venerdì 31 maggio 2013

I partiti si tagliano il finanziamento: è la "legge-truffa" Adesso vi spiego come Funziona.

I partiti si tagliano il finanziamento: è la "legge-truffa"

I partiti si tagliano il finanziamento: è la "legge-truffa"




Il governo Letta taglia il finanziamento pubblico ai partiti ma introduce, con il due per mille, il meccanismo del silenzio assenso in stile otto per mille alla Chiesa Cattolica. Grillo tuona: “È una legge truffa”

I partiti si tagliano il finanziamento: è la "legge-truffa"

Sarà stato il peso dei recenti scandali (in ordine sparso: i diamanti della Lega Nord; il caso Lusi che ha travolto la Margherita; i buchi della Regione Lazio, con tanto di Batman-Fiorito; le troppe zone grigie della Lombardia). Sarà stata l’insopportabile discrasia tra la crisi economica reale, quella dei suicidi, della cinghia sempre più stretta che soffoca l’anima e le famiglie, e la sfacciataggine della politica. Sarà stato un piccolo slancio di dignità istituzionale da parte della classe dirigente. E sarà stato la capacità di Beppe Grillo – che su questo fronte ha indubbiamente dei meriti – di raccogliere quel sentimento rancoroso quanto diffuso che affetta e riverbera nel Paese, quel ‘basta’ popolare. Sarà, come diceva Fiorella Mannoia, che tocca cambiare per non morire. Sta di fatto che il governo Letta, con l’approvazione del disegno di legge per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ha provato a dare un segnale di discontinuità. Ma è così? Insomma, la faccenda è spinosa.
COME FUNZIONA – La discontinuità sta nel meccanismo. L’ha spiegato, annunciandolo in 140 caratteri, lo stesso premier: “Cdm ha appena approvato il ddl di abrogazione del finanziamento pubblico partiti e passaggio a incentivazione fiscale contributi cittadini”. Tecnicamente funziona così: si potrà finanziare la politica attraverso delle erogazioni volontarie con detrazioni del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila; ci saranno poi delle destinazione volontarie del 2 per mille; ed infine la concessione gratuita degli spazi (anche tv) e servizi.

GOVERNO: LO STOP AL FINANZIAMENTO DEI PARTITI

TEMPI – E i tempi? Qui sorge il primo problemino. Un nodo non da poco visto che il taglio non sarà netto e immediato ma graduale, spalmato nel giro di tre anni. Verrà ridotto al 60% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 40% al terzo anno, per poi essere abolito del tutto.

8 PER MILLE – La questione inoltre rischia di fare un doppio salto di qualità: il ddl potrebbe rivelarsi una miniera d’oro per i partiti. Al di là dei tecnicismi, infatti, il sistema studiato dall’esecutivo è molto simile a quello che disciplina l’otto per mille alla Chiesa Cattolica. E il risultato finale potrebbe essere di quelli con il botto. Conti alla mano, il bacino delle risorse potrebbe perfino raddoppiare nel giro di una legislatura, di un quinquennio: dagli attuali 160 milioni di euro a 320.

ARTICOLO 4 - L’articolo 4 del testo è più che esplicito: “A decorrere dall'anno finanziario 2014 ciascun contribuente può destinare il due per mille della propria imposta sul reddito (IRE) a favore di un partito o movimento politico iscritto nella seconda sezione dell’elenco di cui all’articolo 9. In caso di scelta non espressa, la quota di risorse disponibili, nei limiti di cui al comma 4, è destinata ai partiti ovvero all’erario in proporzione alle scelte espresse”. Il ‘trucco’ qui sta nella non scelta. Un po’ come per quel che riguarda le casse vaticane. Così come l’otto per mille dei contribuenti che arriva spedito alla Chiesa Cattolica a meno di scelta diversa e espressa, così per il due per mille studiato per i partiti. Per chi non sceglie, sceglie la politica. Per sé.

LETTA – Trucco o non trucco, il premier Letta si è presentato alla stampa soddisfatto: “Abbiamo mantenuto la promessa”, ha sottolineato durante la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.  Da qui, l’appello al Parlamento: “Confido che l’approvi rapidamente”, in c’è di mezzo la “credibilità” della politica. E non sono mancati i ringraziamenti: “La coesione politica della maggioranza è stata importante su questo tema. Voglio ringraziare i partiti perché è un passo che i cittadini aspettavano”.

GRILLO – Tutti felici, meno Grillo. Il Beppe nazionale, in crisi nera tra chi oggi gli porta il conto, dopo aver dilapidato il suo consenso elettorale, assetato di rivincite, non ha perso l’occasione per attaccare. Per questo è risalito sul suo vecchio Cavallo di Troia, gli sprechi, le ruberie dei partiti, e ha mazzolato. il governo ha pensato bene di inserire la clausola di tacito consenso sul due per mille? Grillo e i grillini, che rischiano di morire di tatticismo, hanno ricominciato a tuonare. “È un vittoria morale per il Movimento 5 Stelle – commentano i grillini – che ha imposto l’agenda politica al governo, ma è una “legge-truffa”, una presa in giro per i cittadini che continueranno a pagare per far campare i partiti”.

E ancora: “Di fatto a riempire le casse delle forze politiche saranno sempre gli italiani tramite risorse che saranno sottratte al bilancio dello Stato. Non solo il finanziamento ai partiti non avrà efficacia hic et nunc, come invece previsto dalla proposta di legge a 5 Stelle, dato che si spalma su tre anni, ma con la misura sull'"inoptato" i partiti imporranno una sorta di prelievo forzoso ai contribuenti. Proprio come accade con l’otto per mille alla Chiesa. Che equivale a dire: “o me li dai o li prendo da me”. In questo modo le forze della maggioranza tentano di salvare le penne. Sanno bene, infatti, che se i cittadini potessero decidere in piena libertà, lascerebbero questi partiti a bocca asciutta”. Per questo i grillini concludono annunciando , “proteste clamorose”.

#LEGGETRUFFA – La prima, tra le proteste, è stata lanciata via Twitter. Pochi minuti dopo l’approvazione del disegno di legge il M5S ha lanciato l’hashtag #leggetruffa. E la base, nel più classico delle rivolte web, si è subito mobilizzata: “Si farà a meno di due F35 per evitare la CIG ai dipendenti PD” commenta qualcuno.”I partiti mangeranno alle nostre spalle sempre e comunque” afferma sconsolato Franceco M. Anche Lucia annota: “ma siamo tutti contenti così, perché il 2 per mille non sono mica soldi pubblici, no?”. “Per sentire i media parlare di legge truffa la chiameremo ottuagenaria miracolata dalla rete..” ironizza mentre da un indirizzo Pirate Party Italia si scherza: “la legge truffa ricalca l'8xmille alla chiesa cattolica. Dal Vangelo secondo Pir-letta”. Marco V. posta invece un fotogramma de ‘I soliti ignoti’ a corredo della notizia. E non mancano proteste contro i media: uno, tra i tanti, scrive: “Adesso vediamo se i giornali e i telegiornali parleranno di questa LeggeTruffa o continueranno con la loro disinformazione”.



Stranezze nella pagina TWITTER di ENRICO LETTA GUARDATE.

Stranezze avevo pubblicato questo guardate, e magicamente puf, state pensando quello che penso io

I FURBACCHIONI SUL FINANZIAMENTO AI PARTITI GUARDA.

I FURBACCHIONI SUL FINANZIAMENTO AI PARTITI GUARDA.


L'abolizione che non c'è #leggetruffa

 

Fonte 
http://goo.gl/mznlC

NOTIZIA CHE IL M5S ANDRÀ IN TV VIENE SMENTITA DA : GUarda da CHI.

NOTIZIA CHE IL M5S ANDRÀ IN TV VIENE SMENTITA DA  


Casaleggio convoca i parlamentari Cinque Stelle a "scuola di televisione"

Casaleggio convoca i parlamentari Cinque Stelle a "scuola di televisione"





L'esilio dal piccolo schermo è finito. I deputati del Movimento Cinque Stelle andranno in tv.
Pronti a battibeccare con gli "avversari" politici di Pd e Pdl. Ma prima, per arrivare preparati, andranno a scuola da Casaleggio. Senatori e deputati, a piccoli gruppi, da Roma si sposteranno a Milano dove negli studi della Casaleggio Associati seguiranno una specie di addestramento in vista delle loro apparizioni nelle arene di Ballarò, Porta a Porta, Servizio Pubblico, Piazza Pulita e chissà quali altri talk show.
 Casaleggio convoca i parlamentari Cinque Stelle a "scuola di televisione"
Quelli elencati saranno i primi ad avere l'onore di varcare le porte del regno del guru, per poi sottoporsi a un fuoco incrociato di domande simulate che potrebbero sentirsi rivolgere nei salotti televisivi. "Bisogna iniziare ad andare in televisione, a spiegare quello che facciamo, parlando con i giornalisti che ci fermano per strada”, ha fatto sapere Beppe Grillo. "Sono stati scelti quelli più fidati, quelli che bucano di più il video e che saranno mandati in televisione”, spiega un deputato. Lo staff in Parlamento assicura che, prima o dopo, tutti gli eletti andranno a Milano con cadenza settimanale per il faccia a faccia con Grillo e Casaleggio durante il corso di formazione televisiva.

