martedì 30 aprile 2013

Ricordate il 22 febbraio 2013 Elezioni, Berlusconi: “Pronto a restituire i 4 miliardi dell’Imu con la mia fortuna”

Elezioni, Berlusconi: “Pronto a restituire i 4 miliardi dell’Imu con la mia fortuna”

"Per Forbes il mio patrimonio attuale è di 4,5 miliardi? Con mezzo miliardo io vivrò benissimo", ha aggiunto l'ex premier, assicurando che "se mi ci metto io, l'accordo fiscale con la Svizzera in meno di un anno si fa"

Elezioni, Berlusconi: “Pronto a restituire i 4 miliardi dell’Imu con la mia fortuna”
Silvio Berlusconi è pronto a mettere mano al suo portafogli per restituire i soldi dell’Imu agli italiani. “Sono pronto a restituire i 4 miliardi dell’Imu utilizzando la mia fortuna”, ha detto l’ex premier a Tribuna elettorale su Raidue. E ha aggiunto: “Per Forbes il mio patrimonio attuale è di 4,5 miliardi? Con mezzo miliardo io vivrò benissimo”.
“Se mi ci metto io, l’accordo fiscale con la Svizzera in meno di un anno si fa”, ha assicurato Berlusconi. “La Svizzera mi deve molto per quello che ho fatto a cominciare dalla liberazione dei cittadini svizzeri sequestrati da Gheddafi“. Riferendosi alla lettera inviata agli elettori con la promessa di restituzione dell’Imu, in un videomessaggio  trasmesso al comizio di campagna elettorale a Napoli, il leader del Pdl ha avvertito che “i cittadini potranno, in caso di vittoria e di mancata restituzione dell’Imu, rivolgersi ai giudici italiani e far pagare direttamente a me quello che non riusciranno ad avere dallo Stato. Io ho capitali sufficienti per poter rispondere con i miei soldi ai cittadini”.

fonte:  Il Fatto Quotidiano: http://goo.gl/60DZL

A proposito dell'abolizione dell'IMU sulla prima casa: Noi Non facciamo Chiacchiere ma fatti.

A proposito dell'abolizione dell'IMU sulla prima casa: Noi Non facciamo Chiacchiere ma fatti.

 

 

Sicilia Il microcredito è legge, esulta ll Movimento 5 Stelle promessa Mantenuta!

Sicilia Il microcredito è legge, esulta ll Movimento 5 Stelle promessa Mantenuta!


 


Il fondo destinato alle microi-mprese potrà contare su un milione e mezzo di euro, cui va aggiunto un ulteriore milione messo a disposizione dai deputati stellati

Il microcredito è legge. E’ stato approvato l’emendamento alla legge di stabilità, presentato dai deputati  del Movimento 5 Stelle che istituisce un fondo destinato a finanziare le microimprese.

Uno dei principali cavalli di battaglia del Movimento ha tagliato finalmente il traguardo.

Anche se – afferma soddisfatto il portavoce Salvatore Siragusaper noi è un punto di partenza e non d’arrivo. Abbiamo in cantiere altri progetti che mirano a dare un calcio alla crisi e respiro alle aziende”.

Il fondo avrà una dotazione di partenza non indifferente:  un milione e mezzo di euro per il 2013, cui va aggiunta la somma  versata volontariamente ogni mese dai deputati 5 Stelle, che a fine anno dovrebbe ammontare a circa un milione di euro.

La filosofia  che ha ispirato la nostra Finanziaria  – spiega il  portavoce Francesco Cappello – è stata animata da una doppia azione, che da un lato mirava a reperire le risorse, vedi gli emendamenti sulle cave, le acque  e sulle royalties petrolifere, e dall’altro a trovare gli strumenti per aiutare le imprese. Il microcredito è uno di questi. Speriamo che altre forze politiche trovino il modo di contribuire a farlo crescere, visto che fino ad oggi nessuno ha mandato il benché minimo segno in tal senso”.

La palla passa ora al governo, che dovrà emanare il decreto attuativo che consentirà alle imprese di usufruire dei prestiti.

Gli importi finanziabili, comunque, non potranno superare i 20.000 euro.

 

IL SENATORE MASTRANGELI E STATO ESPULSO qui i Risultati delle Votazione online

IL SENATORE MASTRANGELI E STATO ESPULSO qui i Risultati delle Votazione online gli aventi diritto:

 

 

Israele: la Siria ha utilizzato armi chimiche. Ma per Francia, Usa e Uk non ci sono certezze

Israele: la Siria ha utilizzato armi chimiche. Ma per Francia, Usa e Uk non ci sono certezze

 Mentre negli Usa i repubblicani criticano Barack Obama perché vuole essere sicuro che la dittatura nazional-socialista siriana abbia usato armi chimiche, ancora una volta il governo di destra israeliano entra a gamba tesa nel dibattito politico statunitense annunciando che i sospetti della Cia e degli altri servizi segreti Usa sono veri: una fonte anonima del governo israeliano ha fatto sapere ai giornali che «Israele dispone di prove irrefutabili dell'utilizzo di armi chimiche nella regione di Damasco. Non si tratta di conclusioni messe dai servizi segreti, ma di prove reali», si legge su Haaretz. 

Secondo il giornale, «Le autorità israeliane dispongono di prove materiali tangibili dell'utilizzo di armi chimiche da parte dell'esercito di Assad. Tutti i servizi di intelligence sono stati messi al corrente. Nessuno ha dubbi su questo tema». 

La pressione sull'amministrazione Obama è evidente, visto che ha detto che se queste accuse fatte a più riprese alla dittatura di Bachir el-Assad venissero confermate questo «Modificherebbe le regole del gioco» per l'intera comunità internazionale, ma il clima somiglia troppo a quello delle armi di distruzione di massa che aveva, anche sulla base di informazioni israeliane, Saddam Hussein e che si rivelarono solo una bufala utile per dichiarare la guerra ed invadere l'Iraq. 

La settimana scorsa il generale Itay Brun, a capo del dipartimento ricerca ed analisi dell'esercito israeliano, aveva accusato il regime siriano di «Utilizzare armi chimiche» nella guerra contro l'opposizione armata e secondo lui si tratterebbe di sarin. 

Il governo siriano già il 19 aprile aveva respinto l'accusa di aver usato armi chimiche ad Aleppo, mentre i ribelli dicono che le armi chimiche sono state utilizzate fin dal dicembre 2012 ad Homs.

Oggi dai microfoni di Europe 1 anche il ministro degli esteri francese,  Laurent Fabius, è intervenuto sulla questione delle armi chimiche siriane, ma ha detto che «Non abbiamo certezze, ci sono indizi che sono stati dati dagli inglesi, e anche dagli americani. Noi, stiamo verificando. Non ci sono ancora prove  e abbiamo chiesto a Ban Ki-moon di ordinare un'inchiesta».

Damasco però non autorizza l'Onu ad indagare i Siria su questi presunti attacchi chimici. D'altronde, anche il pulpito israeliano dal quale vengono le accuse non è certo un esempio di limpidezza: Israele ha depositi di armi chimiche ma non ha mai ratificato l'adesione all'Organizzazione per l'interdizione delle armi chimiche (Oia), come il Myanmar, mentre Siria, Corea del Nord, Angola, Egitto, Sud Sudan  e Somalia non hanno mai aderito. Cosa che invece ha fatto il tanto criticato Iran, insieme ad Iraq, Usa, Gran Bretagna, Francia, Serbia, Russia, Cina, India, Giappone e Libia.

 http://goo.gl/kaFWz

Sondaggio Swg per Agorà, Pdl al 27% e Pd al 22% il M5S al 30%

Sondaggio Swg per Agorà, Pdl al 27% e Pd al 22% il M5S al 30% 

Scende del 5 % la fiducia in Matteo Renzi

Con il 27 percento dei consensi, il Pdl si conferma primo partito nelle intenzioni di voto. A seguirlo con un distacco di un punto e mezzo è il Movimento 5 Stelle (25,5%), in ascesa nell'ultima settimana (+1,5%). Crolla il Pd, che perde 5 punti e si attesta al 22 percento. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre, tra lunedì 22 e mercoledì 24 aprile.
Sale Scelta civica (+0,3%), al 6,1 percento, mentre guadagna più di due punti (2,1%) Sel, che supera così la soglia del 5 percento (5,3%). Perde leggermente la Lega Nord (-0,2%), crescono Udc (+0,1%) e Fratelli d'Italia-Centrodestra nazionale (+0,3%), rispettivamente al 4, al 2 e all'1,5 percento. Infine, piccolo passo in avanti di Rivoluzione civile (+0,3%), che si attesta all'1,4 percento.

La fiducia degli italiani in Matteo Renzi cala di 5 punti rispetto alla scorsa settimana, ma il sindaco di Firenze continua ad essere il leader più apprezzato con il 56 percento dei consensi.


