muos

Le analisi disposte all'università romana dal Tar archiviano come "superficiali" quelle prodotte dagli americani. Legambiente: "Un risultato importantissimo".

PALERMO - Legambiente Sicilia esprime grandissima soddisfazione per i contenuti e le conclusioni della verifica tecnica sul MUOS di Niscemi affidata dai Giudici del TAR Palermo all’Università la Sapienza di Roma. In modo lapidario viene sancito che “l’indagine di conformità con finalità di approvazione per gli effetti ambientali…(redatta dagli americani ndr) è priva del rigore e della completezza necessari a garantire la piena validità dei risultati, indispensabile requisito di uno studio che riguarda un sistema complesso nel Sito di Interesse Comunitario Sughereta di Niscemi, in vicinanza del Comune di Niscemi, classificato in zona sismica e ad elevata pericolosità, e di tre aeroporti”; ed ancora “Si rileva inoltre che le varie articolate normative italiane in tema di insediamento di nuovi impianti di comunicazione a radio frequenza non sono state considerate con la dovuta attenzione”.

Legambiente è intervenuta nel procedimento pendente dinnanzi al TAR con gli avvocati Nicola Giudice, Corrado Giuliano, Daniela Ciancimino, Marilena Del Vecchio, Antonella Bonanno, e con la consulenza del chimico Eugenio Cottone e del medico Rino Strano. La prossima scadenza è fissata il 9 luglio, quando verranno discussi altri due distinti ricorsi del Ministero della Difesa contro la Regione Siciliana per chiedere l’annullamento della sospensione dei lavori e della revoca delle autorizzazioni. “A fronte delle conclusioni della verifica disposta dal TAR, appare sempre più grave la posizione assunta dal Ministero della Difesa – dichiara Mimmo Fontana. Presidente Regionale di Legambiente Sicilia – Infatti con riferimento ai rischi per la salute connessi con gli impianti militari di telecomunicazione già esistenti nella base di Niscemi cui si aggiungerebbe il MUOS la verifica tecnica disposta dal TAR Palermo ha accertato che “i livelli del campo elettromagnetico rilevati da ARPA Sicilia con misure puntuali e monitoraggio continuo risultano in numerosi casi superiori ai limiti di legge, in particolare in località Ulmo”.

“Le conclusioni della verifica tecnica del TAR sostituiscono un risultato importantissimo – dichiara Angelo Dimarca, Responsabile Regionale Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – che conferma le ragioni tecniche e scientifiche di quanti si sono opposti e si oppongono alla realizzazione del MUOS per riaffermare la prevalenza di diritti collettivi e costituzionalmente garantiti, dalla protezione della salute dei cittadini alla tutela della riserva naturale della Sughereta di Niscemi. E non ultimo si riafferma il rispetto delle leggi, palesemente disattese da chi nel 2011 ha autorizzato quest’opera in maniera superficiale e senza rispettare norme tecniche e procedure. Abbiamo fatto bene ed avuto ragione a costituirci al TAR nel febbraio 2013 a sostegno del Comune di Niscemi per chiedere l’annullamento delle autorizzazioni rilasciate in precedenza dal Governo Lombardo”. Legambiente Sicilia chiede al nuovo Governo Nazionale ed in particolare al Presidente del Consiglio Letta ed al Ministro dell’Ambiente Orlando di ritirare i due ricorsi presentati contro la Regione Siciliana, con cui è stato chiesto addirittura il risarcimento del danno per ogni giorno di sospensione dei lavori. 

Fonte della Notizia: http://goo.gl/3yCzZ

Come ti rovino la Festa del PD

Come ti rovino la Festa del PD

di Astrid N. Maragò

944152_678037135546526_1306243816_nMollettoni di plastica in libera uscita, orde di passeggini ululanti e adolescenti dallo schiamazzo facile che fanno a spallate tra le bancarelle del mercatino rionale sporco e caotico allestito in San Paolo.
Ecco quello che rimane, tra una birra e l’altra, dell’edizione 2013 della festa del Pd capitolino. Del programma dei dibattiti, neanche l’ombra. Deserti gli stand che vendono libri, e nessuna traccia di quella deliziosa bancarella che riportava alla luce vecchie pagine di quotidiani vintage. Solo panini unti e scarpe orribili. Poi il karaoke alla bocciofila tra le ventate di cattivo odore. E infine un povero, rassegnato, Che Guevara affisso sul muretto di un bar.
Privato da ogni residuo di radicalchicchismo, quel che resta della Festa dell’Unità ha oggi perso ogni attrattiva. Una volta era punto d’incontro nelle calde serate dell’estate romana per le giovani menti democratiche del non pensiero, giornalisti dell’area e politici noti e meno noti che amavano sedersi e confondersi tra gli elettori.
Quest’anno invece l’atmosfera lascia molto a desiderare. Organizzata sotto il segno dell’austerity, anche a causa del trasloco forzato a Parco Schuster, ha assunto le tristi sembianze di una festa di paese. La vecchia location delle Terme di Caracalla era meta di affezionati del genere e vecchie glorie delle sezioni romane Ds. Quella di oggi ospita una festa popolare di quartiere. Squallida, per di più.
E l’Unità? Non pervenuta. Del resto, come cercarla in questo momento proprio all’interno del PD?

Fonte della Notizia:  http://urlin.it/3d679

Lorenzin: “I ticket? Troppe esenzioni Così devono cambiare”

Lorenzin: “I ticket? Troppe esenzioni Così devono cambiare”

 

 Il ministro: oggi metà degli assistiti non li paga e consuma l’80% delle prestazioni. Serve un riequilibrio


Ministro Lorenzin, ecco qui: 96 euro di ticket per cardio ed ecodoppler, altri 40 per la visita specialistica, 36 per le analisi. In tutto per un controllo 172 euro. E per altri accertamenti può andare anche peggio. Non le sembra che qualcosa non vada?  

«Certamente, ma lei quanto guadagna?». 

 

Diciamo che posso permettermeli…  

«Ma se avesse tre figli e mettiamo anche dei nipoti da aiutare con un reddito familiare che non arriva a duemila euro mensili sarebbe diverso. E infatti da tempo stiamo registrando un calo delle prestazioni. Da un lato perché i medici prescrivono in modo più appropriato. E questo è un bene. Dall’altro perché molti italiani rinunciano a fare gli accertamenti proprio per motivi economici. E questo è un male perché significa rinunciare a fare prevenzione ma anche a curare per tempo le malattie». 

 

Sta dicendo che il sistema dei ticket va riformato?  

«Senza dubbio e dobbiamo farlo in modo semplice e lineare, tenendo conto dei carichi familiari. Oggi metà degli assistiti non paga il ticket perché esente ed è quella fetta di popolazione che consuma l’80% delle prestazioni. In alcune aree del Paese gli esenti per reddito Irpef arrivano al 70%. C’è qualcosa che non va perché poi chi paga paga troppo. Allora diciamo: non usiamo i ticket per fare cassa ma riformiamo il sistema spalmandoli in modo più equo sulle prestazioni sanitarie e riduciamo il numero degli esenti in modo da garantire a chi ha veramente necessità sempre e comunque l’accesso alle cure». 

 

Un modo potrebbe essere quello di agganciare le esenzioni al reddito Isee?  

«Potrebbe, ma rivedendo un po’ quell’indicatore di ricchezza delle famiglie perché le esenzioni siano graduate tenendo in maggiore considerazione i carichi familiari oltre che la ricchezza effettiva. Ma sono tutte cose delle quali parleremo nei prossimi giorni con le Regioni e con l’Economia». 

 

Intanto si è capito se i due miliardi di aumento dei ticket previsti per il 2014 saranno rifinanziati?  