Fonte http://goo.gl/1Dof6

La furbata Guarda Video Finanziamento ai partiti: il governo pronto a varare il ddl

La furbata Guarda Video Finanziamento ai partiti: il governo pronto a varare il ddl Link del Video http://goo.gl/mPX47

 Il Consiglio dei ministri discute il disegno di legge: prima una fase transitoria di tre anni, poi dal 2017 un nuove regime basato sul 2 per mille e le contribuzioni volontarie. Malumori nel Pd e nel Pdl, che annunciano tagli al personale.

 

 Approda in Consiglio dei ministri la legge che abroga il finanziamento dei partiti, ma il tutto avviene in un clima di tensione tra il premier Enrico Letta e i partiti che lo sostengono, Pdl e Pd in testa, i cui bilanci scricchiolano per le nuove norme, tanto che si parla di Cassa integrazione per i dipendenti.
Ciò su cui invece tutti sono d'accordo è il legame tra l'accesso dei partiti ai futuri benefici fiscali e non, all'avere uno statuto che garantisca la democrazia interna. Cosa che comunque cozza con il rifiuto di Grillo di avere uno statuto e di accettare minoranze interne.

Una fase transitoria, dal 2017 il nuovo regime - Il testo del governo prevede che il finanziamento del 2013 arrivi regolarmente a luglio. I partiti avevano infatti ottenuto mutui dalle banche sulla base della attuale legge (che comunque nel 2012 aveva dimezzato i fondi).
L'eliminazione dall'oggi al domani aprirebbe contenziosi tali da far dichiarare illegittima la nuova legge. Quindi dal 2014 parte un periodo di transizione di 3 anni, in ognuno dei quali si dimezzano i finanziamenti.
Dal 2017 entrerà a regime il nuovo sistema, che avrà nei tre anni precedenti delle parziali anticipazioni.

2 per mille e contribuzioni volontarie - Il sistema prevede la destinazione del 2 per mille ai partiti da parte dei contribuenti, e la possibilità di detrarre parte delle contribuzioni volontarie. I partiti chiedevano di detrarre il 90%, per incentivare le piccole donazioni. Ma il problema è la concorrenza con le Onlus, anch'esse beneficiarie della detraibilità dei contributi volontari, oltre che del 5 per mille. Ma a parte i problemi tecnici di 'decalage', gli amministratori dei partiti (Antonio Misiani del Pd, Rocco Crimi del Pdl) hanno chiesto benefici fiscali maggiori.

La linea di Letta - Dopo alcune riunioni col governo, hanno chiesto a Letta di rinviare tutto di una settimana, ma la risposta del premier è stata un "niet": "E' inutile discutere, l'ho annunciato e non possiamo tornare indietro", sbarra la strada a tutti.
Tra le novità la possibilità per i partiti di ottenere servizi dallo Stato, come i locali nei capoluoghi di provincia per sedi e circoli, messi a disposizione da Enti Locali o dal Demanio.
Misiani ha incontrato i 180 dipendenti del Pd, come ha rivelato l'Ansa, dicendo che il taglio dei fondi pubblici porterà alla Cig o a contratti di solidarietà e in prospettiva diminuire il numero dei dipendenti. In un comunicato successivo Misiani ha detto che "un ridimensionamento di tutte le strutture di partito è inevitabile" anche se gli strumenti saranno decisi con i lavoratori. Ma se Sparta piange Atene non ride. Il Pdl ha già congelato i contratti a termine e a progetto dei propri dipendenti (quasi tutti in scadenza) senza nemmeno che si parli di Cig. Sarà decisiva la prossima settimana una riunione - che si preannuncia 'calda' - del tesoriere Crimi e del suo vice Maurizio Bianconi, alla quale dovrebbe prendere parte lo stesso Silvio Berlusconi, per decidere come procedere.

Muos, Crocetta "in fuga" da Stefania Petyx


Muos, Crocetta "in fuga" da Stefania Petyx A questo link il video della puntata di Striscia la notizia.

 

PALERMO, 30 MAGGIO 2013 - Stefania Petyx mette in fuga il governatore Crocetta. Dopo che "Striscia la notizia" ha mandato in onda delle immagini che mostrano gli operai ancora a lavoro nella base Nato di Niscemi, la giornalista con il bassotto ha tentato di chiedere spiegazioni al presidente della Regione, ma lui è andato via di corsa sulla sua auto.

 

Le immagini mandate in onda dal tg satirico condotto da Ficarra e Picone e diretto da Antonio Ricci risalgono al 19 aprile e mostrano chiaramente dei movimenti all'interno del sito dove è in costruzione il Muos, il sistema satellitare anti-radar della Marina militare americana. Immagini che, secondo i Comitati "No Muos", dimostrerebbero che nonostante la revoca imposta dal Governo regionale i lavori stanno in realtà proseguendo.

 

L'inviata di Striscia, in impermeabile giallo e con il bassotto al guinzaglio, si è recata a Palazzo dei Normanni per chiedere spiegazioni al governatore, ma Rosario Crocetta, dopo sei ore, come un fulmine si è infilato in macchina ed è andato via lasciando Stefania Petyx a rincorrerlo.

Fonte  http://goo.gl/HbsU9


M5S, Riccardo Nuti nuovo capogruppo alla Camera.

 M5S, Riccardo Nuti nuovo capogruppo alla Camera.





Avvicendamento, a Montecitorio,  nel ruolo di capogruppo del Movimento 5 Stelle. Il nuovo presidente succede a Roberta Lombardi, che si è congedata qualche giorno fa con una lettera al vetriolo indirizzata alle presunte spie dentro il Movimento.

Ma a chi ha lasciato il posto la Lombardi? Il neocapogruppo si chiama Riccardo Nuti, palermitano, fama da pasdaran.

Che in effetti sia un tipo tosto, lo si capisce già dall’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera.

Il primo argomento di dibattito non poteva che riguardare i giudizi, piuttosto trancianti, che Beppe Grillo ha riservato a Stefano Rodotà: di fronte all’ “ottuagenario sbrinato dal mausoleo e miracolato dalla Rete”, Nuti fa spallucce limitandosi a dire che “Grillo ha usato il suo linguaggio, non c’è da stupirsi” e che Rodotà “resta una persona valida, anche se ha sollevato critiche senza essere correttamente informato”.

Si passa a parlare di Milena Gabanelli, anche lei in un primo tempo acclamata dal M5S e poi finita al centro di forti polemiche per un servizio di Report riguardante la Casaleggio Associati. Anche qui il nuovo capogruppo è fedele alla linea: “la Gabanelli rimane una signora giornalista, mica la buttiamo nella discarica, ma quel servizio era pieno di cavolate”, lasciando capire che ci potrebbero essere ripercussioni legali proprio contro quella puntata di Report: “Se ci sono gli estremi faremo causa a quel servizio, che era tendenzioso, faceva capire cose non vere. Ma questo non significa buttare tutto Report”.

Riccardo Nuti

L’intervistatore tocca poi un altro tema “caldo”, ovvero quello relativo ai presunti dissidenti, chiedendo se il dissenso sia concepibile dentro il M5S. “Nel Movimento ognuno può esprimere liberamente la sua opinione” – dice Nuti – “ma non può andare contro lo Statuto, la Carta di Firenze e il codice di comportamento”. In sostanza, “ognuno può parlare, ma dentro le nostre regole”. E se invece parla al di fuori delle regole? Nuti rincara la dose: “più che un dissidente, quello è un disinformato”.  E, con i disinformati, “uno all’inizio ci parla. Una, due, tre volte. Noi in questo siamo quasi masochisti, parliamo, parliamo. Poi, se non lo capisci, figlio mio, amen. Ci siamo visti. Restiamo amici”. Due papabili dissidenti sono Tommaso Currò e Adriano Zaccagnini: se ne devono andare? “non saremmo felici se se ne andassero: vorrebbe dire che non hanno capito dove si sono candidati”.

Chiusura sui ballottaggi: alcuni parlamentari grillini, tra cui Alessandro Di Battista, hanno detto che andranno a votare. “Qual è la posizione del Movimento in proposito?” – chiede il giornalista a Nuti. “Noi non appoggiamo nessuno, ma non diamo nemmeno indicazioni. Chi vuole andare a votare è libero di farlo”.