E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Sale di due punti la fiducia in Beppe Grillo, al 30 percento, mentre cala di un punto quella in Silvio Berlusconi, che si attesta al 27 percento. Guadagna due punti il senatore a vita Mario Monti (25%), mentre crolla quella in Pier Luigi Bersani, che perde 10 punti e si ferma al 19 percento.

Il 71% degli italiani vuole tornare al voto se e non appena il parlamento cambiera' la legge elettorale. I piu' orientati verso le urne sono gli elettori del M5S (78%) ma anche un'ampia fascia dell'elettorato di centrodestra (75%) e di centrosinistra (71%). Il 47% degli italiani e' soddisfatto della rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. Ad apprezzare di piu' sono gli elettori di centrodestra (65%) e oltre la meta' degli elettori di centrosinistra (51%). Solo il 15% dei sostenitori del M5S, invece, e' soddisfatto della rielezione.

L'Italia vive uno dei maggiori momenti di incertezza della storia repubblicana e secondo l'82 percento degli italiani l'attuale situazione politica potrebbe addirittura portare a nuove tensioni sociali. E' quanto emerge da un sondaggio realizzato dall'Istituto Swg in esclusiva per "Agora'", su Rai Tre. "E' un dato che si e' costruito progressivamente nell'ultimo anno e mezzo, con l'arrivo del governo Monti - ha osservato Roberto Weber, presidente Swg - C'e' il senso che qualcosa possa rompersi".

Fonte  http://goo.gl/nYnfq

Pd-Pdl, sale la tensione sull’Imu Berlusconi: “Abolirla o via Letta”

Pd-Pdl, sale la tensione sull’Imu Berlusconi: “Abolirla o via Letta”

 

 

Alfano esclude rialzi a dicembre.

Altolà dei sindacati. La Camusso:

contrari a cancellazione tout court

 

 

 Roma

Sale la tensione nella maggioranza sull’Imu. Silvio Berlusconi lancia l’aut aut a Letta: «Sono fiducioso sia sull’abolizione che sulla restituzione. Non sosterremmo un governo che non attua queste misure né lo sosterremmo dall’esterno. Abbiamo preso un impegno con gli elettori e vogliamo mantenerlo». A stretto giro arriva la replica del premier «Vale quello che ho detto qui in Aula».  

 

Il ministro per i Rapporti col Parlamento, Dario Franceschini, prova a fare chiarezza: «Valgono le parole del premier Letta su cui oggi si vota la fiducia. Siccome la rata dell’Imu scade a giugno per poterla bloccare va fatto un provvedimento entro pochi giorni altrimenti i comuni vanno avanti. Poi affronteremo il nodo dell’Imu secondo quanto ha detto Letta perché ci vuole un provvedimento strutturale che non può essere fatto in due-tre giorni». «Il governo Letta non è il governo del Pdl», avverte Fassina. «Berlusconi eviti di creare subito problemi. Sull’Imu non può passare la proposta del Pdl, come non può passare la proposta del Pd. È necessario un compromesso per andare avanti. Stop alla campagna elettorale». 

 

Il Pdl comunque alza il tiro: «Sull’Imu non c’è mai stato alcun dubbio da chiarire. C’è un fatto oggettivo: a giugno i cittadini non pagheranno», dice il vicepremier Angelino Alfano che, lasciando il Senato, aggiunge di non temere «affatto» che questo si possa tradurre in un rialzo a fine anno. «Sull’Imu prima casa non si scherza. O si leva l’Imu o si leva Letta», tuona il capogruppo Gasparri. Arriva però l’altolà dei sindacati. A Cgil, Cisl e Uil «non va bene l’idea che si abolisca tout court l’Imu sulla prima casa, così vengono sottratte risorse a politiche più necessarie. Bisogna scegliere e dire che si difendono le persone con una sola casa, non chi ha 20 ville e 37 appartamenti, e con valore basso», spiega Susanna Camusso. Nel documento di Cgil, Cisl e Uil approvato dai direttivi dei tre sindacati, che si sono riuniti oggi, si chiede, infatti, di definire «la riforma dell’Imu, esonerando solo i possessori di un’unica abitazione, con un tetto riferito al valore dell’immobile». 

 

Sull’Imu interviene anche l’Europa. «Gli obiettivi di bilancio per l’Italia non cambiano e il nuovo governo dovrà dire come intende rispettarli senza nuovo indebitamento», commenta un portavoce della Commissione Ue a chi gli chiedeva se Bruxelles accetterebbe una abolizione dell’Imu. «Abbiamo preso atto della dichiarazione di Letta sull’Imu, ma è presto per commentare, abbiamo bisogno di vedere i dettagli delle misure che verranno prese», ha detto il portavoce del commissario Olli Rehn. Per Bruxelles «gli obiettivi di bilancio per l’Italia restano invariati» e c’è «piena fiducia che il nuovo governo li rispetterà e lavorerà per facilitare l’abrogazione della procedura per deficit eccessivo». Bisogna aspettare, ha aggiunto il portavoce, e «vedere come il governo vuole applicare le sue idee rispettando il target del deficit» fissato per l’Italia dal rispetto del patto di stabilità

http://goo.gl/UGF24

 

 

 

 

 

Gianpiero D'Alia diventa ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione: Ora ci chiediamo riproporrà la sua legge ammazza-internet

Gianpiero D'Alia diventa ministro: firmò legge ammazza-internet

Il politico siciliano è stato nominato ministro della Pubblica Amministrazione: in Rete il nome è conosciuto per un famoso emendamento che voleva mettere il bavaglio al web. Ora, probabilmente, ci riusciranno.

 

 

Gianpiero D'Alia diventa ministro: firmò legge ammazza-internet 

ROMA - Gianpiero D'Alia , avvocato siciliano 47enne, è il nuovo ministro della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione. Figlio di Salvatore, deputato dell Dc siciliana tra il 1987 e il 2001, è stato eletto nelle fila di Scelta Civica. Ma questo nome per molti è legato a una legge che fu battezzata come "ammazza Internet" e poi naufragata anche grazie a una forte protesta sui social network. D'Alia, Sottosegretario di Stato all'Interno nel terzo governo Berlusconi, e il 5 febbraio 2009, durante la seduta n. 143 del Senato della Repubblica, ha promosso e ottenuto l'inserimento di un emendamento (Art. 50-bis, poi art. 60) nel disegno di legge 733 (cosiddetto "Decreto Sicurezza") da presentare alla Camera, nel quale si sancisce la "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".

Secondo D'Alia, in caso di apologia o istigazione a delinquere a mezzo internet,

« in presenza di questi contenuti il ministero diffiderà il gestore, e questi avrà due possibilità: o ottemperare e quindi cancellare questi contenuti oppure non ottemperare. Se non ottempera diventa complice di chi inneggia a Provenzano e Riina e quindi è giusto che venga oscurato»

L'iniziativa ha suscitato aspre critiche dal mondo dei blogger italiani, tra cui Beppe Grillo, oltre che delle aziende legate alla rete, tra cui quelle di Marco Pancini, responsabile per le relazioni istituzionali di Google Italia.

Pochi giorni dopo l'introduzione dell'emendamento D'Alia nel disegno di legge "decreto Sicurezza", il deputato Pdl Cassinelli , già autore di diverse iniziative parlamentari in materia di rete, ha annunciato sul proprio blog la presentazione di un "controemendamento" che modificasse il testo del senatore D'Alia. Esso, secondo Cassinelli, "mette a rischio la libertà della rete". Il "controemendamento" di Cassinelli come lui stesso ha annunciato sul proprio blog, è stato approvato dalle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia nella notte del 29 aprile, e l'articolo 60 introdotto dall'emendamento D'Alia è stato, quindi, abrogato.

Dopo la diffusione su molti siti e blog di una notizia relativa all'approvazione del pacchetto sicurezza e del "collegato" emendamento D'Alia, notizia diffusa e poi smentita dallo stesso Marco Travaglio in un errata corrige, D’Alia ha voluto spiegare in un videomessaggio la sua posizione in merito, dicendosi contrario alla censura.

Ovviamente, già in queste primissime ore, sale in rete il timore che questo governo possa porre in essere misure restrittive della libertà di stampa e di opinione in rete.

 FONTE:  http://goo.gl/qOLxw

VOTATO ESPULSIONE DEL SENATORE Marino Mastrangeli

VOTATO ESPULSIONE DEL SENATORE Marino Mastrangeli


io cittadino 5 stelle iscritto e con diritto di voto, esprimo la mia decisione di Espulsione del Senatore Marino Mastrangeli,perché non mi  rappresenta + come movimento 5 stelle, Cordiali saluti.