«Le do una notizia. Proprio questa mattina il Ministro Saccomanni mi ha telefonato per dirmi che sarà garantita la copertura nel fondo sanitario. In cambio dovremmo metterci intorno al tavolo con le Regioni per chiudere al più presto un nuovo Patto della salute che riprogrammi sia la governance che la spesa sanitaria. Abbiamo fatto una ricognizione e le dico che possiamo risparmiare 10 miliardi da reinvestire nella Sanità. La tecnologia e la ricerca portano nuove cure che salvano le vite ma costano. Tanto. Dobbiamo recuperare eliminando quello che non è essenziale o funziona male». 

 

Dieci miliardi da una nuova spending review sanitaria? Un’altra notizia…  

«Non chiamiamola spending review perché vogliamo agire in senso opposto ai tagli lineari. Possiamo risparmiare e ottimizzare le cure con il piano quinquennale per la deospedalizzazione e le cure domiciliari che stiamo perfezionando. Mettendo in rete ospedali asl e studi dei medici di famiglia, mentre una mano ce la darà l’informatizzazione e il fascicolo sanitario elettronico, che impedirà inutili duplicazioni di prestazioni. Così come le farmacie di servizio possono fare la loro parte garantendo prestazioni base e prenotazioni. Ma si può risparmiare anche creando centrali d’acquisto per i servizi di lavanderia o gestendo meglio lo smaltimento dei rifiuti. Lo sa che alcuni ospedali non pagano al chilo ma a forfait spendendo dieci volte tanto?». 

 

Medici di famiglia che lavorano in rete. Ma gli studi aperti 24h restano una chimera?  

«No, ma c’è un problema di risorse. Dal piano di riprogrammazione della spesa che definiremo nel Patto dovremo trovarle. Anche per valorizzare i medici di famiglia, che non possono essere relegati al ruolo di compila-ricette ma tornare alla medicina d’iniziativa. Quella che ti fa chiamare i pazienti che sai essere nelle fasce più a rischio per prevenire, curare in tempo». 

 

Parliamo di un’altra cosa che fa imbufalire gli assistiti: le liste d’attesa, soprattutto quando per aggirarle basta farsi visitare privatamente…  

«Già oggi l’attività libero professionale dei medici può essere autorizzata solo se diminuiscono i tempi d’attesa. Ma gli assistiti devono sapere che questo dipende dalla governance delle singole aziende e delle Regioni. C’è dove una Tac si fa in una settimana e dove in sei mesi, magari perché la si fa lavorare 6 ore al giorno anziché 20». 

 

Voltiamo pagina. Lei ha appenavietatol’usodellee-cignelle scuole. Prossimi passi?  

«Un decreto per garantire maggiore sicurezza dei dispositivi, in particolare per evitare che dal beccuccio fuoriesca nicotina con rischi di intossicazione. Ma anche regole più rigide sulla pubblicità e sulle informazioni da riportare al pubblico affinché si sappia esattamente cosa c’è dentro le ricariche». 

 

Stamina. Lunedì si parte?  

«Noi siamo pronti ma Vannoni non ha ancora consegnato i protocolli. Ha detto che lo farà il 2 luglio. A quel punto partiremo nel rispetto delle regole applicate in tutto il modo civile sulle sperimentazioni cliniche. La mia speranza è che i risultati alla fine siano positivi. Ma in questo momento abbiamo anche il dovere di non alimentare illusioni».


Fonte della Notizia: http://urlin.it/3d674

ADESSO SONO CAVOLI ACIDI: Datagate, caso Europa-Usa. L’Ue: “Chieste spiegazioni”. Germania: “Guerra fredda”

 Datagate, caso Europa-Usa. L’Ue: “Chieste spiegazioni”. Germania: “Guerra fredda”

Intercettazioni

Il Guardian pubblica le rivelazioni di una nuova "talpa". Poi l'articolo sparisce dall'edizione online. Telegraph: "Non è attendibile". Intanto il governo tedesco parla di “guerra fredda“. Lo Spiegel: "Sotto controllo ogni mese circa mezzo miliardo di comunicazioni internet e telefoniche". Schulz: "Se l'accusa fosse vera sarebbe un fatto grave"

L’Unione Europea chiede spiegazioni agli Stati Uniti e ha fatto partire “indagini e controlli”. Il governo della Germania parla di “guerra fredda“. Lo Spiegel parla di “controlli intensi” da parte delle agenzie di sicurezza statunitensi. Un polverone diplomatico internazionale si sta alzando dopo le dichiarazioni di una presunta nuova talpa del Datagate, lo scandalo delle maxi-violazioni della privacy di cittadini (attraverso accesso ai sistemi informatici e controlli sulle conversazioni telefoniche) deflagrato dopo le rivelazioni di Edward Snowden, ex agente della Nsa, la National Security Agency. Ad aggravare la situazione infatti sono state le parole di Wayne Madsen, talpa “presunta”, si diceva, visto che il Guardian che ha pubblicato una sua intervista salvo poi affrettarsi a cancellare l’articolo dalle sue pagine web, mentre il Telegraph lo ha indicato più o meno come uno che non è nuovo a spararle grosse. 

Madsen: “L’Italia passa dati personali all’Nsa”
Cos’ha detto Madsen? Ha detto che Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Danimarca e Olanda più gli Stati Uniti hanno accesso al Tat-14, il sistema di telecomunicazioni transatlantico via cavo che consente loro di intercettare un’enorme quantità di dati, incluse telefonate, email e la la storia di accesso a internet degli utenti. E soprattutto che hanno accordi segreti con gli Stati Uniti per il passaggio di dati personali alla Nsa. In base agli accordi in vigore – spiega Madsen – ogni Paese è classificato in base al livello di fiducia ed è obbligato a passare dati, incluse conversazioni telefoniche e informazioni internet alla Nsa se richiesto. Gli accordi risalgono a dopo la seconda guerra mondiale e quindi prima dell’era internet. Madsen spiega di essere uscito allo scoperto perché stanco della “mezza verità” offerta dai politici europei che fingendo shock sono rimasti in silenzio sui loro accordi con gli Stati Uniti. L’ex della Nsa è particolarmente critico nei confronti della Germania, che ha accusato la Gran Bretagna di spiare il paese quando anche Berlino ha accordi con gli Stati Uniti. “Non riesco a capire Angela Merkel che chiede assicurazioni a Obama e alla Gran Bretagna, quando ha gli stessi rapporti” di Londra sui dati con gli Stati Uniti, afferma Madsen.

L’intervista, più precisamente, a Madsen era stata pubblicata dal blog PrivacySurgeon.org e poi ripresa dal Guardian. Tuttavia il presunto scoop dura solo qualche ora. Il Guardian ha fatto un passo indietro rimuovendo la pagina, comparsa ieri sera sulla sua pagina web. A segnalarlo, peraltro,  è il Telegraph su un blog sottolineando che ciò sarebbe accaduto in quanto “la fonte della notizia non risulta affidabile”. Il blogger del Telegraph rileva come la fonte citata dal Guardian, Madsen, sia un personaggio dalle singolari convinzioni che in passato sembra aver fatto sue teorie del complotto e in un’occasione addirittura diffuso voci sulla presunta omosessualità del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Lo Spiegel: “Sotto controllo mezzo miliardo di comunicazioni”
Ma oltre alle dichiarazioni di Madsen ci sono i documenti pubblicati in esclusiva dallo Spiegel che raccontano che la Nsa ha tenuto sotto controllo ogni mese circa mezzo miliardo di comunicazioni internet e telefoniche, molto più di quanto finora noto. Secondo quanto scrive il giornale tedesco l’Nsa considera la Germania come un obiettivo sensibile del terrorismo internazionale e per questo sarebbe stata spiata dai servizi Usa come nessun altro Paese nell’Unione Europea, circa dieci volte di più della Francia. A passare sotto la lente d’ingrandimento dell’agenzia per la sicurezza Nsa non solo telefonate e mail, ma anche chat e sms.