 

Fonte  http://tinyurl.com/lajzqoa

Il “Movimento 5 stelle” mette in rete chi va al Palio con i biglietti omaggio

Il “Movimento 5 stelle” mette in retechi va al Palio con i biglietti omaggio

 

 

Sono 237 i biglietti omaggio distribuiti dal Comune per assistere al Palio 2012 sulla tribuna Alfieri. Già ridotti dall’assessore Alberto Pasta che si è ripromesso di tagliare ulteriormente quelli rimasti (tra i 150 e i 200), gli omaggi erano stati al centro dell’attenzione a settembre quando il movimento «5 stelle» invitò a eliminare i biglietti gratis ai politici. I consiglieri comunali «grillini» Zangirolami e Giargia annunciarono di avervi rinunciato. 

Ora il movimento «5 stelle» ha messo in rete i nominativi dei beneficiari degli omaggi, che l’assessore Pasta ha fornito dopo la richiesta fatta dai due consiglieri. Questi i nomi che compaiono al momento sul sito «grillino»: Maria Teresa Armosino; Davide Arri (2 biglietti); Maria Bagnadentro; Paolo Bagnadentro; Andrea Berzano (dirigente comunale); Alberto Bianchino (2); Fabrizio Brignolo; Andrea Buquicchio (consigliere regionale Idv); Vincenzo Calvo (2); Giorgio Caracciolo (2); Centrale del latte Asti (16 biglietti); Centro commerciale Mondovicino Mondovì (2); commissione di vigilanza (7); console americano (4); console romeno a Torino (2); Marcello Coppo consigliere comunale (2); Massimo Cotto; direttore consorzio dell’Asti (2); ditta «Fare» (8); Maria Ferlisi (4); Luigi Florio (2); Sebastiano Fogliato; Centro commerciale I bricchi (4); Fabrizio Imerito (2); Maurizio Lattanzio (2); Mauro Marino ex senatore Pd (2); Renato Balduzzi ex ministro; Monsignor Francesco Ravinale; Angela Motta (2); Aldo Pia (2); Gianluigi Porro, dirigente comunale (2); presidente Associazione alpini (2); Angela Quaglia (2); sindaci di Baldichieri, Castell’Alfero, Cembra, Ferrara, Moncalvo, Montechiaro, Novara, San Damiano, Alba, Bra, Bucarest, Milena; Mario Sorba (2); Luciano Sutera consigliere comunale (2); Rosanna Valle; Piero Vercelli; prefettura di Asti (6); Fondazione CrAsti (22). 

 

 Fonte http://goo.gl/1UXJ8

Il Movimento 5 Stelle deve fare il salto di qualità ora.

Il Movimento 5 Stelle deve fare il salto di qualità ora.


Salve Beppe Grillo


Il voto delle amministrative non può essere mai paragonato ad un voto politico nazionale. Sul territorio, infatti, i cittadini vogliono essere governati da persone riconoscibili, di cui fidarsi e dotate di un apparato organizzativo capace di risolvere quotidianamente i problemi. Ben diverso, invece, il voto nazionale. Esso è più intriso di ideologia e tradizione ed ha obiettivi e vision
molto più complessi.

Per questo motivo, e tenendo conto di ballottaggi non ancora conclusi, il largo successo del Partito Democratico rispetto al risultato del Popolo della Libertà (a Roma in primis) deve per forza essere preso con le molle. La strada per Epifani e soci è ancora lunga ed il processo di cambiamento della sinistra non può dirsi definitivamente concluso. Anzi, è solo all’inizio. 

Diverso invece è il discorso per il M5S. L’antipolitica e la sfiducia, guidata dal comico genovese, nasce dal basso, dai territori. I “Meetup”, gruppi di persone formatisi spontaneamente sulla base dei temi proposti dal blog di Beppe Grillo, hanno sempre tratto la loro linfa vitale dalle comunità locali, cioè da gruppi di persone dello stesso quartiere o della stessa città, stanche della politica dei soliti partiti. Da qui in poi, ed in pochissimo tempo, si è formato il M5S, un movimento “moralmente virtuoso” (così definito da Grillo) che partendo dal territorio si proponeva di risolvere i problemi giornalieri dei cittadini. Con l’andare del tempo il movimento di Grillo si è amplificato, alimentato dal voto di protesta e da esempi politici tradizionali inadeguati ed inefficaci. I risultati si sono visti pochi mesi fa alle ultime politiche.

Col tempo, però, i nodi stanno venendo al pettine. L’inesperienza ed alcuni errori politici dei neo deputati “cinquestellati” (inevitabile per dei neofiti) sta riportando il voto di protesta al suo habitat originario: quello dell’astensionismo sfiduciato, di cui il risultato romano è esempio emblematico. Il muro contro muro adottato da Grillo, un po’ populista e retorico, si sta pian piano sgretolando davanti alla concretezza dei palazzi del potere. La buona volontà e la buona fede dei “cittadini” eletti (nella quale io credo) si è purtroppo scontrata con la politica che, piaccia o non piaccia, ha bisogno di preparazione, esperienza e diplomazia. L’humus iniziale del movimento, ribelle e contestatario contro il potere, avrebbe avuto bisogno di un processo di maturazione diverso, tutto indirizzato verso nuove intelligenti aperture. Così non è stato, ed il voto espresso dagli italiani alle amministrative ne è la prova.

Oggi per il M5s è giunto il momento della verità: o fare la fine di processi culturali analoghi e già visti, oppure maturare nella leadership e all’interno, al fine di portare avanti un progetto. Altrimenti il rischio sarebbe di finire ancor prima di aver iniziato e, sinceramente, a perderci sarebbe solo la democrazia rappresentativa. Questo significherà sacrificare il “movimentismo” per un più rigido organigramma di partito con tutto quello che ne consegue? Questo solo il tempo e le intenzioni del suo leader potranno dirlo. Quel che è certo è che in politica non ci si può improvvisare perché le buone intenzioni purtroppo non bastano.

 

Fonte 
http://tinyurl.com/ltelnaa

M5S "Paese indietro di 25 anni, urgono le riforme non si costruisce niente sulla difesa delle rendite"

M5S "Paese indietro di 25 anni, urgono le riforme
non si costruisce niente sulla difesa delle rendite"

 Possiamo farcela, ma solo se chi governa riuscirà a promuovere e soprattutto ad attuare un sistema di riforme efficaci e lungimiranti. E' il messaggio finale del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, all'Assemblea Annuale. "Non si costruisce niente sulla difesa delle rendite e del proprio particolare, si arretra tutti. - ammonisce Visco - Occorre consapevolezza, solidarietà, lungimiranza. Interventi e stimoli ben disegnati, anche se puntano a trasformare il Paese in un arco di tempo non breve, produrranno la fiducia che serve per decidere che già oggi vale la pena di impegnarsi, lavorare, investire".

E invece "l'azione di riforma ha perso vigore nel corso dell'anno passato, anche per il progressivo deterioramento del clima politico", rileva il governatore. Non solo, i provvedimenti già approvati rischiano di rimanere lettera morta, l'Italia rimane il Paese delle grida manzoniane: "In molti casi, varate le riforme, hanno tardato, talvolta ancora mancano, i provvedimenti attuativi; non sono cambiati i comportamenti dell'amministrazione. E' un tratto ricorrente dell'esperienza storica del nostro Paese: le principali difficoltà non risiedono tanto nel contenuto delle norme, quanto nella loro concreta applicazione".

Una crisi che viene da lontano. E non si tratta solo di incapacità, la nostra classe dirigente, ricorda Visco senza fare sconti, si porta dietro un problema atavico: "I rappresentanti politici stentano a mediare tra interesse generale e interessi particolari: i cittadini ne ricevono segnali contrastanti e incerti". Quindi non facciamoci illusione, la crisi nella quale l'Italia è sprofondata non viene da fuori, non del tutto, almeno: "Le origini finanziarie e internazionali della crisi, cui si è soprattutto rivolta l'attenzione delle autorità di politica economica, non devono far dimenticare che in Italia, più che in altri Paesi, gli andamenti ciclici si sovrappongono a gravi debolezze strutturali. Lo mostra, già nei dieci anni antecedenti la crisi, l'evoluzione complessiva della nostra economia, peggiore di quella di quasi tutti i principali Paesi sviluppati".

Coesione sociale a rischio. Gli effetti della crisi in questo momento non potrebbero essere peggiori: "La recessione sta segnando profondamente il potenziale produttivo, rischia di ripercuotersi sulla coesione sociale. Il prodotto interno lordo del 2012 è stato inferiore del 7 per cento rispetto a quello del 2007, il reddito disponibile delle famiglie di oltre il 9, la produzione di un quarto. Le ore lavorate sono state il 5,5 per cento in meno, la riduzione del numero di persone occupate superiore al mezzo milione. Il tasso di disoccupazione, pressoché raddoppiato rispetto al 2007 e pari all'11,5 per cento lo scorso marzo, si è avvicinato al 40 tra i più giovani, ha superato questa percentuale per quelli residenti nel Mezzogiorno".