Il deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista fa chiarezza riguardo gli stipendi dei 5 Stelle ridicolizzando la giornalista di Ballarò

Di Battista fa chiarezza riguardo gli stipendi dei 5 Stelle ridicolizzando la giornalista di Ballarò



Il deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, chiarisce una volta per tutte la faccenda degli stipendi dei deputati grillini, facendo fare una pessima figura alla giornalista di Ballarò.



Giallo Imu, Franceschini: a giugno solo proroga. Matteoli: Letta chiarisca o Possibile Rottura

Giallo Imu, Franceschini: a giugno solo proroga. Matteoli: Letta chiarisca o Possibile Rottura

«L'Imu non verrà tolta, ci sarà una proroga per la rata di giugno. Avremo quindi un problema di cassa per i comuni e ci sarà anche la questione di evitare l'aumento dell'Iva nell'estate 2013. Ci siamo appena insediati, ma la prossima settimana vareremo un provvedimento apposito. È comunque nostra intenzione evitare decreti legge omnibus».
Lo afferma il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, che ieri ha avuto una riunione di Governo con il Presidente del Consiglio Letta e con il ministro dell'Economia Saccomanni.

Franceschini, conversando con i giornalisti al Senato, rende noto che «il primo provvedimento del Governo sarà l'approvazione del Def, accompagnato da una risoluzione che prevedra modifiche in base alle nuove risoluzioni programmatiche».
Sulla tassa sulla casa è intervenuto anche il ministro Graziano Del Rio: "L'Imu verrà sospesa per la rata di giugno con l'impegno ad alleggerirla soprattutto per i meno abbienti". "Il lavoro sarà fatto con il Parlamento, non possiamo sapere il punto di approdo". Rispetto alla rimodulazione dell'Imu, spiega, "c'è un problema di liquidità di Comuni che affronteremo".



Il senatore del Pdl Altero Matteoli ha detto "non possiamo condividere le parole sull'Imu di Franceschini e chiediamo al presidente del Consiglio Letta che chiarisca le intenzioni del governo in sede di replica al Senato prima del voto di fiducia".

 http://goo.gl/DyDD5

Roberta Lombardi «Dialogo su 10 temi Dai costi della politica all'anticorruzione»

«Dialogo su 10 temi
Dai costi della politica all'anticorruzione»

Lombardi: «Pronti al confronto. Sì alla cittadinanza purché in una cornice di legalità»

 


 ROMA - «Il discorso di Enrico Letta è un libro dei sogni, scritto e recitato da facce che non sono credibili. Noi non ci scongeliamo e non ci mescoliamo. Però, sui singoli temi siamo pronti a discutere. Quando vuole, siamo pronti a sederci a un tavolo». Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, accoglie con forte scetticismo, ma senza chiudere la porta, il discorso programmatico del neopremier.

Come le è parso il discorso?
«Come se Letta fosse arrivato da Marte. Ha portato l'impegno che molti italiani avrebbero voluto sentire. Solo che noi in Italia ci viviamo da almeno 40 anni. E negli ultimi 20, lui o la sua famiglia sono stati ininterrottamente al governo. Perché non hanno fatto nulla?». 

 

  Lombardi: «Pronti al confronto. Sì alla cittadinanza purché in una cornice di legalità

Roberta Lombardi, durante la seduta per l'elezione del Presidente della Repubblica (Ansa)

ROMA - «Il discorso di Enrico Letta è un libro dei sogni, scritto e recitato da facce che non sono credibili. Noi non ci scongeliamo e non ci mescoliamo. Però, sui singoli temi siamo pronti a discutere. Quando vuole, siamo pronti a sederci a un tavolo». Roberta Lombardi, capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, accoglie con forte scetticismo, ma senza chiudere la porta, il discorso programmatico del neopremier.

Come le è parso il discorso?
«Come se Letta fosse arrivato da Marte. Ha portato l'impegno che molti italiani avrebbero voluto sentire. Solo che noi in Italia ci viviamo da almeno 40 anni. E negli ultimi 20, lui o la sua famiglia sono stati ininterrottamente al governo. Perché non hanno fatto nulla?».

Almeno dal punto di vista teorico lo ha condiviso?
«Il Pd ha preso da noi il tema del reddito di cittadinanza. Prima eravamo tacciati di essere sognatori, ora invece va alla grande. Anche il Pdl alla fine ha preso sull'abolizione dell'Imu. E poi la parte sui risparmi, sulla moralizzazione, sull'anticorruzione, sul conflitto d'interesse. Tutte cose che riscoprono ora».

E non è una novità positiva?
«Sarei felice se riuscissero a farle: tornerei a fare la mamma e l'impiegata. Felici di essere smentiti, ma siamo molto scettici. La nostra parte sarà far sì che l'opinione pubblica sia attenta a quello che succede».

Cosa le pare di Letta, dal punto di vista politico? Né meglio né peggio di Bersani e Berlusconi?
«Né meglio né peggio di Bersani. Berlusconi è fuori quota».

Cioè Berlusconi è molto peggio?
«Forse questo non lo dovevo dire, ma l'ho detto».

  Letta tende la mano, vi chiama a un ruolo attivo, ribadisce l'invito a «scongelarvi».
 

«Se vuole un abbraccio preventivo, aprioristico, preferisco rimanere uno stoccafisso. Sui singoli temi, invece, siamo già belli scongelati».

Vi rimprovera il silenzio sulla Convenzione sulle riforme.
«Ci ha sorpresi. In che senso si aspettava una risposta positiva? Possiamo confrontarci su diverse cose, come sull'eliminazione del bicameralismo perfetto».

Insomma, si può dialogare?
«Certo, dei nostri 20 punti ne ha toccati una decina, o forse poco meno. Su questi siamo pronti a lavorare immediatamente».

Due o tre cose da fare subito?
«L'eliminazione dei rimborsi elettorali, l'abolizione delle Province, l'anticorruzione, il conflitto di interessi e il reddito di cittadinanza».

Cosa non le è piaciuto?
«Quando ha parlato del "mito della democrazia diretta". Abbiamo esempi in cui strumenti di democrazia diretta in ambiti precisi funzionano».

 Non avete applaudito la citazione come esempio positivo del ministro di colore Cécile Kyenge.
«Non ci è piaciuto che sia stata citata come eccezione. Per noi la presenza di donne e giovani e il pluralismo sono cose assodate».

D'accordo, ma la Kyenge è il primo ministro di colore italiano. Non è una cosa molto assodata.
«Certo, è un'eccezione, ma ci è parso che venisse esibita. Per rispetto a lei non abbiamo applaudito».

Non è che non l'avete fatto perché lei si è detta favorevole al diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia?
«No, assolutamente, noi siamo favorevoli. Purché questo avvenga in una cornice di legalità. Se il bambino è integrato e respira la cultura del Paese, va bene».

Ma il passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli comporta la cittadinanza a bambino nato, non integrato.
«Certo. Quello che voglio dire è che non basta renderlo italiano subito. Va costruita l'integrazione».

Il suo 5 Stelle Cristian Iannuzzi non si è alzato, unica eccezione, per applaudire i carabinieri feriti.
«Non so, non ho visto. Comunque se l'ha fatto, conoscendolo, non è perché non volesse fare un omaggio ai carabinieri. Lui è un pacifista, se non si è alzato sarà stato per ragioni di carattere più generale».

 

Elezioni Comunali Roma 2013: comizio finale del M5S a Piazza del Popolo con Beppe Grillo il 24 maggio

Elezioni Comunali Roma 2013: comizio finale del M5S a Piazza del Popolo con Beppe Grillo il 24 maggio

Il candidato sindaco De Vito annuncia che il comizio finale del M5S per le elezioni amministrative di Roma si terrà a Piazza del Popolo il 24 maggio. Sul palco anche Beppe Grillo.

Elezioni Comunali Roma 2013: comizio finale del M5S a Piazza del Popolo con Beppe Grillo il 24 maggio

L’annuncio è arrivato qualche ora fa dalla pagina Facebook di Marcello De Vito, candidato sindaco di Roma per il Movimento 5 Stelle. Il comizio finale della campagna elettorale del non-partito grillino per le amministrative si terrà a Piazza del Popolo il 24 maggio.
Sul palco che sarà allestito nella celebre piazza ai piedi del Pincio salirà anche Beppe Grillo, come comunicato qualche giorno fa. Per il momento la notizia non trova spazio sul blog ufficiale del comico ma è praticamente ufficiale. Ecco il racconto di De Vito:

Dopo una notte in bianco per gli attivisti che si sono alternati nella coda davanti alla Questura per non perdere la priorità, è stata ottenuta l’autorizzazione per concludere la campagna elettorale a piazza del Popolo il 24 maggio.
Dopo San Giovanni, un’altra piazza emblematica di Roma spingerà me ed i candidati portavoce a cinque stelle verso la conquista della vittoria elettorale.
Piazza del Popolo sarà una piazza a cinque stelle, quindi verrà presto pianificata l’organizzazione che permetterà il ripetersi di un successo come quello dello Tsunami Tour.
Sarà un evento che non lascerà rifiuti per terra e si celebrerà come sempre in un’atmosfera di festa di pacifica democrazia.