Sotto particolare osservazione era stata posta la città di Francoforte, sede della Bce, di Bundesbank e dei più grandi istituti di credito tedeschi. Stando alle statistiche che ha potuto controllare il settimanale di Amburgo, l’Nsa avrebbe mediamente controllato ogni giorno circa 20 milioni di collegamenti telefonici e 10 milioni di dati internet. In giornate particolarmente “calde”, come il 7 gennaio del 2013, solo le intercettazioni telefoniche sarebbero state circa 60 milioni. A Fort Meade, quartier generale della Nsa, venivano conservati i metadati relativi alle comunicazioni telematiche e telefoniche, cioè quando e quali utenze sono entrate in contatto diretto. C’è di più: la Germania è considerata un partner “di terza classe”: ciò significa che il Paese è ritenuto un alleato, ma che l’agenzia si riserva la possibilità di procedere con operazioni di spionaggio. Esclusi dalle attività di spionaggio sarebbero invece stati i partner di seconda classe, tra cui il Canada, l’Australia, la Gran Bretagna e la Nuova Zelanda. “Possiamo intercettare le comunicazioni della maggior parte dei partner stranieri di terza classe. E lo facciamo anche”, si legge in un documento dei servizi in possesso dello Spiegel.

Ad ogni modo le reazioni non si sono fermate anche perché, a prescindere dall’intervista a Madsen, c’è lo Spiegel e i suoi documenti. L’Unione Europea ha avviato “investigazioni e controlli” e ha chiesto immediate spiegazioni agli Stati Uniti: “Abbiamo preso immediatamente contatto con le autorità americane a Washington e Bruxelles, chiedendo loro spiegazioni sulle informazioni di stampa. Le autorità americane hanno detto che verificheranno l’esattezza delle informazioni pubblicate ieri e ci daranno conto”, si legge in un comunicato della Commissione europea. 

Schulz: “Se fosse vero, sarebbe grave per i rapporti Usa-Ue”
Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz chiede “un chiarimento competo”. Schulz si dice “profondamente preoccupato e sorpreso”, anche perché “se le accuse risultassero vere, sarebbe un fatto molto grave che avrebbe un impatto grave sui rapporti tra Stati Uniti e Unione europea”. Ancora più severa l’analisi del ministro tedesco della Giustizia Sabine Leutheusser-Schnarrenberger: “Se le notizie saranno confermate – dichiara – la vicenda ricorda l’atteggiamento che si teneva tra nemici durante la guerra fredda”. “C’è bisogno di trasparenza – conclude John Cooper, legale per i diritti umani – Il problema è che nessuno degli accordi è stato discusso in un’arena democratica. Sono d’accordo con William Hague (ministro degli Esteri britannico, ndr) sul fatto che qualche volta le cose debbano essere fatte in segreto ma non si infrange in segreto la legge”.

Fonte della Notizia: http://goo.gl/WQuG1

 

I risparmi del M5S Friuli Venezia Giulia per il microcredito Guarda Video.

I risparmi del M5S Friuli Venezia Giulia per il microcredito Video link qui https://www.youtube.com/watch?v=Q8S3_FGlQmE

 

"Il Movimento 5 Stelle Friuli Venezia Giulia ha rinunciato ai rimborsi elettorali per quasi 378 mila euro. Al Pd andranno 737.653 euro e al Pdl 551.041 euro. I consiglieri regionali del M5S (Elena Bianchi, Ilaria Dal Zovo, Eleonora Frattolin, Cristian Sergo e Andrea Ussai) trattengono 2.500 euro netti al mese, oltre ai rimborsi puntualmente rendicontati. Nei primi due mesi di attività il risparmio è stato di 49.030,64 euro. Nel corso della legislatura i risparmi saranno oltre 1 milione e 800 mila e saranno destinati al microcredito per le piccole e medie imprese. I soldi confluiranno in uno dei fondi di rotazione già attivati dalla Regione. L'intera somma risparmiata giungerà alle piccole medie imprese senza costi aggiuntivi e in tempi rapidi. I consiglieri M5S hanno depositato il 14 giugno scorso la rinuncia all'assegno vitalizio. Questo comporterà un risparmio ulteriore di circa 150 mila euro all'anno. l MoVimento 5 Stelle Fvg proporrà in Consiglio regionale: - Indennità di 5.000 euro lordi mensili al posto degli attuali 10.291,93; - Rimborso delle spese sostenute e documentate entro un massimo di 2.000 euro mensili; - Trattamento di fine rapporto da lavoro dipendente invece dell'indennità di fine mandato; - Trattamento pensionistico invece del vitalizio." M5S Friuli Venezia Giulia

ORMAI E CHIARO IL GOVERNO NON DURERÀ: CON L'USCITA DEL PRESIDENTE GRASSO: subito la legge elettorale prima delle riforme

ORMAI E CHIARO IL GOVERNO NON DURERÀ: CON L'USCITA DEL PRESIDENTE GRASSO: subito la legge elettorale prima delle riforme

 

"La legge elettorale bisogna farla subito, prima delle riforme", compresa quella della giustizia. A dirlo, in una lunga intervista a Repubblica, il presidente del Senato, Pietro Grasso che lancia un monito ai 'falchi' del Pdl: "Esprimersi dentro una coalizione come una forza di opposizione al governo e' quanto di più deleterio possa realizzarsi. Tutto cio' genera, e mi risulta dai contatti avuti a livello internazionale, insicurezza sulla stabilita' delle nostre istituzioni che, trasmessa agli osservatori stranieri, può generare anche manovre speculative sui mercati esteri".

Peraltro, aggiunge, "non credo che in questo momento un partito possa assumersi la responsabilità di far saltare il tavolo". E comunque, "nel caso in cui venisse meno la fiducia a questo esecutivo, sono certo che Napolitano non escludera' alcuna possibilità per altre possibili coalizioni". Per la riforma del sistema di voto, tornare al Mattarellum e' "una delle ipotesi possibili": di certo "tutti si sono gia' dichiarati d'accordo" sulla necessita' di abolire il Porcellum, e una riforma si può fare "subito, su una strada del tutto separata e indipendente dal pacchetto delle riforme".

Per le modifiche alla Carta, secondo Grasso bisogna "evitare il rischio di un processo costituente che travolga l'intero impianto costituzionale, che e' utile modificare in punti specifici, mantenendo fermi i suoi principi e la sua stabilita'. Come nel caso del giudice soggetto solo alla legge e dell'indipendenza e autonomia della magistratura".

Si tratta di "un patrimonio insostituibile della democrazia" e non di "un odioso privilegio di casta". Quanto all'ipotesi di modificare "la posizione giuridica del capo dello Stato" bisogna anche "rivalutare tutti gli aspetti di garanzia che, una volta caduti, altererebbero l'equilibrio costituzionale".

Fonte Notizia:  http://goo.gl/lt1qS

Alla faccia di chi Rosica: Vedi cosa ha Fatto il Sindaco Federico Pizzarotti.

Una immagine dice tutto, Rosicate in Pace voi del PD e PDL e quant'altri partiti, che lanciate solo Spot.Noi i Fatti li Facciamo Sempre Capito.

NON CI CREDO, MA E SUCCESSO: Gli esodati hanno denunciato la Fornero per mobbing

Non ci credo, ma e successo Gli esodati hanno denunciato la Fornero per mobbing

E' stata ufficialmente notificata al Ministero del Lavoro la richiesta di risarcimento del danno morale relativo alla denuncia per mobbing sociale, che alcuni comitati di esodati hanno presentato lo scorso dicembre nei confronti dell’ex ministro Fornero.