Ripresa possibile. Eppure l'uscita dal tunnel potrebbe essere vicina: se "anche quest'anno si chiuderà con un forte calo dell'attività produttiva e dell'occupazione", tuttavia "l'inversione del ciclo economico verso la fine dell'anno è possibile; dipenderà dall'accelerazione del commercio mondiale, dall'attuazione di politiche economiche adeguate, dall'evoluzione positiva delle aspettative e delle condizioni per investire, dalla disponibilità di credito".

Attenzione ai conti pubblici. Per quest'anno i margini di manovra delle risorse economiche da parte del governo è piuttosto limitato. "La correzione dei conti pubblici - riconosce il governatore - ha contribuito a ridimensionare le tensioni sul mercato dei titoli di Stato, evitando scenari peggiori". E dunque "i progressi conseguiti vanno preservati. Disperderli avrebbe conseguenze gravi". Nonostante il respiro di sollievo seguito alla chiusura della procedura Ue per deficit eccessivo, avvenuta qualche giorno fa, "per quest'anno non ci sono margini di aumento del disavanzo; sono stati assorbiti dalla decisione di pagare i debiti commerciali in conto capitale delle amministrazioni pubbliche". Decisione che via Nazionale mostra di approvare, precisando anzi che "non devono formarsi nuovi debiti della specie".

Un ritardo di 25 anni. Occhio alla spesa pubblica, dunque, ma grande impulso alle riforme, non c'è tempo da perdere. L'Italia sconta un ritardo epocale: "Non siamo stati capaci di rispondere agli straordinari cambiamenti geopolitici, tecnologici e demografici degli ultimi venticinque anni". E' per questo che "l'aggiustamento richiesto e così a lungo rinviato ha una portata storica" e "necessita del contributo decisivo della politica , ma è essenziale la risposta della società e di tutte le forze produttive".

Il ruolo delle imprese. A cominciare da quello delle imprese, "chiamate a uno sforzo eccezionale per garantire il successo della trasfornazione, investendo risorse proprie, aprendosi alle opportunità di crescita, adeguando la struttura societaria e i modelli organizzativi, puntando sull'innovazione, sulla capacità di essere presenti sui mercati più dinamici". Alcune lo stanno già facendo, riconosce Visco, ma "troppo poche hanno accettato fino in fondo questa sfida; a volte si preferisce, illusoriamente, invocare come soluzione il sostegno pubblico".

Ridurre il cuneo fiscale. Il che non significa che non debba esserci un sostegno pubblico, ma non sotto forma di sussidi; piuttosto, ancora una volta, in termini di risorse, a cominciare dalla promozione di "condizioni favorevoli alll'attività d'impresa, alla riallocazione dei fattori produttivi". Serve la semplificazione amministrativa che intervenga su un "quadro regolamentare ridondante", le imprese soffrono anche per la mancanza di certezza del diritto, la corruzione, "una insufficiente protezione dalla criminalità". Serve, soprattutto, una riduzione "del cuneo fiscale che grava sul lavoro, frena l'occupazione e l'attività d'impresa".

I giovani. Anche il sistema scolastico e in generale la formazione va riformata, per permettere ai giovani di inserirsi, perché "negli anni a venire i giovani non potranno semplicemente contare di rimpiazzare i più anziani nel loro posto di lavoro". Va promossa l'imprenditorialità, ma soprattutto "la formazione professionale andrà sviluppata per coprire una intera vita lavorativa caratterizzata dalla mobilità e dal cambiamento, da tutulare con rafforzati sistemi di protezione e assicurazione, pubblici e privati, nei periodi di inattività. La scuola, l'università dovranno sostenere questo processo garantendo un'istruzione adeguata per qualità e quantità".

Fonte http://tinyurl.com/m9ty6bz

giovedì 30 maggio 2013

F-35, mozione per tagliarli di M5S e Sel. Il Pd firma, ma non si presenta!!! GUARDA VIDEO

F-35, mozione per tagliarli di M5S e Sel. Il Pd firma, ma non si presenta Qui il link del Video http://goo.gl/F3d4J

 Illustrata alla Camera dei deputati dal MoVimento 5 Stelle e Sinistra ecologia e libertà una mozione che chiede al Governo di cancellare la partecipazione italiana al programma sugli aerei da guerra F-35 e l’acquisto dei novanta cacciabombardieri. Una mozione firmata da 158 deputati, 13 dei quali del Pd, tra cui Giuseppe Civati, che però non si sono presentati alla conferenza stampa. Maria Edera Spadoni, deputata 5 Stelle, ricorda come ”uno dei punti del nostro programma fosse l’abolizione del programma F-35. E’ uno spreco di denaro, che va investito in altri ambiti”. Per la Spadoni “sarebbe importante che la mozione fosse appoggiata da tutto il Pd e non solo da tredici deputati”. Nel corso dell’incontro con i giornalisti a Montecitorio Giulio Marcon (Sel), spiega che dei 12,9 miliardi totali che l’Italia dovrebbe spendere per il progetto ”i quattro previsti per quest’anno sono esattamente la stessa somma che deriverebbe dall’Imu. O sono i fondi necessari ad investire nella sicurezza nelle scuole, nella realizzazione di 3.000 asili nido. Ancora – continua Marcon – questi soldi potrebbero garantire la meta’ dei costi che si avrebbero con l’introduzione del reddito di cittadinanza”. Oppure, ”rappresentano 4 volte la somma stanziata per la Cig in deroga”. Insomma ”una scelta folle e insensata”, sottolinea l’esponente di Sinistra Ecologia Liberta’ che non nasconde l’imbarazzo quando un cronista chiede il motivo dell’assenza dei deputati democratici: “Li abbiamo invitati, ma non so perché non sono venuti”  di Manolo Lanaro

 

Fonte 

http://goo.gl/F3d4J

Grillo Risponde al Fuoco nemico!!!!

Grillo su Rodotà: “Miracolato dalla Rete”. Poi attacca Bersani e Vendola

In un post intitolato "i maestrini dalla penna rossa" il leader dei 5 Stelle definisce il costituzionalista "ottuagenario sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi". Gli augura "di rifondare la sinistra". Il presidente di Sel diventa "supercazzolaro", l'ex segretario Pd "smacchiatore di Bettola". E il giurista: "Non faccio nessun commento"






 Beppe Grillo



Beppe Grillo non ci sta, anzi tracima. Il richiamo garbato in una intervista al Corriere della Sera di Stefano Rodotà, “dopo la sconfitta deve cambiare”, ha scatenato invece l’ira funesta del leader del Movimento 5 Stelle: “In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”. Il comico genovese se la prende con colui che aveva candidato al Quirinale, ma anche tra gli altri l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, con il sindaco di Firenze Matteo Renzi e anche Walter Veltroni. Nel mirino anche Anna Finocchiaro, Nichi Vendola, Pippo Civati. Ecco il post intitolato: “I maestrini della penna rossa”

“Dopo le elezioni comunali parziali che storicamente, come qualsiasi asino sa, sono sempre state diverse come esito e peso rispetto a quelle politiche, c’è un fiorire di maestrini dalla penna rossa. Sono usciti dalle cantine e dai freezer dopo vent’anni di batoste e di vergogne infinite del loro partito, che si chiami pdmenoelle o Sel, non c’è differenza. In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”. Il costituzionalista ed ex Garante della privacy nell’intervista aveva detto che sui risultati elettorali del M5S: “Hanno inciso sul voto i conflitti, le difficoltà e le polemiche di queste settimane”, ma aveva aggiunto anche “il Parlamento richiede competenza. So che stanno cercando di rimediare con bravi consulenti”.

Nel mirino anche il presidente della Puglia: “E’ tornato in grande spolvero il supercazzolaro che non sa nulla né di Ilva, né degli inceneritori concessi alla Marcecaglia, è come le vecchie di “Bocca di Rosa” ‘Si sa che la gente dà buoni consigli/ se non può più dare cattivo esempio’”. Una frustata anche per Bersani rimproverato proprio per aver neanche ipotizzato un appoggio al costituzionalista votato dagli elettori pentastellati: “C’è poi lo smacchiatore di Bettola in grande forma che spiega, con convinzione, che la colpa del governo delle Larghe Intese è del M5S quando il pdmenoelle ha fatto l’impossibile per fottere prima Marini e poi Prodi e non ha neppure preso in considerazione Rodotà. Belìn, questo ha perso più battaglie del general Cadorna a Caporetto (citazione del canzona “Porta Romana”, ndr) e ci viene venduto da Floris come Wellington (in realtà la battaglia fu vinta da Nelson, ndr) a Trafalgar”.

Grillo poi prende a prestito uno dei personaggi dell’opera di Edmondo De Amicis per bollare i politici che lo criticano: “I maestrini dalla penna rossa sono usciti dal libro Cuore, impersonano però Franti e non Garrone. Mentono agli elettori, fanno inciuci, usano la fionda contro i passerotti e poi nascondono la mano”. Ce ne è anche per il sindaco di Firenze: “Renzie, lo statista gonfiato, imperversa con le sue ricette e le critiche al M5S su tutti i canali televisivi preda di compiacenti cortigiane come la Gruber. Renzie non è più sindaco di Firenze da tempo, è diventato un venditore a tempo pieno di sé stesso. Vende in giro un sindaco mai usato, come nuovo” si legge nel post.