Il riferimento al comizio finale dello Tsunami Tour in Piazza San Giovanni in Laterano è più che calzante visto il grande successo di quella serata, che ha poi trascinato il Movimento 5 Stelle al grande successo elettorale alle politiche.
Ripetere i numeri di quel 22 febbraio non sarà impresa facile, anche per la rilevanza non più nazionale dell’evento. La sensazione è poi quella di una maggiore freddezza degli elettori nei confronti di De Vito, il quale fino a questo momento non è apparso particolarmente convincente.
C’è da segnalare infine che l’ultima manifestazione politica che Piazza del Popolo ha ospitato è quella organizzata dal Pdl lo scorso 23 marzo.

 fonte: http://tinyurl.com/d5aox6l

Regione Sicilia, l’Ars ha approvato tutti gli articoli del bilancio di previsione 2013

Regione Sicilia, l’Ars ha approvato tutti gli articoli del bilancio di previsione 2013

  

L’Ars ha approvato tutti gli articoli del bilancio di previsione 2013 a legislazione vigente, il voto finale avvera contestualmente alla finanziaria.
Nell’ambito dell’esame del bilancio, l’Ars ha approvato un emendamento del governo che assegna 10 milioni di euro all’Azienda siciliana trasporti (Ast). Poco prima, l’aula aveva bocciato con voto segreto (19 sì e 53 no) un subemendamento soppressivo del capitolo per l’Ast, proposto dai deputati dell’opposizione Roberto Di Mauro (Pds-Mpa), Bartolo Fazio (misto), Nello Musumeci e Santi Formica (lista Musumeci).
L’ufficio di presidenza dell’Ars ha stralciato alcune norme contenute nella Finanziaria perché non attinenti alla materia o ritenuti a rischio impugnativa del commissario dello Stato.  Le norme stralciate riguardano il Ciapi Palermo (soppressione e trasferimento personale al Ciapi di Priolo), Iacp, i dirigenti della Regione e i fondi Cas, quest’ultimo costringerà il governo a recuperare 15 milioni di euro, in parte potrebbero essere attinti dai fondi previsti per i contributi alla cosiddetta tabella H (al momento 25 mln).
L’aula ora sta approvando gli articoli che non hanno emendamenti, tutti gli altri vengono accantonati dalla Presidenza per esaminarli successivamente. L’unica norma emendata è quella sull’abolizione del consiglio di amministrazione e della figura del direttore generale del Cefpas, approvato con una modifica proposta dal gruppo 5stelle. La norma prevede la sostituzione del Cda con il ‘Direttore di centrò e il collegio dei revisori, salta invece il comitato scientifico come proposto dai ‘grillinì.  In aula sono presenti il governatore Rosario Crocetta e gran parte degli assessori.

 

Il discorso del deputato del Movimento 5 Stelle sulla fiducia a Letta

Il discorso del deputato del Movimento 5 Stelle sulla fiducia a Letta


andrea-colletti

Di seguito il discorso del deputato grillino Andrea Colletti, interrotto dal vicepresidente della Camera Di Maio per limiti di tempo. Le parole di Colletti hanno attirato critiche dagli altri schieramenti e anche al sostituto di Laura Boldrini, che avrebbe usato, secondo gli esponenti di PD e Pdl, la mano morbida contro il suo compagno di partito.

 

Grazie Presidente.
Presidente del Consiglio Letta,
Noi vi conosciamo!
Noi sappiamo chi siete!
Ed è quindi inutile mettere delle facce nuove solo per far vedere che è in atto un cambiamento.
Quando in una parete c’è la muffa, la soluzione è rimuoverla, non passarci sopra la vernice. Perché la muffa, subito dopo, ritorna ancora peggio di prima.
E questo siete voi, una mano di vernice su di un muro già irrimediabilmente rovinato.

Presidente Letta,
Questo Governo odora di democristianità. Odora di intrecci di comitati d’affari quali CL e Compagnia delle Opere.
Visto il Ministro dell’Interno che ha scelto, o che è stato obbligato a scegliere, possiamo ben dire che questo sembra il Governo della trattativa Stato-Mafia. Del bavaglio alla magistratura ed alle opposizioni politiche.
Questo, siamo sicuri, sarà il Governo del salvacondotto giudiziario a Silvio Berlusconi.

Presidente Letta,
sappiamo anche perché Napolitano ha scelto lei.
Lei è l’esemplificazione della trasversalità, degli accordi alle spalle dei cittadini.
E d’altra parte Lei è lo stesso che ha affermato che era meglio votare Berlusconi che il M5S. 
Lei è lo stesso che venerava un certo Giulio Andreotti, prescritto per concorso esterno ad associazione mafiosa.

Lei è anche il nipote di Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, amnistiato per finanziamento illecito dei partiti; indagato da varie procure d’Italia.
Tipico intreccio familistico del potere in Italia.

Presidente Letta,
la sua Fondazione Vedrò riceve finanziamenti da aziende praticamente pubbliche come Eni ed Enel. Da ex monopolisti pubblici come Autostrade per l’Italia ed altri ancora.
Ed allora, quando dovrà prendere decisioni difficili, a chi risponderà? 
Ai cittadini oppure alle grandi aziende che generosamente la finanziano?
Insomma, Lei riassume quello che è lo status quo in Italia. 
La preservazione degli interessi di pochi contro gli interessi della collettività.

Presidente Letta,
noi qui in Aula faremo una opposizione durissima, senza sconti. D’altra parte qui dentro abbiamo dimostrato di essere l’unica vera opposizione.

Ma siamo anche cittadini italiani. E, sinceramente, speriamo, ma non crediamo, che possiate fare qualcosa di positivo per il Paese.
E se ciò dovesse davvero succedere, se quindi riuscirete a fare gli interessi dei cittadini invece che delle lobby che vi sostengono, noi vi appoggeremo convintamente.

Ma se, come crediamo, farete gli interessi dei pochi, noi saremo pronti a stanarvi ed a denunciare pubblicamente ciò che siete e rappresentate!

 http://goo.gl/g7AXa

La Favoletta sull'imu Raccontata agli italiani?

Governo Letta: dove sono i soldi per il programma?

Ridurre la pressione fiscale senza aumentare l'indebitamento. È questa la sfida di un piano che se portasse i risultati sperati sarebbe da premio Nobel

 

“Dove tagliare la spesa pubblica improduttiva per finanziare sgravi fiscali e investimenti, nel discorso del presidente Letta, non lo si dice. Ma la Corte dei conti l'ha detto. Speriamo che Letta lo sappia”: è caustico, e quindi vuole restare anonimo, il sottosegretario uscente che commenta così il discorso del nuovo premier per la parte, ricca e confortante, dedicata alle misure per il rilancio dell'economia .

E in effetti la Corte dei Conti, inascoltata, nella relazione per il 2012 aveva indicato al governo Monti tre linee guida: ottimizzare gli acquisti di forniture di beni e servizi, insomma varare una maxi-spending-review che andasse molte oltre la “fettina” attualmente presidiata dalla Consip; riesumare i “fondi perduti”, sia dei ministeri che soprattutto degli enti locali; svuotare i cassetti (e ottimizzare le gestioni) delle ex aziende municipalizzate.

“Insomma, quello che abbiamo sentito è un bellissimo programma, totalmente condivisibile. Ma, nel contesto dato, mi suscita due perplessità”, conclude l'Anonimo. “Innanzitutto, che per realizzarlo occorrono cinque anni, e invece non sappiamo dove starà il Paese tra cinque mesi. E poi che non basta assolutamente annunciare tanti vantaggi, a cominciare dall'Imu di giugno, senza indicare com'è possibile ottenerli. Salvo dire, come pure Letta ha detto, che bisogna ridurre la pressione fiscale senza aumentare l'indebitamento”.

Già: è questo il vincolo fondamentale indicato dal premier nel suo discorso. Un vincolo pesante come un macigno. Che contrasta con l'ambizione delle misure promesse: dallo stop al pagamento della rata Imu del prossimo giugno sulla prima casa (in vista di una riforma complessiva che includa anche la confusissima e odiosa Tares) al blocco dell'aumento dell'Iva dal 21 al 22%; dal rifinanziamento della cassa integrazione guadagni agli incentivi per chi assume i giovani o assume a tempo indeterminato al reddito minimo per le famiglie più bisognose, fino alla sanatoria degli esodati. A voler sommare il costo virtuale di tutti questi interventi per intero, si arriva a vette impensabili. E dove si andranno a prendere i soldi?