 

Gli esodati hanno denunciato la Fornero per mobbing.La riforma delle pensioni finisce in un’aula di giustizia. E' stata infatti ufficialmente notificata al Ministero del Lavoro, e poi depositata in tribunale, la richiesta di risarcimento del danno morale relativo alla denuncia per mobbing sociale. Ne dà notizia il sito isoladeicassintegrati.com. La storia comunque non è nuova. Sei mesi fa gli esodati (quei lavoratori che hanno interrotto il proprio rapporto di lavoro contando di andare in pensione con le vecchie norme – vigenti al 31 dicembre 2011 – e che invece, a causa della riforma delle pensioni, rischiano di vedere la data di pensionamento slittata) avevano deciso di passare al contrattacco nei confronti della Fornero:


“Da ormai 12 mesi - scrivevano, a dicembre, in un comunicato il Comitato nazionale dei contributori volontari ed il Comitato dei cosiddetti Quindicenni - 130mila autorizzati alla contribuzione volontaria agli enti previdenziali (INPS ed INPDAP) e 65mila cosiddetti Quindicenni (disoccupati con 15-19 anni di contributi previdenziali versati per pensione minima di vecchiaia) vivono un vero e proprio inferno nel quale sono stati confinati dalla riforma delle pensioni. Infatti a seguito della riforma le loro famiglie hanno vissuto (e stanno vivendo) un vero e proprio incubo vedendo irrimediabilmente compromesso il futuro e il loro presente avendo davanti ancora numerosi anni senza alcun reddito e senza la legittima pensione che è stata spostata nel tempo da 1 a 10 anni, o addirittura cancellata come nel caso dei “quindicenni”, anni durante i quali queste famiglie non sapranno di che vivere”.


Oggi dunque la notifica della richiesta di risarcimento (la denuncia è stata firmata da 191 esodati), come spiega Francesco Flore, portavoce dei Contributori Volontari, al blog di cui sopra: “Sono serviti sei mesi per mettere assieme i documenti, tra cui i certificati medici di tanti esodati che hanno sofferto di patologie psicologiche derivanti dall’enorme stress subito”. E prosegue: “La Riforma Fornero delle pensioni, è ormai di pubblico dominio, era finalizzata a fare cassa immediata e che ha finito per stravolgere la vita di centinaia di migliaia di persone. Si tratta di un procedimento giudiziale prima di tutto di natura dichiaratamente etico-morale ed è importante sottolineare che gli attori in giudizio chiedono un simbolico risarcimento danni di 10.000 euro ciascuno, che sarà quasi totalmente devoluto ad una costituenda Associazione senza fini di lucro con il fine di sostenere le famiglie indigenti dei colpiti dalla riforma previdenziale Monti-Fornero”.

Fonte Notizia:  http://goo.gl/AaAwV

 

Governo alla Canna del Gas Attacchi dei falchi PDL

Berlusconi interviene per calmare
le acque, ma da Bondi e Capezzone arrivano nuovi affondi

 

Il PD considera ambigui e insopportabili gli atteggiamenti del Pdl, partito di lotta e di governo. «Una doppia sceneggiatura - attacca Matteo Colaninno, responsabile Economia dei Democratici - di chi sta al governo con vicepremier e ministri di massimo rango e gioca a insinuare dubbi, criticare l’operato del governo e ad arrogarsi, nello stesso tempo, meriti del governo medesimo».  

 

Berlusconi, Alfano e gli altri, continua Colannino, stanno nel governo e ne rispondono insieme agli altri: «La piantino con questa doppia sceneggiatura poiché non consentiremo che questo atteggiamento, poco serio e anche un po’ patetico, continui». E invece continua perché al Cavaliere-Giano bifronte fa comodo che i falchi mordano e le colombe tengano in piedi l’esecutivo Letta, rispetto al quale non ha un’alternativa.  

 

I ministri si sono lamentati con l’ex premier dei continui attacchi di Brunetta, Santanché, Bondi, Capezzone, Verdini, arrivando perfino a minacciare le dimissioni. Se viene considerata inutile la nostra permanenza al governo, hanno detto l’altro giorno a Palazzo Grazioli, togliamo il disturbo. Il Cavaliere ha calmato i ministri, ha promesso loro di intervenire, ha chiamato Brunetta per chiedergli di moderare le sue parole, è andato in tv per dire che Palazzo Chigi può dormire sonni tranquilli. Ma viste le dichiarazioni rilasciate anche ieri da Bondi e Capezzone si ha l’impressione che il grande capo non riesca a controllare il partito, oppure ha fatto una falsa promessa ai suoi ministri. «Un certo trionfalismo nelle dichiarazioni di Letta dopo il vertice europeo - osserva Bondi - non si addice alla gravità della situazione. Le decisioni che sono state prese sono acqua fresca». «Condivido fino alle virgole la riflessione di Sandro Bondi - gli fa eco Capezzone - e temo anch’io che i nodi di fondo rimangano assolutamente irrisolti».  

 

L’epicentro del sisma è nella battaglia in corso dentro il Pdl, con l’obiettivo dei duri di impadronirsi della vecchio brand e fare le pulci ai ministri. Sembra però che Berlusconi non abbia deciso di far fuori Alfano dalla segreteria e dare più spazio alla Santanché, nella convinzione che un partito guidato dal tandem Santanché-Verdini non consentirebbe a Fi di avere quella capacità attrattiva nei confronti dei moderati.  

Quanto allo stesso Alfano, ha spiegato che il ritorno a Fi non è una minaccia per il Governo, che però «deve fare ciò che i cittadini si aspettano che faccia sull’economia». Gli attacchi che arrivano dal Pdl sono «normali fibrillazioni». Alfano rimane alle parole di Berlusconi, «parole chiare» di sostegno all’esecutivo che su Imu e Iva ha ottenuto due risultati concreti. «Ora serve fare altri due passi. Entro il 31 agosto bisogna eliminare l’Imu sulla prima casa e sono certo che l’obiettivo sarà raggiunto e poi evitare che l’aumento dell’Iva sia solo sospeso, ma abbia una sua durata». Il ritorno a Fi serve a ricreare «una grande alleanza dei moderati che possa tornare a vincere alle prossime elezioni». Nel frattempo «la cosa più importante è costruire una grande solidità del Pdl in vista del passaggio a Fi senza frammentazioni, lacerazioni ed emorragie».  

Fonte Notizia:  http://goo.gl/ijJWC

Tumori in Campania, gaffe del ministro. In rivolta il popolo di Facebook



Tumori in Campania, gaffe del ministro. In rivolta il popolo di Facebook

La Lorenzin: qui c’è uno stile di vita sbagliato. L’oncologo del Pascale: ci prende in giro 

 

Ha perso un’occasione per capire meglio la questione, che ormai è emergenza nazionale. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, venerdì è stata in visita a Napoli. Quando gli è stato chiesto che cosa pensa dell’incremento dei tumori nella nostra regione ha risposto in una maniera che ha lasciato tutti senza parole: tumoricampaniafoto“C’è un comitato al ministero per lo studio delle aree con maggiore criticità – ha detto il ministro – ma bisogna non lasciarsi suggestionare e attenersi all’evidenza scientifica che viene da questi studi. Ci sono altre questioni sanitarie in queste zone che dipendono anche dagli stili di vita dei campani”. Con quattro frasi la Lorenzin ha liquidato il grave fenomeno della Terra dei fuochi. Il suo commento ha scatenato un’ondata di proteste sul web, in particolare su Facebook. Pubblichiamo di seguito la lettera che ha scritto al ministro Gabriella Lorenzin, Antonio Marfella, oncologo dell’istituto Pascale di Na