La furia verbale investe anche altri personaggi vecchi e nuovi della politica: “Persino Topo Gigio Veltroni è stato riesumato per discettare delle elezioni, forte della sua esperienza di averle perse tutte, ma proprio tutte. E poi c’è la claque, quella cattiva e quella buona, quella che attacca a testa bassa, la cui esponente è la Finocchiaro che vuole fuorilegge il M5S, accampata in Parlamento da 8 legislature, e quella buona, alla Pippo Civati, che non ha fatto i nomi dei 101 che hanno affossato Prodi, che vive in un partito che succhia da anni centinaia di milioni di finanziamenti pubblici, ma però è tanto buonino. Lo vorresti adottare o, in alternativa, lanciargli un bastone da riporto. Maestrini che vedono la pagliuzza negli occhi del M5S, pagliuzza che spesso non c’è neppure, e non hanno coscienza della trave su cui sono appoggiati”.

Il primo a rispondere all’invettiva è Civati: “C’è un clima da guerra fredda: si respira nelle dichiarazioni di un nervosissimo Grillo e dei suoi (che parlano di spie, nemmeno fossimo a Berlino Est) e nei ripetuti richiami all’ordine all’interno del Pd (e del Pd più elle, perché anche a destra volano gli stracci). Nessuno intende sabotare proprio nulla: nessun complotto, nessun retroscena. Solo l’attività di un parlamentare (anzi, di molti) che si confrontano sulle cose a cui tengono”. “Un dibattito che è naturale si apra su alcune questioni, tra persone che si sentono in sintonia, tra Pd, M5S e Sel. E che non pregiudica le magnifiche sorti e progressive del governo con il Pdl” scrive ancora il deputato che dialoga con gli scontenti del M5S e che rivendica questo ruolo: “La domanda che sorge spontanea è: che cosa siamo lì a fare?”. Perché, ad esempio, “se proponessimo insieme iniziative in campo ambientale, sui rifiuti, per dire, dovrebbe cadere il governo? E perché non dovremmo poter discutere di consumo di suolo e di innovazione tecnologica?”. Insomma, “l’unica ‘spia’ di questa storia è la manifestazione del disagio di molti per un Parlamento che non può essere perennemente sotto ricatto, in ragione di uno schema politico di emergenza. I parlamentari devono essere liberi di confrontarsi. Altrimenti meglio rimanere a casa. O tornarci presto”.

Stefano Rodotà contattato dall’Adnkronos non commenta: “Non ci penso proprio a parlare. Ho avuto una vita lunga e non ho mai risposto”. Sorpreso da queste parole? “Non faccio nessun commento”, ribadisce il giurista. Alla agenzia Ansa Rodotà dice: ”Capisco cosa mi vuole chiedere, ma non ho niente da dire. Non commento, non è nel mio stile”.

 

Fonte  http://tinyurl.com/npfhzux

 

FVG: M5S, GOVERNO INCLUDE ANCHE TS FRA LE AREE DI CRISI INDUSTRIALE

FVG: M5S, GOVERNO INCLUDE ANCHE TS FRA LE AREE DI CRISI INDUSTRIALE 

 

 Trieste, 30 mag - "Il Governo Letta ha emendato il DDL 576 (conversione in legge del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali...) includendo anche Trieste come area di crisi industriale complessa". La notizia è stata confermata questa mattina dal senatore del MoVimento 5 Stelle Lorenzo Battista. "È una cosa ottima - dice Battista -. È stato recepito così l'emendamento e l'ordine del giorno che avevo presentato nelle settimane scorse proprio con questo obiettivo. Spero che questo sia il primo passo per le bonifiche e la riconversione della Ferriera di Servola». «Inizia un percorso importante per Trieste che dimostra la volontà del Governo di andare in una certa direzione - aggiunge il deputato del MoVimento 5 Stelle Aris Prodani -. Ora dobbiamo mantenere alta l'attenzione per favorire, a tutti i livelli, la soluzione alla grave crisi lavorativa ed occupazionale in cui versa la Ferriera di Servola». Appena dieci giorni fa i deputati M5S Aris Prodani e Walter Rizzetto avevano depositato una interrogazione, rivolta al ministro Zanonato, per sondare le reali intenzioni del Governo Letta in merito all'inserimento dello stabilimento triestino nell'area di crisi complessa. «Ricordiamo - conclude Rizzetto - che il prossimo 5 giugno la Commissione europea è chiamata ad approvare l’action plan sulla siderurgia che interessa direttamente anche il gruppo Lucchini e la Ferriera di Servola. Un passaggio fondamentale per le sorti dell'impianto triestino e i suoi lavoratori".

 

Fonte  http://tinyurl.com/knajdoj

IN CROCIAMO LE DITA: Sette tappe in Sicilia per Grillo in vista delle amministrative

IN CROCIAMO LE DITA: Sette tappe in Sicilia per Grillo in vista delle amministrative

Le elezioni amministrative si avvicinano e i 'big' dei partiti si preparano per il rush finale.
Il leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, arriva in Sicilia l'1 giugno.

Prima tappa prevista Mascalucia (Catania) alle 17. Nella stessa giornata, alle 21, è previsto il comizio a Siracusa (largo XXV luglio).

Queste le altre tappe: domenica 2 giugno, Marina di Ragusa (piazza Duca degli Abruzzi, ore 17) e Acate ( ore 21); lunedì 3 giugno Leonforte (ore 21), martedì 4 giugno Riesi (ore 21), mercoledì 5 giugno Menfi (ore 21).

"Le tappe – dice il capogruppo M5S all'Ars, Giancarlo Cancelleri - sono state scelte da Beppe. In linea di massima si è cercato di puntare su posti dove non era mai stato".

Grecia: neonazisti in marcia a Atene per 450 anni caduta impero

Grecia: neonazisti in marcia a Atene per 450 anni caduta impero

 

 

 Atene, 30 mag. - Centinaia di neonazisti del Partito Alba dorata hanno sfilato con torce e bandiere greche ad Atene ieri sera per commemorare il 450mo anniversario della caduta di Costantinopoli e dell'impero bizantino, avvenuta il 29 maggio 1453. I militanti hanno gridato slogan ultranazionalisti come "Sangue, onore, Alba dorata" e "La Grecia appartiene ai greci".

  Il corteo si e' fermato davanti al Parlamento, dove il partito ha 18 seggi e la marcia si e' conclusa senza incidenti. L'anno scorso invece un pakistano che si trovava sul percorso dei manifestanti fu aggredito da 15-20 persone.

 

Fonte  http://tinyurl.com/na6wy3l

Le cinque bugie più Clamorose sul Movimento 5 Stelle! che fanno accapponare la pelle.

La cinque bugie più Clamorose sul Movimento 5 Stelle

Da almeno un anno, cioè dalla clamorosa vittoria a Parma di Federico Pizzarotti, seguita dal boom in Sicilia e all’exploit alle politiche, il Movimento 5 Stelle è vittima di un’aggressione mediatica senza precedenti nella storia italiana. Solitamente i nostri giornalisti sono teneri cucciolotti di fronte a politici e lobbisti di vario genere. Ma col Movimento 5 Stelle si trasformano. Per carità, lecita la critica. Ma siamo ben oltre la critica: siamo alla diffusione scientifica delle bugie, allo scopo di orientare l’opinione pubblica e tenere in vita i vecchi partiti, oramai in disfacimento.

Ecco le balle più clamorose che i media mainstream diffondono:

1) “Grillo si è arricchito facendo politica”. Allora, Grillo, prima di fare un movimento politico, era già strafamoso e straricco: fu cacciato dalla Rai perché persona troppo libera. Mentre in tv i comici che fanno finta satira dilagano e hanno compensi immorali: ma a loro nessuno farà mai i conti in tasca. Il suo blog, uno dei più influenti del pianeta, nasce nel 2005; il Movimento 5 Stelle nel 2009. Il blog di Grillo ha certamente dei ricavi, visto che è presente la pubblicità, ma sul web – si sa – i ricavi sono molto bassi. E, in ogni caso, si tratta di guadagni privati: a differenza dei principali editori italiani – quelli che gli fanno la morale – Grillo e Casaleggio non prendono un euro dallo Stato. Anzi, allo Stato, il Movimento 5 Stelle ha restituito ben 42 milioni di rimborsi elettorali. E ancora: quanti soldi ha perso Grillo entrando in politica e rinunciando ai suoi spettacoli teatrali? Centinaia di migliaia di euro, visto che teatri e palazzetti erano sempre strapieni e il biglietto non era gratis. Ma questo nessuno ve lo dice.