I calcoli a spanne circolano già sui tavoli della Ragioneria, ovviamente. Congelare i pagamenti della rata Imu di giugno richiederà 4 miliardi su base annua per compensare i mancati incassi. Per evitare l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% servono altri 2 miliardi, il rinvio della Tares un altro miliardo... La cassa integrazione straordinaria assorbirebbe 1,5 miliardi, e gli esodati...innanzitutto c'è da quantificarli bene (130 mila o 350 mila?), poi nessuno osa anticipare stime sui costi, ma è giusto parlare di valori a doppia cifra.

Senza trascurare le “briciole”: 4-500 milioni per finanziare i contratti di servizio dello Stato con Fs, Anas e Poste (circa 400 milioni) e almeno 300 milioni per le missioni militari all'estero. Nell'insieme, qualcosa come dieci miliardi di euro.

Auguri al premier Letta: se riuscirà a fare la metà delle cose promesse oggi, la nostra economia ripartita. E lui si sarà meritato un Nobel.

 http://tinyurl.com/d5oowdx

 

lunedì 29 aprile 2013

BUSTA PAGA DI ROBERTA LOMBARDI CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DEL M5S

BUSTA PAGA DI ROBERTA LOMBARDI CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DEL M5S 

 

 

L’etica nei comportamenti pubblici e privati e la trasparenza sono da sempre due principi cardine del movimento 5 stelle. Così come l’uso assennato e da buon padre (o madre) di famiglia delle risorse pubbliche, ovvero i soldi che noi cittadini versiamo ogni anno allo stato.
Per questo motivo, in riferimento al codice di comportamento che ogni parlamentare ha sottoscritto al momento della candidatura, vorrei prendere un impegno ancora più chiaro e stringente con i cittadini che ci hanno votato.
Ricordo che il gruppo M5S alla Camera, attraverso i sue rappresentanti nell’Ufficio di Presidenza, ha proposto di adeguare le retribuzioni dei parlamentari alla cifra di 5000 euro lordi che noi già prenderemo e ha richiesto di ottimizzare la parte dei rimborsi unificandoli e documentandoli a piè di lista.
Nell’attesa che l’Ufficio di Presidenza si pronunci, questa di seguito sarà la mia linea di condotta.
Indennità parlamentare: Rinuncio alla differenza con i 5000 euro lordi, (5.435 euro). La differenza verrà restituita.
Diaria: Documentazione di tutte le spese a piè di lista, anziché il forfait di 3500 euro previsto. Quanto non documentato verrà restituito.
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Rimborso spese per esercizio del mandato (ovvero cosiddetti portaborse e consulenze): intera documentazione spese anziché il 50% come previsto. Quanto eventualmente non speso, verrà restituito.
Spese trasporto e viaggio: Rinuncio ai rimborsi taxi pari a 3323,70 euro netti liquidati trimestralmente
Spese telefoniche: Rinuncio a 3100 euro circa su base annua
Assistenza sanitaria: Non è possibile rinunciarvi.
Indennità fine mandato (in busta paga indicato come Fondo Solidarietà): Non è possibile rinunciarvi. Ma lo restituirò a fine mandato.
Previdenza Deputati: E’ l’accantonamento per la pensione calcolata con sistema contributivo. Maturerò il diritto alla pensione al compimento dei 65 anni di età e a seguito dell’esercizio del mandato parlamentare per almeno 5 anni effettivi.
Relativamente alle spese di viaggio, me ne servirò esclusivamente per quanto riguarda trasferte di lavoro e mi impegno a prediligere sistemazioni in hotel di categoria media ed a mantenere le spese di vitto, e alloggio e trasporto, il più possibile contenuti.
Non esiste richiesta di uso virtuoso dei soldi pubblici se noi per primi non siamo disposti a dare il buon esempio.
Roberta Lombardi

REGIONE SICILIANA. IL M5S NON SI RASSEGNA SU MICROCREDITO E REDDITO MINIMO DI DIGNITÀ

REGIONE SICILIANA. IL M5S NON SI RASSEGNA SU MICROCREDITO E REDDITO MINIMO DI DIGNITÀ

Palermo, 28/04/2013 – Assemblea Regionale Siciliana tornerà a riunirsi per la 39.a seduta pubblica lunedì 29 aprile 2013 alle ore 12. All’ordine del giorno: progetto di bilancio interno dell’Assemblea regionale Siciliana per l’anno Finanziario 2013; “Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.” ; “Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2013.
Legge di stabilità regionale.”

Nella seduta del 27 aprile 2013 il portavoce del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri è intervenuto sul taglio dei costi della politica:

“Il Movimento di cui sono portavoce, - ha detto Cancelleri - non ha mai voluto nessun emendamento che fosse soppressivo di nessuna norma. Abbiamo visto che in Commissione c’è stato terreno fertile per discussioni, come per esempio l’innalzamento delle royalty sull’acqua, sul petrolio, che porterebbero nelle casse della Regione svariati milioni di euro, questo per portarci semplicemente in linea con quelli che sono i parametri nazionali, perché attualmente in Sicilia sono più bassi. Anche l’emendamento sulle auto blu, le cosiddette auto di servizio, rimodulato in Commissione con l’aiuto di altri colleghi, è riuscito a portare qualche cosa di positivo. Ed anche lì registriamo un passo in avanti verso quella che deve essere, più che altro, non un contenimento della spesa, ma probabilmente un restyling dell’eticità di un Parlamento che si deve affiancare nei confronti dei cittadini, di chi vuole dimostrare che è possibile anche rinunciare a qualcosa in un momento di crisi, e lo fa per prima l’Amministrazione.

Circa il taglio agli stipendi dei dirigenti regionali, si è confermata anche questa una idea ovviamente del Governo, che non abbiamo appoggiato, probabilmente rincarata un po’ troppo, tanto è che in Commissione non è passata la nostra idea, però già va bene anche quella proposta dal Governo.”

E poi, infine, l’innalzamento delle royalty sulle cave, dove andava già bene quella proposta dal Governo, ma noi abbiamo voluto semplicemente allinearci a parametri che fossero italiani, più che altro europei, come standard di spesa. Anche questo porterebbe all’interno delle casse regionali parecchi soldi. E, ovviamente, abbiamo anche proposto delle misure per lo sviluppo della nostra Sicilia. Come ben sapete abbiamo chiesto l’applicazione - e sostanzialmente in Commissione abbiamo ottenuto certezze, poi verificheremo in Aula, ma non credo che ci siano problemi - per l’istituzione del fondo del microcredito.

Mi dispiace che l’onorevole Di Mauro lo battezzi come un duplicato dell’esistente fondo microcredito - gliel’ho detto più volte, glielo ripeto in questa pubblica Aula - che chiaramente è un fondo di microcredito rivolto alle micro imprese, mentre quello esistente è rivolto alle famiglie, sono due ambiti completamente diversi che normano due aspetti diversi della nostra vita.

Mi dispiace semplicemente registrare che, in questo fondo di microcredito, la Regione sta credendo poco, sta credendo poco perché nella finanziaria ha inserito soltanto 500 mila euro, a fronte di una nostra richiesta che andava ben oltre. Probabilmente noi eravamo partiti troppo in alto, avevamo richiesto 3 milioni di euro, proprio per far partire insieme alle somme della restituzione dei nostri
stipendi qualcosa di veramente importante, però sarebbero bastati anche 2, o un milione e mezzo.
Sostanzialmente l’idea era che un’Amministrazione regionale credeva in qualcuno che vuole far partire l’economia, e che non è più semplicemente qualcuno che chiede un posto pubblico, ma che si inventa un lavoro, allora se dobbiamo ripartire da questa logica dobbiamo metterci i soldi in una legge del genere.

Il reddito minimo di dignità che purtroppo non ha trovato alcun finanziamento, momento probabilmente storico sbagliato, infelice dal punto di vista delle casse regionali, ci ritorneremo, stiamo cercando di studiare qualcosa che sia simile a questo, attraverso dei fondi europei, le fattorie sociali, grazie all’interfaccia con l’assessore all’economia e l’assessore all’agricoltura stiamo
cercando,attraverso i terreni dell’ESA di creare quelle che potrebbero essere delle nuove attività date in gestione a famiglie che hanno redditi molto bassi o che addirittura non hanno redditi.”

 http://goo.gl/bgtZH

IL DISCORSO DI ENRICO LETTA (LE MIE CONCLUSIONE E RIFLESSIONI)




ENRICO LETTA: LAVORO PER RIENTRO
IN ITALIA MARÒ DALL'INDIA PRIMA POSSIBILE
Il Governo lavorerà «per una soluzione equa e rapida che consenta il legittimo rientro in Italia dei due marò detenuti in India nel più breve tempo possibile». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in Aula alla Camera.