Egregio Signor Ministro della Salute

On. Beatrice Lorenzin,
ho ascoltato le sue dichiarazioni a Napoli in data 28 giugno 2013 e sono costretto a dedurre che anche Lei, a mio parere molto male informata dai suoi “tecnici” non vuole né sapere, né minimamente considerare le conseguenze sulla salute pubblica che in tutta italia, ed in particolare a Napoli nord e Caserta (discariche industriali ufficiali di italia !) ha provocato e provoca la criminale gestione di una consistente parte degli oltre 140 milioni di tonnellate l’anno di rifiuti industriali e tossici prodotti, di cui almeno 35smaltiti scorrettamente e illegalmente, rispetto ai meno di 30 solo urbani (dati Legambiente) .
Lei, come suggeritole evidentemente dai suoi “tecnici negazionisti”, offre spiegazioni anche patogenetiche sull’eccesso delle nostre malattie croniche e tumorali in Campania, ma continuate a non voler vedere, a non voler sapere né considerare patogeneticamente, e neanche discutere , sul disastro ambientale da rifiuti tossici industriali che in Campania da oltre venti anni sono stati tombati e continuano ad essere sversati nelle nostre terre.
Ormai, ben oltre trenta milioni di tonnellate di rifiuti tossici industriali del nord (!) ci avvelenano ogni giorno lentamente , ed oltre questi , ogni giorno, ci uccidono anche le circa 1000 tonnellate al giorno di rifiuti tossici delle industrie campane che lavorano in nero, per esempio le scarpe e le borse.
Come sapete benissimo, ma fate sempre finta di non sapere, questa è “Terra dei Fuochi” di Gomorra, che uccide in Campania, ma che ha sede al nord .
Tutto il mondo ormai lo sa, e ormai ogni nostra famiglia , tra Napoli nord e Caserta sud, paga con un parente col cancro questa tragedia di mancato controllo dello smaltimento dei rifiuti industriali e tossici di tutta Italia e della Campania.
Siamo stanchi di essere ancora presi in giro parlando di stili di vita individuali diversi da quelli degli altri cittadini italiani e dalle inutili discussioni sul corretto smaltimento dei rifiuti urbani con maxi-inceneritori che servono per bruciare quello che sino ad oggi si è interrato e siamo stanchi che, disperatamente ormai, non volete ammettere che l’eccesso, non la media, di tutte le nostre patologie cronico degenerative, sono dovute anche a questa immane tragedia ambientale provocata da quella categoria di rifiuti industriali di cui non parlate mai, mai, mai !
Continuate a prenderci in giro con stili di vita e deprivazione economica , pur di non parlare dello scorretto smaltimento e del mancato controllo di ben 140 milioni di tonnellate l’anno di soli rifiuti industriali e tossici.
Il valore patogenetico del parametro deprivazione economica è sin troppo ovvio e certo, giacché nessuno di noi, avendone le possibilità economiche, continuerebbe a vivere dove tutta l’industria italiana del nord continua a sversare, e di certo compreremmo anche noi casa a Ravello come il veneto onorevole Brunetta: terra campana meravigliosa come erano anche tutte le zone di Campania Felix oggi diventate squallide discariche industriali “fuori norma”.
Ravello e costiera amalfitana, luoghi splendidi e soprattutto protetti da tortuose strade provinciali dove i TIR anche veneti , che vi guardate bene dal controllare, non riuscirebbero di certo a passare inosservati per sversare l’eccesso della produzione industriale in regime di evasione fiscale.
I dati ISPRA 2012 attestano senza pietà che per ogni cittadino campano esiste una produzione industriale di 1.26 tonnellate/anno (!)di cui non vi interessa conoscere né i flussi né i movimenti, né di controllare in quali impianti vengano effettivamente riciclati e/o smaltiti, ma soprattutto vi guardate bene dal farci sapere che, per ogni cittadino veneto e toscano, esiste una produzione industriale di oltre 4 tonnellate l’anno di rifiuti industriali (!) , prodotti e poi riciclati e/o smaltiti senza controlli affidabili e certi (vedi il fallimento del SISTRI! ) ,ma solo con bolle cartacee facilmente aggirabili come ormai sanno bene in tutto il mondo!
Considerata una evasione fiscale media nazionale del 30%, signor Ministro della Salute della Repubblica Italiana, né Lei né soprattutto i “tecnici” che la tengono completamente all’oscuro, volete neanche immaginare che per ogni cittadino veneto e toscano (compreso quindi il veneto Brunetta) esiste ben oltre una tonnellata l’anno di rifiuto industriale e tossico che cercherà in ogni modo di essere “smaltito” “economicamente” in qualche luogo del Sud di Italia, a cominciare dalla Campania !
Ormai noi poveri cittadini massacrati sappiamo tutto, e voi Responsabili dello Stato, continuate a fare finta di non sapere, di non vedere, di non capire, di non trovare il nesso di causalità tra smaltimento di rifiuti tossici ed eccesso di cancro in Campania!

Ormai, con le analisi pagate di tasca nostra, ognuno di noi , che vive nei comuni di Caivano, Acerra, Gricignano, Aversa, Giugliano, ecc. ecc. sa bene di avere nel proprio sangue, per esempio, più policlorobifenili cancerogeni del peggior avvelenato cittadino bresciano, grazie alle centinaia di migliaia di tonnellate di policlorobifenili smaltiti dalla camorra, confessati dai pentiti e riscontrati dalla magistratura intombati nelle nostre terre, ma mentre a Brescia lo stato italiano ha fatto e fa analisi individuali, in Campania lo stesso Stato si nasconde dietro studi mai pubblicati come il Sebiorec, dove oltre tre milioni di persone sono state analizzate alla ricerca di quei veleni lombardi, come se fossero bufale o vacche, a pool di dieci sieri messi insieme, e i suoi “tecnici” si nascondono ancora dietro questo miserevole e patetico studio !
Signor Ministro, io credo nella sua buona fede, è troppo giovane per essere cosi cinica da non volere capire e sapere che danno fa sulla salute degli italiani , e dei campani in particolare, tanti milioni di tonnellate di rifiuti tossici smaltiti illegalmente ogni anno specie al Sud, ma credo sia necessario, a tutela innanzitutto della Sua Coscienza, e come hanno fatto i ministri Cancellieri, Orlando e Balduzzi, che abbia il coraggio, la correttezza e il patriottismo di parlare direttamente con noi massacrati cittadini campani e venire , con i suoi “tecnici” che non vogliono vedere, sentire e studiare i flussi dei rifiuti industriali e tossici e il loro ovvio danno sulla nostra Salute, nelle nostre Chiese, nelle nostre meravigliose Terre ridotte a discariche industriali tossiche “fuori norma” di tutta Italia.
Non le chiediamo certo di chiederci scusa come ha liberamente scelto di fare qualcun altro dei suoi onorevoli colleghi, ma almeno venga a rendersi conto di persona, senza fidarsi di asettici e ciechi numeri predisposti ad arte con strumenti scientifici per nascondere la Verità soprattutto alla Magistratura, e a piangere insieme a noi i nostri malati e i nostri morti che i suoi “tecnici” ignavi ed omertosi si porteranno sulle proprie coscienze anche all’altro mondo!
Che Dio sia in grado di perdonarli! Io non ci riesco!
Antonio Marfella
Tossicologo Oncologo

Fonte Notizia:  http://paralleloquarantuno.it/?p=4665

Lazio, Fiorito contro tutti: “Polverini sapeva e Storace incassò di più”

Lazio, Fiorito contro tutti: “Polverini sapeva e Storace incassò di più”


Franco Fiorito

L'ex capogruppo del Pdl condannato a 3 anni e 4 mesi deposita una denuncia in Procura: "Indagate tutti i consiglieri regionali della vecchia legislatura". Per Batman La Destra ricevette 266

“Io, guardi, non parlo da 4 mesi con nessuno… se vi volete ferma’ voi, io, se volete, vado avanti per sei ore…”, aveva detto un giorno, Franco Fiorito, ex capogruppo Pdl del Lazio, condannato a 3 anni e 4 mesi con l’accusa di peculato per aver sottratto oltre 1 milione di euro dai fondi del gruppo, durante l’interrogatorio con il pm della Procura regionale della Corte dei conti. Il punto è che Batman, nei 4 mesi di carcere, s’è trasformato in “fine matematico” per svelare, agli inquirenti, “l’autentica truffa” dei rimborsi nella Regione Lazio. Dirompente. E disarmante: “Tanto so’ talmente abituato a non essere creduto, oramai…”.