2) “Il Movimento 5 Stelle sa dire sempre e solo no”. Questa è un’altra balla clamorosa. Il M5S dice no a tutte quelle iniziative che non ritiene positive e coerenti col suo programma. Dovrebbe forse dire sì alle leggi ad personam per Berlusconi e alla sua eleggibilità? In Sicilia, quando Crocetta ha proposto delle buone leggi, tra cui quella per l’abolizione delle Province, il Movimento 5 Stelle ha votato favorevolmente. Non è colpa di Grillo se finora Letta non ha saputo proporre quasi nulla di buono.


3) “Il Movimento 5 Stelle non ha fatto niente”. Altra balla costruita ad arte. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno già proposto:

- riduzione del numero dei deputati e dei senatori;

- la riduzione del numero dei consiglieri regionali;

- la soppressione delle Province in tutta Italia;

- l’accorpamento dei piccoli Comuni;

- l’introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum;

- l’eliminazione di ogni quorum per il referendum abrogativo;

- la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello pari a due;

- la previsione dell’ incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva.

Manco a dirlo, il Pd-Pdl-Monti si è opposto a tutte le iniziative. Il Movimento 5 Stelle è minoranza in parlamento e quindi, da solo, non può approvare nulla. Oltretutto: in 40 giorni di governo, cosa ha fatto Letta a parte rinviare il pagamento dell’IMU? Nulla. Eppure viene beatificato a destra e manca, mentre il M5S viene crocifisso. Curioso, no?

4) “I parlamentari del M5S non hanno rinunciato allo stipendio”. Senatori e deputati percepiranno metà dell’indennità, ovvero 5000 euro lordi al mese e restituiranno la parte della diaria non spesa. Inoltre i collaboratori vengono pagati e non lavorano in nero, come avviene nei partiti tradizionali. Lo stipendio e i rimborsi dei parlamentari possono essere ridotti? Certamente sì. Il M5S fa qualcosa, ma gli altri? Si pappano tutto, senza ricevere alcuna critica.

5) “Il M5S doveva allearsi con Bersani”. Quanto sarebbe durato un governo Pd-M5S? Parliamo di forze politiche che su moltissimi temi – guerra, inceneritori, Tav, conflitti d’interesse, euro, banche, costi della casta – la pensano in maniera diametralmente opposta. Un esecutivo Pd-M5S sarebbe durato al massimo qualche settimana. Poi sarebbe cascato tutto e si sarebbe formato l’esecutivo attuale, con Pd, Pdl, Monti maggioranza, Lega e Fratelli d’Italia a fare finta di essere opposizione per papparsi qualche commissione in più. Il Partito Democratico ha avuto la grande chance di votare Rodotà e non lo ha fatto. Voterà l’eleggibilità di Berlusconi. Lascerà dove sono le leggi ad personam. Davvero pensate che ci si dovesse alleare con un partito così? Beati voi.

 

Fonte  http://tinyurl.com/o98mlft

M5S, Nugnes: "Vedrò, la fondazione di Letta e Alfano: nomi e cognomi di sponsor e politici" VIDEO.

M5S, Nugnes: "Vedrò, la fondazione di Letta e Alfano: nomi e cognomi di sponsor e politici" QUI il VIDEO e il LINK. http://tinyurl.com/owhetxc


Sindacati contro il governo Crocetta. Bernava (Cisl): “Non ha fronteggiato la crisi”

Sindacati contro il governo Crocetta. Bernava (Cisl): “Non ha fronteggiato la crisi”

Maurizio Bernava, segretario Cisl Sicilia-1

Una grande mobilitazione per attirare l’attenzione sul problema dei problemi in Sicilia: la crisi economica. Su questo stanno lavorando i sindacati siciliani Cgil, Cisl e Uil e domani la protesta verrà presentata alla stampa. «Si tratta di una mobilitazione inevitabile – afferma il segretario generale della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava – a causa dell’incapacità del governo Crocetta ad attrezzarsi contro la crisi».

Segretario, cosa non ha fatto secondo lei Crocetta?

«Il suo è un governo con tanta buona volontà, ma non ha mai messo in campo le strategie adeguate per affrontare la crisi».

Ovvero?

«Occorre spostare l’asse strategico per fare tutto il possibile per movimentare l’economia siciliana. Occorre muovere più risorse sia pubbliche che private verso opere che possono essere immediatamente cantierate. Non a caso saremo a braccetto con le imprese».

Può fare qualche esempio concreto su cosa va fatto in Sicilia?

«Occorre riorganizzare la spesa per enti locali e partecipate e ristrutturare la spesa per le politiche sociali. Occorrono più risorse per chi perde il lavoro, per le famiglie in povertà e per gli anziani non autosufficienti».

Invece, tutto questo non è stato fatto?

«No, c’è stata troppa attenzione sulle vicende elettorali e non è mai stata dedicata attenzione al confronto sociale. Siamo sempre in preda isterica per le solite emergenze».

Tra ciò che non è stato fatto, dite voi, anche l’accelerazione della spesa dei fondi europei.

«Esatto. Sembra che su questo argomento sia caduto il silenzio, ma la spesa è ancora ai minimi ed è frammentata, siamo sempre a rischio di disimpegno e il governo doveva attrezzare meglio la Pubblica amministrazione, ma non l’ha fatto».

Ma Crocetta è al governo da pochi mesi.

«Certo la cattiva gestione dei fondi europei non è colpa di Crocetta, ma lui non ha fatto nulla per creare efficienza in questo ambito. Ci sono dirigenti generali che non sanno attivare la spesa su queste risorse e c’è una pressione lobbistica per frammentarle. Infine, manca un coordinamento tra i Dipartimenti. Ieri Crocetta non ha neanche partecipato, unica regione del piano convergenza, al Forum Pa 2013 con il commissario europeo alle Politiche regionali Johannes Hahn, il ministro per la Coesione territoriale, Carlo Trigilia e i governatori della Puglia, Nichi Vendola, della Calabria, Giuseppe Scopelliti e della Campania, Stefano Caldoro: questo è molto grave».

Insomma, va tutto male e voi protestate.

«Sarà una mobilitazione di tutti per far capire che i settori dell’economia siciliana devono essere resi più produttivi. Scenderanno in piazza con noi le imprese, la formazione, i forestali, i metalmeccanici. Non daremo tregua fin quando la politica non rimetterà la bussola verso la giusta direzione».

 

Fonte  http://tinyurl.com/pl7pfkf

Anonymous inaugura gli anni di silicio: attacco agli Interni

Anonymous inaugura gli anni di silicio: attacco agli Interni

 Anonymous è talmente infuriato che ieri ha attaccato il Ministero degli Interni, proseguendo di fatto con #OpReVenge #OpTrasparenza. Non si placa la sete di vendetta del movimento, dopo l'arresto di quattro componenti con l'operazione Tango Down.  

"Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: siamo ancora qui, più infuriati che mai. Per dimostrarvi che non siete inviolabili. Per vendicare i fratelli caduti nelle mani del vostro deplorevole apparato repressivo", si legge nel comunicato Anonymous. "Per smascherare ciò che nascondono i tentacoli del potere. Per commemorare le vittime di Stato: quelle di ieri, di oggi".

 

Dopo le azioni contro il Tribunale di Roma, i sindacati di Polizia SIULP e SAP, ecco arrivare un cyber-attacco al Ministero degli Interni con tanto di sottrazione e divulgazione online di documenti. Al momento si possono scaricare 7 file da più di 600 MB con migliaia di dati di vario genere.

"Con questa operazione vogliamo anche portare il nostro contributo alla trasparenza delle Istituzioni. La conoscenza è libera, vieppiù quella che riguarda il potere nei suoi apparati amministrativi", prosegue il comunicato.

Dopodiché si può scorrere una lista di accuse nei confronti dello Stato, riguardanti la violazione della privacy dei cittadini, le politiche per l'immigrazione, la questione Muos, l'inquinamento ambientale, le vittime della violenza di Stato, la condizione dei reclusi in Italia, etc.

"Ci dipingono come criminali, ma tutto quel che facciamo è mosso da sentimenti che sedimentano nel sogno di un Mondo libero, senza catene né oppressi", conclude il comunicato Anonymous. "Non agiamo in nome del profitto, non uccidiamo nessuno. E molto spesso paghiamo con la nostra Libertà. Ma sappiano, gli stupratori della democrazia, che le manette della pseudo-legge hanno solo valenza fisica. Noi siamo mossi da ideali, voi dal denaro e dalla logica del sorvegliare e punire. Chi sono i veri terroristi?".

La situazione inizia a essere preoccupante, non c'è dubbio. Colpire il Ministero degli Interni vuol dire attaccare il cuore dello Stato poiché rappresenta l'organo di attuazione della politica interna. Dopodiché stupiscono anche i contenuti di questo ultimo comunicato: probabilmente è il più politico degli ultimi tempi, per di più con una matrice che sembra ricordare gli anni '70.

Non è più un gioco. Speriamo non sia l'inizio degli "anni di silicio".

 

Fonte  http://tinyurl.com/oo4fhhr

E' cominciata l'avventura spaziale di Luca Parmitano il PRIMO SICILIANO NELLO SPAZIO.