ENRICO LETTA: 18 MESI PER RIFORME
O NE TRARRÒ CONSEGUENZE
«La Convenzione per le riforme deve partire subito. Se tra diciotto mesi non sarà avviato il processo delle riforme istituzionali, se tutto si impantana, ne trarrò le conseguenze». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante il suo discorso programmatico nell'aula della Camera.

ENRICO LETTA: ABOLIAMO FINANZIAMENTO
PARTITI, LEGGE IPOCRITA
«Tutte le leggi introdotte dal '94 sui rimborsi elettorali sono state ipocrite e fallimentari: non rimborsi ma un finanziamento mascherato, di ammontare troppo elevato. È solo una delle conferme che il sistema va rivoluzionato». Dunque, è l'impegno del premier Enrico Letta, «aboliamo la legge approvata e introduciamo più controlli e sanzioni anche sui gruppi regionali», imboccando la strada della «contribuzione» dei cittadini attraverso la dichiarazione dei redditi «all'attività politica dei partiti».

ENRICO LETTA: VIA DOPPIO STIPENDIO
PER MINISTRI PARLAMENTARI
La politica deve «recuperare decenza, sobrietà, scrupolo, senso del buon padre di famiglia» e per questo una delle prime norme del governo sarà l'eliminazione del doppio stipendio per i ministri che sono anche parlamentari. Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, parlando alla Camera: «Il primo atto del governo sarà quello di eliminare con una norma di urgenza lo stipendio dei ministri parlamentari, che esiste da sempre in aggiunta alla loro indennità».

ENRICO CRISI, LETTA: REDDITO
MINIMO PER FAMIGLIE BISOGNOSE
«Si possono studiare forme di reddito minimo per le famiglie con figli e per quelle bisognose». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante il suo discorso programmatico nell'aula della Camera.

ENRICO LETTA: SARÀ PRIMA PRIORITÀ DEL MIO GOVERNO
«La prima priorità del mio governo sarà la questione del lavoro. Solo con il lavoro si può uscire da l'impoverimento per una crescita non fine a se stessa ma in grado di portare benessere». Lo dice il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando in aula alla Camera. «Con i lavoratori esodati la società ha rotto un patto e la soluzione strutturale di questo problema è un impegno prioritario di questo Governo». Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando alla Camera.

ENRICO LETTA: IN ITALIA
NUOVA QUESTIONE SOCIALE
L'Italia deve fare fronte ad una «nuova questione sociale». Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, parlando alla Camera: «In Italia c'è una nuova questione sociale segnata dall'aumento delle diseguaglianze, solo il 10% dei giovani italiani con padre non laureato riesce a diplomarsi...». Per Letta i «capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi hanno diritto a compiere gli studi».

ENRICO LETTA: BUROCRAZIA NON OPPRIMA
RIVEDERE INTERO SISTEMA AUTORIZZAZIONI
«La burocrazia non deve opprimere la voglia creativa degli italiani» e il Governo punta a «rivedere l'intero sistema delle autorizzazioni per snellire le procedure». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel suo intervento alla Camera, sottolineando che non si può continuare a «chiedere sacrifici solo ai soliti noti».

ENRICO LETTA: GIOVANI QUESTIONE
DRAMMATICA, LI POSSIAMO AIUTARE
«Abbiamo gli strumenti per aiutare i giovani». Lo ha detto il premier Enrico Letta nel suo discorso programmatico alla Camera. «Quello generazionale non è certo - ha aggiunto - solo un tema che riguarda il rinnovamento della classe dirigente, è questione drammatica che scontano sulla pelle milioni di giovani». Letta ha citato l'appello di papa Francesco ai giovani,e ha paggiunto: «Chiediamoci quanti bambini non nascono in Italia ogni anno» a causa della condizione giovanile. «È una ferita morale, non possono esistere generazioni perdute».

ENRICO LETTA: SERVE POLITICA
INDUSTRIALE PER PMI E AMBIENTE
«Serve una politica industriale moderna che valorizzi i grandi attori ma anche piccole e medie imprese che sono il motore di sviluppo» e si deve «investire su ambiente e tecnologia». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta.

ENRICO LETTA: OBIETTIVO SARÀ
RIDUZIONE FISCO SENZA INDEBITAMENTO
«Noi saremo seri e credibili sul risanamento dei conti pubblici: basta con i debiti scaricati sulla vita delle generazioni successive, ecco perchè la riduzione fiscale senza indebitamento sarà un obiettivo a tutto campo». Lo afferma il premier Enrico Letta nel suo intervento alla Camera.

LETTA: STOP PAGAMENTI
DI GIUGNO IMU SU PRIMA CASA
«Bisogna superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa, da subito con lo stop dei pagamenti di giugno». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, durante il suo discorso programmatico nell'aula della Camera.

ENRICO LETTA: DISAGIO RISCHIA
DI TRASFORMARSI IN CONFLITTO
L'Italia ha bisogno di far ripartire l'economia perché «il disagio rischia di trasformarsi in conflitto». Lo ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta, parlando alla Camera: «Pensiamo a vulnerabilità e disagio che rischiano di trasformarsi in conflitto, come dimostra il fatto grave avvenuto ieri davanti a palazzo Chigi».

ENRICO LETTA: DOMANI PARTO
PER BRUXELLES, PARIGI E BERLINO
Se il governo otterrà la fiducia, «immediatamente, già da domani sera e poi mercoledì e giovedì, partirò in un unico viaggio e visiterò Bruxelles, Parigi e Berlino per dare subito segno che il nostro paese è europeista». Lo dice il presidente del Consiglio, Enrico Letta, parlando in aula alla Camera.

ENRICO LETTA: DI SOLO RISANAMENTO
ITALIA MUORE, NON C'È PIÙ TEMPO
«Di solo risanamento l'Italia muore. Dopo più di un decennio senza crescita, le politiche per la ripresa non possono più attendere. Non c'è più tempo». Lo dice il premier Enrico Letta nel suo discorso alla Camera per il voto di fiducia.

ENRICO LETTA: PARLERÒ LINGUAGGIO
SOVVERSIVO DELLA VERITÀ
«Cogliendo l'appello del presidente Napolitano, intendo oggi rivolgermi a voi con il linguaggio sovversivo della verità». Lo dice il premier Enrico Letta nel suo discorso alla Camera per il voto di fiducia.

ENRICO LETTA: DA NAPOLITANO
SCELTA ECCEZIONALE
Giorgio Napolitano ha computo una «scelta eccezionale» accettando il secondo mandato. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nel suo discorso alla Camera. «Appena una settimana fa Giorgio Napolitano pronunciava il suo discorso di insediamento come presidente della Repubblica, a lui va il sentimento di ringraziamento della comunità nazionale per aver accettato il secondo mandato».


CONCLUSIONE E RIFLESSIONI SU ENRICO LETTA: Dopo aver finito il suo discorso pero non dice dove prenderà i soldi, non a dato cifre,quindi mi chiedo dove troverà i soldi per attuare il Programma che vuole realizzare, quindi per adesso restano solo belle PAROLE.

Governo Letta, è il giorno della fiducia.

Governo Letta, è il giorno della fiducia. Berlusconi: aspetto risposte su Imue ed Equitalia

Alle 15 il premier alla Camera. Sostegno di Pd, Pdl e Scelta civica. M5S, Lega, Sel e Fratelli d'Italia all'opposizione

 

ROMA - Enrico Letta presenterà il suo programma oggi pomeriggio alle 15 alla Camera. Seguirà il voto di fiducia. Martedì sarà il Senato a votare la fiducia il Senato. Letta avrà il sostegno di Pd, Pdl e Scelta civica. Voteranno probabilmente la fiducia anche i parlamentari del Pd contrari alle larghe intese. All'opposizione 5 Stelle, Lega Nord, Sel e Fratelli d'Italia. L'intervento di Letta è previsto per le ore 15. Sospensione alle 16 per consegnare il testo dell'intervento al Senato. Dopo le 18 ci sarà la discussione generale. Dalle 20 circa l'appello nominale e il voto di fiducia, che arriverà dopo le 21.

Clima di tensione. Intanto è stata estesa di circa dieci metri la zona rossa a Piazza Montecitorio. La disposizione, presa dalla Questura di Roma in seguito alla sparatoria di ieri, entrerà in vigore oggi un'ora prima dell'insediamento del nuovo governo, poco prima delle 15. Si valuterà in seguito se adottare la misura di sicurezza anche in altre occasioni importanti. Ad essere esteso è il transennamento della piazza, ovvero lo spazio antistante l'ingresso di Montecitorio che sarà interdetto anche ai pedoni. In quest'area potranno passare solo ministri, cariche istituzionali, parlamentari i loro collaboratori e dipendenti di Montecitorio. Rafforzata anche la presenza nella piazza degli uomini delle forze dell'ordine.