Certo, difficile credere alla sua versione, per esempio, sulla vacanza nel resort in Sardegna, per due persone, costata 30mila euro, e pagata con i rimborsi del partito. Un vero errore – dice Batman – che non riesce a perdonarsi: “ Vado in vacanza dopo la campagna elettorale … scelgo un albergo di lusso… parto da solo, non volevo sentire nessuno, né avevo buoni rapporti con la mia ex fidanzata. Per una serie di casualità, mi ritelefona, cerca di raggiungermi e poi me la trovo che proprio è partita, e arriva in Sardegna”.

Di spiegazioni al limite dell’inverosimile, nei tanti verbali di Fiorito, se ne contano parecchie, come quella sul famoso Suv Bmw, acquistato con i soldi pubblici: “Se avessi evitato sarebbe stato opportuno … non è che avessi bisogno di andare in giro a fare lo scemo con il Suv degli altri”. Poi aggiunge che anche il parco auto dell’opposizione, però, non s’ispirava esattamente a criteri di sobrietà: “Il Pd c’ha un’ Audi, l’Udc ha noleggiato una Delta, insomma, voglio dire, non so tutti con quali strumenti perché non mi sono mai impicciato”. Ecco: è da febbraio che Fiorito – attende la sentenza in appello a inizio luglio – punta a colpire i presunti filistei visto che lui, il Sansone della Regione Lazio, la sua punizione l’ha già ricevuta. Assistito dal suo avvocato, Carlo Taormina, presenta alla procura di Roma un esposto e chiede che “si proceda, con la stessa determinazione manifestata nei suoi confronti”, anche nei riguardi di “tutti i consiglieri regionali della vecchia legislatura”.

L’obiettivo: “perseguire chi abbia consumato comportamenti penalmente illeciti”. E per denunciare il sistema, Batman si trasforma così in abile matematico, proprio lui che i suoi calcoli, per acquistare consenso, li faceva pressappoco così: “Io non c’ho cene (…) perché non l’ho mai utilizzato come strumento elettorale, è una perdita di soldi e tempo pagare 20/30/40 euro, a uno, per stare seduto, che poi magari viene solo per mangia’”. E quindi – tra una moltiplicazione e una divisione – punta il dito sul leader de La Destra, Francesco Storace e il presidente della Regione, Renata Polverini, lasciando ombre sulla vecchia opposizione. La parola chiave, come vedremo, è “surplus”. “Non per essere un matematico senza fine…” dice, prima di sciorinare una tesi molto simile a quel famoso motto di Totò: è la somma che fa il totale. E in soldoni denuncia: fate i conti, partito per partito, e vedrete che la somma non torna mai, per nessuno.

I due tipi di contributi
“Esistono due tipi di contributi”. Il primo: “136mila per ciascun consigliere (100mila per attività politiche, 36mila per collaborazioni esterne)” per i quali sono necessarie “le pezze d’appoggio”. Il secondo riguarda “tutte le erogazioni eccedenti i 136mila euro, su cui regna ogni oscurità…”. È questo il “surplus” che Fiorito s’affanna a spiegare, calcolatrice alla mano e delibere sul tavolo, tra lo scetticismo degli inquirenti, che gli contestano: “Non ha alcun riferimento normativo”. E lui ribatte: era un “accordo tacito che premia i capigruppo”. E non solo loro.

L’accordo politico“L’erogazione del surplus … ha un’origine ‘altamente politica’, da rinvenirsi in un’intesa, attuata all’inizio della legislatura, tra la Polverini e Storace”. Il meccanismo è semplice, racconta Fiorito che, da capogruppo Pdl, nel 2011, guidava una truppa di 17 consiglieri. In realtà, seguirlo, è un’impresa improba. Ma tant’è: “Sommiamo 100mila euro per 17 componenti: arriviamo a 1,7 milioni l’anno”. Poi aggiunge i 36mila euro – cadauno – per le collaborazioni esterne: “612mila euro all’anno”. Risultato: il gruppo dovrebbe incassare 2.324mila euro. Il pagamento avviene in “quattro rate” e ogni trimestre, nelle casse del Pdl, arrivano circa 581mila euro. A fine anno, però, la sua squadra incassa ben 2.850 milioni: circa 500mila euro in più. Questo “surplus” arriva perché esistono delle “quote” destinate ad alcune cariche. Fiorito dice di intascare 100mila euro come componente della Commissione bilancio, 200mila come presidente della stessa Commissione, altri 200mila euro come capogruppo del Pdl. “A fine anno, quando l’ultima rata viene pagata in due momenti, arriva il conguaglio, che supera la somma prestabilita”.

Storace ha preso 266mila euro in piùLo stesso sistema, scrive Fiorito nell’esposto, vale per La Destra di Storace. Il gruppo è costituito da due soli consiglieri e l’operazione – sostiene – è identica: 136mila euro, per due, fa 272mila euro. Ma nel 2011 La Destra ne incassa 538mila: “266mila euro in più”. Per quale motivo? “Per la carica di presidente del Gruppo”. E il presidente è proprio Storace. E aggiunge: “I documenti che voi avete tratto dai funzionari, sono falsi, nel senso che vi danno soltanto una parziale copertura delle cifre effettivamente versate”.

La Polverini è l’organizzatrice ab originePoi passa in rassegna il gruppo della Polverini: “Ha ricevuto 335mila euro in più, nonostante la presidente Polverini – organizzatrice dell’operazione ab origine insieme a Storace – vada affermando di nulla aver mai saputo e percepito”. Le accuse di Fiorito – emerse a sprazzi in questi mesi – sono sempre state respinte sia da Storace, sia da Polverini, che hanno annunciato di volerlo denunciare. Ma è lo scenario politico, delineato nei verbali e nell’esposto, a risultare devastante per tutti. Opposizione inclusa. Perché sotto il profilo politico, la lievitazione dei rimborsi in Regione – da 1 a oltre 17 milioni di euro – con quote doppie e triple distribuite per i leader di ogni partito, sembra il frutto di una trattativa che nessuno ha mai contrastato. Sforbiciando qua e là, un po’ dalle spese telefoniche, un po’ dal giardinaggio, sbucavano i soldi per i consiglieri. “L’intesa fu portata alla valutazione dell’Ufficio di presidenza in cui sedevano, oltre al presidente del Consiglio Mario Abbruzzese (Pdl), Raffaele d’Ambrosio (Udc), Bruno Astorre (Pd), Gianfranco Gatti (Lista Polverini), Isabella Rauti (Pdl) e Claudio Bucci (Idv)”. In quella sede “si deliberavano l’entità dei contributi da spartire, su input del presidente Polverini”. Il giudice chiede: “Sono i cinque sei capi che fanno questa decisione o se la trovano”? “La ordina il presidente del consiglio – risponde – in genere con i gruppi più grandi. Però ne sono a conoscenza tutti i consiglieri che vengono a chiedere: “Quanto prendiamo quest’anno?”.

La trattativa della Polverini e il foglietto di Storace
Riferendosi alla Polverini Batman dice: “La verità l’ho detta, non ho mai trattato personalmente questo tipo di attività, ci fu una trattativa che fece Storace e tornò con il foglietto con scritte le quote… è indubbio che lei non potesse non sapere, anche perché riceveva le stesse somme all’interno del proprio gruppo…”.