E' cominciata l'avventura spaziale di Luca Parmitano il PRIMO SICILIANO NELLO SPAZIO.


'Ciao mamma'': è stato per la sua famiglia il primo pensiero dell'astronauta Luca Parmitano non appena è entrato nella Stazione Spaziale. Oltre alla mamma, ha salutato la moglie Kathryn e la figlia Sara, di sei anni. Era cosi' sorridente che qualcuno su Twitter l'ha definito ''l'uomo piu' felice del pianeta''. L'astronauta ha anche riso divertito non appena ha visto il collega americano Chris Cassidy con i capelli rasato a zero, come i suoi, e si è complimentato con lui.

 Dopo il viaggio di sei ore alla Stazione Spaziale, breve ma intenso perche' non ha concesso nemmeno un minuto di relax, gli astronauti hanno a disposizione due ore di tempo libero per cenare, rilassarsi e prepararsi a otto ore di sonno.

Parmitano, astronauta dell'Agenzia spaziale europea (Esa) e pilota sperimentatore dell'Aeronautica militare, restera' per circa sei mesi in orbita a bordo della Stazione per la missione 'Volare' dell'Agenzia spaziale italiana (Asi). La Soyuz TMA-09M e' partita ieri alle 22:31 ora italiana dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, dalla stessa rampa dalla quale decollo' nel 1961 la Vostok con a bordo il primo cosmonauta della storia, Yuri Gagarin. Con Parmitano, sulla Soyuz il comandante russo Fyodor Yurchikhin e l'americana Karen Nyberg. La capsula con i tre cosmonauti si e' agganciata alla Iss questa mattina alle 4:16 dopo meno di sei ore di volo. E' stato un viaggio record, un vero e proprio inseguimento rapido che ha permesso agli astronauti per la seconda volta, di agganciarsi alla Stazione spaziale poche ore dopo il decollo. Un altro record e' quello che Parmitano raggiungera' il prossimo luglio, quando sara' il primo italiano a compiere delle passeggiate spaziali. ''Ho fatto tanto per farlo entrare sulla Stazione spaziale e lui poi esce'', ha detto scherzando il presidente dell'Asi, Enrico Saggese, nella cerimonia organizzata a Roma nella sede dell'Agenzia in occasione del lancio, alla quale hanno partecipato il ministro per l'Istruzione, l'Universita' e la Ricerca Maria Chiara Carrozza, il ministro della Difesa Mario Mauro e il direttore del Volo umano dell'Esa Thomas Reiter.

''In questi momenti di crisi - ha aggiunto Saggese - questi successi spaziali dovrebbero dare un po' di fiducia e anche uno stimolo per fare meglio e andare avanti''. Per il ministro Mauro questa missione ''ci fara' capire come lo spazio contribuira' cambiare il nostro modo di vivere'', mentre per il ministro Carrozza e' un esempio ''dell'importanza della ricerca fondamentale in ambito spaziale''. Gli esperimenti in microgravita', ha proseguito, ''hanno una grande importanza per gli studi sul fattore umano e per gli effetti che si hanno sui sistemi microbiologici. L'Italia e' all'avanguardia anche in questo settore. E poi ci sono gli aspetti tecnologici. La sfida di riuscire a mandare questi moduli nello spazio e le possibili ricadute industriali. E' un complesso di implicazioni - conclude il ministro - di cui sono consapevole anche perche' ho lavorato in questo settore, quindi lo conosco bene. Parlare di finanziamenti pero' e' prematuro e ci stiamo lavorando. Essere qui oggi significa anche essere vicino a chi lavora in questo settore e come ministro ne capisco l'importanza. Dovremo poi fare un po' di conti e capire come andare avanti''. 

 Fonte

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=178301

Quanto prenderò di pensione? (E a partire da quando?)

Quanto prenderò di pensione? (E a partire da quando?)

 

Entro l'estate centinaia di migliaia di lavoratori riceveranno dall'Inps un'informativa riguardante il loro destino previdenziale: quanto percepirano di pensione e a partire da quando. Informazioni fondamentali per chi è alla fine del proprio percorso lavorativo e si prepara a mutare econonicamente ed esistenzialmente il proprio stile di vita. Sono quelle racchiuse in quella che molti descrivono come la "busta arancione2, dal nome dell'informativa diffusa ai lavoratori svedesi a partire dagli anni 9', da quando cioòè il sistema è passato da retributivo a contributivo; un po' come da noi, anche se questa comunicazione è stata messa in campo in modo molto meno sollecito dalla autorità. Per colmare questa vuoto e corrispondere a un'esigenza diffusa di conoscere il proprio destino previdenziale, da anni il Sole 24 Ore propone ai propri navigatori online un motore di calcolo prodotto da Ephese ed aggiornato alle ultime normative, che consente di ottenere una "stima" della pensione futura dei lavoratori. Certo, non è un caso che l'Inps fornisca queste stime a chi è a pochi anni dalla quiescenza, visto che maggiore è la distanza e maggiore l'incidenza di fattori di "disturbo" sull'ammontare stimato della pensione: dalla discontinuità lavorativa e dunque contributuiva alla variabile retribuzione, dall'impatto dell'inflazione (che erode il valore "reale" del denaro) a quello del prodotto interno lordo nazionale, cui i contributi accantonati sono collegati per la loro rivalutazione.

Di conseguenza le ipotesi che formuliamo qui di seguito sono tali: stime calcolate replicando sul futuro le condizioni attuali e che quindi potrebbero subire importanti variazioni. E l'attuale crisi economica purtroppo riserva di frequente. Anche a questo servono i fondi pensione, i quali offrono ai chi vi aderisce la possibilità di incassare anticipazioni per ventaglio di possibilità superiori rispetto a quello che offre il Tfr in azienda; con in più il vantaggio di non dover pagari interessi sul capitale restituito anzi, ottenendo in questo caso un rilevante vantaggio fiscale.

 

In definitiva il motore di calcolo utilizzato per queste elaborazioni www.ilsole24ore.com/calcolopensione può fornire un'idea abbastanza concreta di ciò che potrebbe accadere nel prossimo futuro a diverse tipologie di lavoratori. Che, se informati, possono di conseguenza prendere le decisioni più opportune sul proprio futuro.

Attenzione: come spiega il disclaimer di Epheso che è possibile leggere nel motore di calcolo, "L'importo della pensione attesa e dei redditi futuri è al NETTO di eventuali tasse e contributi. Tutti i valori dei risultati negli anni a venire sono DEPURATI dall'inflazione attesa, e SONO rivalutati alla parità del potere d'acquisto".

Fonte  http://tinyurl.com/pdue6jl

Tares, acconto per la tassa che non c’è

Tares, acconto per la tassa che non c’è

 

Genova - Il Comune e l’Amiu battono cassa. Se il governo non decide sulla Tares, Tursi e l’azienda di igiene urbana chiedono comunque i soldi necessari a mantenere in piedi l’Amiu, che fino all’anno scorso ha basato l’85% circa del proprio bilancio sulle tasse dei cittadini. La Tares, introdotta dall’esecutivo Monti, doveva essere il tributo sui rifiuti e sui servizi indivisibili, che accorpava Tarsu (tassa sui rifiuti solidi urbani) e Tia (tariffa igiene ambientale) e doveva finanziare anche il costo di illuminazione pubblica, manutenzione delle strade e altro. Una bastonata notevole per imprese e cittadini, che il governo Letta ha prudenzialmente rinviato a dicembre.

Il problema è che mentre a Roma si ragiona, le aziende come l’Amiu non possono sopravvivere senza una tassa o tariffa dedicata che versi denaro sonante nelle loro casse. E così gli assessori comunali all’Ambiente e al Commercio Valeria Garotta e Francesco Oddone hanno posto un bell’ultimatum ai commercianti genovesi: dateci un anticipo dell’80 per cento su quello che pagavate l’anno scorso sulla Tia, altrimenti Amiu non riesce a pagare nemmeno gli stipendi. Perbacco, hanno risposto Cna, Confartigianato, Ascom e Confesercenti.

«Abbiamo subito sottolineato che anche le aziende sono in difficoltà, e soprattutto che non comprendiamo come si richieda un anticipo su un tributo di cui il governo deve ancora decidere il destino», dice Roberto Timossi, segretario della Cna. Oddone e Garrotta, dopo l’inevitabile lamentazione sulle condizioni disastrate del bilancio comunale, non in grado di anticipare le somme attese dall’Amiu per andare avanti, hanno ribadito la necessità di trovare risorse dalle tasche dei contribuenti. I commercianti hanno offerto, al massimo, di pagare non l’80 ma il 60% del totale della vecchia Tia, in due rate a luglio e ottobre (invece che luglio e settembre, come propone Tursi).