Berlusconi: da Letta aspettiamo risposte sull'Imu. «Il governo Letta deve approvare subito le misure di rilancio e sviluppo del nostro programma e che abbiamo illustrato in campagna elettorale, come l'abolizione dell'Imu, la revisione dei poteri di Equitalia e l'abbassamento della pressione fiscale. Sono punti irrinunciabili e Letta si è impegnato a realizzarli e a citarli nel suo discorso di oggi». Lo ha detto stamani Silvio Berlusconi intervenendo a La Telefonata su Canale 5.

«Per noi la restituzione dell'Imu 2012 e la soppressione dell'Imu per il 2013 è 'condicio sine qua non'. Lo abbiamo detto a Letta che ci ha dato rassicurazioni a riguardo e ora vedremo che succede», ha poi sottolineato Berlusconi alla riunione del gruppo Pdl alla Camera. Il pdl, ha detto ancora l'ex premier, dal discorso programmatico del presidente del Consiglio, si attende rispsote anche in materia di riforma di Equitalia e dell'impignorabilità della prima casa.

Il Cavaliere vuole fareil presidented ella nuova Bicamerale. «Immagino di sì, ho avuto modo per nove anni di verificare come davvero il Paese non sia governabile (continua a leggere).

«Il governo ci soddisfa». «Abbiamo trattato per la formazione del governo senza porre alcun paletto e lo abbiamo formato in poco tempo dopo che altri hanno perso due mesi - ha detto il Cavaliere - E' un governo che ci soddisfa e spero posa essere di pacificazione tra due forze che si pensava non potessero collaborare». Berlusconi ritiene che sia assolutamente necessario pacificare il Paese: «Ci sono state nel passato troppe lacerazioni e un Paese come il nostro deve porsi come obiettivo quello di arrivare al bipolarismo sul modello americano, dove ci sono due partiti che si contrappongono e dove nessuno ha il timore prima di un'elezione, che se vanno al governo gli altri si debbano sopportare ingiustizie. Questo credo sia l'obiettivo».

«Se ci fosse un fallimento del governo si dovrebbe andare a elezioni e chi si fosse assunto la colpa ne subirà la pena - sostiene Berlusconi - E io credo che per il colpevole sia difficile presentarsi al giudizio degli elettori. Da parte nostra c'è il reale proposito di farlo lavorare, speriamo anche da parte degli altri. Avendo una fortissima maggioranza spero possa avere una vita duratura per poter approvare tutte le riforme, economiche e costituzionali».

http://goo.gl/EaaC3

Italia al 2°posto posto nell'Ue per tassazione implicita sul lavoro più elevata

Italia al 2°posto posto nell'Ue per tassazione implicita sul lavoro più elevata

Fino al 10 luglio lavoriamo per pagare le tasse

 

Nel 2012 la data era stata fissata al 3 luglio, quest'anno gli italiani dovranno lavorare
ancora di più, fino al 10 luglio, per finire di pagare tutte le tasse che gravano sulle loro spalle e cominciare a mettersi in tasa i proventi della loro attività.
Questa l'indicazione che emerge dal calendario 2013 del giorno della 'liberazione' dalle
tasse elaborato dalla Fondazione per le riforme europee e dall'Istituto economico Molinari in base a dati della Ernst&Young reso noto oggi.

Rispetto al 2012, l'Italia ha scalato un posto nella classifica dei Paesi dove bisogna
lavorare più a lungo prima di finire di pagare tutte le tasse.

Nella graduatoria di quest'anno il nostro Paese è risultato in sesta posizione contro la settima dello scorso anno in seguito all'arretramento segnato dalla Svezia.
In cima alla classifica resta il Belgio, dove bisogna lavorare fino all'8 agosto prima di cominciare a guadagnare per sé, invece che per lo Stato. Al secondo posto si trova la
Francia (26 luglio), seguita da Austria (23 luglio), Ungheria (16 luglio) e Germania (13 luglio).

L'Italia si trova invece al secondo posto tra i Paesi Ue per la tassazione implicita sul lavoro più elevata con il 42,3% dopo il Belgio al 42,8%, e prima dell'Austria al 40,8%. E' quanto risulta dal rapporto sulla tassazione europea nella Ue pubblicato
dalla commissione. Il tasso implicito dell'imposta sul lavoro è il rapporto fra imposizioni fiscali e i contributi sociali pagati sul reddito e i costo del lavoro. Il rapporto è sui
dati 2011.

 http://goo.gl/hmClv

M5S: "Non siamo noi i responsabili della sparatoria"

Sparatoria Palazzo Chigi, il Movimento 5 Stelle: non siamo noi i mandanti

M5S: "Non siamo noi i responsabili della sparatoria ma i politici"


Basta scambiare due parole con i parlamentari grillini per capire come la lettura della sparatoria di Palazzo Chigi sia praticamente unanime: "La colpa è di chi ha portato il Paese in questa condizione"




Il giorno dopo la sparatoria davanti a Palazzo Chigi, il Movimento 5 stelle ha scelto la strada della difesa. "Basta accuse, basta strumentalizzazioni". I deputati grillini arrivano a Montecitorio e la linea - come racconta l'Agi - è una sola: "Non siamo noi i responsabili, ma quelli che hanno portato il Paese a questa condizione di disagio sociale. Il punto non è il linguaggio di Grillo", dice Alfonso Bonafede.
Tommaso Currò, uno dei fautori del dialogo con il Pd, sostiene la stessa cosa, "non è colpa nostra", ma sottolinea che "i toni vanno abbassati comunque".
Il deputato Bonafede spiega che "il Movimento 5 stelle non è responsabile, non aizza la violenza. Anzi, veicola la contestazione attraverso forme di opposizione democratica. Noi - dice - siamo la valvola di sfogo". La linea politica non cambia, prosegue, "certo, c'è un problema di tensione sociale e ora bisogna dare le risposte".
Il deputato 5 Stelle Vincenzo Caso, su Facebook ribadisce: "Penso che chi si permette di strumentalizzare il tragico evento di ieri denoti una pochezza di spirito oltre che una scarsa intelligenza politica. Anzichè parlare a vanvera, si porti rispetto per le due famiglie che stanno vivendo momenti tragici". E poi aggiunge: "Se proprio si vuole tentare di ragionare a freddo, e non è facile, la 'colpa' sta nel disagio sociale di quest'uomo, causato da un devastante mix: la disoccupazione ed il gioco d'azzardo dei video poker"

Fonte:  http://goo.gl/DaQzb

I TIMORI DI BERLUSCONI

Governo, Berlusconi: sta a Pdl evitare pericolo intesa Pd-M5S A poche ore dal voto di (cont)

 

 


Siria, primo ministro scampa ad attentato a Damasco


Siria, primo ministro scampa ad attentato a Damasco

 

Siria, primo ministro scampa ad attentato a Damasco

Damasco (Siria), 29 apr. (LaPresse/AP) - Il primo ministro siriano Wael Nader Al-Halqi è scampato a un attentato avvenuto questa mattina a Damasco. Lo riferisce la televisione di Stato. L'ordigno è esploso vicino al convoglio del premier che stava transitando nel quartiere Mazzeh di Damasco, nei pressi di una scuola. Il premier è rimasto illeso e, secondo quanto riporta la tv governativa Al-Ikhbariya, dopo l'attacco ha preso parte a un incontro con una commissione economica. Ci sarebbero tuttavia delle vittime. Nessuno ha ancora rivendicato la responsabilità.

Le immagini trasmesse dall'emittente di Stato mostrano automobili fortemente danneggiate dallo scoppio e detriti, mentre i vigili del fuoco tentano di spegnere un grande incendio. Un ufficiale del governo ha dichiarato ad Associated Press che l'attentato è stato provocato da un dispositivo esplosivo improvvisato piazzato sotto un'automobile parcheggiata nell'area, e che l'ordigno è stato fatto esplodere proprio al passaggio del convoglio di al-Halqi. Quest'ultimo, originario di Daraa e membro di spicco del partito Baath, ha assunto l'incarico lo scorso anno dopo che il predecessore Riad Hijab ha disertato fuggendo in Giordania. In precedenza l'attuale premier era ministro della Salute. 