La trattativa con l’opposizione
Ed ecco come si blinda l’accordo. “Per confermare che c’era ‘sto accordo, l’opposizione – e anche qualche membro di maggioranza che non si fidava di Abbruzzese – pretendeva che noi votassimo il bilancio del Consiglio, prima di portare in aula quello generale. Cioè: che cosa significa? Significa che noi, una volta che abbiamo stabilito le quote per i singoli consiglieri, e che verifichiamo che sono contenute all’interno del bilancio del consiglio, sappiamo che, se quei soldi vengono effettivamente versati, poi noi li avremo”.

Tre minutiLa manovra veniva votata in tre minuti da tutti: opposizione compresa. “Lei troverà discussioni sul bilancio del Consiglio pari a zero. Illustrazione del segretario generale, Nazareno Cecinelli, di tre minuti. Votazione all’unanimità: perché? Perché quando si arrivava, già si sapeva che, se c’erano quelle quote, poi, era responsabilità del presidente”. La versione di Fiorito è stata smentita da Cecinelli e da Maurizio Stracuzzi, responsabile del trattamento economico, che ha negato anche la prassi della tripla indennità. 

La macchina fabbrica soldi
Chiede il pm: “Le delibere di aumento che trafila avevano?”. Risponde Fiorito: “Guardi, su quello … eravamo tenuti completamente all’oscuro… perché il presidente (Abbruzzese, ndr) diceva: ‘Io i soldi ce l’ho, ci penso io’. Noi non abbiamo mai saputo bene come facesse. A noi arrivavano i soldi”. In un altro passaggio si legge: “All’inizio vengono stanziati solo 4 milioni di euro… e sembra, dal bilancio, che siano il totale da spendere per tutto l’anno. Il segretario generale e il presidente del Consiglio, a noi, ci dicono: ‘No, noi abbiamo appostato 17 milioni e mezzo in altre spese’… Di questi 17/18 milioni, 7 milioni andavano 100mila per consigliere, altri 3 milioni destinati alle quote doppie, tutto il resto veniva gestito direttamente dalla presidenza, che quindi aveva una media di 7/8 milioni di spese, che non venivano tracciate … ma pagate in diversa modalità … non c’era pubblicità, non c’era niente…”.

Le quotazioniFiorito spiega il meccanismo delle quote: “Il membro della commissione prendeva una quota in più – se era 100mila, ne prendeva altri 100mila – il presidente della Commissione prendeva una quota doppia”. Stesso criterio, afferma Fiorito, era applicato al capogruppo dei partiti più grandi, ai componenti del Corecoco (Comitato regionale di controllo contabile) presieduto da Umberto Ponzo del Pd. “All’Ufficio di presidenza – continua – andava credo 200mila a ogni segretario, 400 ai vice presidenti e circa 1 milione al presidente”.

“Il suggerimento di Storace”“Ho copiato lui”. Fiorito racconta d’essersi ispirato a Storace. “Su suggerimento di Storace in alcuni casi – tra cui quello del sottoscritto, dei presidenti Idv, Sel e Udc – l’Ufficio di presidenza mandava il denaro al Gruppo, con l’intesa che quel surplus dovesse essere incamerato dal presidente (…)”. Poi aggiunge: “Io ho chiesto di versarmeli in questa modalità – gli altri presentavano le fatture… – però ciò il presidente del Consiglio, che è il mio nemico politico sul territorio… io non volevo far sapere al mio nemico … a chi li davo, o a chi non li davo …”.

mila euro in più, mentre la presidente era "l'organizzatrice ab origine". Accuse sempre respinte

Fonte Notizia:  http://goo.gl/lDl4d

 

Il Tesoro smentisce l'ipotesi del prelievo forzoso dai conti: "Priva di fondamento"

Il Tesoro smentisce l'ipotesi del prelievo
forzoso dai conti: "Priva di fondamento"

Tesoro, smentita ipotesi prelievo forzoso: “Priva di fondamento”

Il ministro del Tesoro Fabrizio Saccomanni smentisce l'ipotesi di prelievo forzoso dai conti correnti degli italiani, circolata su alcuni siti internet e rilanciata da Maurizio Belpietro su Libero

Il Tesoro smentisce qualsiasi ipotesi di prelievo forzoso dai conti correnti bancari. Fonti del ministero dell’Economia fanno sapere che sono ”destituite di ogni fondamento le ipotesi riportate su alcune testate giornalistiche relative a prelievi su conti correnti e depositi bancari”.

Non è la prima volta che il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, insediato da meno di 2 mesi è costretto a smentire. Quella di un possibile prelievo dai conti correnti degli italiani è un’ipotesi comparsa qualche settimana fa sui siti internet, rilanciata da Maurizio Belpietro sulle colonne di Libero. Il giornale titola: “Occhio ai conti correnti” e mette in allarme i lettori: “Rapina in vista”.

Nell’articolo il direttore della testata scrive: “Quando il Paese sarà cotto al puntino da essere servito in tavola, ecco arrivare la madre di tutte le soluzioni, ovvero l’arma letale per il ceto medio, vale a dire il prelievo forzoso sui conti correnti”.

Fonte Notizia:  http://urlin.it/3d654

Guarda Video:Petrolio, M5S: “Disegno di legge per rivedere il sistema delle royalties

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Abolire le royalties, il contributo economico che le compagnie petrolifere versano nelle casse dello Stato e delle Regioni, per sfruttare i giacimenti petroliferi, e fermare così gli effetti che l’attività estrattiva provoca su aria, sottosuolo e nei confronti del ciclo dell’acqua. Questo l’obiettivo del disegno di legge sul quale il Movimento 5 Stelle sta lavorando con il contributo di esperti del settore e movimenti di cittadini. Lo hanno reso noto due parlamentari del M5S nel corso di un convegno nella Sala Tatarella della Camera dei deputati. La norma sarebbe da supporto “al diritto che i territori locali hanno a non accontentarsi del piatto di lenticchie che le società petrolifere – sottolinea il senatore M5S Vito Petrocelli – con lo strumento royalties, danno loro, in cambio di una devastazione che non ha prezzo”. E’ soprattutto il sud Italia, e in particolar modo la Basilicata (regione simbolo dell’oro nero) e la Sicilia, a subire “la speculazione delle compagnie petrolifere” ricorda l’on. M5S Mirella Liuzzi  di Gabriele Paglino


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Vile Atto Gomme bucate all’auto dell’esponente M5S: fu lui a sollevare il caso Idem

Vile Atto Gomme bucate all’auto dell’esponente M5S: fu lui a sollevare il caso Idem

Gomme bucate all’auto dell’esponente M5S: fu lui a sollevare il caso Idem

Il consigliere del Movimento 5 Stelle a Ravenna ha ricevuto il secondo atto intimidatorio nel giro di pochi mesi. "Potrebbe essere legato alla mia attività politica", ha dichiarato. Pochi giorni fa era stato in prima linea nella battaglia che ha portato alle dimissioni del ministro alle Pari opportunità

Un dispetto, una gesto di ripicca o forse qualcosa di più. Dopo le minacce e gli insulti trovati sul parabrezza qualche mese fa, un altro brutto risveglio ieri mattina per il consigliere del Movimento 5 stelle di Ravenna, Pietro Vandini. All’uscita da casa ha trovato la sua auto a terra. Lo ha raccontato lui stesso sulla sua pagina Facebook: “Appena arrivato alla mia macchina ho notato che aveva due gomme sgonfie, quella anteriore sinistra e quella posteriore destra”. Pochi dubbi sulle cause: “Dato che la settimana scorsa le avevo cambiate, speravo fosse successo qualche inghippo e si fossero sgonfiate naturalmente, invece non è così: il gommista mi ha confermato che sono state forate entrambe su un lato usando qualcosa a punta”.