«Chiediamo solo un acconto, a fronte di un contratto di servizio con Amiu, delle stesse cifre dell’anno scorso – spiega l’assessore Garotta – se le cose non fossero cambiate, i cittadini e le aziende avrebbero dovuto già pagare la prima delle tre rate a maggio. Ora tutto è rinviato a dicembre, il governo poi parla di un cambio complessivo dell’impostazione del tributo ma tutto ciò non avverrà prima di agosto. Noi intanto però dobbiamo rispettare il contratto con Amiu». I tempi sono stretti: se una prima rata di acconto verrà, come è nelle intenzioni di Tursi, imposta a cittadini e aziende a luglio, l’approvazione dovrà essere ratificata in uno dei prossimi due consigli comunali, cioè entro metà giugno. Protestano per ora soprattutto le aziende, ma se i bollettini dovessero partire, finiranno nelle buche delle lettere di tutti i genovesi. Già nel 2012, stando a fonti Amiu, la famiglia “media” (un nucleo di tre persone, appartamento da 80 metri quadrati), spendeva la bellezza di 210 euro annui. Conti alla mano, se passasse la linea di Tursi, a luglio, la famiglia media dovrebbe versare 85 euro.

 

fonte  http://goo.gl/V1feK

Mass-Media e Carta Stampata contro il Movimento 5 stelle. Grillo Passiamo al Contro attacco andremo anche talk show televisivi.

Mass-Media e Carta Stampata contro il Movimento 5 stelle. Vedete con chi Abbiamo a che fare!!

 E un continuo attaccato che inizia il Lunedì e finisce la Domenica, questo succede 7 gironi su 7 quindi come possiamo difenderci, secondo il mio parere il M5S dovrebbe andare in TV e rispondere al fuoco mediatico,mandando persone qualificate che sappiano parlare e sappiano rispondere al fango mediatico degli avversari. Beppe Grillo Passa all'attacco.Finalmente il Movimento 5 stelle a deciso di passare al contrattacco andando in TV finalmente!!! Scegliendo le persone qualificate che sappiano parlare e rispondere al fango Mediatico,era ora la base 5 stelle e felice di apprendere questa Notizia. lo stesso Grillo acconsenta alla partecipazione dei suoi “ragazzi” ai tanto bistrattati talk show televisivi. Si parte domani con un gruppo di 8 elementi: i deputati Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Riccardo Nuti, Laura Castelli e Luigi Di Maio e i senatori Vito Crimi, Nicola Morra e Paola Taverna.

 

Il Pd si spacca sulla legge elettorale

Il Pd si spacca sulla legge elettorale

I renziani presentano una mozione per il ritorno al Mattarellum ma dopo le polemiche non la votano. Il M5S: i partiti«Preferiscono il Porcellum»

 

La tregua è già finita. Dopo il risultato del primo turno delle amministrative il Pd sembrava poter arrivare senza troppi patemi all’appuntamento congressuale d’autunno. Le vittorie, anche se poco convincenti, danno fiducia e aiutano a sanare le divisioni. L’idillio è durato meno di 48 ore.

A metterlo in crisi la discussione sulle riforme svolta ieri in Parlamento. Discussione a cui il gruppo democratico di Montecitorio si è presentato con due mozioni. La prima, quella ufficiale, presentata dal capogruppo Roberto Speranza assieme agli altri partiti della strana maggioranza di governo. La seconda da Roberto Giachetti e sottoscritta da un centinaio di colleghi. Soprattutto renziani e prodiani (oltre a Sel).

Il vicepresidente della Camera già nella scorsa legislatura aveva condotto una battaglia solitaria per cancellare il Porcellum. E stavolta, vista l’occasione, ha deciso di tornare alla carica. Con una semplice proposta: in attesa di una riforma compiuta della legge elettorale, onde evitare soprese in caso di caduta dell’esecutivo, meglio «richiamare in servizio» il Mattarellum.

Una «norma di salvaguardia» che la senatrice Anna Finocchiaro non ha gradito: «Credo che non possiamo cancellare la possibilità di avere finalmente le riforme costituzionali, di cui da troppo tempo parliamo, a causa di un atto di prepotenza su norme transitorie. Penso che la mozione Giachetti sia stata presentata in modo assolutamente intempestivo».

«Intempestivo? - è la replica del diretto interessato - Aspettando la tempestività da 10 anni andiamo a votare con il Porcellum. Io non impegno il governo ma il Parlamento che è, come dice il governo, centrale nel processo delle riforme. Non è la mia mozione, che è alternativa a quella della maggioranza a creare difficoltà al governo ma chi chiede che il governo esprima parere contrario».

La polemica è avviata. Nel mirino degli accusatori finisce, ovviamente, Matteo Renzi. È lui il «grande manovratore» dietro Giachetti? Probabilmente no, ma appare difficile che suoi fedelissimi come Simona Bonafè, Maria Elena Boschi, Luca Lotti e Dario Nardella, abbiano firmato la mozione in autonomia.

La verità è che il sindaco ritiene la modifica della legge elettorale prioritaria. Soprattutto in vista della possibilità che l’esecutivo Letta cada e lui si trovi nella condizione di correre per la poltrona di Palazzo Chigi. Ma in questo momento non può dare l’impressione di lavorare per mettere in crisi il governo. Così, se da un lato considera la mozione Giachetti assolutamente legittima, dall’altro prova ad allontanare da sé i sospetti di killeraggio politico.

Il dibattito va avanti per ore. Viene chiesto al deputato di ritirare il testo. Lui rifiuta. Qualcuno ritira la propria firma. E si va al duello finale. Il gruppo decide a maggioranza di votare contro la mozione. La proposta di Speranza passa nonostante 5 astenuti e 34 «dissidenti». In Aula, però, Giachetti resta solo. La sua proposta viene respinta con 415 no. I sì, escluso il suo, sono 138. Tutti i deputati del MoVimento 5 Stelle e di Sel. Nessuno del Pd. Una decina di renziani non partecipa.

Il capogruppo democratico esulta: «Sono soddisfatto del voto unitario che dimostra come nel gruppo bisogna saper discutere, ragionare, affrontare nel merito le questioni e rispettare le scelte che si fanno insieme. La mozione Giachetti, nel Pd, è stata votata solo dallo stesso Giachetti. Il nostro "no" non è stato di merito. La discussione andrà approfondita con un dibattito aperto».

Il premier Letta, lasciando l’Aula, se la cava con una battuta: «Mettere il carro davanti ai buoi vuol dire far deragliare il carro. Della forma della legge elettorale discuteremo nel corso dell’iter delle riforme, e non in questo momento che è il punto di partenza del processo riformatore. La questione è di metodo e di tempi, non di sostanza».

Ma la polemica è solo rinviata. Giachetti, formato alla scuola dei Radicali, non è tipo che si arrende davanti ad una sconfitta. «Ci riproverò» fa sapere. I grillini colgono la palla al balzo per denunciare che «la legge elettorale "porcata" si salva ancora una volta grazie al perpetuarsi dell’inciucio Pd-Pdl. Il Pd ha lasciato solo un suo deputato pur di far contento il Pdl e salvare così il governo. Ancora una volta tradisce le aspettative dei cittadini».

Renzi difende Giachetti: «Non vorrei che facessero melina, che il governo di larghe intese diventasse il governo di lunghe attese. Trovino una legge elettorale perché con il Porcellum non si va da nessuna parte. Giachetti prima di essere renziano è una persona seria. Ha una grande determinazione e coerenza, oggi però non si consumava il voto della vita ma una tecnicalità parlamentare». Comunque sufficiente per spaccare il Pd. 

fonte  http://tinyurl.com/q3f8zm4

Lombardi ai suoi: «Chi fa la spia è una merda» NOTA personale del Blogger Condivido al 100%

Lombardi ai suoi: «Chi fa la spia è una merda»

Mail della capogruppo del M5S ai deputati grillini:«Grazie agli stronzi che fanno uscire tutto, mi è passata la poesia»

 

E' ormai caccia alla talpa, al traditore, al nemico interno che ti ascolta imperturbabile. E che poi spiffera tutto all'avversario più odiato: il giornalista. Il Movimento 5 stelle è praticamente sotto «assedio» e tu, deputato che fai la spia con i giornalisti, «sei una merda, chiunque tu sia». Firmato, Roberta Lombardi. È l'ultima mail inviata dalla capogruppo M5S alla Camera ai deputati grillini, come rivela il quotidiano «Europa» sul suo sito. Mail che viene confermata all'agenzia Agi da una fonte interna al Movimento 5 stelle.

LA MAIL - Alla vigilia dell'assemblea congiunta di deputati e senatori 5 stelle, in cui i grillini dovranno discutere del tracollo del movimento alle ultime elezioni comunali, così la capogruppo Lombardi si rivolge ai suoi: «Volevo scrivervi qualcosa per condividere con voi questa specie di assedio a cui siamo sottoposti, ma grazie allo stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali, mi è passata la poesia. Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una merda, chiunque tu sia. R.». 

Ps condivido in pieno il pensiero di Roberta lombardi.

 

fonte  http://tinyurl.com/ofljwgy