L'attacco non è il primo contro alte cariche dello Stato. Lo scorso 18 luglio un'esplosione contro l'edificio della sicurezza nazionale siriana, sempre nella capitale, nel corso di un incontro di Gabinetto, provocò la morte del ministro della Difesa e del suo vice, cognato del presidente Bashar Assad. Il 12 dicembre, invece, un'autobomba colpì il ministero dell'Interno a Damasco, uccidendo diverse persone e ferendone 20, tra cui il ministro Mohammed al-Shaar. La notizia del suo ferimento emerse però solo una settimana dopo l'attentato, dopo che il ministro è stato trasferito in Libano per essere curato.

 http://goo.gl/ne44P

Letta taglierà l'Imu sulla prima casa Piano di riforme e meno austerity

Letta taglierà l'Imu sulla prima casa
Piano di riforme e meno austerity

Nel discorso (breve) per la fiducia il richiamo all'Europa
e la nuova legge elettorale

Enrico Letta (Imagoeconomica)Enrico Letta (Imagoeconomica)

ROMA - Chiuso fino a sera tardi negli uffici di Palazzo Chigi che conosce molto bene, Enrico Letta ha lavorato al testo del discorso programmatico che oggi alle 15 leggerà nell'aula di Montecitorio e sul quale chiederà la fiducia del Parlamento, che arriverà entro domani. Il presidente del Consiglio proverà a dare un segno di novità anche nel discorso, che non dovrebbe durare più di mezz'ora. Prometterà la cancellazione dell'Imu sulla prima casa per quasi tutti i contribuenti, conterrà parole di autocritica per come i partiti non abbiano compreso le richieste di moralizzazione della politica e non abbiano saputo affrontare le riforme istituzionali e del sistema elettorale e siano apparsi lontani dal comprendere la gravità della crisi che colpisce famiglie e imprese. Autocritica, ma anche voglia di riscatto, determinazione nel cambiare e nel mandare un segnale di «fiducia» al Paese. E ovviamente un richiamo al «senso di responsabilità» di tutte le forze politiche, ancora più forte dopo la sparatoria davanti a Palazzo Chigi. C'è bisogno, dirà Letta, di rasserenare gli animi, abbassare la tensione, riscoprire le ragioni nobili di una politica al «servizio» dei cittadini e con una forte «attenzione alla realtà». «Ognuno è chiamato a fare il proprio dovere», ammonirà. Il premier chiederà a tutte le forze politiche, anche quelle che non gli daranno la fiducia, di impegnarsi lealmente per riformare le regole del gioco, cioè l'impianto istituzionale e la legge elettorale. Il governo si proporrà come motore di questo processo, ma chiederà la piena collaborazione del Parlamento, chiamato a fare la sua parte con una «Convenzione costituente», dove Letta auspica si possano realizzare maggioranze anche più ampie, coinvolgendo quindi la Lega e il Movimento 5 Stelle. Ci vuole, dirà, «coraggio e un po' d'incoscienza», come quella dimostrata dalla sua squadra.

In questa cornice verranno collocati i capitoli del discorso. Un discorso iper europeista, fondato su un fortissimo richiamo al valore dell'Europa unita, per contrastare ogni tentativo di chi vorrebbe contrapporre gli interessi e i destini dell'Italia a quelli della Ue. Essi, secondo Letta, sono invece indissolubilmente legati. E dunque non c'è prospettiva di crescita del nostro Paese senza la crescita di tutta l'Europa. Ma ciò richiede anche un cambiamento delle politiche economiche seguite finora, troppo improntate all'austerity, e il coraggio di arrivare all'«unione politica». Letta spera su questo di fare fronte comune innanzitutto con la Francia di Hollande. Di incoraggiamento anche le parole di Barack Obama che auspica «la crescita da entrambe le parti dell'Atlantico». Parole che hanno emozionato il premier: «I complimenti di Obama, quasi non ci credo!».

Il cambiamento delle politiche di austerity è del resto il presupposto per «mantenere gli attuali livelli di benessere» e aprire quegli spazi di manovra finanziaria indispensabili sia per accogliere le richieste di riduzione delle tasse, a partire dall'Imu: serviranno infatti dai 2,5 ai 4 miliardi per attenuare o cancellare del tutto l'imposta sulla prima casa. Ma poi ci sono da coprire interventi urgenti, dal rifinanziamento della cassa integrazione alla cancellazione dei previsti aumenti dell'Iva e della tassa sui rifiuti (Tares). E risorse saranno necessarie per mettere in campo un po' di interventi a sostegno delle imprese, dei giovani e dell'innovazione, temi cari a Letta.

La parte più delicata del discorso, manco a dirlo, è quella che riguarda l'Imu. Su questa il presidente del Consiglio dovrà soppesare le parole. Annuncerà l'esenzione dell'imposta sulla casa per quasi tutti, come tappa di avvicinamento all'abolizione totale, con l'obiettivo di convincere anche i falchi del Pdl. Letta insisterà sulla necessità di guardare alle condizioni reali delle famiglie e delle imprese, che non possono sopportare un fisco eccessivo e hanno bisogno di una pubblica amministrazione che dia risposte chiare e in tempi certi, fattori chiave per ridare fiducia al Paese. E senza fiducia, senso di responsabilità, spirito di servizio, incoraggiamento ai giovani, alle donne alle imprese e «un nuovo Welfare» il Paese non può ripartire.


 http://goo.gl/1tngV

Social Trinacria, ultimo giorno di protesta per gli ex Pip



Social Trinacria, ultimo giorno
di protesta per gli ex Pip

 

Manifestazione dei lavoratori ex Pip a Palermo

 

Sale la tensione davanti l’Ars. Più di mille gli ex Pip che in questo momento stanno presidiando la sede del parlamento siciliano. Oggi, infatti, a palazzo dei Normanni è previsto il dibattito sulla finanziaria regionale. Il clima è incandescente, due i temi principali: il rinnovo dei contratti dei precari e i finanziamenti alle associazioni di volontariato.

La vertenza più difficile è quella della onlus Social Trinacria.  I precari della Regione siciliana tornano sul piede di guerra per protestare contro l’articolo 16 della finanziaria che annulla il loro impiego nei vari rami dell’amministrazione pubblica. Per loro le prospettive future sono incerte più che mai. La proposta avanzata dal governo regionale qualche settimana fa prevedeva lo stanziamento di 24 milioni di euro per le cooperative o le associazioni nelle quali far confluire i lavoratori del bacino. Ad oggi però la Regione non ha ancora trovato una soluzione.

Una vera e propria bomba sociale quella dei  (Piani di inserimento professionale), un esercito di circa 3mila lavoratori, tutti con contratto a tempo indeterminato, che costano alla Regione circa 56 milioni di euro l’anno, chiedono una stabilizzazione e la certezza per il loro futuro dopo la proposta fatta qualche mese fa di trasferire tutti i lavoratori in una delle partecipate della Regione. Il 3 dicembre scorso gli ex Pip avevano ottenuto dal governatore siciliano un anno di proroga per la convenzione con Social Trinacria con uno stipendio di circa 750 euro netti al mese. Adesso però la Regione non ha più i fondi necessari per mantenere tutti i lavoratori ai quali sarà garantito lo stipendio solo fino ad aprile e un sostegno grazie alle legge 407 fino a ottobre.

“Vogliamo subito un tavolo con Crocetta – dichiara a BlogSicilia Mimma Calabrò, segretario regionale Fisascat Cisl – ad oggi non siamo stati ancora convocati. I Pip sono essenziali perché prestano servizio presso circa 190 enti, prefetture, questure, assessorati, giudici, Inps. Solo all’ospedale Civico di Palermo sono impiegati circa 190 ex Pip. Qualche giorno fa in sede di Bilancio sono state cassate  le parole associazione e coperativa. Questo vuol dire che probabilmentela Regione ha cambiato idea sulle cooperative ma qual è la soluzione per i 3200 lavoratori? Vogliamo subito un confronto con Crocetta.”

Quella della Social Trinacria era secondo il precedente governo regionale, un’operazione a costo zero. In realtà, sul bilancio i conti non sono lievitati subito grazie agli sgravi fiscali per le nuove assunzioni. A ottobre, invece, questi sgravi, previsti dalla legge 407, non potranno più essere applicati e l’esercito Pip costerà alla Regione circa 56 milioni di euro all’anno, 20 milioni in più rispetto al 2012. Unico problema è che il governo regionale ha appena 20 milioni di euro a disposizione. Soldi che ovviamente non basteranno. La soluzione proposta qualche settimana fa da Crocetta era quella di chiudere l’azienda e tornare agli assegni sociali. A detta del governatore, gli ex Pip potrebbero essere inseriti nei cantieri lavoro del Comune o di altri enti pubblici.

Nei giorni scorsi il governatore Crocetta nella trasmissione l’Arena su Rai2 aveva affermato che “all’interno della Social Trinacria ci sarebbero una serie di collegamenti con il sistema mafioso ben note al ministero dell’Interno”. Affermazioni che hanno scatenato l’ira dei lavoratori: “Noi non siamo delinquenti – dichiara a BlogSicilia Giovanni Cusimano ex Pip – Chiediamo a Crocetta di convocare al più presto un tavolo con le parti sociali. Noi siamo lavoratori non delinquenti. Le soluzioni ci sono. Potrebbero dividerci nelle varie Partecipate. Non si possono buttare per strada 3200 famiglie.”

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