Il gesto potrebbe essere ricondotto al lavoro che Vandini porta avanti in Comune. Solo qualche giorno fa, il consigliere è stato in prima linea nella vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro della Pari opportunità Josefa Idem, ex assessore a Ravenna. Intanto, lui, che più che preoccupato si definisce “arrabbiato per la scocciatura”, nelle prossime ore farà denuncia. Non è la prima volta che il consigliere è vittima di un atto intimidatorio. Ora resta da capire se esista un collegamento tra gli episodi, se siano opera dello stesso autore, e se si tratti di una vendetta legata alla vita personale oppure all’attività politica di Vandini. “Nella mia vita privata non ho particolari situazioni di contrasto, per cui penso potrebbe essere associato a quello che sono e a quello che faccio. Ma non saprei dire se è solo antipatia o contrapposizione politica. Comunque, vista la stupidità del gesto faccio fatica anche a dargli una precisa connotazione politica”. Di una cosa, però, il consigliere è certo, senza bisogno di aspettare le indagini: “Dopo le minacce di qualche mese fa, è un altro codardo che non è in grado di usare il dono della parola per venirmi a dire quello che non gli va giù”.

L’episodio delle gomme bucate ricorda quello accaduto, sempre a Vandini, a inizio marzo, pochi giorni dopo il trionfo elettorale del Movimento 5 stelle in Parlamento. In quel caso il messaggio era stato più esplicito. Al ritorno da una riunione settimanale, Vandini aveva trovato, appoggiati alla sua auto, alcuni biglietti intimidatori con minacce, insulti e una svastica disegnata al contrario. Frasi pesanti, e inequivocabili, scritte a pennarello rosso su fogli bianchi : “M5S merda”, “siete servi di Grillo”, e persino “Vandini infame per te ci son le lame”. Allora si era pensato a una possibile provocazione, forse collegata alle polemiche scatenate intorno al discorso fatto da Beppe Grillo agli esponenti dell’associazione di estrema destra Casapound, e dalle parole della deputata ed ex capogruppo, Roberta Lombardi, che aveva parlato di un “primo fascismo buono.

Fonte Notizia:  http://urlin.it/3d653

 

Province abolite, la grande truffa

                     Province abolite, la grande truffa

Continua la farsa sulla finta abolizione dei 107 enti inutili. Costano 12 miliardi, hanno 53 mila dipendenti, ma è tutto ancora nelle mani della Consulta e dell’improbabile commissione dei Saggi. I partiti difendono un apparato che alimenta stipendi e clientele

Province abolite, la grande truffa

sabato 29 giugno 2013

Miss Universo Italia, a Palermo 30 finaliste in gara per lo scettro

Miss Universo Italia, a Palermo 30 finaliste in gara per lo scettro

 Promettono di darsi battaglia sfoggiando ampi sorrisi e portamento da principesse. Obiettivo? Superare la finale provinciale di “Miss Universe Palermo 2013”. Domenica 30 giugno la moda e la bellezza faranno tappa al centro commerciale Conca D’Oro di via Lanza di Scalea, a Palermo. Dalle ore 18 alle 21 spazio a musica, sfilate e momenti di puro intrattenimento. A condurre lo show la verve pungente del giornalista televisivo Alessandro Amato, accompagnato dalla dolcezza di Caterina Di Noto. Organizzazione: Hostessmodelle e Alegria. La piazza centrale del centro commerciale, allestita per l’occasione, si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico. Sotto le luci dei riflettori e dei flash dei fotografi sfileranno trenta ragazze scelte durante le quattro tappe precedenti di selezione. Le ragazze verranno giudicate da una giuria di esperti di moda e giornalisti. Solo sei, però, andranno di diritto alle selezioni regionali che si svolgeranno i primi di luglio ad Agrigento. Il 20 luglio, invece, appuntamento a Roma per le nazionali e, infine, tappa a Mosca per la finale mondiale. Nella foto di Fabrizio Dia, che è anche agente provinciale di Miss Universo: Anna Comparetto, Anastasia La Franca, Martina Faldetta e Kiara Ferretta finaliste delle quattro tappe precedenti di selezione.

Fonte Notizia:  http://goo.gl/yfqja

VERGOGNA INCREDIBILE: Pompei, l'ultimatum dell'Unesco: «Misure del governo entro il 31 dicembre 2013»



VERGOGNA INCREDIBILE: Pompei, l'ultimatum dell'Unesco: «Misure del governo entro il 31 dicembre 2013»


























Puglisi: «Il governo italiano ha tempo fino al 31 dicembre
per adottare misure idonee per gli scavi archeologici»

POMPEI - «Il governo italiano ha tempo fino al 31 dicembre 2013 per adottare misure idonee per Pompei e l'Unesco ha tempo fino al 1 febbraio 2014 per valutare ciò che farà il governo italiano e rinviare al prossimo Comitato Mondiale 2014 ogni decisione». Lo dice il Presidente della Commissione Nazionale Italiana Unesco, Giovanni Puglisi.

«Come al solito - prosegue Puglisi - la fretta fa i gattini ciechi. Quindi l'iter è ben delineato». «Una commissione Unesco ha presentato una relazione fatta in loco a Pompei nel gennaio scorso e che non è stata oggetto di discussione in Cambogia - ha tenuto a precisare Puglisi -. In questa relazione del gennaio 2013 - sottolinea - si mettono in evidenza, in maniera molto documentata, le carenze strutturali (infiltrazioni d'acqua, mancanza di canaline di drenaggio) e i danni apportati dalla luce (ad esempio alcuni mosaici andavano preservati dalla luce)».

«Sono inoltre segnalate - sottolinea Puglisi - costruzioni improprie non previste dal precedente piano e la mancanza di personale. Inoltre entro il 1 febbraio del 2014, secondo tale relazione, bisogna delineare una nuova zona di rispetto poichè sono state rilevate intorno ai siti di Pompei e Ercolano delle costruzioni ulteriori, costruite spesso dagli stessi operatori dei siti, in modo che si riparino i siti stessi dagli abusivismi e da cose improprie».

«Tuttavia - precisa - non si tratta di una relazione che mette Pompei tra i siti in pericolo, tra l'altro è stata fatta in piena collaborazione con il governo italiano e con il Ministero dei Beni Culturali, che pertanto sono perfettamente a conoscenza di questo atto». 

Fonte Notizia: http://goo.gl/ipF4z

Renzi:Parte Subito All'attacco Stavolta non mi Fregate "Chi vince le primarie sia il candidato premier"

Renzi:Parte Subito All'attacco Stavolta non mi Fregate "Chi vince le primarie sia il candidato premier"

Matteo Renzi

Sulla possibilità di assumere la guida del PD, Renzi dice che "chi vince nelle primarie condotte in modo aperto e democratico è candidato alla guida del governo. Non vorrei diventare presidente del PD per cambiare il partito, ma per cambiare l'Italia" 

Dopo la crisi, l'Italia giocherà in Europa un ruolo più grande della Francia, andando a braccetto con la Germania. E' la convinzione di Matteo Renzi che in un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung spiega che "quando i problemi saranno superati, l'Italia avrà un ruolo maggiore della Francia, dove la crisi diventerà ancora più acuta. Attualmente la Germania è per noi un modello, presto andremo avanti mano nella mano".

Su Letta, Renzi ribadisce che si tratta di "un amico, solido, competente e grande ammiratore dell'Europa, ma poiché sta in una Grosse Koalition, tutto quello che fa è
pragmatico, non rivoluzionario. Nella nostra situazione i piccoli passi non servono. In fatto di burocrazia è tutto il sistema che va cambiato".

In tema di giustizia il sindaco di Firenze spiega che "parliamo solo dei processi di Berlusconi, mentre abbiamo bisogno di un'efficiente e rapida conduzione dei
processi civili".

Sulla possibilità di assumere la guida del PD, Renzi sottolinea che "chi vince nelle primarie condotte in modo aperto e democratico è candidato alla guida del governo.
Non vorrei diventare presidente del PD per cambiare il partito, ma per cambiare l'Italia".

Fonte Notizia: http://goo.gl/ESsS8